{"id":54858,"date":"2026-02-19T18:48:54","date_gmt":"2026-02-19T18:48:54","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=54858"},"modified":"2026-02-19T18:48:54","modified_gmt":"2026-02-19T18:48:54","slug":"linchiesta-horror-sulle-violenze-iraniane-manifestanti-uccisi-e-colpiti-nelle-parti-vitali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=54858","title":{"rendered":"L&#8217;inchiesta horror sulle violenze iraniane: &#8216;Manifestanti uccisi e colpiti nelle parti vitali&#8217;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Il Guardian, quotidiano britannico da anni impegnato nel documentare violazioni dei diritti umani, ha pubblicato un\u2019inchiesta che aggiunge un tassello crudo e difficilmente contestabile alla comprensione della repressione delle proteste in Iran. Non si tratta di testimonianze verbali, non di racconti filtrati dalla distanza o dalla propaganda, ma di immagini mediche: radiografie e Tac. Fotografie in scala di grigi che mostrano, letteralmente, la violenza impressa nei corpi.\u00a0<\/p>\n<p>Il volto di Anahita \u2013 nome di fantasia, poco pi\u00f9 che ventenne \u2013 appare come un cielo notturno attraversato da punti luminosi. Piccole sfere metalliche, da 2 a 5 millimetri, disseminate sul viso, nelle orbite oculari, persino nella massa scura del cervello. Sono proiettili \u201cbirdshot\u201d, pallini da caccia sparati da un fucile a pompa. A distanza ravvicinata, spiegano gli esperti, non sono affatto \u201cmeno letali\u201d: possono frantumare ossa, devastare tessuti molli, perforare facilmente un bulbo oculare. Anahita ha perso almeno un occhio, forse entrambi.\u00a0<\/p>\n<p>Quell\u2019immagine non \u00e8 un caso isolato. Fa parte di oltre 75 set di esami diagnostici provenienti da un singolo ospedale di una grande citt\u00e0 iraniana, raccolti nel corso di una sola serata, durante la stretta repressiva di gennaio. Una concentrazione temporale che, gi\u00e0 di per s\u00e9, racconta una dinamica da \u201cmass casualty\u201d, evento con numerose vittime simultanee, tipico degli scenari di guerra o dei grandi disastri.\u00a0<\/p>\n<p>Le scansioni mostrano ferite che i medici definiscono \u201ccatastrofiche\u201d. Vahid \u2013 altro nome modificato \u2013 presenta un proiettile di grosso calibro conficcato nel collo. La trachea \u00e8 spinta lateralmente, il sangue si accumula, i tessuti gonfi e danneggiati comprimono le strutture vitali. In un altro caso, un uomo di mezza et\u00e0 ha un proiettile sospeso nel cervello, accompagnato da una bolla di gas intracranica: segno di trauma devastante, al quale verosimilmente non si pu\u00f2 sopravvivere. Due giovani uomini mostrano pallottole ad alto calibro alloggiate accanto alla colonna vertebrale. Una giovane donna presenta un proiettile deformato che sembra aver attraversato la gabbia toracica, lesionato il polmone e arrestato la sua corsa vicino alla spina dorsale.\u00a0<\/p>\n<p>Le valutazioni, condotte congiuntamente dal Guardian e dalla piattaforma di fact-checking Factnameh, sono state affidate a un panel indipendente di specialisti internazionali: medici d\u2019urgenza, radiologi, esperti di trauma imaging e balistica. Un ex medico iraniano di pronto soccorso, anch\u2019egli consultato, ha confermato la coerenza del software utilizzato per gli esami e l\u2019assenza di segni di manomissione. Gli esperti precisano che, senza cartelle cliniche complete, non \u00e8 possibile formulare diagnosi definitive sui singoli pazienti. Ma il quadro complessivo, spiegano, \u00e8 inequivocabile.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cSe spari con armi di quel tipo contro delle persone, stai cercando di ucciderle.\u201d La frase di uno degli specialisti di imaging traumatico riassume la sostanza tecnica dell\u2019inchiesta. Le immagini mostrano proiettili full metal jacket, tipicamente utilizzati nei fucili d\u2019assalto come AK-47 o KL-133, armi in dotazione ai Pasdaran, il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC). Non strumenti di controllo della folla, ma armamenti progettati per la guerra.\u00a0<\/p>\n<p>Accanto ai colpi di grosso calibro, emerge con forza un altro elemento: l\u2019uso sistematico dei pallini metallici. L\u2019Iran \u00e8 tra i pochi Paesi in cui le forze di sicurezza impiegano birdshot metallico. A lunga distanza, i pallini si disperdono e colpiscono indiscriminatamente. A distanza ravvicinata, diventano devastanti: decine, talvolta centinaia di micro-proiettili che penetrano simultaneamente nei tessuti.\u00a0<\/p>\n<p>Le radiografie raccontano questa brutalit\u00e0 in modo quasi didascalico. Il torace di Ali \u2013 anche qui, nome di fantasia \u2013 contiene oltre 174 pallini metallici concentrati nella cavit\u00e0 destra. Il polmone parzialmente collassato, circondato da sangue e gas. Secondo gli esperti consultati, anche con un intervento chirurgico immediato e massiccio, il rischio di morte rimane altissimo.