{"id":54163,"date":"2026-02-17T20:02:38","date_gmt":"2026-02-17T20:02:38","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=54163"},"modified":"2026-02-17T20:02:38","modified_gmt":"2026-02-17T20:02:38","slug":"intelligence-sicurezza-e-dominio-cognitivo-il-premio-cossiga-ricorda-fulvio-martini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=54163","title":{"rendered":"Intelligence, sicurezza e dominio cognitivo: il Premio Cossiga ricorda Fulvio Martini"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Nell\u2019Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati si \u00e8 svolta la sesta edizione del Premio Francesco Cossiga per l\u2019Intelligence, promosso dalla Societ\u00e0 italiana di intelligence (Socint). Una cerimonia che, pi\u00f9 che un appuntamento celebrativo, si \u00e8 confermata come uno spazio di riflessione sul ruolo dell\u2019intelligence nella democrazia contemporanea, tra memoria storica, trasformazioni geopolitiche e nuove frontiere tecnologiche.\u00a0<\/p>\n<p>Al centro della mattinata, il conferimento del premio alla memoria dell\u2019Ammiraglio Fulvio Martini, figura cardine nella storia dei Servizi italiani, e il richiamo alla lezione istituzionale di Francesco Cossiga. Due archetipi, evocati pi\u00f9 volte nel corso degli interventi: l\u2019uomo dell\u2019operativit\u00e0 e della visione strategica, Martini, e il costruttore di cultura istituzionale, Cossiga.\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019intelligence emerge, nel racconto dei relatori, come funzione strutturale dello Stato moderno, chiamata a operare in uno scenario globale segnato da instabilit\u00e0, competizione tecnologica, conflitti ibridi e guerra cognitiva. Una dimensione in cui sicurezza, politica, economia e tecnologia risultano sempre pi\u00f9 intrecciate. I lavori sono stati coordinati da Giorgio Rutelli, vicedirettore dell&#8217;Adnkronos.\u00a0<\/p>\n<p>Ad aprire la mattinata \u00e8 stato Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati. Dopo aver portato il saluto del vicepresidente della Camera Giorgio Mul\u00e8, Mollicone ha sottolineato come la sicurezza nazionale debba essere interpretata come \u201cun processo dinamico che richiede visione politica e rigore analitico\u201d, richiamando la figura dell\u2019Ammiraglio Fulvio Martini quale protagonista della cultura dell\u2019autonomia operativa e della \u201csovranit\u00e0 informativa\u201d. In un contesto segnato da minacce ibride e guerra cognitiva, il presidente della Commissione Cultura ha evidenziato il ruolo decisivo della dimensione informativa, osservando che \u201cnon \u00e8 pi\u00f9 solo una questione di segretezza, ma di discernimento tra verit\u00e0 e manipolazione\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>Mollicone ha quindi annunciato la presentazione di una Risoluzione in Commissione per l\u2019introduzione di moduli didattici dedicati alla cultura dell\u2019intelligence nelle scuole secondarie e nelle universit\u00e0, insieme alla promozione di protocolli di collaborazione con la Rai e i principali broadcaster nazionali, con l\u2019obiettivo di favorire \u201cuna narrazione corretta del comparto\u201d. Nel suo intervento ha inoltre annunciato il conferimento alla famiglia dell\u2019Ammiraglio Martini della Medaglia della Camera dei deputati alla memoria, definendola \u201cun segno tangibile del riconoscimento che l\u2019Italia deve a un servitore dello Stato esemplare\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Nel suo intervento, Mario Caligiuri, presidente della Socint, ha offerto una riflessione che ha intrecciato memoria, filosofia politica e lettura del presente.\u00a0<\/p>\n<p>Caligiuri ha richiamato il legame umano e professionale tra Francesco Cossiga e Fulvio Martini, ricordando come il Presidente della Repubblica invitasse costantemente a \u201cprestare attenzione ai segnali deboli\u201d. Non i fenomeni eclatanti, ma quei mutamenti sotterranei che anticipano le trasformazioni profonde della realt\u00e0 politica, sociale e culturale. Una categoria interpretativa che, secondo Caligiuri, assume oggi una valenza ancora pi\u00f9 critica. Il presidente della Socint ha infatti sottolineato come il campo di battaglia contemporaneo si stia progressivamente spostando verso la dimensione cognitiva: \u201cLa conquista della mente \u00e8 diventata il terreno decisivo del conflitto\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Nel passaggio dalla geopolitica tradizionale alla guerra cognitiva, Caligiuri ha evidenziato il ruolo pervasivo delle tecnologie digitali e dell\u2019intelligenza artificiale, non solo come strumenti, ma come fattori di ridefinizione degli equilibri di potere. L\u2019intelligence, in questo contesto, diventa chiave di lettura della complessit\u00e0 e strumento di orientamento strategico. Ampio anche il richiamo alla dimensione culturale e formativa. Citando riflessioni sulla crisi della sfera pubblica, Caligiuri ha ribadito che \u201cla migliore arma di una nazione \u00e8 una cittadinanza istruita\u201d, sottolineando come la qualit\u00e0 del capitale cognitivo collettivo rappresenti una variabile strategica della sicurezza nazionale.\u00a0<\/p>\n<p>Il presidente del Copasir, Lorenzo Guerini, ha proposto un intervento fortemente incentrato sul rapporto tra intelligence, politica e architettura istituzionale.