{"id":55533,"date":"2026-02-23T14:36:58","date_gmt":"2026-02-23T14:36:58","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=55533"},"modified":"2026-02-23T14:36:58","modified_gmt":"2026-02-23T14:36:58","slug":"fuori-gli-ex-combattenti-russi-dalleuropa-lallarme-dellambasciatore-estone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=55533","title":{"rendered":"&#8216;Fuori gli ex combattenti russi dall&#8217;Europa&#8217;. L&#8217;allarme dell&#8217;ambasciatore estone"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Mentre la guerra in Ucraina entra nel suo quinto anno e l\u2019Europa si confronta con un conflitto che ha ormai travalicato il campo di battaglia tradizionale, i Paesi baltici continuano a leggere la crisi con una sensibilit\u00e0 particolare. Per ragioni storiche, geografiche e strategiche. Tallinn parla apertamente di \u201cminaccia strutturale\u201d, di guerra ibrida, di pressione costante esercitata da Mosca attraverso cyberspazio, disinformazione, sabotaggi e destabilizzazione politica.\u00a0<\/p>\n<p>Negli ultimi giorni, il ministro degli Affari esteri estone Margus Tsahkna ha lanciato un allarme destinato a far discutere: prepararsi fin d\u2019ora a impedire l\u2019ingresso nello spazio Schengen ai combattenti russi coinvolti nell\u2019invasione dell\u2019Ucraina. Ma i temi caldi sono molti: la necessit\u00e0 di mantenere alta la pressione economica sulla Russia, la gestione dei rischi di lungo periodo e l\u2019urgenza di rafforzare le capacit\u00e0 difensive europee, soprattutto sul piano tecnologico e industriale.\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019Adnkronos ne ha parlato con Lauri Bambus, ambasciatore estone in Italia.\u00a0<\/p>\n<p>\nAmbasciatore, partiamo dalle sanzioni. In Europa il dibattito resta acceso: c\u2019\u00e8 chi sostiene che non funzionino o che abbiano effetti limitati.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Le sanzioni funzionano, e lo vediamo chiaramente. \u00c8 comprensibile che nel dibattito pubblico emergano dubbi, perch\u00e9 le sanzioni non producono effetti immediati e visibili come un evento militare. Non sono uno strumento spettacolare, ma strutturale. Agiscono nel tempo, erodendo capacit\u00e0 economiche, finanziarie, tecnologiche. Funzionano contro individui, contro aziende, contro la Russia come Stato. Proprio per questo \u00e8 essenziale continuare. Non possiamo permetterci oscillazioni o segnali di stanchezza. Le sanzioni sono parte integrante della nostra strategia di risposta all\u2019aggressione russa. E, soprattutto, devono restare ancorate all\u2019unit\u00e0 tra alleati, in Europa ma anche a livello globale.\u00a0<\/p>\n<p>\nQuindi per Tallinn il nodo centrale \u00e8  la continuit\u00e0 e l\u2019evoluzione delle misure?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p> Le sanzioni non sono un pacchetto statico. C\u2019\u00e8 sempre spazio per sviluppare nuove misure, rafforzare quelle esistenti, chiudere le scappatoie. Per esempio, oggi si discute di strumenti come il divieto di servizi marittimi per navi e operatori russi. Pu\u00f2 sembrare un tema tecnico, ma la questione della cosiddetta \u2018flotta ombra\u2019 ha implicazioni strategiche molto concrete. Dobbiamo ricordare che la pressione economica \u00e8 un processo cumulativo. Ogni misura, presa singolarmente, pu\u00f2 sembrare limitata. Ma nel loro insieme le sanzioni riducono progressivamente lo spazio operativo della Russia.\u00a0<\/p>\n<p>\nQuanto conta la dimensione internazionale oltre l\u2019Unione europea?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Conta moltissimo. Non \u00e8 sufficiente che le sanzioni arrivino solo dall\u2019Europa. Pi\u00f9 ampia \u00e8 la coalizione dei Paesi coinvolti, maggiore \u00e8 l\u2019impatto. Non basta una sola \u201cfamiglia\u201d di Stati. La Russia opera in un sistema globale, quindi anche la risposta deve avere una dimensione globale. Le sanzioni funzionano meglio quando diventano un meccanismo multilaterale di pressione, non una misura isolata.\u00a0<\/p>\n<p>\nUno dei temi pi\u00f9 sensibili riguarda i visti Schengen per i cittadini russi. Qual \u00e8 oggi la posizione dell\u2019Estonia?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Estonia e molti altri Paesi hanno gi\u00e0 adottato misure per ridurre o fermare il rilascio di visti Schengen ai cittadini russi, in particolare per motivi turistici. \u00c8 una decisione che nasce da valutazioni di sicurezza, non da logiche simboliche. Oggi parliamo sempre pi\u00f9 di solidariet\u00e0 tra Stati Schengen. Schengen \u00e8 uno spazio di libera circolazione, quindi le decisioni di un singolo Paese hanno inevitabilmente effetti su tutti gli altri. In questo contesto si inserisce anche la discussione sui combattenti russi.\u00a0<\/p>\n<p>\nIl suo governo insiste molto sul profilo degli ex combattenti.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>La Russia ha mobilitato e dispiegato numeri enormi, ben oltre un milione di individui. Tra questi ci sono ex detenuti liberati dalle colonie penali, ma anche combattenti radicalizzati che definiscono apertamente l\u2019Europa come un nemico. Non \u00e8 realistico immaginare che, una volta terminata la guerra, queste dinamiche scompaiano automaticamente. La transizione post-bellica \u00e8 sempre una fase delicata. Parliamo di individui addestrati al combattimento, esposti a violenza prolungata, talvolta provenienti da contesti gi\u00e0 fragili prima della guerra.\u00a0<\/p>\n<p>\nSi tratta di una questione morale o di sicurezza?