{"id":54165,"date":"2026-02-17T20:02:25","date_gmt":"2026-02-17T20:02:25","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=54165"},"modified":"2026-02-17T20:02:25","modified_gmt":"2026-02-17T20:02:25","slug":"il-capo-del-dis-e-la-capacita-tecnologica-dellintelligence-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=54165","title":{"rendered":"Il capo del Dis e la capacit\u00e0 tecnologica dell\u2019intelligence italiana"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; La relazione di Vittorio Rizzi, prefetto e direttore del Dis, si \u00e8 imposta come uno dei momenti pi\u00f9 densi e sistemici della sesta edizione del Premio Francesco Cossiga per l\u2019Intelligence. Un intervento che ha intrecciato memoria storica, analisi geopolitica e riflessione strategica, collocando il ruolo dell\u2019intelligence italiana dentro le profonde trasformazioni del sistema internazionale.\u00a0<\/p>\n<p>Fin dalle prime battute, Rizzi ha richiamato la figura dell\u2019Ammiraglio Fulvio Martini, definendolo una \u201cpietra miliare\u201d nella storia dell\u2019intelligence nazionale. Non solo per i successi operativi, ma per la capacit\u00e0 di leggere in anticipo le traiettorie della competizione globale. Una capacit\u00e0 che si rivela oggi particolarmente attuale.\u00a0<\/p>\n<p>Rizzi ha descritto lo scenario internazionale come una fase di profondo disordine globale, caratterizzata da un aumento significativo dei conflitti e da un mutamento degli equilibri tra sistemi politici. L\u2019incremento del numero delle guerre, la crescente intensit\u00e0 dei conflitti e la ridefinizione del rapporto tra democrazie e autocrazie rappresentano, nella lettura del direttore del Dis, indicatori di una trasformazione strutturale del contesto strategico.\u00a0<\/p>\n<p>Non si tratta, ha spiegato, di crisi episodiche, ma di una mutazione dei paradigmi: \u201cLa competizione si \u00e8 progressivamente spostata dal piano militare tradizionale a quello economico, tecnologico e informativo\u201d. Una dinamica che rende sempre pi\u00f9 porosi i confini tra sicurezza, economia e innovazione.\u00a0<\/p>\n<p>Una dinamica che si lega all\u2019eredit\u00e0 ambivalente della globalizzazione. Rizzi ha sottolineato come le catene del valore, che per anni hanno sostenuto crescita e interdipendenza, si siano progressivamente trasformate in fattori di vulnerabilit\u00e0. Dipendenze tecnologiche, concentrazione della produzione di componenti critiche e asimmetrie computazionali emergono oggi come variabili decisive della sicurezza nazionale. Non coprire interamente alcune filiere strategiche, ha osservato, significa esporre lo Stato a rischi che non sono pi\u00f9 teorici ma concreti.\u00a0<\/p>\n<p>In questa prospettiva, la sicurezza non \u00e8 pi\u00f9 confinabile alla dimensione militare o informativa tradizionale. Diventa una funzione trasversale che coinvolge infrastrutture digitali, capacit\u00e0 di calcolo, algoritmi, dati.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cLa sovranit\u00e0 tecnologica non \u00e8 un lusso n\u00e9 un privilegio, ma un dovere democratico\u201d. Il direttore del Dis ha collegato direttamente la capacit\u00e0 computazionale alla sovranit\u00e0 decisionale degli Stati. \u00a0<\/p>\n<p>Particolarmente significativo, il passaggio dedicato alla capacit\u00e0 computazionale e al tema dei flops, indicatore tecnico utilizzato per misurare la potenza di calcolo disponibile. Il direttore del Dis ha sottolineato come la sovranit\u00e0 tecnologica non possa pi\u00f9 prescindere dalla disponibilit\u00e0 di infrastrutture di calcolo avanzate, necessarie per elaborare grandi volumi di dati, sostenere analisi complesse e operare efficacemente nel dominio digitale e cognitivo. \u00a0<\/p>\n<p>Pur evitando di entrare nei dettagli operativi, Rizzi ha evidenziato che il comparto intelligence ha registrato un significativo incremento delle proprie capacit\u00e0, \u201cmigliorate di 1970 flops\u201d, chiarendo che si tratta del parametro con cui si misura la capacit\u00e0 computazionale pro capite a disposizione del personale. \u00a0<\/p>\n<p>In termini concreti, ha spiegato, questo rafforzamento consente di garantire a ciascun dipendente una capacit\u00e0 \u201cin house\u201d, ovvero interna e non dipendente da piattaforme esterne, comparabile  (sul piano dell\u2019accesso e dell\u2019elaborazione delle informazioni) a quella che grandi operatori globali come OpenAI possono offrire ai propri utenti. Una scelta strategica che, nella visione delineata dal direttore del Dis, risponde all\u2019esigenza di evitare dipendenze critiche e di preservare autonomia analitica, riservatezza e sovranit\u00e0 decisionale.\u00a0<\/p>\n<p>La dimensione tecnologica, in questa lettura, non rappresenta semplicemente un supporto operativo dell\u2019intelligence, ma uno dei terreni principali su cui si gioca la competizione strategica globale. Il rafforzamento delle capacit\u00e0 tecnologiche interne non risponde a logiche di potenziamento astratto, ma a un\u2019esigenza di tutela dell\u2019autonomia analitica e operativa del Sistema Paese.