{"id":53196,"date":"2026-02-14T12:37:00","date_gmt":"2026-02-14T12:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=53196"},"modified":"2026-02-14T12:37:00","modified_gmt":"2026-02-14T12:37:00","slug":"il-paradosso-della-rule-40-alle-olimpiadi-tutela-il-cio-per-gli-sponsor-penalizza-gli-atleti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=53196","title":{"rendered":"Il paradosso della &#8216;rule 40&#8217; alle Olimpiadi: tutela il Cio per gli sponsor, penalizza gli atleti"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Gli occhi pi\u00f9 attenti lo avranno notato. E si saranno chiesti il perch\u00e9. Durante le Olimpiadi, tanti fuoriclasse dello sport &#8211; supportati nel corso dell&#8217;anno da importanti sponsorizzazioni &#8211; non mostrano marchi che non siano quelli ufficiali dei Giochi Olimpici. Nemmeno sui social. Dalla ricchissima Eileen Gu a Federica Brignone, da Dominik Paris a Jutta Leerdam, succede anche a Milano Cortina 2026. E c&#8217;\u00e8 un motivo: la &#8216;rule 40&#8217; della Carta Olimpica. \u00a0<\/p>\n<p>Le Olimpiadi rappresentano, per ogni atleta, il momento clou della carriera. Ore, giorni, mesi e anni di allenamenti, sacrifici e rinunce che culminano  in prove  di pochi minuti, a volte pochi secondi. Per tutti l\u2019ambizione \u00e8  una medaglia, ma c&#8217;\u00e8 anche l\u2019orgoglio di rappresentare un Paese, la possibilit\u00e0 di trasformare una passione in una professione. Anche per questo, i Giochi Olimpici sono un punto di arrivo in termini di visibilit\u00e0, per sfruttare al massimo una vetrina che capita (forse) ogni quattro anni. Con un paradosso: nel momento di massima esposizione mediatica, entra in gioco una regola centrale nel sistema olimpico. La &#8216;rule 40&#8217; della Carta Olimpica, introdotta nel 1991 e nata per tutelare gli sponsor ufficiali delle Olimpiadi. Aziende che investono cifre enormi per associare il proprio marchio all\u2019evento sportivo pi\u00f9 seguito al mondo. La norma limita l\u2019uso commerciale del nome, dell\u2019immagine e delle prestazioni degli atleti (e di tutti i soggetti accreditati) durante il cosiddetto blackout period o &#8216;silenzio olimpico&#8217;. Una fase che inizia pochi giorni prima dell\u2019apertura della rassegna a cinque cerchi e termina dopo la cerimonia di chiusura.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;avvocato Luca Ferrari, Global Head of Sports dello studio legale Withers e advisor legale di tanti campioni come Novak Djokovic e Lewis Hamilton, ha approfondito il tema con l&#8217;Adnkronos: &#8220;Fino a Londra 2012 &#8211; spiega al telefono &#8211; si trattava di un divieto quasi assoluto. Con l\u2019esplosione dei social media e la crescente pressione degli atleti, il Cio ha progressivamente ammorbidito la regola a partire da Rio 2016, introducendo alcune deroghe&#8221;. Per le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, il silenzio olimpico \u00e8 iniziato il 26 gennaio e si concluder\u00e0 il 26 di febbraio. Bisogna per\u00f2 fare qualche distinzione: &#8220;Al di fuori del periodo &#8211; precisa Ferrari &#8211; le aziende non sponsor delle Olimpiadi possono utilizzare l\u2019immagine di un atleta, a condizione che la comunicazione non sia a tema olimpico e non crei, nemmeno indirettamente, un\u2019associazione con i Giochi, il Cio, il Comitato organizzatore o con i team nazionali partecipanti. In altre parole, l\u2019atleta pu\u00f2 comparire in una campagna pubblicitaria, ma non come atleta olimpico, n\u00e9 attraverso simboli, riferimenti o contesti che evochino i Giochi&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Durante l&#8217;evento, cambia invece tutto: &#8220;Nel periodo di silenzio, i limiti diventano pi\u00f9 stringenti. Le aziende non sponsor  possono utilizzare l&#8217;immagine dell&#8217;atleta solo a condizioni rigorose e cumulative&#8221;. In primo luogo, la comunicazione deve rispettare le policy del Cio e del Coni relative alle categorie merceologiche incompatibili con i valori del movimento olimpico, come tabacco, alcol, gioco d\u2019azzardo o attivit\u00e0 ritenute immorali. In secondo luogo, l\u2019advertising non deve in alcun modo includere properties olimpiche, n\u00e9 in forma verbale n\u00e9 visiva: &#8220;Sono quindi vietati riferimenti ai Giochi, ai team nazionali, alle medaglie, agli impianti olimpici o a contesti che possano evocare la competizione&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Un ulteriore limite centrale riguarda il contenuto del messaggio: &#8220;Non pu\u00f2 esserci alcun endorsement di prodotto che crei un collegamento, diretto o indiretto, tra il brand e la performance sportiva dell\u2019atleta&#8221; aggiunge Ferrari. La comunicazione, insomma, deve qualificarsi come &#8216;pubblicit\u00e0 generica&#8217;.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Ma cosa si intende per pubblicit\u00e0 generica? Secondo le linee guida del Cio, una pubblicit\u00e0 pu\u00f2 definirsi cos\u00ec solo se ricorrono tutte le seguenti condizioni. In primo luogo, la comunicazione non deve presentare alcun collegamento con i Giochi Olimpici, se non per il fatto che vi compaia l\u2019immagine dell\u2019atleta. In secondo luogo, la campagna deve essere gi\u00e0 stata pianificata e diffusa sul mercato almeno 90 giorni prima dell\u2019inizio del silenzio olimpico. Infine, l\u2019advertising non pu\u00f2 essere intensificato durante il periodo del silenzio olimpico. \u00a0<\/p>\n<p>Molto delicato \u00e8 il tema dei messaggi di congratulazioni. &#8220;Le aziende non sponsor olimpiche &#8211; precisa Ferrari &#8211; in  generale non possono pubblicare congratulazioni durante il blackout period, poich\u00e9 tali messaggi tendono a creare un collegamento diretto tra il brand e la performance olimpica. Eventuali messaggi di supporto o celebrazione sono ammessi solo al di fuori del periodo dei Giochi e sempre nel rispetto del divieto di utilizzare simboli, immagini o riferimenti riconducibili alle Olimpiadi&#8221;. Il risultato \u00e8 un sistema unico nel panorama sportivo: &#8220;Proprio nel momento di massima visibilit\u00e0, l\u2019autonomia commerciale degli atleti viene compressa&#8221;. Con la costruzione di un delicato equilibrio tra sport, marketing e regole olimpiche. (di Michele Antonelli, inviato a Bormio)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>milano-cortina-2026\/extra<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=53196\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Gli occhi pi\u00f9 attenti lo avranno notato. 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