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cMolti pensano che i pallini siano meno letali dei proiettili veri. Non \u00e8 cos\u00ec,\u201d spiega Rohini Haar, medico d\u2019urgenza e consulente di Physicians for Human Rights. \u201cA distanza ravvicinata, quelle sfere metalliche sono come cento piccoli proiettili.\u201d\u00a0<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 solo la gravit\u00e0 delle ferite a colpire. Caso dopo caso, le immagini mostrano corpi colpiti al volto, al torace, ai genitali. Ventinove pazienti risultano feriti al viso da birdshot. Almeno nove presentano lesioni nell\u2019area genitale o pelvica, provocate sia da pallini sia, in alcuni casi, da fucili ad alto calibro.\u00a0<\/p>\n<p>Una donna di mezza et\u00e0 ha quasi 200 pallini distribuiti tra cosce e pelvi. Un uomo di 35 anni mostra ferite analoghe. Le conseguenze cliniche, secondo le analisi mediche, includono sfigurazioni gravi, danni permanenti agli organi genitali, possibili esiti a lungo termine come incontinenza, sterilit\u00e0, impotenza.\u00a0<\/p>\n<p>Colpire gli occhi. Colpire il torace. Colpire i genitali. Non una casualit\u00e0 balistica, ma una tendenza che diversi medici iraniani descrivono come ricorrente. Ahmad \u2013 identit\u00e0 verificata dal Guardian \u2013 riferisce le parole di un collega chirurgo oculista: decine di interventi per rimuovere occhi irreparabilmente danneggiati, inclusi quelli di adolescenti.\u00a0<\/p>\n<p>Il paziente pi\u00f9 giovane, racconta, era una ragazza di 14 anni. Portata in ospedale dai genitori e dal fratello. Colpita direttamente all\u2019occhio sinistro mentre la famiglia si trovava a una manifestazione. Le forze di sicurezza, secondo il racconto, sparavano dal tetto di un edificio civile. Il danno era tale che il bulbo oculare non ha potuto essere salvato.\u00a0<\/p>\n<p>Ahmad parla di uno schema che \u201csuggerisce fortemente un intento di causare disabilit\u00e0 permanenti piuttosto che danni accidentali\u201d. Lesioni agli occhi, al cuore, meno frequentemente ai genitali. Organi vitali e parti del corpo simbolicamente cariche, la cui distruzione produce non solo sofferenza fisica, ma devastazione psicologica e sociale.\u00a0<\/p>\n<p>Un altro medico, anch\u2019egli verificato, descrive una casistica che attraversa tutte le et\u00e0: \u201cdai nonni ai bambini piccoli\u201d. Ferite da pistole, da AK-47, da fucili a pompa. Tra i pazienti anziani, una donna di circa 65 anni, colpita a distanza ravvicinata mentre cercava di recuperare la nipote. I tentativi di rianimazione non sono bastati.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cSto ancora cercando di farci i conti,\u201d confessa il medico. \u201cPuoi sopportare solo fino a un certo punto.\u201d\u00a0<\/p>\n<p>Le immagini analizzate rappresentano, sottolineano gli esperti, solo una frazione del totale. In situazioni con numerosi feriti, gli ospedali sono costretti a triage severi. Le scansioni CT vengono riservate ai casi ritenuti salvabili. Molti colpiti alla testa con armi ad alto calibro, osservano i medici, \u201cnon arrivano nemmeno alla TAC\u201d. \u00c8 proprio questo aspetto a rendere l\u2019inchiesta ancora pi\u00f9 inquietante. Le radiografie non mostrano l\u2019intera dimensione della violenza, ma soltanto il segmento dei sopravvissuti immediati. Coloro che, nonostante ferite devastanti, sono arrivati vivi abbastanza da essere sottoposti a esami diagnostici.\u00a0<\/p>\n<p>Nel loro insieme, queste immagini compongono un racconto visivo che travalica la retorica politica. Sono prove cliniche di una repressione che, secondo i medici consultati, presenta caratteristiche pi\u00f9 vicine a un conflitto armato che a operazioni di ordine pubblico. In assenza di osservatori internazionali sul campo, la medicina diventa archivio involontario della storia. Ogni pallino visibile in una radiografia, ogni proiettile incastonato in una vertebra o in un cranio, non \u00e8 soltanto un dato clinico. \u00c8 la traccia materiale di una scelta: quella di usare armi da guerra contro civili, manifestanti, passanti.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>internazionale\/esteri<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=54858\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il Guardian, quotidiano britannico da anni impegnato nel documentare violazioni dei diritti umani,&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":54859,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-54858","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54858","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=54858"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54858\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54885,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54858\/revisions\/54885"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/54859"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=54858"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=54858"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=54858"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}