{"id":56342,"date":"2026-02-25T12:28:42","date_gmt":"2026-02-25T12:28:42","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=56342"},"modified":"2026-02-25T12:28:42","modified_gmt":"2026-02-25T12:28:42","slug":"smart-working-con-pandemia-covid-forte-slancio-ma-italia-ancora-lontana-da-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=56342","title":{"rendered":"Smart working, con pandemia Covid forte slancio ma Italia ancora lontana da Ue"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; La crisi mondiale legata al Covid-19 del 2020 ha favorito una rapida trasformazione del modo di lavorare, accelerando la diffusione del telelavoro e, in particolare, dello smart working. Il lavoro a distanza \u00e8 cos\u00ec diventato una componente strutturale della societ\u00e0, ridefinendo le relazioni tra lavoro e vita privata, tra spazi fisici e digitali, tra periodi di attivit\u00e0 e di riposo, riducendo parallelamente i tempi e i costi degli spostamenti. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Secondo il Censimento permanente del 2023, poco meno di 3,4 milioni di occupati (il 13,8% del totale) hanno sperimentato una qualche forma di lavoro da remoto nelle quattro settimane precedenti la data della rilevazione (1 ottobre 2023). E&#8217; quanto indica l&#8217;Istat nelle sue statistiche sullo smart working. Pi\u00f9 nel dettaglio, circa 1.436mila (5,9%) hanno svolto la propria attivit\u00e0 da casa almeno la met\u00e0 dei giorni lavorativi, mentre i restanti 1.933mila (7,9%) hanno adottato tale modalit\u00e0 in misura pi\u00f9 limitata.\u00a0<\/p>\n<p>Il lavoro flessibile raggiunge il suo apice durante la pandemia e nella fase immediatamente successiva. Nel 2021 hanno lavorato anche solo alcuni giorni da casa 3.577.984 persone, con una incidenza pari al 15,1% del totale degli occupati (23.632.617). Si tratta di un risultato difficilmente ipotizzabile prima dell\u2019emergenza sanitaria: nel 2018 e nel 2019, in base ai dati dell\u2019Indagine Istat sulle Forze di Lavoro, la quota di smart workers e telelavoristi era appena del 4,8%. Nel 2022 e nel 2023 si assiste ad una sorta di stabilizzazione del fenomeno: in entrambe le edizioni del Censimento permanente gli occupati da remoto si attestano al 13,8%.\u00a0<\/p>\n<p>Nonostante le nuove modalit\u00e0 di organizzazione del lavoro abbiano avuto un forte slancio durante il lockdown e si siano cristallizzate nel corso del tempo, nel nostro Paese la percentuale di occupati che utilizzano il lavoro a distanza resta comunque inferiore a quella della maggior parte degli altri Paesi europei. Secondo una statistica diffusa da Eurostat sugli occupati che, nel 2023, hanno svolto almeno la met\u00e0 dei giorni di lavoro in smart working (&#8216;usually working from home&#8217;), l\u2019Italia, con il 5,9%, \u00e8 ben al di sotto della media Ue che \u00e8 pari al 9,1%. In testa alla graduatoria, con valori pi\u00f9 elevati del 20%, ci sono la Finlandia (22,2%) e l\u2019Irlanda (21,8%), seguite da Svezia e Belgio che si collocano rispettivamente al 15,3% e 14,6%. Sopra la media Ue anche Germania e Francia con incidenze superiori al 10%.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019adozione dello smart working in Italia evidenzia marcate differenze tra le diverse aree del Paese. Le citt\u00e0 metropolitane e le regioni del Centro-Nord, caratterizzate da una maggiore concentrazione di settori terziari avanzati e da evolute infrastrutture digitali, mostrano livelli pi\u00f9 elevati di diffusione del lavoro agile. In particolare, citt\u00e0 come Milano, Roma, Bologna e Torino hanno registrato, tra i Comuni con pi\u00f9 di 150mila residenti, le percentuali pi\u00f9 alte di lavoratori da remoto, grazie anche alla presenza di grandi aziende e pubbliche amministrazioni pi\u00f9 strutturate. Al contrario, nel Mezzogiorno, con alcune eccezioni, il lavoro da casa risulta meno frequente, riflettendo anche le caratteristiche della struttura produttiva del territorio. \u00a0<\/p>\n<p>Nel 2023, nel Nord-est, gli occupati che hanno lavorato a distanza almeno un giorno nelle quattro settimane precedenti la data di riferimento della rilevazione censuaria sono il 17,1%, un punto percentuale in pi\u00f9 di quelli residenti nel Centro. Nella ripartizione