{"id":51587,"date":"2026-02-09T19:40:00","date_gmt":"2026-02-09T19:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=51587"},"modified":"2026-02-09T19:40:00","modified_gmt":"2026-02-09T19:40:00","slug":"pompeo-o-crediamo-in-noi-stessi-o-diventeremo-vassalli-di-pechino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=51587","title":{"rendered":"Pompeo: &#8220;O crediamo in noi stessi o diventeremo vassalli di Pechino&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; L\u2019Occidente \u00e8 davanti a una sfida esistenziale. Non economica, non solo militare, ma profondamente politica, morale e civile. \u00c8 questo il filo conduttore dell\u2019intervento di Mike Pompeo all\u2019Ispi, dove l\u2019ex segretario di Stato e direttore della Cia ha presentato l\u2019edizione italiana del suo libro \u201cMai un passo indietro. In lotta per l\u2019America che amo\u201d (Liberlibri), in un incontro moderato da Maurizio Molinari, che per l\u2019edizione italiana del libro ha scritto il saggio introduttivo, e aperto dalla presidente dell\u2019Ispi Mariangela Zappia. Uno degli elementi pi\u00f9 interessanti \u00e8 che Pompeo, l\u2019unico che \u00e8 riuscito a \u201csopravvivere\u201d quattro anni durante il primo mandato Trump, senza dimettersi o essere cacciato, ed \u00e8 tuttora uno degli uomini pi\u00f9 ascoltati del presidente, non si tira indietro dal criticare l\u2019atteggiamento \u201cnegoziale\u201d dell\u2019attuale amministrazione con Iran, Russia e Cina.\u00a0<\/p>\n<p>A questo proposito, a margine dell\u2019incontro, l\u2019Adnkronos ha potuto rivolgere una domanda all\u2019ex segretario di Stato, sul tema su cui ha pi\u00f9 battuto durante l\u2019incontro: il pericolo cinese. In questa fase di turbolenze transatlantiche, molti in Europa spingono per riavvicinarsi a Pechino. Cosa dovrebbe fare l\u2019Italia in questo contesto? Secondo Pompeo, \u201cn\u00e9 in Europa n\u00e9 negli Stati Uniti siamo pienamente consapevoli di questa minaccia, ma dobbiamo esserlo. E quando il rischio sar\u00e0 compreso fino in fondo, il mercato e gli investitori reagiranno in modo razionale e coerente. Perch\u00e9 alla fine si tratta di investimenti commerciali. Sono le imprese, le banche, i fondi privati e il capitale industriale a decidere dove crescere e innovare. Il governo italiano deve creare le condizioni perch\u00e9 investire sia conveniente e attrattivo: un contesto normativo stabile, un sistema finanziario che sostenga l\u2019innovazione, una forza lavoro qualificata e istituzioni in grado di formare competenze avanzate. Siamo davanti a un cambiamento di civilt\u00e0, generazionale, prima ce ne rendiamo conto e meglio \u00e8\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Nel suo intervento iniziale, Pompeo mette subito in discussione l\u2019architettura costruita dopo la Seconda guerra mondiale. Le istituzioni multilaterali come le Nazioni Unite hanno funzionato per decenni a beneficio dell\u2019Occidente, ma oggi \u201cnon sono pi\u00f9 adeguate ai tempi\u201d. Il problema non \u00e8 solo istituzionale, ma politico e culturale: il mondo \u00e8 cambiato, le popolazioni sono cambiate e soprattutto \u00e8 cambiato il peso globale del Partito comunista cinese.\u00a0<\/p>\n<p>Secondo Pompeo, i valori che hanno garantito prosperit\u00e0 e stabilit\u00e0 \u2013 dignit\u00e0 umana, diritti di propriet\u00e0, sovranit\u00e0 nazionale \u2013 non sono scomparsi, ma sono sotto attacco da modelli alternativi che li rifiutano apertamente. \u201cLa civilt\u00e0 occidentale alla fine prevarr\u00e0\u201d, afferma, \u201cma non \u00e8 affatto scontato\u201d. Pechino lavora attivamente, anche all\u2019interno delle societ\u00e0 occidentali, per delegittimare il ruolo storico dell\u2019Occidente e convincerlo di non meritare pi\u00f9 la leadership globale.