{"id":57827,"date":"2026-03-01T07:05:00","date_gmt":"2026-03-01T07:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=57827"},"modified":"2026-03-01T07:05:00","modified_gmt":"2026-03-01T07:05:00","slug":"alzheimer-allo-studio-nuovo-test-del-sangue-per-diagnosi-precoce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=57827","title":{"rendered":"Alzheimer, allo studio nuovo test del sangue per diagnosi precoce"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211;<br \/>\nUn nuovo test per rilevare i biomarcatori della malattia di Alzheimer. E&#8217; il risultato di uno studio finanziato dai National Institutes of Health (Nih), con cui i ricercatori hanno identificato un nuovo tipo di test basato sul sangue, che misura i cambiamenti strutturali nelle proteine, fornendo maggiori informazioni rispetto ai normali esami. I risultati, pubblicati su &#8216;Nature Aging&#8217;, gettano luce anche su come la biologia dell&#8217;Alzheimer possa differire tra uomini e donne.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Questo lavoro introduce un approccio fondamentalmente nuovo, basato sul sangue, per la diagnosi e la stadiazione dell&#8217;Alzheimer&#8221;, spiega Richard Hodes, direttore del National Institute on Aging (Nia), un istituto parte dei National Institutes of Health (Nih) statunitensi, che ha finanziato lo studio. &#8220;Rivelando cambiamenti strutturali delle proteine associati al rischio genetico, alla gravit\u00e0 dei sintomi e alle differenze di genere &#8211; caratteristiche non rilevate dai biomarcatori esistenti &#8211; questa ricerca potrebbe consentire una diagnosi precoce e studi clinici pi\u00f9 efficaci&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nLa maggior parte degli esami del sangue per l&#8217;Alzheimer misura la quantit\u00e0 di una proteina associata alla patologia. Tuttavia, \u00e8 noto che nell&#8217;Alzheimer la disfunzione della regolazione della funzione cellulare causa un ripiegamento anormale delle proteine. I ricercatori di questo studio volevano sapere se questi cambiamenti strutturali potessero essere identificati negli esami del sangue per diagnosticare la malattia. Hanno ipotizzato che un&#8217;indagine completa dei cambiamenti strutturali nelle proteine associate all&#8217;Alzheimer potesse rivelare maggiori informazioni sui meccanismi alla base dei fattori di rischio e dei sintomi della malattia rispetto agli attuali esami del sangue e potenzialmente identificare ulteriori biomarcatori ematici. Inoltre, quasi tutti i pazienti con Alzheimer sviluppano sintomi neuropsichiatrici, ma la ricerca suggerisce differenze tra uomini e donne nella frequenza e nella gravit\u00e0 di alcuni sintomi. Gli autori si sono chiesti dunque se i cambiamenti strutturali nelle proteine potessero aiutare i ricercatori a comprendere meglio i processi biologici alla base di queste differenze di genere.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Per rispondere a queste domande, gli esperti hanno analizzato campioni di plasma sanguigno di 520 persone, tra cui pazienti con Alzheimer diagnosticato, persone con lieve deterioramento cognitivo e controlli sani. I soggetti erano volontari che partecipavano alla ricerca presso gli Alzheimer&#8217;s Disease Research Centers in Kansas e California, dove venivano visitati annualmente.\u00a0<\/p>\n<p>Utilizzando la spettrometria di massa e l&#8217;apprendimento automatico, i ricercatori sono stati in grado di caratterizzare i cambiamenti nella struttura proteica associati al rischio genetico di Alzheimer, in particolare nelle varianti del gene ApoE. Hanno anche collegato i cambiamenti correlati alla malattia alla gravit\u00e0 dei sintomi neuropsichiatrici nei maschi e nelle femmine, osservando modelli strutturali distinti per sesso.\u00a0<\/p>\n<p>Il team di ricerca ha quindi utilizzato l&#8217;apprendimento automatico per sviluppare un pannello diagnostico di 3 proteine &#8211; C1QA, CLUS e ApoB &#8211; che rappresentano i cambiamenti strutturali associati all&#8217;Alzheimer. Gli studiosi hanno scoperto che il pannello era in grado di distinguere accuratamente tra Alzheimer, deterioramento cognitivo lieve e controlli sani, e di distinguere gli stadi della malattia e monitorarne la progressione nel tempo.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Con questo lavoro, abbiamo creato un potenziale nuovo pannello di biomarcatori che rivela alterazioni strutturali nelle proteine legate al morbo di Alzheimer, invisibili agli approcci tradizionali&#8221;, conclude John Yates, autore principale dello studio e professore di Biologia strutturale e computazionale integrativa allo Scripps Research Institute di La Jolla, California. &#8220;Questo approccio distingue accuratamente gli stadi della malattia, il che potrebbe contribuire a una diagnosi precoce&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=57827\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Un nuovo test per rilevare i biomarcatori della malattia di Alzheimer. 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