{"id":53724,"date":"2026-02-16T17:43:01","date_gmt":"2026-02-16T17:43:01","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=53724"},"modified":"2026-02-16T17:43:01","modified_gmt":"2026-02-16T17:43:01","slug":"fibra-ottica-lo-switch-on-fa-bene-al-pil-e-alloccupazione-a-che-punto-siamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=53724","title":{"rendered":"Fibra ottica, lo switch on fa bene al pil e all&#8217;occupazione: a che punto siamo?"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Addio definitivo al rame e fibra ottica per tutti. Con uno &#8216;switch on&#8217; che va accelerato per consentire di cogliere tutte le opportunit\u00e0 della rivoluzione che passa per la connettivit\u00e0, dal contributo al pil alla creazione di nuova occupazione. Se n&#8217;\u00e8 parlato diffusamente durante l&#8217;evento &#8216;Fiber Switch On: l\u2019accesso al futuro \u00e8 adesso&#8217;, organizzato dalla Luiss. Tre i documenti discussi, che integrano prospettive diverse, partendo dalla fotografia della situazione: a che punto siamo?\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019evento \u00e8 stato aperto dai saluti istituzionali di Paolo Boccardelli, Rettore della Luiss: &#8220;Adottare la fibra ultraveloce FTTH non \u00e8 una scelta tecnica, ma un driver di sviluppo. \u00c8 ci\u00f2 che permette a cittadini, imprese e istituzioni di partecipare pienamente alla vita economica e democratica, riducendo le disuguaglianze, sostenendo la crescita e costruendo un\u2019Italia pi\u00f9 competitiva e inclusiva&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Se sul piano dell&#8217;infrastruttura il Paese ha recuperato terreno, Alessio Butti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alla Trasformazione Digitale, in un video messaggio si \u00e8 soffermato sulla sfida dell&#8217;adozione: &#8220;Dobbiamo vincere la sfida dell\u2019adozione. Il primo obiettivo per arrivare alla piena adozione sono le competenze; il secondo \u00e8 il take-up dei servizi digitali, passando da una logica infrastrutturale a una valorizzazione delle reti come piattaforme per servizi pubblici digitali avanzati\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il punto di partenza del documento &#8216;Fiber for Human Value. La fibra come motore di sviluppo economico e sociale&#8217;, della Luiss, \u00e8 l&#8217;analisi del contesto italiano, che rivela &#8220;una realt\u00e0 complessa, segnata da una evoluzione delle reti di connettivit\u00e0 che \u00e8 ancora condizionata da quella che potremmo definire la &#8216;trappola del rame&#8217;. Per anni, infatti, &#8220;strategie conservative focalizzate sull&#8217;aggiornamento delle vecchie reti in rame hanno rallentato la transizione verso una banda ultralarga ad elevate prestazioni, in grado di sostenere la creazione della societ\u00e0 digitale del futuro&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Oggi, grazie a un cambio di passo impresso anche dal ricorso a risorse finanziarie pubbliche (come quelle stanziate per la &#8220;Strategia Italiana per la Banda Ultralarga&#8221; e il Piano &#8220;Italia a 1 Giga&#8221;), il Paese ha recuperato terreno sul fronte infrastrutturale, raggiungendo una copertura FTTH che sfiora il 71% delle famiglie, un dato superiore alla media UE secondo il DESI 2025. Qui, per\u00f2, &#8220;emerge il &#8216;paradosso della digitalizzazione&#8217;. A fronte di un&#8217;infrastruttura d&#8217;eccellenza, l&#8217;Italia registra tassi di adozione (take-up) ancora modesti: solo poco pi\u00f9 del 25% delle linee attive sfrutta le potenzialit\u00e0 del Gigabit&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Il passaggio obbligato da portare a termine \u00e8 lo switch off del rame. Questo passaggio epocale &#8220;non \u00e8 privo di criticit\u00e0, perch\u00e9 le sfide da affrontare sono molteplici&#8221;. Sul piano tecnico, ad esempio, &#8220;si pone il quesito di come garantire la migrazione dei servizi speciali e critici che ancora dipendono da vecchi protocolli&#8221;. Sul piano economico, viceversa, &#8220;ci\u00f2 richiede di gestire gli impatti sugli