\u00a0<\/p>\n<p>Guerini ha ricordato Fulvio Martini come figura di riferimento nella storia repubblicana, protagonista di passaggi decisivi e interprete di una visione strategica profondamente ancorata al Mediterraneo. Un\u2019area che resta, ha sottolineato, il baricentro degli interessi nazionali italiani. Il presidente del Copasir ha quindi richiamato la necessit\u00e0 di una strategia di sicurezza nazionale organica e condivisa, capace di orientare l\u2019azione dello Stato in tutte le sue articolazioni. Non solo difesa e intelligence, ma anche economia, tecnologia, infrastrutture e settore privato.\u00a0<\/p>\n<p>Centrale il passaggio sul rapporto tra decisore politico e intelligence: \u201cL\u2019intelligence non deve dire al politico ci\u00f2 che vuole sentirsi dire\u201d. Una distinzione che, secondo Guerini, costituisce una garanzia fondamentale dell\u2019equilibrio democratico. Parallelamente, ha ribadito l\u2019esigenza di un costante bilanciamento tra rafforzamento degli strumenti operativi e consolidamento dei meccanismi di controllo parlamentare e giurisdizionale. Una dinamica che riflette la logica stessa della legge 124 del 2007.\u00a0<\/p>\n<p>Il direttore del Dis, Vittorio Rizzi, ha offerto una delle riflessioni pi\u00f9 ampie e sistemiche della mattinata.\u00a0<\/p>\n<p>Rizzi ha descritto lo scenario internazionale come una fase di profondo disordine globale, caratterizzata da un aumento dei conflitti, dal riequilibrio tra democrazie e autocrazie e da una competizione sempre pi\u00f9 intensa sul piano economico e tecnologico. Nel suo intervento, ha sottolineato come la globalizzazione abbia trasformato interdipendenze economiche in vulnerabilit\u00e0 strategiche. Catene del valore frammentate, dipendenze tecnologiche e asimmetrie computazionali diventano oggi variabili centrali della sicurezza nazionale.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cLa sovranit\u00e0 tecnologica non \u00e8 un privilegio, ma un dovere democratico\u201d, ha affermato Rizzi, collegando il tema della capacit\u00e0 computazionale alla tutela della sovranit\u00e0 decisionale degli Stati. Particolarmente significativo il passaggio sul dominio cognitivo e sul libero arbitrio, definito \u201cla pi\u00f9 critica delle infrastrutture da proteggere\u201d. Un concetto che colloca l\u2019intelligence non solo nella dimensione della sicurezza materiale, ma anche in quella della tutela delle condizioni cruciali della democrazia.\u00a0<\/p>\n<p>Nella relazione conclusiva, Gianni Letta ha proposto un intervento denso di memoria personale e lettura storica.\u00a0<\/p>\n<p>Letta ha descritto Fulvio Martini come un interprete raffinato dell\u2019intelligence italiana, capace di coniugare operativit\u00e0, analisi e visione strategica di lungo periodo. Ne ha evidenziato la capacit\u00e0 di anticipare trasformazioni geopolitiche e mutamenti degli equilibri globali. Ampio il richiamo alla figura di Francesco Cossiga, alla sua passione per l\u2019intelligence e al suo ruolo nella costruzione di una cultura istituzionale pi\u00f9 matura e consapevole. Secondo Letta, Martini e Cossiga rappresentano due dimensioni complementari: la cultura operativa e la cultura istituzionale dell\u2019intelligence, entrambe decisive per la tenuta democratica dello Stato.\u00a0<\/p>\n<p>A chiudere la cerimonia \u00e8 stata Adriana Martini, figlia dell\u2019Ammiraglio, che nel ricevere il premio disegnato da Gerardo Sacco, ha offerto una testimonianza capace di restituire una dimensione insieme personale e concettuale dell\u2019intelligence. Martini, archeologa, ha collegato la figura paterna alla propria esperienza professionale, evidenziando le profonde affinit\u00e0 tra ricerca archeologica e attivit\u00e0 di intelligence: raccolta di dati, capacit\u00e0 di analisi, costruzione di legami e sintesi interpretativa. \u00a0<\/p>\n<p>Un parallelismo che ha spostato l\u2019attenzione dall\u2019immaginario tradizionale dei Servizi verso la loro natura cognitiva e metodologica. \u201cFare intelligence significa imparare a riconoscere i punti salienti della realt\u00e0 e trasformare informazioni frammentarie in conoscenza\u201d, ha osservato, sottolineando come il lascito culturale del padre abbia influenzato il suo percorso di studiosa e docente. Un passaggio che ha introdotto nella mattinata una riflessione pi\u00f9 ampia: l\u2019intelligence non solo come funzione dello Stato, ma come disciplina della comprensione, strumento di lettura della complessit\u00e0 e, prima ancora, forma di conoscenza del mondo.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=54163\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Nell\u2019Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati si \u00e8 svolta la sesta&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":54164,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-54163","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54163","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=54163"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54163\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54174,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54163\/revisions\/54174"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/54164"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=54163"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=54163"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=54163"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}