{"id":58727,"date":"2026-03-04T00:21:46","date_gmt":"2026-03-04T00:21:46","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=58727"},"modified":"2026-03-04T00:21:46","modified_gmt":"2026-03-04T00:21:46","slug":"iran-drone-shahed-ha-gia-cambiato-la-guerra-lucraina-insegna-la-difesa-la-lezione-ai-paesi-del-golfo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=58727","title":{"rendered":"Iran, drone Shahed ha gi\u00e0 cambiato la guerra. L&#8217;Ucraina insegna la difesa, la lezione ai Paesi del Golfo"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; A cambiare la modalit\u00e0 della guerra contemporanea? E&#8217; stato l&#8217;Iran. E lo ha fatto con il drone Shahed-136, che sta recitando un ruolo di primo piano nel conflitto con Israele e Stati Uniti. Il velivolo \u00e8 un sistema a lungo raggio, economico e preciso quanto basta: qualit\u00e0 note da tempo, visto che si \u00e8 rivelato determinante nella guerra in Ucraina. Nella prima fase Mosca ha iniziato a importarlo da Teheran e dall&#8217;autunno del 2022 a usarlo contro le citt\u00e0 ucraine. Poi Vladimir Putin ha dato via libera all&#8217;investimento di due miliardi di dollari per l&#8217;apertura di un impianto in Russia per la produzione su licenza del Geran-2, come \u00e8 stata chiamata la versione locale. Lo Shahed \u00e8 stato fonte di &#8216;ispirazione&#8217; anche per Kiev: l&#8217;Ucraina ha dovuto modellare la risposta e ha inventato il sistema di difesa aerea a strati che ora servirebbe ai Paesi del Golfo presi di mira dall&#8217;Iran. \u00a0<\/p>\n<p>\nDeterminante, lo Shahed (che in persiano significa &#8216;testimone della fede&#8217; o &#8216;martire&#8217;) lo \u00e8\u00a0in questi giorni anche nella regione del Golfo, dove per la prima volta gli Stati Uniti hanno impiegato su un teatro di guerra una copia del sistema, vale a dire il drone da attacco &#8216;one way&#8217; Lucas (Low-cost Unmanned Combat Attack System), e dove l&#8217;impiego del drone iraniano contro Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bharein, sta esaurendo rapidamente &#8211; si stima che accadr\u00e0 al massimo fra una settimana &#8211; gli arsenali di sofisticati, e molto cari, intercettori &#8216;made in Usa&#8217; di questi Paesi. \u00a0<\/p>\n<p>Un singolo drone Lucas costa 35mila dollari mentre un missile da crociera Tomahawk ne costa 2,5 milioni. Le ricche petromonarchie non hanno sentito il bisogno, in questi ultimi anni in cui Kiev sviluppava e dispiegava sistemi di difesa aerea a buon mercato, di fare altrettanto. Da sabato mattina a luned\u00ec sera, i droni iraniani lanciati contro i Paesi vicini sono stati pi\u00f9 di mille, in attacchi in cui in larga misura erano impiegati singolarmente. Solo contro gli Emirati arabi uniti, 689, solo 44 hanno avuto un impatto a terra. \u00a0<\/p>\n<p>Lo Shaed-136, il modello di maggior successo di una filiera avviata dai Pasdaran verso la fine dell&#8217;ultimo decennio dimostra che l&#8217;innovazione tecnologica non procede in una sola direzione, da Paesi pi\u00f9 avanzati a Paesi che lo sono meno. Piuttosto che le innovazioni arrivano da una variet\u00e0 di fonti, spiegano Steve Feldestein e Dara Massicot in un paper appena pubblicato con Carnegie Endowement in cui sottolineano un altro aspetto innovativo del sistema iraniano. E&#8217; caduto il dogma della spesa senza controllo per lo sviluppo di sistemi d&#8217;arma. Anche un sistema economico pu\u00f2 fare la differenza. L&#8217;efficienza dei costi \u00e8 diventata un parametro importante nel momento in cui le armi non rimangono pi\u00f9 chiuse negli arsenali, con il solo obiettivo di esercitare deterrenza, ma vengono usate ogni giorno. &#8220;La massa conta, i costi possono essere decisivi e una precisione &#8216;abbastanza buona&#8217; pu\u00f2 dare vantaggi significativi&#8221;, riassumono i due analisti. \u00a0<\/p>\n<p>Per far quadrare i conti e ottimizzare i ridotti arsenali di intercettori, i Paesi del Golfo non useranno pi\u00f9 i missili per contrastare i droni, ma solo contro i missili balistici iraniani, come era stata costretta a fare anche Israele verso la fine della &#8216;Guerra dei 12 giorni&#8217; dello scorso giugno. &#8220;Ci sar\u00e0 un cambio di tattiche. Gli intercettori saranno usati con maggiore giudizio e solo contro obiettivi di maggior valore, i missili balistici. Questo significa accettare i rischi e consentire essenzialmente a questi droni di penetrare. Questo avr\u00e0 un effetto devastante sulla relativa calma e stabilit\u00e0 dei Paesi del Golfo che per anni hanno con questo attratto investimenti, turisti ed expat&#8221;, ha spiegato Becca Wasser, analista al Center for a New American Security, nel 2022 nella commissione per la difesa nazionale strategica Usa, in una