operatori che hanno basato il loro business model sull&#8217;accesso alla rete in rame&#8221;. Sul piano sociale e culturale, infine, &#8220;diviene necessario vincere la resistenza al cambiamento di quella fascia di popolazione meno digitalizzata, che potrebbe percepire la migrazione tecnologica come un&#8217;imposizione o un costo aggiuntivo, anzich\u00e9 come un&#8217;opportunit\u00e0&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>La sfida per l&#8217;Italia, dunque, &#8220;non \u00e8 pi\u00f9 solo posare cavi, ma &#8216;accendere&#8217; la consapevolezza. Il futuro digitale del Paese si gioca sulla capacit\u00e0 di trasformare la connettivit\u00e0 fisica in connessione sociale, colmando quel divario tra potenziale tecnologico e realt\u00e0 applicativa che ancora ci separa dai leader europei&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Per superare queste barriere e trasformare l&#8217;infrastruttura in un vero volano di crescita, l&#8217;analisi suggerisce un set di azioni prioritarie rivolte ai diversi attori del sistema. Per le Istituzioni e il Regolatore nazionale, \u00e8 urgente una semplificazione radicale attraverso l&#8217;introduzione di uno &#8220;sportello unico digitale&#8221; per i permessi e l&#8217;armonizzazione delle linee guida locali. Parallelamente, occorre istituire un&#8217;anagrafe unica e centralizzata degli indirizzi civici, bonificata e interoperabile, per garantire una pianificazione certa. Dal punto di vista della concorrenza, le policy devono favorire modelli Wholesale-Only e l&#8217;accesso equo alle infrastrutture (Open Access), incentivando al contempo lo switch-off del rame attraverso meccanismi che ne riducano la convenienza economica rispetto alla fibra. Per i Policymaker, il procurement pubblico deve diventare una leva strategica: la spesa pubblica dovrebbe orientarsi verso servizi cloud-native nazionali, imponendo standard di connettivit\u00e0 elevati per tutte le sedi della PA. Fondamentale \u00e8 anche l&#8217;adozione di strumenti di sostegno agli investimenti, come voucher per la connettivit\u00e0 e crediti d&#8217;imposta per le aree a fallimento di mercato, per evitare che la transizione crei nuove disuguaglianze territoriali. Per il mercato, la capacit\u00e0 di risposta alle sfide attuali richiede una collaborazione ecosistemica. Operatori, utility e mondo della formazione devono cooperare per colmare il gap di competenze, investendo in Academy tecniche e percorsi di certificazione professionale. Infine, \u00e8 cruciale una maggiore trasparenza comunicativa verso la cittadinanza per costruire un consenso sociale informato attorno alle opere infrastrutturali, presentandole non come cantieri, ma come abilitatori di futuro.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>La crescente diffusione della connettivit\u00e0, accompagnata alla diversificazione dei servizi offerti, &#8220;si traduce nella necessit\u00e0 di reti sempre pi\u00f9 performanti, non solo in termini di indicatori tradizionali quali capacit\u00e0 trasmissiva e latenza, ma anche in termini di resilienza, indispensabile per garantire la continuit\u00e0 di servizi critici su cui si fa un affidamento sempre maggiore&#8221;. In tale scenario evolutivo, &#8220;l\u2019espansione delle infrastrutture di telecomunicazioni ha comportato un aumento significativo dei consumi energetici, con un duplice impatto&#8221;. Da un lato, &#8220;l\u2019incremento dei costi operativi sostenuti dagli operatori di rete, di cui il consumo energetico rappresenta oggi una quota rilevante, riduce la capacit\u00e0 di investimento strategico in nuove tecnologie e nel miglioramento delle prestazioni e della qualit\u00e0 del servizio&#8221;. Dall\u2019altro lato, &#8220;la crescita dei consumi energetici determina un impatto ambientale che compromette la sostenibilit\u00e0 della crescita&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>I risultati dello studio di Michela Meo e Daniela Renga per il Politecnico di Torino mostrano che &#8220;lo spegnimento della tecnologia in rame porta a una riduzione dei consumi energetici particolarmente