{"id":51058,"date":"2026-02-07T16:54:06","date_gmt":"2026-02-07T16:54:06","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=51058"},"modified":"2026-02-07T16:54:06","modified_gmt":"2026-02-07T16:54:06","slug":"africa-meloni-in-etiopia-il-13-14-febbraio-tagliando-del-governo-al-piano-mattei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=51058","title":{"rendered":"Africa, Meloni in Etiopia il 13-14 febbraio: &#8216;tagliando&#8217; del governo al Piano Mattei"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Etiopia crocevia e spartiacque del Piano Mattei. A due anni dal lancio del progetto, il viaggio di Giorgia Meloni ad Addis Abeba del 13 e 14 febbraio si configura come una sorta di &#8216;tagliando&#8217; politico e operativo della strategia italiana in Africa: una verifica, condotta insieme ai partner africani, dello stato di avanzamento del Piano, della sua capacit\u00e0 di mobilitare risorse e di tradurre gli impegni in risultati concreti. La missione dell&#8217;inquilina di Palazzo Chigi si articola su due appuntamenti. Venerd\u00ec 13 febbraio, alle ore 18:00, la presidente del Consiglio parteciper\u00e0 al secondo vertice Italia-Africa &#8211; il primo ospitato nel continente &#8211; dedicato proprio al Piano Mattei e al coordinamento delle iniziative avviate dall&#8217;Italia. Sabato 14 febbraio Meloni prender\u00e0 invece parte, in qualit\u00e0 di ospite d&#8217;onore, alla riunione plenaria della 39\u00aa sessione ordinaria dell&#8217;Assemblea dei Capi di Stato e di governo dell&#8217;Unione Africana, massimo organo politico dell&#8217;organizzazione continentale.\u00a0<\/p>\n<p>Per Roma, Addis Abeba rappresenta anche un punto di continuit\u00e0 politica. Proprio nella capitale etiope, nell&#8217;aprile 2023, Meloni aveva avviato un dialogo strutturato su migrazioni e stabilit\u00e0 nel Corno d&#8217;Africa. Un percorso che ha avuto un&#8217;ulteriore tappa nel luglio 2025 con la co-presidenza del vertice Onu sui Sistemi Alimentari e la visita a Jimma. Il doppio appuntamento di febbraio \u00e8 quindi chiamato a misurare il passaggio dalla fase di impostazione a quella di consolidamento del Piano ispirato alla figura del fondatore dell&#8217;Eni, Enrico Mattei.\u00a0<\/p>\n<p>Il bilancio che la premier presenter\u00e0 ai partner africani indica che nel 2025 sono stati mobilitati tra 1,3 e 1,4 miliardi di euro, stando a quanto riferito da fonti diplomatiche. Le risorse provengono dal Fondo Italiano per il Clima, dal Plafond Africa di Cassa Depositi e Prestiti e, in misura determinante, da una linea multi-donor attivata con la Banca Africana di Sviluppo. In questo schema l&#8217;Italia punta a svolgere un ruolo di catalizzatore: a ogni euro investito da Roma corrisponde un cofinanziamento dell&#8217;istituzione africana, generando un effetto leva che ha gi\u00e0 attirato contributi di partner internazionali come Emirati Arabi Uniti e Danimarca.\u00a0<\/p>\n<p>Secondo le stesse fonti, il rafforzamento finanziario e operativo ha determinato un cambio di scala nella presenza italiana in Africa, &#8220;oggi pi\u00f9 strutturata e continuativa rispetto al passato&#8221;, sia per numero di Paesi coinvolti sia per ampiezza dei settori di intervento. L&#8217;impostazione perseguita dal governo &#8220;non si limita a progetti spot&#8221;, viene spiegato. In parallelo \u00e8 cresciuto anche il perimetro geografico del Piano: dai 9 Paesi individuati nel 2024 si \u00e8 passati agli attuali 14, con la prospettiva di un ulteriore ampliamento nel 2026.\u00a0<\/p>\n<p>Sul piano operativo, il Piano Mattei si sta traducendo in una serie di cantieri settoriali. Dal confronto con i leader africani \u00e8 emersa come prioritaria la dimensione idrica, indicata come la principale variabile per la sicurezza alimentare e la stabilit\u00e0 sociale. In Marocco, per esempio, l&#8217;Italia \u00e8 capofila di un ambizioso progetto sull&#8217;acqua insieme a Francia, Germania e Commissione europea, segno dell&#8217;integrazione del Piano Mattei nel quadro del Global Gateway dell&#8217;Unione europea. In Tunisia e Algeria sono gi\u00e0 attivi progetti di irrigazione e agricoltura in aree desertiche, mentre in Mozambico e Tanzania proseguono interventi nel settore energetico. \u00a0<\/p>\n<p>Un esempio emblematico \u00e8 la partecipazione italiana al Corridoio di Lobito, che collegher\u00e0 l&#8217;Africa occidentale e orientale dall&#8217;Angola allo Zambia, passando per la Repubblica Democratica del Congo. Un pilastro centrale resta quello della formazione. Nel 2026 \u00e8 prevista l&#8217;apertura, nel sud dell&#8217;Algeria, di un centro di eccellenza per la formazione di tecnici locali, in linea con l&#8217;obiettivo dichiarato di trasferire competenze e ridurre la dipendenza da assistenza esterna.\u00a0<\/p>\n<p>Il Piano Mattei non ha progetti specificamente dedicati all&#8217;immigrazione. Tuttavia, osserva chi lavora da vicino al dossier, &#8220;se riusciamo a migliorare l&#8217;accesso all&#8217;energia, creare lavoro, rafforzare la formazione e la qualit\u00e0 dei servizi essenziali, questo consente alle persone di scegliere se restare nel proprio Paese o migrare legalmente. \u00c8 una conseguenza indiretta, non l&#8217;obiettivo principale&#8221;. Un esempio \u00e8 la Tunisia: il memorandum siglato col Paese nordafricano &#8220;ha prodotto anche una significativa riduzione degli arrivi irregolari&#8221;, viene sottolineato. Analogamente, progetti in Senegal e Costa d&#8217;Avorio, realizzati con l&#8217;Ifad in aree particolarmente fragili, contribuiscono a stabilizzare territori esposti a forti pressioni migratorie.\u00a0<\/p>\n<p>Non mancano tuttavia le &#8216;dolenti note&#8217;. Le difficolt\u00e0 legate ai tempi di attuazione &#8211; in particolare per quanto riguarda le procedure amministrative e le ratifiche parlamentari nei Paesi partner &#8211; restano un nodo irrisolto. La struttura di missione del Piano \u00e8 al lavoro su una semplificazione dei passaggi normativi, con l&#8217;obiettivo di rendere pi\u00f9 rapida l&#8217;erogazione delle risorse a partire dal 2026. \u00a0<\/p>\n<p>La presenza ad Addis Abeba di oltre venti capi di Stato e di governo africani, insieme al segretario generale dell&#8217;Onu Ant\u00f3nio Guterres, viene letta dalle fonti italiane come un indicatore della credibilit\u00e0 politica del Piano Mattei, che il governo punta a consolidare come strumento di politica estera di lungo periodo. Il Piano, rimarcano le stesse fonti, non \u00e8 legato a una singola persona o a un singolo governo: &#8220;Mai come in questo momento l&#8217;Italia \u00e8 stata interlocutrice centrale per i leader africani. Disperdere questo patrimonio sarebbe un errore&#8221;. (di Antonio Atte)\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>politica<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=51058\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Etiopia crocevia e spartiacque del Piano Mattei. 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