{"id":56237,"date":"2026-02-25T06:57:55","date_gmt":"2026-02-25T06:57:55","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=56237"},"modified":"2026-02-25T06:57:55","modified_gmt":"2026-02-25T06:57:55","slug":"scimpanze-e-alcol-confermata-lipotesi-della-scimmia-ubriaca-tracce-di-etanolo-nelle-urine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=56237","title":{"rendered":"Scimpanz\u00e9 e alcol, confermata l&#8217;ipotesi della &#8216;scimmia ubriaca&#8217;: tracce di etanolo nelle urine"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Il loro &#8216;nettare degli dei&#8217; non \u00e8 a base di uva, ma di mela stella bianca. Per\u00f2 il risultato \u00e8 lo stesso: fermentazione, alcol, convivialit\u00e0. L&#8217;anno scorso avevano fatto il giro del mondo le immagini di un gruppo di scimpanz\u00e9 selvatici seduti in circolo, come vecchi amici, con al centro un maxi &#8216;African breadfruit&#8217; in condivisione. Ora, i test delle urine confermano: consumano alcol. Grazie ai coraggiosi sforzi di uno studente laureato dell&#8217;University of California Berkeley, Aleksey Maro, \u00e8 stato possibile scrivere una nuova pagina, che colma un gap cruciale nell&#8217;ipotesi della &#8216;scimmia ubriaca&#8217; formulata dagli scienziati: l&#8217;idea cio\u00e8 che gli scimpanz\u00e9 e probabilmente molti altri animali ingeriscano naturalmente alcol nella loro dieta e addirittura lo cerchino. Maro oggi probabilmente sa molto pi\u00f9 di quanto vorrebbe sapere sulle abitudini urinarie degli scimpanz\u00e9. Ma se si vuole misurare il loro consumo di alcol, in un ambiente come la foresta pluviale ugandese, e in una situazione in cui per ovvie ragioni l&#8217;etilometro \u00e8 impraticabile, raccogliere campioni di urine per analizzarli era l&#8217;unica soluzione. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;impresa \u00e8 stata ripagata. A conferma della teoria, infatti, su 20 campioni esaminati \u00e8 emerso che 17 contenevano sottoprodotti alcolici provenienti, si pensa, proprio dalla frutta fermentata che fa ampiamente parte della dieta degli scimpanz\u00e9. I nuovi risultati ottenuti da Maro e da Robert Dudley, professore di Biologia integrata all&#8217;UC Berkeley, saranno pubblicati la prossima settimana sulla rivista &#8216;Biology Letters&#8217;. Gli autori l&#8217;anno scorso avevano documentato che i frutti consumati in natura dagli scimpanz\u00e9 contengono abbastanza alcol da fermentazione da fornirne circa 14 grammi al giorno, l&#8217;equivalente di 2 drink standard. Ora portano la prova regina, che \u00e8 nelle urine.\u00a0<\/p>\n<p>Per perfezionare le tecniche di campionamento, Maro ha lavorato al fianco di Sharifah Namaganda, studentessa laureata ugandese dell&#8217;University of Michigan con esperienza in questa tipologia di raccolta, maturata in precedenti progetti a Ngogo. Sotto la sua guida, Maro ha raccolto dei rami biforcuti e ne ha coperto le estremit\u00e0 con sacchetti di plastica, creando ciotole di plastica poco profonde adatte per il campionamento furtivo delle urine, con manici pi\u00f9 lunghi utili per restare lontani. Maro si \u00e8 fermato sotto gli alberi con gli scimpanz\u00e9 che si nutrivano, in attesa di segni di movimento: loro infatti tendono a urinare prima di lasciare il luogo del pasto. Il raccoglitore improvvisato ha funzionato, anche se si \u00e8 rivelato un metodo pi\u00f9 affidabile la raccolta del campione dalle foglie sotto gli alberi. E il prelievo \u00e8 avvenuto anche da pozze sul suolo della foresta (quando gli scimpanz\u00e9 sono in giro, infatti, amano sedersi a cavalcioni su piccoli tronchi e, sorprendentemente, espletano i loro bisogni in modalit\u00e0 separata, urina da un lato e feci dall&#8217;altro). Maro ha pure pensato di piantare dei paletti sugli alberi dove dormono, dato che, esattamente come gli umani, al risveglio gli scimpanz\u00e9 usano la &#8216;toilette&#8217;. Trovata che terr\u00e0 buona per la prossima volta.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Intanto, per\u00f2, il viaggio di 11 giorni ad agosto a Ngogo, nel Parco Nazionale di Kibale in Uganda, \u00e8 stato fruttuoso e ha prodotto campioni a sufficienza. Nel dettaglio, i nuovi risultati mostrano che l&#8217;urina della maggior parte degli esemplari campionati contiene il sottoprodotto metabolico dell&#8217;alcol chiamato etilglucuronide, il che dimostra che gli scimpanz\u00e9 ingeriscono quantit\u00e0 significative di etanolo nella loro dieta, probabilmente proveniente dalla fermentazione della frutta. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Abbiamo trovato prove fisiologiche diffuse del consumo di alcol&#8221;, evidenzia Maro. &#8220;Se c&#8217;era ancora qualche dubbio sull&#8217;ipotesi della scimmia ubriaca &#8211; ovvero che ci fosse abbastanza alcol nell&#8217;ambiente perch\u00e9 gli animali lo sperimentassero in modo analogo agli esseri umani &#8211; ora \u00e8 stato chiarito&#8221;. Una conseguenza \u00e8 che, in qualit\u00e0 di discendenti delle scimmie frugivore, gli esseri umani hanno probabilmente sviluppato la stessa tendenza.