\u00a0<\/p>\n<p>Alla domanda di Mariangela Zappia sul ruolo dell\u2019Europa, Pompeo risponde con una formula che sintetizza l\u2019intero impianto del suo discorso: \u201cIo sono del Kansas, penso in termini semplici: ci sono i buoni e i cattivi\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Nel campo dei \u201cgood guys\u201d colloca Stati Uniti ed Europa, insieme a Giappone, Australia, Corea del Sud, India, Sud-Est asiatico e Paesi del Golfo (a condizione che contengano il radicalismo islamista). Dall\u2019altra parte, i \u201cbad guys\u201d: Russia, Cina, Iran, Corea del Nord e Venezuela. \u00a0<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti, insiste, non possono reggere da soli questo confronto. Per questo l\u2019Europa \u00e8 chiamata a \u201cfare la sua parte\u201d, rafforzando difesa, sicurezza e autonomia strategica. Ma la cooperazione pi\u00f9 importante non \u00e8 militare n\u00e9 economica: \u00e8 psicologica e culturale. \u201cDobbiamo credere in noi stessi. Se perdiamo fiducia, se accettiamo l\u2019idea di essere destinati a diventare vassalli di Pechino, allora tutto il resto diventa irrilevante\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 sulla Cina che Pompeo costruisce il ragionamento pi\u00f9 radicale. L\u2019Occidente, dice, si \u00e8 reso pericolosamente dipendente da Pechino, dalle terre rare ai farmaci, per convenienza economica e pigrizia politica. Non perch\u00e9 manchino le risorse o le tecnologie, ma perch\u00e9 si \u00e8 scelto di esternalizzare ci\u00f2 che era costoso o ambientalmente scomodo.\u00a0<\/p>\n<p>Il vero nodo, per\u00f2, \u00e8 umano e culturale. \u201cIl cervello conta pi\u00f9 della marina e dell\u2019esercito\u201d. Per decenni, sostiene, la Cina ha assorbito capitale umano occidentale attraverso universit\u00e0 e ricerca, rafforzando un sistema che oggi non ha alcuna intenzione di cooperare. \u201cNon esiste una vera azienda privata cinese: quando parli con un\u2019impresa, parli con il Partito\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Pompeo respinge l\u2019idea di una neutralit\u00e0 possibile: non si tratta di scegliere tra Stati Uniti e Cina, ma tra \u201cdecenza e brutalit\u00e0\u201d. La gestione della pandemia da parte di Pechino viene citata come prova lampante: la fuga del virus dal laboratorio di Wuhan (che l\u2019ex segretario di Stato d\u00e0 per assodata) poteva anche essere accidentale, ma la scelta di non contenerlo e di permetterne la diffusione globale \u00e8 stata deliberata, con decine di milioni di morti e conseguenze devastanti per intere generazioni. \u201cXi Jinping non ha perso un\u2019ora di sonno davanti a tutto questo. Ci\u00f2 vi d\u00e0 la misura di quanto il suo sia un regime pronto a cooperare\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 netto \u00e8 stato quando ha parlato del coinvolgimento diretto della Corea del Nord nel conflitto in Ucraina. Migliaia di soldati di Kim Jong-Un che combattono in Europa, \u201cimpensabile fino a pochi anni fa\u201d. Ma il punto centrale, per Pompeo, non \u00e8 Pyongyang: Kim non agirebbe come leader autonomo, bens\u00ec \u201csotto il pieno controllo di Pechino\u201d. Ogni incontro tra inviati americani e nordcoreani, ha raccontato, era preceduto e seguito da viaggi del \u201ccaro leader\u201d in Cina, prima per ricevere istruzioni e poi rendere conto. L\u2019invio di truppe non sarebbe quindi una decisione sovrana n\u00e9 frutto dell\u2019accordo di difesa con la Russia, ma il risultato di una scelta strategica cinese. \u201cLa Corea del Nord non \u00e8 un Paese indipendente nel senso pieno del termine\u201d, ha affermato Pompeo, \u201c\u00e8 uno strumento nelle mani del Partito comunista cinese\u201d. Un elemento che rafforza, nella sua lettura, l\u2019idea che la guerra in Ucraina non sia un conflitto regionale, ma un fronte avanzato di una sfida globale in cui Russia e Cina operano in modo coordinato contro l\u2019Occidente.\u00a0<\/p>\n<p>Cosa serve per far finire la guerra in Ucraina? Il problema, secondo Pompeo, \u00e8 che Vladimir Putin non paga ancora un prezzo abbastanza alto. Anzi, continuare a combattere gli conviene. L\u2019Europa deve capire che l\u2019obiettivo del Cremlino non \u00e8 solo Kyiv, ma un progetto strategico che include Paesi baltici, Moldavia e Georgia. Pompeo ha parlato con Putin per circa dieci ore (\u201cnessuno me le ridar\u00e0 indietro\u201d, scherza), e ha capito una cosa: quei territori li considera, e li considerer\u00e0 sempre, parte integrante della Russia.\u00a0<\/p>\n<p>La deterrenza occidentale ha funzionato finora solo parzialmente. Per cambiare il calcolo del Cremlino, sostiene Pompeo, \u00e8 necessario colpire in modo pi\u00f9 deciso infrastrutture militari, energetiche e industriali russe (non civili) aumentando il costo della guerra. \u201cNon credo che se colpiamo le infrastrutture chiave del regime ci sar\u00e0 una rappresaglia nucleare. Certo, ora che non sono al governo potrebbero accusarmi di \u2018farla facile\u2019. Ma credo il contrario: che oggi stiamo gi\u00e0 pagando un costo altissimo e non possiamo permetterci di non agire\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Sul capitolo iraniano, sollecitato da Maurizio Molinari, Pompeo descrive le proteste degli ultimi mesi come radicalmente diverse dal passato: non solo per estensione geografica, ma per composizione sociale e profondit\u00e0 economica. Commercianti, studenti, anziani: una ribellione trasversale alimentata dal collasso delle condizioni di vita.