significativa, pari all\u201986%&#8221;. Questo risultato &#8220;\u00e8 dovuto all\u2019effetto combinato del limitato fabbisogno energetico dei dispositivi che realizzano le reti ottiche e del ridotto numero di dispositivi necessari per servire l\u2019utenza&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>La metodologia utilizzata per l\u2019analisi ha permesso anche di studiare diversi scenari di transizione dalla attuale coesistenza di reti in rame e ottiche a reti interamente in fibra ottica. I risultati suggeriscono che &#8220;accelerare la transizione rispetto a una transizione completa in 10 anni, come previsto nel Digital Networks Act (DNA) pu\u00f2 portare a risparmi fino a 4 TWh di energia. Una politica di supporto alla transizione verso reti interamente ottiche ha un grande potenziale in termini di sostenibilit\u00e0 ambientale, riduzione dei costi e quindi capacit\u00e0 di investimento in innovazione e qualit\u00e0 del servizio, e resilienza delle infrastrutture di telecomunicazioni&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nMichela Meo, Professoressa di Telecomunicazioni al Politecnico di Torino, ha fatto una sintesi efficace: &#8220;Ogni anno perso nel completamento della migrazione non rappresenta solo un freno all&#8217;innovazione digitale, ma si traduce in un costo energetico e ambientale diretto per il mantenimento in vita di tecnologie obsolete ed energivore. Accelerare lo switch-off del rame non \u00e8 dunque solo un&#8217;opportunit\u00e0 tecnologica, ma un imperativo di sostenibilit\u00e0&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Lo studio Deloitte, intitolato &#8216;Lo switch-on della Fibra FTTH: Impatti economici e occupazionali per l\u2019Italia&#8217;, evidenzia in particolare come il valore aggiunto degli investimenti per la realizzazione della rete in fibra ottica e della successiva disponibilit\u00e0 della banda ultra larga nelle aree bianche, che abilita nuove opportunit\u00e0 di digitalizzazione per cittadini e imprese, si traduca in &#8220;un impatto moltiplicativo significativo sull\u2019economia: per ogni euro investito, si stima siano stati generati finora complessivamente 4,4 euro di contributo totale al PIL&#8221;. Questo lascia presupporre &#8220;impatti attesi ancora maggiori nel medio-lungo termine a fronte di una crescente diffusione di utilizzo della banda ultra larga, ancora parzialmente limitata, da parte di cittadini e imprese&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Questo, considerato che la banda Ultra larga nelle aree bianche italiane &#8220;\u00e8 molto pi\u00f9 di una semplice opera infrastrutturale, ma anche un intervento strategico come motore di crescita economica e un fattore chiave per la coesione sociale e territoriale&#8221;. Si stima che la Banda Ultra Larga nelle aree bianche abbia generato finora oltre 16 miliardi di euro di contributo al PIL italiano e pi\u00f9 di 250 mila nuovi posti di lavoro grazie alla sua diffusione, in aggiunta a circa 5,3 miliardi di euro di contributo al PIL e pi\u00f9 di 90 mila occupati supportati dagli investimenti per la realizzazione dell\u2019infrastruttura. \u00a0<\/p>\n<p>\nMarco Vulpiani, Senior Partner, Head of Deloitte Economics, ha evidenziato come la fibra FTTH dimostri di essere &#8220;un motore di inclusione, produttivit\u00e0 e sviluppo territoriale: abilita smart working, innovazione delle imprese, modernizzazione dei servizi pubblici e valorizzazione delle comunit\u00e0 locali, favorendo lo sviluppo di imprenditoria locale e riducendo il fenomeno dello spopolamento dei piccoli centri ed aree remote&#8221;. L\u2019adozione dell\u2019FTTH \u00e8 quindi &#8220;una priorit\u00e0 nazionale per ridurre il divario digitale e valorizzare tutto il territorio, sostenendo una crescita sostenibile, diffusa e resiliente dell\u2019intero Paese&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>economia<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=53724\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Addio definitivo al rame e fibra ottica per tutti. 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