\u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;esito dei test &#8220;corrobora&#8221; i dati raccolti precedentemente, confermando &#8220;i tassi di ingestione dedotti da Aleksey in precedenza&#8221;, spiega Dudley. Per il precedente articolo, Maro aveva raccolto campioni dei numerosi tipi di frutta che gli scimpanz\u00e9 sono noti mangiare e aveva misurato la concentrazione di etanolo nella polpa stimando la quantit\u00e0 di alcol che uno scimpanz\u00e9 medio consumerebbe in base ai tassi di alimentazione noti. I 20 campioni di urina sono stati ottenuti da 19 diversi esemplari di scimpanz\u00e9 occidentale (Pan troglodytes). E 17 sono risultati positivi alle strisce reattive sensibili a 300 nanogrammi per millilitro (ng\/ml) o pi\u00f9 di etanolo; 11 campioni sono stati testati con strisce reattive sensibili a 500 ng\/ml o pi\u00f9; 10 sono risultati positivi (per un totale di 4 su 20 al di sotto del limite di 500 ng\/ml). \u00a0<\/p>\n<p>Basti pensare che negli esseri umani 500 ng\/ml \u00e8 un livello atteso dopo aver bevuto da 1 a 2 drink standard nelle 24 ore precedenti, calcolano gli esperti. Livelli simili sarebbero attesi in uno scimpanz\u00e9 che ha trascorso la mattinata a ingurgitare frutta leggermente fermentata. &#8220;Sono livelli elevati e questa \u00e8 una stima prudente &#8211; puntualizza Dudley &#8211; considerando l&#8217;andamento temporale dell&#8217;esposizione nell&#8217;arco della giornata. In nanogrammi per millilitro, questi livelli superano di gran lunga alcune delle soglie rilevanti a livello clinico e forense per l&#8217;uomo&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Maro ha raccolto campioni solo da scimpanz\u00e9 che \u00e8 riuscito a identificare con l&#8217;aiuto dello staff di Ngogo. Questo ha permesso di documentare che sia i maschi che le femmine consumano alcol, e che i risultati negativi provenivano in modo sproporzionato da femmine nella fase fertile del ciclo e da giovani. Una possibilit\u00e0, ragiona Dudley, \u00e8 che i maschi facciano scorta dei frutti pi\u00f9 alcolici. Maro ha anche analizzato il contenuto alcolico della mela stella e ha rilevato che conteneva meno alcol rispetto alla media di molte variet\u00e0 di frutta gi\u00e0 campionate a Ngogo nel 2019 e contenenti in media lo 0,32% in peso di etanolo. Le mele stella, che hanno circa il 20% di zucchero, contenevano solo lo 0,09% in peso di etanolo. Ma, riflettono gli esperti, gli scimpanz\u00e9 potrebbero aver mangiato frutta pi\u00f9 matura e fermentata sugli alberi, rispetto a quella che Maro \u00e8 riuscito a raccogliere a terra. E i livelli relativamente alti di etilglucuronide nelle loro urine suggerirebbero che gli scimpanz\u00e9 stessero mangiando chili di quella &#8216;leccornia&#8217;. Si stimano circa 4,5 kg di frutta al giorno. \u00a0<\/p>\n<p>Dudley e Maro sollecitano ora studi futuri per valutare gli effetti dell&#8217;etanolo alimentare sulla fisiologia e sul comportamento degli scimpanz\u00e9 nel tempo, compreso se il consumo di frutta fermentata influenzi l&#8217;aggressivit\u00e0 o i tempi di fertilit\u00e0 femminile. &#8220;A quanto pare, cibo e alcol sono strettamente collegati dal punto di vista evolutivo, soprattutto nella vita degli scimpanz\u00e9&#8221;, conclude Maro. &#8220;Tutto torna al lato umano: ci siamo evoluti predisposti al consumo di alcol, sulla base di questa discendenza ancestrale?&#8221;. I test a cui sono stati sottoposti gli scimpanz\u00e9, simili a un test di gravidanza, sono gli stessi utilizzati per testare gli umani impegnati in attivit\u00e0 come pilotare aerei o azionare attrezzature pericolose, che richiedono l&#8217;astinenza dall&#8217;alcol. \u00a0<\/p>\n<p>Il nuovo studio dimostra il valore della ricerca sul campo, conclude Dudley, che ha convinto un collega ad applicare il metodo anche in Madagascar per testare i pipistrelli della frutta (ghiotti di frutta in gran parte probabilmente fermentata). L&#8217;ipotesi \u00e8, ovviamente, che il test sar\u00e0 positivo. &#8220;La domanda \u00e8 quanto&#8221;, chiosa Dudley convinto che il fenomeno del consumo alcolico sia diffuso. &#8220;Resta da dimostrare il collegamento definitivo con l&#8217;ipotesi della scimmia ubriaca: cio\u00e8 che gli scimpanz\u00e9 consumino selettivamente frutti con un contenuto di etanolo pi\u00f9 elevato. Questo non \u00e8 stato ancora dimostrato&#8221;. E &#8220;sarebbe la prossima direzione futura: dimostrare definitivamente l&#8217;ipotesi universale dell&#8217;attrazione per l&#8217;alcol&#8221; nel mondo animale.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=56237\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il loro &#8216;nettare degli dei&#8217; non \u00e8 a base di uva, ma di&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":56238,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-56237","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56237","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=56237"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56237\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":56250,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56237\/revisions\/56250"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/56238"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=56237"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=56237"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=56237"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}