{"id":53821,"date":"2026-02-17T00:11:35","date_gmt":"2026-02-17T00:11:35","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=53821"},"modified":"2026-02-17T00:11:35","modified_gmt":"2026-02-17T00:11:35","slug":"stare-insieme-e-un-anti-stress-studio-svela-i-benefici-dello-scudo-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=53821","title":{"rendered":"Stare insieme \u00e8 un anti-stress, studio svela i benefici dello &#8216;scudo sociale&#8217;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211;<br \/>\nLo stress va gestito in compagnia. Poco importa con chi, se \u00e8 il partner, una persona amica o uno sconosciuto: in una situazione stressante il semplice fatto di non essere soli, di avere accanto qualcuno, riduce lo stato di allerta del sistema nervoso. In poche parole, allenta la tensione. Uno studio pubblicato su &#8216;Psychophysiology&#8217; da scienziati dei dipartimenti di Psicologia dello sviluppo e della socializzazione e di Psicologia generale dell&#8217;universit\u00e0 di Padova, in collaborazione con la Wake Forest University statunitense, spiega perch\u00e9 stare insieme \u00e8 un anti-stress. Se le ricerche epidemiologiche in ambito psicologico e medico suggeriscono che il supporto sociale \u00e8 associato a un migliore stato di salute fisica e mentale e a una maggiore longevit\u00e0, il nuovo lavoro svela i meccanismi e i benefici dello &#8216;scudo sociale&#8217; sul cervello.\u00a0<\/p>\n<p>Il team padovano &#8211; riporta UniPd in una nota &#8211; ha monitorato un riflesso primordiale, il trasalimento, quando si affronta una situazione stressante da soli oppure in compagnia. Il trasalimento \u00e8 la rapida contrazione muscolare che segue un rumore improvviso: \u00e8 una risposta automatica e in una condizione di minaccia questo riflesso viene modulato dal cervello per &#8216;prepararci all&#8217;azione&#8217;. Se ci sentiamo in pericolo, il sistema si &#8216;accende&#8217; o si &#8216;spegne&#8217; a seconda delle strategie difensive pi\u00f9 adatte. Ma cambia qualcosa se si \u00e8 soli o in compagnia? Il campione preso in esame era di 70 partecipanti dello stesso sesso (donne), per minimizzare gli effetti delle differenze di genere nella reattivit\u00e0 affettiva. I soggetti, divisi in 3 gruppi, sono stati sottoposti al Trier Social Stress Test (Tsst), un protocollo standardizzato che induce stress attraverso la simulazione di un colloquio di lavoro svolto davanti a una commissione di valutazione. Un primo gruppo svolgeva la prova da solo, un secondo con accanto il partner e il terzo con vicino una persona sconosciuta. Durante il test i ricercatori hanno misurato il &#8216;grado di allerta&#8217; dei partecipanti attraverso il riflesso di trasalimento (startle reflex), che cresce sempre di pi\u00f9 quando il nostro organismo percepisce l&#8217;ambiente circostante come minaccioso.\u00a0<\/p>\n<p>Dallo studio emerge che, in una situazione di stress, quando si \u00e8 soli ad affrontarla il cervello \u00e8 pi\u00f9 in allerta rispetto a quando lo stesso contesto critico viene gestito insieme a qualcun altro: il riflesso di trasalimento aumentava in chi era da solo nello svolgimento del compito, con una soglia significativamente pi\u00f9 alta rispetto a chi era in compagnia. L&#8217;aspetto interessante &#8211; sottolineano gli autori &#8211; \u00e8 che questo effetto di scudo sociale non era limitato solo a chi era accompagnato al test dal partner, ma anche da chi lo faceva alla presenza di uno sconosciuto. La presenza di un altro si \u00e8 rivelata efficace nel produrre una protezione sulla reattivit\u00e0 del sistema nervoso delle partecipanti: un &#8216;regolatore fisiologico&#8217; capace di ridurre l&#8217;allerta del sistema nervoso durante situazioni di stress acuto.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;I nostri dati &#8211; spiega Antonio Maffei del Dipartimento di Psicologia dello sviluppo e della socializzazione dell&#8217;universit\u00e0 di Padova, primo autore del lavoro &#8211; supportano la Social Baseline Theory, una recente teoria che suggerisce che il cervello umano sia ottimizzato per lavorare al meglio quando siamo insieme ad altre persone e non in isolamento, soprattutto quando si tratta di affrontare situazioni stressanti Quando siamo soli il sistema nervoso deve farsi carico interamente di monitorare l&#8217;ambiente per prevenire eventuali pericoli, un&#8217;attivit\u00e0 che richiede una maggiore quantit\u00e0 di risorse sia cognitive che metaboliche. La semplice presenza fisica di un altro individuo agisce come un segnale di sicurezza che permette al cervello di ottimizzare questo investimento di risorse, regolando la risposta da stress in modo pi\u00f9 efficiente, e agisce quindi come un regolatore fisiologico capace di ridurre l&#8217;allerta del sistema nervoso durante situazioni di stress acuto&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Questi risultati &#8211; conclude la nota &#8211; mostrano come l&#8217;ambiente sociale modelli la nostra reazione psicofisiologica alle situazioni stressanti. Inoltre, la ricerca pone le basi per futuri studi volti a comprendere il ruolo che le differenze individuali svolgono nel potenziare questi effetti. L&#8217;obiettivo ultimo \u00e8 comprendere come sfruttare al massimo l&#8217;enorme potenziale che le relazioni hanno nel migliorare la nostra salute e il nostro benessere.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>salute\/medicina<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=53821\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Lo stress va gestito in compagnia. 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