{"id":52153,"date":"2026-02-11T12:55:26","date_gmt":"2026-02-11T12:55:26","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=52153"},"modified":"2026-02-11T12:55:26","modified_gmt":"2026-02-11T12:55:26","slug":"addio-a-bianca-maria-piccinino-prima-conduttrice-del-tg-la-sua-morte-rimasta-riservata-per-volonta-sua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=52153","title":{"rendered":"Addio a Bianca Maria Piccinino, prima conduttrice del Tg: la sua morte rimasta riservata per volont\u00e0 sua"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211;<br \/>\nBianca Maria Piccinino, prima donna a condurre un telegiornale, \u00e8 morta il 20 luglio 2025 a 101 anni, ma la notizia \u00e8 rimasta riservata per sua espressa volont\u00e0. A spiegare i mesi di silenzio \u00e8 la figlia Paola Ricci, interpellata dall&#8217;Adnkronos: &#8220;Il silenzio \u00e8 stato voluto da lei: per sua decisione non ho divulgato la notizia se non ai parenti e agli amici pi\u00f9 stretti. Immagino che poi sia comunque trapelata e ormai, a oltre sei mesi dall&#8217;accaduto, riesco a parlarne, anche se con tanta fatica. La mamma, una volta uscita dalle scene, non ha pi\u00f9 voluto &#8216;fare notizia&#8217;, nemmeno quando ha compiuto 100 anni, nel 2024, e molti volevano intervistarla&#8221;. Una scelta coerente con il suo addio alle scene, lontano dai riflettori che aveva contribuito a rendere centrali nell\u2019informazione italiana.\u00a0<\/p>\n<p>Pioniera dell&#8217;informazione televisiva italiana e icona del giornalismo di moda, Bianca Maria Piccinino vantava diversi primati nella sua lunghissima vita. Nata a Trieste il 29 gennaio 1924, da padre triestino e madre milanese, laureata in biologia, inizi\u00f2 la carriera nella Rai neonata nel 1953 come autrice e presentatrice di programmi scientifici, per poi addentrarsi nel mondo animale. Il giorno stesso del provino and\u00f2 in onda: &#8220;Fu &#8211; ha raccontato &#8211; la mia prima apparizione televisiva per dare la notizia scientifica del giorno: il ritrovamento di un fossile della catena evolutiva&#8221;. Dal 1956 al 1964 condusse la trasmissione di divulgazione scientifica &#8220;L&#8217;amico degli animali&#8221; con Angelo Lombardi e poi si occup\u00f2 della Tv dei Ragazzi. \u00a0<\/p>\n<p>\nLa svolta nella sua carriera arriv\u00f2 a agli inizi degli anni &#8217;60, dopo aver collaborato a var programmi con Mario Soldati, con Enzo Biagi, quando fu spinta a occuparsi di moda, tema all&#8217;epoca considerato di esclusivo appannaggio femminile, fino a diventare responsabile del settore per il Telegiornale. Uno dei suoi compiti pi\u00f9 significativi fu la copertura delle sfilate di pr\u00eat-\u00e0-porter a Firenze, Roma e Parigi e come inviato speciale divenne il volto la voce femminili della moda alla Rai. In un&#8217;epoca in cui gli accordi prevedevano che le immagini delle sfilate potessero essere trasmesse solo tre mesi dopo l&#8217;evento, Piccinino riusc\u00ec a portare la moda direttamente nelle case degli italiani. Erano gli anni del Made in Italy, dei grandi stilisti come Giorgio Armani e Gianni Versace e della ribalta dello stile italiano.\u00a0<\/p>\n<p>Piccinino \u00e8 stata la prima donna a condurre il Telegiornale del pomeriggio sul Canale Nazionale, e, dopo la riforma della Rai, il Tg1 delle 13,30. Il 15 marzo 1976 condusse insieme ad Emilio Fede la prima edizione del nuovo Tg1. Come ha ricordato Angela Buttiglione quando fu assunta nel 1969, a 23 anni &#8220;eravamo solo due donne al Telegiornale: Bianca Maria Piccinino ed io&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>\nTra le sue telecronache si ricorda quella per il matrimonio di Carlo e Diana il 29 luglio 1981. La crescente notoriet\u00e0 le diede l&#8217;opportunit\u00e0 di intervistare alcuni dei personaggi pi\u00f9 iconiche della seconda met\u00e0 del XX secolo. Le sue conversazioni abbracciarono un ampio spettro di personalit\u00e0, da Sophia Loren a Mikhail Gorbaciov, da Lady Diana a Indira Gandhi, contribuendo a documentare la storia e la cultura di un&#8217;epoca attraverso la lente della moda e della comunicazione. \u00a0<\/p>\n<p>Nonostante le richieste di un suo passaggio a Canale 5, Piccinino rimase alla Rai anche dopo il suo pensionamento nel 1989, curando il settimanale televisivo &#8220;Moda&#8221; fino al 1994. Con la fine del rapporto con la Rai ha proseguito come docente delle Accademie della moda. Nel 2014, per i suoi 90 anni, era stata insignita dalla sua citt\u00e0 natale, Trieste, del premio San Giusto d&#8217;Oro.