\u00a0<\/p>\n<p>La risposta del regime \u00e8 stata, secondo Pompeo, di una brutalit\u00e0 senza precedenti: decine di migliaia di morti in poche decine di ore, inclusi feriti uccisi negli ospedali. \u201cQuando il mondo non reagisce con la stessa forza mostrata in altre tragedie, io mi preoccupo\u201d, afferma. A suo giudizio, Teheran e i suoi proxy regionali \u2013 Hezbollah, Hamas, milizie in Iraq e Yemen \u2013 si trovano oggi nel momento di massima debolezza dalla fine della Guerra fredda.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cNiente torner\u00e0 come prima del 7 ottobre\u201d, sostiene. Il risultato finale a Teheran non sar\u00e0 una democrazia sul modello occidentale, ma esiste una concreta possibilit\u00e0 di abbattere un regime che dal 1979 rappresenta, a suo dire, \u201cil pi\u00f9 grande sponsor statale del terrorismo\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Da qui la bocciatura dei negoziati con Teheran: \u201cPensare di fare un accordo con questo regime \u00e8 semplicemente ingenuo. Mentono. Non rinunceranno mai volontariamente ai missili balistici o al programma nucleare finch\u00e9 restano al potere. Un accordo \u00e8 possibile solo dopo un cambio di regime, che pu\u00f2 avvenire domani o tra un anno, ma avverr\u00e0\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Pompeo rivendica il significato storico degli Accordi di Abramo: il primo riconoscimento, dopo decenni, del diritto all\u2019esistenza di Israele da parte di Paesi arabi. L\u2019assenza dell\u2019Arabia Saudita resta per\u00f2 il grande tassello mancante.\u00a0<\/p>\n<p>Secondo l\u2019ex segretario di Stato, Riad ha bisogno di due condizioni per compiere il passo: la certezza del sostegno americano in caso di tensioni interne e un indebolimento decisivo dell\u2019Iran. Finch\u00e9 Teheran continuer\u00e0 a minacciare la regione con missili e ambizioni nucleari, per i sauditi sar\u00e0 difficile esporsi. Nel frattempo, osserva, le relazioni operative tra Israele e i Paesi del Golfo sono gi\u00e0 molto pi\u00f9 profonde di quanto appaia formalmente.\u00a0<\/p>\n<p>Sul futuro della Nato, rassicura: l\u2019Alleanza non \u00e8 in pericolo, ma deve evolversi. Nata per contenere l\u2019Urss, oggi deve affrontare minacce ibride, cyber e di influenza sistemica cinese. Russia e Cina, torna a ripetere, non sono dossier separati.\u00a0<\/p>\n<p>Ampio spazio anche al Sud globale, dall\u2019America Latina all\u2019Africa, dove Pechino ha approfittato di anni di distrazione occidentale per costruire infrastrutture, porti e leve di condizionamento politico. Un modello basato, dice senza mezze misure, su corruzione, dumping e dipendenza.\u00a0<\/p>\n<p>Il punto finale \u00e8 la fiducia. Non si misura nelle dichiarazioni politiche, ma nei comportamenti reali: dove vogliono andare a vivere i giovani? In quale valuta si custodisce la ricchezza? \u201cNon in renminbi\u201d, osserva, \u201cma in dollari, euro e oro\u201d. \u00c8 questo, per Pompeo, il segno di una superiorit\u00e0 civile che l\u2019Occidente rischia di perdere solo se smette di crederci. Davanti alla contestazione di una signora nel pubblico, che lo ha accusato di offrire una retorica vuota e gli ha chiesto su che basi valoriali possiamo definirci oggi \u2018i buoni\u2019, Pompeo ha risposto: \u2018in Cina non avrebbe potuto farla questa domanda\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cSe pensiamo di non essere diversi\u201d, conclude, \u201csiamo destinati a diventare come loro. Io resto \u201clong\u201d sulla civilt\u00e0 occidentale, scommetto che ce la faremo. Ma chi non la pensa cos\u00ec, pu\u00f2 convertire tutti i suoi beni in renminbi. E buona fortuna\u201d. (di Giorgio Rutelli)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>internazionale\/esteri<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=51587\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; L\u2019Occidente \u00e8 davanti a una sfida esistenziale. 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