{"id":54765,"date":"2026-02-19T15:21:03","date_gmt":"2026-02-19T15:21:03","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=54765"},"modified":"2026-02-19T15:21:03","modified_gmt":"2026-02-19T15:21:03","slug":"iran-lipotesi-di-una-guerra-con-gli-usa-fa-salire-il-petrolio-arma-di-rappresaglia-per-teheran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=54765","title":{"rendered":"Iran, l&#8217;ipotesi di una guerra con gli Usa fa salire il petrolio: arma di rappresaglia per Teheran"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; La prima reazione economica al rischio sempre pi\u00f9 concreto di un attacco americano all&#8217;Iran su larga scala c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 stata, piuttosto scontata: \u00e8 salito, e sta continuando a salire, il prezzo del petrolio. E&#8217; altissima infatti la probabilit\u00e0 che in caso di un conflitto lungo, ovvero con un impegno prolungato da parte degli Stati Uniti e non solo con un blitz in stile Venezuela, l&#8217;oro nero possa diventare un&#8217;arma di ritorsione in mano a Teheran. Il controllo dello Stretto di Hormuz consente infatti al regime iraniano di bloccare il passaggio delle petroliere e le esercitazioni andate in scena nelle ultime ore servono proprio a ribadire la forza della deterrenza. \u00a0<\/p>\n<p>Qualche numero aiuta a capire perch\u00e9 una chiusura dello Stretto sarebbe una rappresaglia efficace, anche se particolarmente costosa per la stessa sopravvivenza economica iraniana. Stiamo parlando di un passaggio largo appena cinquanta di chilometri, che unisce il Golfo Persico e il Golfo dell\u2019Oman, e che quindi pu\u00f2 essere controllato facilmente, impedendo completamente il transito. Vorrebbe dire fermare il 30% del petrolio che gira via mare, che vale un quinto del petrolio prodotto al livello globale. Ma non solo. Perch\u00e9 la stessa rotta la compie circa il 20% delle spedizioni di Gnl, il gas liquefatto che soprattutto dallo scoppio della guerra in Ucraina, con il conseguente sostanziale stop all&#8217;esportazione di gas russo, \u00e8 diventato una risorsa fondamentale soprattutto per i Paesi occidentali, ovviamente Italia inclusa.\u00a0<\/p>\n<p>Il blocco dello Stretto di Hormuz va considerata come una mossa estrema, disperata, ma da mettere in conto se si pensa a un conflitto prolungato. E&#8217; proprio questa l&#8217;ipotesi che sta facendo muovere i mercati petroliferi in queste ore. Il Brent in questi minuti \u00e8 salito intorno a 71,30 dollari al barile, vicino alla quotazione record dall&#8217;inizio dell&#8217;anno di 71,89 dollari al barile. Ad alimentare i timori che si stanno diffondendo sono anche alcune anticipazioni di Axios che riportano l&#8217;intenzione di Donald Trump di portare avanti una campagna militare &#8220;massiccia&#8221; contro l&#8217;Iran, che durerebbe alcune settimane e &#8220;assomiglierebbe a una guerra in piena regola&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>ll petrolio \u00e8 anche uno dei fattori principali a legare Russia e Cina all&#8217;Iran. E le esercitazioni navali congiunte nello Stretto di Hormuz, nonostante l&#8217;obiettivo dichiarato sia quello di &#8216;rafforzare la sicurezza marittima e la cooperazione tra le rispettive marine&#8217;, servono proprio a lanciare un segnale agli Stati Uniti. La sola presenza di navi da guerra russe e cinesi nell&#8217;area complica non poco la situazione, che si fa delicatissima per il rischio di incidenti che, in caso di conflitto, possono automaticamente allargarlo. Per questo, i piani americani devono necessariamente tenerne conto. Da una parte, per evitare di coinvolgere direttamente in una guerra Russia e Cina. Dall&#8217;altra, perch\u00e9 aumenta la capacit\u00e0 di reazione iraniana, con il ricatto sul petrolio in primo piano. (Di Fabio Insenga)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>internazionale\/esteri<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=54765\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La prima reazione economica al rischio sempre pi\u00f9 concreto di un attacco americano&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":54766,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-54765","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54765","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=54765"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54765\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54788,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54765\/revisions\/54788"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/54766"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=54765"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=54765"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=54765"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}