\u00a0<\/p>\n<p>Nel corso della sua carriera, Bianca Maria Piccinino non si limit\u00f2 solo alla televisione. Studi\u00f2 nel contempo il fenomeno moda in rapporto all&#8217;evoluzione della societ\u00e0 e ai grandi avvenimenti che la mutavano (moda e costume, moda come comunicazione, moda simbolo di potere), temi sui quali tenne seminari alle Universit\u00e0 di Madrid, Firenze e Bologna. Il suo giornalismo nella Rai ha contribuito a plasmare la percezione della moda nell&#8217;opinione pubblica italiana come veicolo di espressione culturale e sociale, dimostrando quanto sia molto pi\u00f9 di abiti e tendenze, ma un linguaggio che racconta storie, riflette l&#8217;evoluzione della societ\u00e0 e connette le persone di tutto il mondo.\u00a0<\/p>\n<p>Raccont\u00f2 la giornalista in un&#8217;intervista del 2014 per i suoi 90 anni: &#8220;La moda italiana \u00e8 nata nel 1950 a Firenze con le sfilate a Palazzo Pitti; prima esisteva solo quella francese; con l&#8217;operatore andavamo a Parigi e a Firenze. Si affermarono giovani stilisti come Armani, Ferr\u00e8, Versace e da Firenze le sfilate si spostarono a Milano, e spesso a Londra e New York, sfilate che seguivo con l&#8217;operatore. Ho continuato a lavorare per cinque anni dopo la pensione: poi arrivarono a dirigere la Rai i famosi &#8216;Professori&#8217; e non permisero pi\u00f9 ai pensionati di lavorare: fin\u00ec la mia bella avventura con la Rai durata 40 anni. Intanto mi ero sposata, avevo avuto una figlia che, sposata ha avuto un figlio, nato quando sono andata in pensione ed \u00e8 diventato la mia nuova ragione di vita&#8221;. E&#8217; autrice anche di due libri, di cui &#8220;Che mi metto&#8221; (Gremese Editore, 1987) ebbe particolare successo.\u00a0<\/p>\n<p>\nAd accennare per primo all&#8217;assenza di notizie sulla morte di Piccinino \u00e8 stato il giornalista Michele Bovi, ex caporedattore centrale del Tg2, dirigente di Rai2 e capostruttura per l&#8217;intrattenimento di Rai1. In un articolo pubblicato su &#8216;Huffington Post Italia&#8217; il 29 settembre 2025, oltre due mesi dopo la scomparsa della giornalista, dal titolo &#8220;La memoria corta e le sviste di mamma Rai&#8221;, Bovi scriveva: &#8220;Non solo Pippo Baudo, altri pionieri del piccolo schermo ci hanno lasciato nei mesi scorsi senza un saluto da parte della radiotelevisione di Stato: Bianca Maria Piccinino, Piero Pompili e Graziano Motta. Solo un breve annuncio per Vito Molinari e una notizia sbagliata per Carlo Sassi: fu Enzo Tortora a introdurre la moviola nella Domenica Sportiva&#8221;. Nello stesso giorno, il giornalista Massimo Emanuelli riprese sul suo blog l&#8217;accenno di Bovi alla scomparsa della giornalista. Anche Wikipedia ora riporta la data della morte di Bianca Maria Piccinino (20 luglio 2025), citando come fonte proprio l\u2019articolo di Bovi, con l\u2019ultima modifica effettuata il 28 gennaio 2026, alla vigilia del 102esimo compleanno della giornalista. (di Paolo Martini)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>spettacoli<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=52153\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Bianca Maria Piccinino, prima donna a condurre un telegiornale, \u00e8 morta il 20&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":52154,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-52153","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/52153","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=52153"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/52153\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":52182,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/52153\/revisions\/52182"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/52154"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=52153"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=52153"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=52153"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}