{"id":59232,"date":"2026-03-05T11:24:00","date_gmt":"2026-03-05T11:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=59232"},"modified":"2026-03-05T11:24:00","modified_gmt":"2026-03-05T11:24:00","slug":"il-nuovo-miliardario-italiano-ghirelli-lai-distruggera-molti-lavori-litalia-punti-allo-spazio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=59232","title":{"rendered":"Il nuovo miliardario italiano Ghirelli: l&#8217;AI distrugger\u00e0 molti lavori. L&#8217;Italia punti allo spazio"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211;<br \/>\nFilippo Ghirelli, ingegnere e imprenditore romano attivo nelle infrastrutture ad alta tecnologia, \u00e8 da pochi giorni entrato nella lista dei miliardari italiani di \u201cForbes\u201d. In questa conversazione con Adnkronos spiega la visione che guida Infracorp, la sua piattaforma di sviluppo infrastrutturale: riconversione industriale del tessuto produttivo italiano in chiave spaziale, trasporto aereo regionale, data center in Italia con forte attenzione forte su sovranit\u00e0 del dato, cybersecurity e posizionamento geografico. Entra anche nel tema pi\u00f9 caldo di queste settimane: cosa succeder\u00e0 ai milioni di persone che rischiano di perdere il lavoro per l\u2019irrompere dell\u2019intelligenza artificiale. \u00a0<\/p>\n<p>\nPartiamo dalla sua tesi pi\u00f9 radicale: l\u2019AI distrugger\u00e0 una quota enorme di lavori e non tutti potranno essere riqualificati. Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec netto?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Perch\u00e9 guardo alla traiettoria tecnologica, non alla fotografia attuale. L\u2019AI \u00e8 un ottimo servo ma un pessimo padrone. Se la lasciamo crescere senza governarne gli impatti sistemici, l\u2019effetto sul lavoro sar\u00e0 profondo. Molte attivit\u00e0 ripetitive, analitiche, amministrative e di supporto stanno diventando economicamente non sostenibili rispetto alla produttivit\u00e0 delle macchine. Il tema \u00e8 che il reskilling ha un limite strutturale. \u00c8 poco realistico pensare di riqualificare milioni di persone in modo lineare e continuo mentre la soglia tecnologica continua ad alzarsi. Una parte della popolazione rischia di restare fuori dal mercato del lavoro tradizionale.\u00a0<\/p>\n<p>\nNon si potrebbe adottare il reddito universale?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Non \u00e8 sostenibile in termini di scala n\u00e9 finanziari. Se gi\u00e0 oggi \u00e8 complesso sostenere misure di sostegno per numeri relativamente contenuti, immaginare un reddito universale su larga scala significa spostare il peso interamente sulla fiscalit\u00e0 generale, con effetti potenzialmente destabilizzanti. Ma c\u2019\u00e8 anche un tema culturale: il reddito universale \u00e8 una misura passiva. Io credo invece che si debba attivare un circuito economico diverso.\u00a0<\/p>\n<p>\nQui entra in gioco la sua proposta dei token. Come funzionerebbe concretamente questa \u201ceconomia parallela\u201d?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019idea \u00e8 spostare la remunerazione verso il valore sociale e umano che oggi il mercato non riconosce. . Se una persona perde il lavoro ma ha competenze relazionali, educative, organizzative, di cura, oppure un talento specifico, quel valore non pu\u00f2 restare inutilizzato. Attraverso un sistema di certificazione e tracciabilit\u00e0 delle prestazioni, quel tempo e quelle competenze potrebbero generare token con un sottostante reale: attivit\u00e0 utili alla comunit\u00e0. Non token speculativi, ma strumenti di scambio utilizzabili per beni e servizi essenziali. In questo modo si crea un\u2019economia parallela che sostiene il consumo di base e riduce il rischio di collasso della domanda interna.\u00a0<\/p>\n<p>\nNon teme che un sistema del genere possa essere percepito come una forma alternativa di assistenzialismo?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>No, perch\u00e9 il presupposto \u00e8 l\u2019attivazione, non l\u2019erogazione passiva. Il punto non \u00e8 distribuire risorse, ma riconoscere valore a funzioni che oggi il mercato non remunera in modo adeguato. Se l\u2019AI concentra produttivit\u00e0 e ricchezza in pochi nodi, bisogna redistribuire opportunit\u00e0, non solo reddito.\u00a0<\/p>\n<p>\nPassiamo a Infracorp. Lei la descrive come una piattaforma infrastrutturale pi\u00f9 che come un singolo progetto. Che cosa la distingue dal modello tradizionale delle infrastrutture?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Il modello tradizionale riguarda asset regolati: autostrade, reti, acqua, energia. Rendimenti stabili, orizzonti lunghi, forte presenza pubblica. Oggi, accanto a queste, stanno emergendo infrastrutture value added, legate a tecnologie nuove, con un profilo pi\u00f9 dinamico. Infracorp nasce per aggregare e sviluppare quattro direttrici strategiche: trasporto aereo regionale, AI decentralizzata e data center, energia e spazio. Non come progetti isolati, ma come ecosistema integrato.\u00a0<\/p>\n<p>\nPartiamo dal trasporto aereo regionale. Che problema intende risolvere?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 ben collegata sulle grandi direttrici, ma \u00e8 poco efficiente nei collegamenti trasversali. Ci sono tratte brevi che richiedono ore. L\u2019idea \u00e8 costruire una rete interregionale che valorizzi aeroporti secondari oggi sottoutilizzati. Significa ripensare l\u2019aeroporto come polo di servizi: turismo, logistica, aviazione generale, manutenzione, perfino specializzazioni come il turismo sanitario. Mettendo in rete pi\u00f9 scali e integrando una flotta mista, si pu\u00f2 creare un\u2019infrastruttura sistemica oggi assente.\u00a0<\/p>\n<p>\nQual \u00e8 il ruolo del pubblico in questo schema?