{"id":56410,"date":"2026-02-25T15:14:17","date_gmt":"2026-02-25T15:14:17","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=56410"},"modified":"2026-02-25T15:14:17","modified_gmt":"2026-02-25T15:14:17","slug":"sanremo-lanalisi-dei-testi-le-canzoni-sul-lettino-dello-psicologo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=56410","title":{"rendered":"Sanremo, l&#8217;analisi dei testi: le canzoni sul &#8216;lettino&#8217; dello psicologo"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211;<br \/>\nBisogno di cura, sensi ci colpa, coazione a ripetere, vergogna del maschile, dolore e lutto. Nei testi delle canzoni presentate a Sanremo 2026 non c&#8217;\u00e8 solo &#8216;amore e cuore&#8217; ma anche temi psicologici complessi. Lo psicologo Marco Piccolo ha voluto scegliere e analizzare alcune canzoni, proponendo una guida &#8216;psy&#8217; ai brani in gara.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Mi sono preso la briga di leggere testi e presentazioni dei 30 brani in gara. Non per fare il critico musicale n\u00e9 per stilare classifiche ma per accendere una piccola luce sull&#8217;inconscio. Molti testi di quest&#8217;anno, di primo acchito, sembrano semplici. A tratti persino banali. Ma in realt\u00e0 alcuni brani che lasciano intravedere qualcosa di molto vero sulla nostra psiche: ferite, difese, paure&#8221;, evidenzia lo psicologo che ha scelto cinque canzoni, pi\u00f9 alcune &#8216;menzioni&#8217;. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\nIl primo \u00e8 &#8216;Magica favola&#8217; di Arisa, &#8220;una canzone che mette a tema la regressione psicologica come richiesta di cura. Il testo \u00e8 un viaggio a ritroso. Non per nostalgia estetica, ma per bisogno. Quando il presente diventa stancante, disordinato, confuso, la psiche cerca un luogo dove tornare. E quel luogo ha un nome antico: &#8216;tra le braccia di mia madre&#8217;. Qui la regressione non \u00e8 infantile, ma una richiesta di contenimento. E c&#8217;\u00e8 un altro dettaglio importante: la passione che si confonde con la sofferenza. In molte relazioni, il soggetto chiama &#8216;amore&#8217; ci\u00f2 che in realt\u00e0 \u00e8 un impasto di bisogno e di ferite. La favola, allora, non \u00e8 una fuga. \u00c8 un modo di sopravvivere senza crollare&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>La seconda canzone scelta dallo psicologo cosentino \u00e8 &#8216;Male necessario&#8217; di Fedez &amp; Masini &#8220;un brano che parla del padre, della colpa e dell&#8217;ombra. Questo \u00e8 forse il brano pi\u00f9 esplicitamente &#8216;clinico&#8217;. Non tanto per le parole forti, ma per la struttura interna: un Io che prova a separarsi da un Ego che lo imprigiona, e un &#8216;tribunale interiore&#8217; che continua a parlare. Il verso sul padre \u00e8 centrale: &#8216;Ogni padre inizia come fosse un Dio, ma poi finisce che diventa un alibi&#8217;. Qui si sente il crollo dell&#8217;idealizzazione. Un punto delicato \u00e8 anche il titolo: &#8216;male necessario&#8217;. \u00c8 un&#8217;idea ambigua, e proprio per questo interessante. Per alcuni \u00e8 trasformazione: attraversare il dolore per smettere di scappare. Per altri \u00e8 condanna: restare attaccati alla sofferenza perch\u00e9 almeno quella fa sentire vivi&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\nIl terzo brano \u00e8 &#8216;Avvoltoi&#8217; di Eddie Brock che parla dell&#8217;impulso irrefrenabile a scegliere l&#8217;oggetto che ferisce. &#8220;La canzone &#8211; evidenzia Piccolo &#8211; lo esprime con durezza: parla di chi &#8216;sceglie sempre quello che far\u00e0 male&#8217;. Qui non siamo nel romanticismo. Siamo nella ripetizione. Freud la chiamerebbe &#8216;coazione a ripetere&#8217;: il soggetto torna, senza saperlo, nello stesso punto doloroso per tentare di controllarlo, di trasformarlo, di dominarlo. Ma finisce per riaprirlo. Gli &#8216;avvoltoi&#8217; diventano una bella immagine psichica: non solo nemici esterni, ma figure interne che si posano sulla nostra vulnerabilit\u00e0 e impediscono il gesto pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 difficile: &#8216;spogliare il cuore&#8217;, cio\u00e8 uscire dalla corazza. \u00c8 una canzone sul masochismo relazionale, ma detta senza moralismi: come se il testo dicesse &#8216;lo so, eppure ci ricasco&#8217;&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\nLa canzone di Tredici Pietro &#8216;Uomo che cade&#8217; &#8220;\u00e8 la quarta che ho scelto perch\u00e9 descrive la fragilit\u00e0 del S\u00e9 e la vergogna del maschile. Gi\u00e0 il titolo \u00e8 perfetto: l&#8217;uomo che cade. Non l&#8217;uomo che combatte, non l&#8217;uomo che vince. Cade. E nel testo compaiono immagini di buio interno, mancanza di rispetto per s\u00e9, &#8216;interni neri&#8217;. Qui sento un tema molto contemporaneo: la mascolinit\u00e0 che non riesce pi\u00f9 a reggere l&#8217;obbligo culturale della prestazione. E forse \u00e8 un bene. Perch\u00e9 quando il S\u00e9 \u00e8 costretto a essere sempre &#8216;forte&#8217;, la fragilit\u00e0 non sparisce: diventa sintomo, dipendenza, anestesia. L&#8217;imbarazzo, la macchia, il fallimento diventano paradossalmente l&#8217;unica autenticit\u00e0 possibile.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Un quinto brano merita una riflessione, &#8216;Stella stellina&#8217; di Ermal Meta. &#8220;Qui il dolore non \u00e8 un tema: \u00e8 un ambiente. Il tempo si spezza, diventa irregolare, quasi irreale. \u00c8 il lutto quando non scorre, quando non &#8216;passa&#8217; e ti cambia la percezione del mondo. Il testo oscilla tra due movimenti opposti: tenere vivo il legame e anestetizzare per non sentire&#8221;, spiega Piccolo. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Oltre a questi cinque, ci sono altri brani &#8216;psy&#8217; che per Piccolo vale la pena evidenziare. &#8216;Ossessione&#8217; di Samurai Jay descrive &#8220;quando l&#8217;altro diventa una sostanza; non una relazione ma un vero e proprio &#8216;craving&#8217; con picchi e sindrome di astinenza&#8221;. Mentre &#8216;Animali notturni&#8217; di Malika Ayane &#8220;parla della notte come luogo del legame clandestino, come se l&#8217;identit\u00e0 possa reggere solo al buio. &#8216;Prima che&#8217; di Nayt esprime il bisogno di esistere nello sguardo dell&#8217;altro \u2013 la fame di riconoscimento \u2013 prima dell&#8217;immagine e del ruolo. E infine &#8216;Le cose che non sai di me&#8217; di Mara Sattei \u00e8 incentrata sul silenzio come forma di controllo: non ti dico tutto non perch\u00e9 non ti ami, ma perch\u00e9 ho paura di essere presa&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>In conclusione una diagnosi su questo Sanremo: &#8220;Parlerei di un&#8217;edizione nostalgica e un po&#8217; depressiva, ma con un dettaglio molto importante: il dolore non viene mascherato da eroismo, ma viene cantato. E quando il dolore viene cantato, a volte, smette di essere solo dolore e comincia a diventare simbolo. Come dico spesso alle persone che incontro: quando il dolore pu\u00f2 essere pensato, cambia forma. Diventa energia e cambiamento&#8221;, conclude Piccolo.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>spettacoli<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=56410\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Bisogno di cura, sensi ci colpa, coazione a ripetere, vergogna del maschile, dolore&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":56411,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-56410","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56410","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=56410"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56410\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":56424,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56410\/revisions\/56424"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/56411"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=56410"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=56410"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=56410"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}