Nord-occidentale la quota scende sensibilmente fino all\u201911,9%, e si assesta al 10,2% nelle regioni del Sud, in entrambi i casi al di sotto della media nazionale (13,8%). Nelle due Isole maggiori meno di 10 lavoratori su 100 (9,7%) hanno scelto, o avuto la possibilit\u00e0, di svolgere, anche solo per qualche giorno, la propria attivit\u00e0 al di fuori della sede di lavoro. \u00a0<\/p>\n<p>A livello regionale, il Lazio guida la classifica con il 21,5%; valori elevati anche per la Lombardia (18,6%) e il Piemonte (14,5%). Supera la media nazionale anche la Liguria con il 14%. In tutte le regioni del Mezzogiorno il lavoro da casa interessa meno del 10% degli occupati, ad eccezione di Campania (11,1%), Abruzzo (10,3%) e Sardegna (10,2%). In controtendenza, la Valle d\u2019Aosta\/Vall\u00e9e d&#8217;Aoste che, al pari della Basilicata, si ferma all\u20198,8%.\u00a0<\/p>\n<p>In 31 delle 48 province del Settentrione, la percentuale di occupati che svolge parte dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa da casa \u00e8 pari o superiore al 10%: nella citt\u00e0 metropolitana di Milano la quota sfiora il 30%, il 21% nella provincia di Monza e della Brianza. Nella met\u00e0 delle province del Centro almeno un occupato su 10 ha lavorato anche solo un giorno da remoto, con la citt\u00e0 metropolitana di Roma che raggiunge il 25% seguita, con un notevole distacco, dalla provincia di Latina (12,4%). Al Sud, \u00e8 la citt\u00e0 metropolitana di Napoli a far rilevare il valore pi\u00f9 elevato (12,7%), mentre la citt\u00e0 metropolitana di Cagliari (16%) presenta l\u2019incidenza pi\u00f9 alta tra le province delle due Isole maggiori. Al contrario, ad Enna, solo il 5,8% degli occupati ha scelto o potuto lavorare almeno un giorno a distanza.\u00a0<\/p>\n<p>Nelle realt\u00e0 metropolitane italiane lo smart working rappresenta una risposta concreta a questioni legate alla riduzione del traffico e dell\u2019inquinamento e al miglioramento della qualit\u00e0 della vita dei lavoratori, ponendo al tempo stesso nuovi interrogativi sulla gestione degli spazi urbani e sul futuro degli uffici. Il lavoro da casa nei grandi Comuni, quindi, non \u00e8 pi\u00f9 solo una misura emergenziale, ma un elemento strutturale di modernizzazione del lavoro che influisce, sebbene in misura diversa a seconda dei contesti territoriali, sulla sostenibilit\u00e0 e sul benessere collettivo. \u00a0<\/p>\n<p>In 19 dei 27 Comuni italiani con pi\u00f9 di 150mila residenti la percentuale di lavoratori in modalit\u00e0 agile supera quella rilevata per l\u2019Italia nel complesso (13,8%), con valori massimi raggiunti a Milano (38,3%), polo economico e finanziario del Paese, a Roma (29,4%), a Bologna (27,7%) e a Torino (24,6%). La quasi totalit\u00e0 dei maggiori contesti urbani del Nord (12 su 14) si attesta su quote che vanno al di l\u00e0 del 14%, soglia oltrepassata anche da Firenze per il Centro e da Cagliari, Napoli, Bari, Palermo e Taranto per il Mezzogiorno. Particolarmente elevata l\u2019incidenza nel capoluogo sardo dove pi\u00f9 di un occupato su cinque (22,5%) ha sperimentato il lavoro da remoto. A Catania, Ravenna e Messina si osservano i livelli pi\u00f9 bassi, con la citt\u00e0 dello Stretto che, con il 9,4%, \u00e8 all\u2019ultimo posto.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>economia<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=56342\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La crisi mondiale legata al Covid-19 del 2020 ha favorito una rapida trasformazione&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":56343,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-56342","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56342","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=56342"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56342\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":56368,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56342\/revisions\/56368"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/56343"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=56342"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=56342"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=56342"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}