intervista al Wall Street Journal. \u00a0<\/p>\n<p>\nMa Teheran sta lanciando in questa guerra centinaia di droni, tanti quanti se non di pi\u00f9 dei missili balistici, anche allo scopo di esaurire le difese aree dei Paesi contro cui combatte. Centinaia di droni a lungo raggio al giorno sono stati usati, e vengono tutt&#8217;ora usati, dalle forze russe contro le infrastrutture critiche dell&#8217;Ucraina, un metodo che Teheran ha appreso e sta usando in questi giorni, arrivando a colpire alberghi, aeroporti, il porto Jebel Ali negli Emirati arabi uniti, la raffineria di Ras Tanoura in Arabia saudita, e l&#8217;impianto di produzione di Gnl di Ras Laffan nel Qatar. E se per raggiungere Israele un drone dall&#8217;Iran impiegava ore, per i Paesi del Golfo sono necessari a un drone pochi minuti. Per le loro dimensioni ridotte, gli Shahed possono essere nascosti pi\u00f9 facilmente di missili e droni. E le testate che portano, pur se di dimensioni ridotte rispetto ai vettori tradizionali, se sganciate contro obiettivi infiammabili come le infrastrutture dell&#8217;energia, possono comunque infliggere danni ingenti.   \u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;impiego massiccio dei droni da parte dell&#8217;Iran ha consentito l'&#8221;escalation orizzontale&#8221; del conflitto (la definizione \u00e8 di Shashank Joshi, analista di difesa dell&#8217;Economist ) che Teheran ha esteso ai Paesi del Golfo, fino ad arrivare alla base della Raf di Akrotiri a Cipro. I Paesi della regione alleati agli Stati Uniti devono quindi iniziare ad apprendere da Kiev come dispiegare lo  &#8216;scudo&#8217; multitrato con cui l&#8217;Ucraina ha imparato a bloccare a costi contenuti gli sciami di droni, fino a 800, che le vengono scagliati contro, grazie ad aerei da combattimento, elicotteri, sistemi elettronici e armi di disturbo e falsificazione di segnali, cannoni e mitragliere anti aeree e altre capacit\u00e0 a basso costo. Perch\u00e9 anche l&#8217;Ucraina ha confermato la lezione. Gli Stati Uniti e la Russia non modello con i loro sistemi il teatro di guerra. I 58.272 eventi provocati da droni, con 32.769 vittime, del 2025, sono numeri destinati ad aumentare in modo significativo  nei prossimi anni.  \u00a0<\/p>\n<p>Lo Shahed-136 \u00e8 lungo 3,5 metri e ha una apertura alare di 2,5 metri, un motore a combustione interna e pu\u00f2 volare per oltre 2000 chilometri a velocit\u00e0 bassa. E&#8217; molto rumoroso. La sua traiettoria \u00e8 predeterminata anche se di recente, in Ucraina, potrebbe essere stato guidato anche in remoto. Dotato di una testata esplosiva di soli 50 chili di un sistema di guida pre programmato basato su GPS, il drone pu\u00f2 essere lanciato in sciami e indirizzato verso bersagli come centrali elettriche, depositi di munizioni, infrastrutture strategiche. Una volta individuato l\u2019obiettivo, il drone vi si getta contro, causando danni significativi a un costo molto inferiore rispetto a un missile da crociera. \u00a0<\/p>\n<p>Il costo di produzione \u00e8 stimato fra i 20mila e i 50mila dollari. E&#8217; stato impiegato per la prima volta nel giugno del 2021 contro la petroliera israeliana &#8216;Mercer Street&#8217;, nel Golfo dell&#8217;Oman provocando la morte di un rumeno e di un britannico. E&#8217; stato progettato dalla Shahed Aviation Industries Research Center, iraniana, che secondo gli Stati Uniti dipende dai Guardiani della rivoluzione.  La linea di produzione di droni in Iran \u00e8 iniziata nei primi anni 2000.  A mettere in produzione sistemi dalle stesse caratteristiche, non sono stati solo Ucraina e Stati Uniti, ma anche aziende in China, France e Gran Bretagna.\u00a0<\/p>\n<p>Secondo fonti ucraine citate da United24 Media, la Russia \u00e8 in grado ora di produrre 200 Geran-2 al giorno e &#8220;nel prossimo futuro&#8221; potr\u00e0 arrivare a mille. Con una testata di peso doppio rispetto ai primi modelli, una velocit\u00e0 che raddoppiata dai 170\/200 km\/l&#8217;ora a 500. E soprattutto, date le antenne e telecamere di cui sono dotati i nuovi modelli, di controllarne la traiettoria da remoto, con la possibilit\u00e0 di colpire anche obiettivi mobili. Le statistiche di Kiev indicano che nei soli tre mesi estivi dello scorso anno, sono stati lanciati 15.933 droni contro il Paese, solo a luglio 6.394, a giugno 5.412 e ad agosto 4.100. Come l&#8217;Europa, anche i Paesi del Golfo, possono ora andare a lezione dall&#8217;Ucraina. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>internazionale\/esteri<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=58727\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; A cambiare la modalit\u00e0 della guerra contemporanea? E&#8217; stato l&#8217;Iran. 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