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Il pubblico pu\u00f2 avere l\u2019intuizione e definire l\u2019indirizzo strategico. Ma l\u2019esecuzione industriale e finanziaria richiede competenze e velocit\u00e0 che tipicamente stanno nel privato. Il punto \u00e8 costruire veicoli di investimento capaci di aggregare territori e capitali.\u00a0<\/p>\n<p>\nSeconda direttrice: AI decentralizzata e data center. Lei parla di un protocollo proprietario. In cosa consiste la differenza rispetto ai modelli attuali?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Il nodo non \u00e8 solo dove si trova il dato, ma dove si genera il valore del learning. Anche rispettando le normative, il training produce conoscenza che pu\u00f2 diventare un asset trasferibile. Noi lavoriamo su un modello che mantiene storage e apprendimento all\u2019interno di un perimetro controllato, con un protocollo che protegge il dato e il suo processo di elaborazione. Questo \u00e8 particolarmente rilevante per clienti sensibili, pubblici e privati. In questo contesto, siamo tra i pi\u00f9 importanti sviluppatori di data center in Italia.\u00a0<\/p>\n<p>\nParla anche di una geografia precisa dei data center.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Le reti fisiche contano. Nord Italia per le connessioni europee, Adriatico e Tirreno per esigenze operative e di latenza, Puglia come ponte verso Balcani e Medio Oriente, Sicilia come nodo naturale verso il Nord Africa. \u00c8 una logica di resilienza e sovranit\u00e0 infrastrutturale.\u00a0<\/p>\n<p>\nTerzo asse: energia. \u00c8 molto chiaro sulla necessit\u00e0 di continuit\u00e0.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Un data center non pu\u00f2 permettersi discontinuit\u00e0. Per questo il turbogas resta centrale come fonte affidabile. E sempre pi\u00f9 sar\u00e0 necessaria un\u2019integrazione pubblico-privato sulle scelte strategiche in materia di politiche energetiche. Parallelamente, stiamo studiando soluzioni pi\u00f9 avanzate, incluso il nucleare offshore in prospettiva. Le rinnovabili restano un tassello, ma da sole non garantiscono continuit\u00e0: occorre lavorare su fonti di energia enormemente pi\u00f9 stabili e concentrate. A questo si affianca il waste to energy: trasformare rifiuti in energia e calore, riducendo l\u2019impatto ambientale e integrando la filiera energetica con quella digitale. Siamo gli unici ad avere un permesso per un impianto di questo tipo, in Abruzzo.\u00a0<\/p>\n<p>\nQuarta direttrice: spazio. Cosa significa per voi exploration e orbital data center?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Significa lavorare su infrastrutture orbitanti e servizi in orbita: manutenzione satellitare, gestione dei detriti, prolungamento della vita operativa. Gli orbital data center rappresentano una frontiera in cui cambiano condizioni operative e opportunit\u00e0 tecnologiche. \u00c8 un\u2019estensione naturale della logica infrastrutturale: la rete non \u00e8 pi\u00f9 solo terrestre.\u00a0<\/p>\n<p>\nLei dice che, su questi temi, l\u2019Italia pu\u00f2 giocare un ruolo pi\u00f9 forte dell\u2019Europa nel suo complesso.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>La filiera italiana nell\u2019aerospazio e nella manifattura avanzata \u00e8 molto solida. Dalla meccanica di precisione alla componentistica, abbiamo competenze diffuse. Il tema \u00e8 aggregarle. Penso anche alla Motor Valley e a migliaia di aziende oggi in difficolt\u00e0 sull\u2019automotive ma con competenze trasferibili. Se le aiuti a riconvertirsi verso aerospazio e spazio, crei valore e resilienza industriale.\u00a0<\/p>\n<p>\nChe ruolo possono avere Mimit, fondi e capitale privato in questo processo?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Il Mimit ha strumenti su innovazione e crediti d\u2019imposta. Una parte delle risorse destinate allo spazio pu\u00f2 sostenere ricerca e sviluppo. I fondi stanno diventando pi\u00f9 specialistici, ma hanno bisogno di piattaforme industriali coerenti. Serve anche capitale paziente: investitori disposti a sostenere traiettorie lunghe, non solo operazioni di breve periodo.\u00a0<\/p>\n<p>\nInsomma, qual \u00e8 il filo che unisce token, infrastrutture, spazio ed energia?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 di reagire e adattarsi al cambiamento. Se l\u2019AI rivoluziona il lavoro, bisogna ripensare una parte dell\u2019economia. Se la competizione tecnologica si intensifica, bisogna costruire infrastrutture robuste e integrate. Non \u00e8 pi\u00f9 tempo di teorie astratte. \u00c8 il momento di progettare sistemi che tengano insieme innovazione, coesione sociale e sovranit\u00e0 industriale. (di Giorgio Rutelli)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>economia<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=59232\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Filippo Ghirelli, ingegnere e imprenditore romano attivo nelle infrastrutture ad alta tecnologia, \u00e8&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":59233,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-59232","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59232","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=59232"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59232\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59259,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59232\/revisions\/59259"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/59233"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=59232"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=59232"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=59232"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}