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>La partecipazione a una guerra di aggressione non \u00e8 un atto neutrale. Ma \u00e8 fondamentale mantenere un approccio individuale. Non possiamo e non dobbiamo dire che tutti siano colpevoli. Il punto \u00e8 trovare un equilibrio tra apertura e vulnerabilit\u00e0, tra la volont\u00e0 di mantenere canali di dialogo e la necessit\u00e0 di proteggere la sicurezza europea. Non stiamo parlando di chiudere l\u2019Europa alla societ\u00e0 russa. Vogliamo dialogo e cooperazione con i russi del futuro. Ma oggi dobbiamo essere prudenti, perch\u00e9 la sicurezza richiede valutazioni realistiche dei rischi.\u00a0<\/p>\n<p>\nLei ha citato combattenti ideologicamente radicalizzati. Questo si collega alla guerra ibrida?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Certamente. La guerra ibrida \u00e8 ormai una realt\u00e0 consolidata. La Russia utilizza strumenti non convenzionali: cyberspazio, informazione, disinformazione, sabotaggi. In questo tipo di conflitto, la vulnerabilit\u00e0 delle societ\u00e0 aperte diventa un fattore strategico. Le operazioni ibride non coinvolgono necessariamente solo agenti professionisti. Possono coinvolgere individui vulnerabili, persone facilmente influenzabili o ricattabili. In questo contesto, la presenza di ex combattenti addestrati rappresenta un fattore di rischio aggiuntivo.\u00a0<\/p>\n<p>\nL\u2019Europa \u00e8 oggi pi\u00f9 preparata rispetto al passato?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Direi di s\u00ec. Siamo pi\u00f9 sicuri, e questo \u00e8 un risultato importante. C\u2019\u00e8 maggiore consapevolezza, maggiore coordinamento, maggiore attenzione alla resilienza. Prima del 2022, molte discussioni sulla guerra ibrida sembravano teoriche. Oggi quasi tutti i Paesi europei hanno sperimentato direttamente cyberattacchi, pressioni informative, tentativi di destabilizzazione. Detto questo, resta ancora molto da fare. La sicurezza europea \u00e8 indivisibile. Se non agiamo insieme, restiamo vulnerabili insieme.\u00a0<\/p>\n<p>\nL\u2019Estonia ha aumentato significativamente la propria spesa per la difesa.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>S\u00ec. Quest\u2019anno abbiamo portato la spesa al 5% del Pil. \u00c8 uno sforzo enorme per un Paese piccolo. Ma la sicurezza non \u00e8 solo una questione militare. Parliamo di sicurezza energetica, resilienza civile, cybersicurezza. La Russia non colpisce solo obiettivi militari, ma anche infrastrutture civili, ospedali, impianti energetici. Questo impone una visione pi\u00f9 ampia della difesa.\u00a0<\/p>\n<p>\nQuali sono oggi i principali gap europei?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Le capacit\u00e0 produttive, in particolare nell\u2019industria della difesa. Produzione di munizioni, sistemi, tecnologie. Non basta avere strategie o dichiarazioni politiche. Servono volumi, tempi adeguati, catene di approvvigionamento robuste.\u00a0<\/p>\n<p>\nDove dovrebbe investire prioritariamente l\u2019Europa?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Nelle tecnologie moderne. Cyberdifesa, intelligenza artificiale, sistemi autonomi. Tutto \u00e8 connesso: droni, guerra elettronica, dominio marittimo, piattaforme aeree. E qui la cooperazione resta decisiva. Certamente tra Paesi europei e con gli Stati Uniti, ma anche con partner come Giappone, Corea del Sud, Australia. L\u2019innovazione non ha confini geografici, mentre le minacce sono sempre pi\u00f9 sofisticate.\u00a0<\/p>\n<p>\nCome vede Tallinn la traiettoria della guerra in Ucraina?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 impossibile parlare del futuro dell\u2019Ucraina senza gli ucraini. Accogliamo con favore gli sforzi diplomatici che hanno portato russi e ucraini allo stesso tavolo. \u00c8 un passo avanti. Ma non vediamo segnali concreti di un cambiamento strategico russo.\u00a0<\/p>\n<p>\nQuesto riporta al tema delle sanzioni.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Dobbiamo continuare a esercitare pressione affinch\u00e9 la Russia percepisca internamente che la guerra deve finire. Economia, energia, restrizioni commerciali: tutti strumenti che contribuiscono.\u00a0<\/p>\n<p>\nIl messaggio dell\u2019Estonia ai partner europei?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>La guerra non \u00e8 solo una questione militare. \u00c8 una sfida sistemica. Servono unit\u00e0, resilienza e preparazione agli effetti di lungo periodo. La sicurezza europea si costruisce nel tempo, non solo nei momenti di crisi. (di Giorgio Rutelli)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>internazionale\/esteri<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=55533\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Mentre la guerra in Ucraina entra nel suo quinto anno e l\u2019Europa si&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":55534,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-55533","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55533","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=55533"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55533\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":55562,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55533\/revisions\/55562"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/55534"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=55533"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=55533"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=55533"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}