\u00a0<\/p>\n<p>Tra i passaggi pi\u00f9 innovativi e concettualmente rilevanti della relazione, quello dedicato al dominio cognitivo.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cOggi il libero arbitrio \u00e8 la pi\u00f9 critica delle infrastrutture da proteggere\u201d, ha affermato Rizzi, spostando il discorso dell\u2019intelligence su un piano che travalica la dimensione tradizionale della sicurezza. La guerra cognitiva, le campagne di manipolazione informativa, il micro-targeting psicometrico e la diffusione di contenuti sintetici come i deepfake ridefiniscono il campo di confronto tra Stati e attori non statali. Il conflitto non mira pi\u00f9 soltanto a infrastrutture materiali o reti informative, ma alla percezione, alla fiducia, alla coesione sociale.\u00a0<\/p>\n<p>In questa prospettiva, la tutela delle condizioni cognitive della democrazia diventa una funzione strategica. L\u2019intelligence, ha spiegato, \u00e8 chiamata a operare anche come presidio della resilienza cognitiva collettiva.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il mutamento dello scenario comporta, nella visione delineata dal direttore del Dis, una trasformazione profonda anche sul piano delle competenze. Rizzi ha richiamato la crescente necessit\u00e0 di professionalit\u00e0 altamente specializzate nei settori tecnologici avanzati. Intelligenza artificiale, analisi dei dati, sicurezza informatica, capacit\u00e0 computazionale diventano componenti strutturali dell\u2019attivit\u00e0 di intelligence contemporanea.\u00a0<\/p>\n<p>La velocit\u00e0 dell\u2019innovazione tecnologica impone una revisione costante dei profili professionali e delle modalit\u00e0 di reclutamento, con una crescente apertura verso competenze interdisciplinari e nuove generazioni di specialisti.\u00a0<\/p>\n<p>Accanto alla dimensione tecnologica e strategica, Rizzi ha dedicato ampio spazio alla natura democratica dell\u2019intelligence italiana. Il direttore del Dis ha ribadito con forza che i Servizi operano dentro un perimetro rigorosamente definito dalla Costituzione e dalla legge, fondato su un sistema articolato di controlli parlamentari e giurisdizionali. Un equilibrio che rappresenta, nella sua lettura, non un vincolo ma una garanzia strutturale di legittimit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p> Grande spazio al ruolo del Copasir, con il presidente Lorenzo Guerini tra i relatori del Premio Cossiga, descritto come sede naturale del controllo democratico, e alla funzione dei meccanismi di autorizzazione preventiva affidati dalla legge 124 del 2007 alla magistratura: il procuratore generale della Corte di Appello di Roma, Giuseppe Amato, era in prima fila. \u00a0<\/p>\n<p>L\u2019intelligence, ha sottolineato, non \u00e8 una dimensione separata o opaca dello Stato, ma un\u2019istituzione pienamente inserita nell\u2019architettura democratica.\u00a0<\/p>\n<p>Nel ricondurre la riflessione alla figura dell\u2019Ammiraglio Martini, Rizzi ha evidenziato la continuit\u00e0 tra memoria storica e sfide contemporanee. &#8220;Martini aveva colto con largo anticipo lo spostamento della competizione verso i piani economico e tecnologico, anticipando dinamiche che oggi definiscono il cuore stesso della sicurezza nazionale&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Il Premio Cossiga, in questa chiave, non \u00e8 stato presentato come esercizio commemorativo, ma come spazio di elaborazione strategica. Un luogo in cui la memoria diventa strumento di comprensione del presente.\u00a0<\/p>\n<p>La relazione di Vittorio Rizzi ha restituito una visione dell\u2019intelligence come infrastruttura essenziale della sovranit\u00e0 statale.\u00a0<\/p>\n<p>In un contesto globale segnato da instabilit\u00e0 e competizione sistemica, l\u2019intelligence emerge come uno degli strumenti fondamentali attraverso cui la democrazia difende la propria capacit\u00e0 di comprendere, decidere e agire. Una funzione che, come pi\u00f9 volte richiamato nel corso della mattinata, si deve fondare su un principio cardine: servire lo Stato e le istituzioni democratiche, spesso nel silenzio, sempre dentro il perimetro della legalit\u00e0. (di Giorgio Rutelli)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=54165\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La relazione di Vittorio Rizzi, prefetto e direttore del Dis, si \u00e8 imposta&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":54166,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-54165","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54165","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=54165"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54165\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54173,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54165\/revisions\/54173"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/54166"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=54165"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=54165"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=54165"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}