{"id":51042,"date":"2026-02-07T15:19:07","date_gmt":"2026-02-07T15:19:07","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=51042"},"modified":"2026-02-07T15:19:07","modified_gmt":"2026-02-07T15:19:07","slug":"dai-ragionevoli-dubbi-su-garlasco-a-luomo-che-sfido-mussolini-le-novita-in-libreria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=51042","title":{"rendered":"Dai &#8216;ragionevoli dubbi\u2019 su Garlasco a &#8216;l\u2019uomo che sfid\u00f2 Mussolini&#8217;, le novit\u00e0 in libreria"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Ecco una selezione delle novit\u00e0 in libreria, tra romanzi, saggi, libri d&#8217;inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall&#8217;AdnKronos.\u00a0<\/p>\n<p>Arriva in libreria il 12 febbraio &#8216;Dimmi di te&#8217;, il nuovo libro di Chiara Gamberale. Chiara si ritrova madre quasi per caso e trapiantata in un quartiere che non sente suo. La sua inquietudine esplode: non lavora, non ama, non sogna pi\u00f9. Finch\u00e9 l\u2019incontro con un vecchio amico la spinge a contattare chi da ragazza aveva idealizzato &#8211; l\u2019amore disperato, la pi\u00f9 desiderata della scuola, il rivoluzionario, il bravo ragazzo &#8211; per domandare: &#8220;Ce l\u2019hai fatta a crescere, senza perderti?&#8221; Inizia cos\u00ed un viaggio nel passato e dentro di s\u00e9, in cui ogni incontro \u00e8 uno specchio e una prova. Portavoce dei nostri segreti pi\u00fa profondi, Chiara Gamberale ci regala un\u2019indagine in forma di romanzo sul modo impacciato, tenace o incosciente con cui rimaniamo in bilico fra i sogni che avevamo e la vita che facciamo. E inventa per tutti la possibilit\u00e0 di trasformare una palude nel mare aperto.\u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; in libreria con Mondadori &#8216;Uomini a pezzi&#8217; di Alessandro Bongiorni, libro pubblicato nella collana &#8216;Il Giallo Mondadori&#8217;. Il vicecommissario Rudi Carrera ha perso tutto: la compagna, il suo pi\u00f9 caro amico e tante anime fragili che lui non ha saputo proteggere. L\u2019ultima, in ordine di tempo, \u00e8 un\u2019informatrice di nome Teresa, una ragazza madre con un passato di droga e il sogno di diventare musicista, stroncata da un\u2019overdose proprio la notte in cui Carrera era troppo distratto per rispondere alla sua richiesta di aiuto. Distrutto dal senso di colpa, Rudi si getta anima e corpo nel mondo ambiguo della scena trapper, che Teresa stava spiando per lui, ma presto le indagini si trasformano in qualcos\u2019altro: nel cimitero di Lambrate, periferia di Milano, viene ritrovato il cadavere di un giovane immigrato, probabilmente clandestino, e l\u2019autopsia rivela che prima di morire gli sono stati espiantati i reni e il fegato con una tecnica da chirurgo professionista. \u00a0<\/p>\n<p>In un universo costellato di personaggi sull\u2019orlo del baratro, dove la giustizia, la violenza e l\u2019etica assumono contorni sfocati, Rudi cerca la verit\u00e0, rendendosi presto conto di essere inciampato in un angolo buio del mondo: quello di chi, per disperazione, per sopravvivere alle lunghe liste d\u2019attesa, \u00e8 disposto anche a comprare organi al mercato nero\u2026 Figlio adottivo di Don Winslow e James Ellroy, Alessandro Bongiorni confeziona un noir dal ritmo sfrenato e carico di un\u2019umanit\u00e0 dolente che racconta senza sconti i peccati pi\u00f9 indicibili della nostra societ\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>Rizzoli manda in libreria &#8216;I guerrieri d\u2019inverno&#8217; di Olivier Norek. Finlandia, 1939. L\u2019apparente silenzio della foresta \u00e8 in realt\u00e0 un coro di suoni e di voci. Il giovane Simo ha imparato dal padre a non trascurare alcun dettaglio. \u00c8 un cacciatore esperto e conosce il respiro della volpe, sa adattare il proprio a quello dell\u2019animale, prima di colpire. Sa valutare le distanze e quanta differenza pu\u00f2 fare un errore di calcolo. Ci\u00f2 che ancora non sa \u00e8 che presto la sua precisione infallibile si misurer\u00e0 in vite umane, tolte e salvate. Nell\u2019autunno di quell\u2019anno l\u2019Unione Sovietica si appresta ad aggredire la Carelia, un\u2019area apparentemente innocua, ma strategica per la sua posizione di ponte tra il fronte tedesco e quello russo. \u00a0<\/p>\n<p>L\u2019attacco non \u00e8 immediato, passano mesi di incertezza, e in questo tempo di attesa, mentre l\u2019inverno inizia a stringere la sua morsa, un milione di finlandesi viene reclutato. Sono giovani inesperti della guerra, un popolo pacifico che viene condotto lungo le linee di confine, senza attrezzature adatte, spesso senza preparazione. E cos\u00ec, nel freddo pi\u00f9 spietato, nel cuore del conflitto pi\u00f9 violento della sua storia, il popolo intero di un piccolo Stato si sollever\u00e0 contro il nemico e, tra i suoi soldati, nascer\u00e0 una leggenda: Simo H\u00e4yh\u00e4, che grazie alle insuperate doti di tiratore diventa la Morte Bianca, il fantasma inespugnabile per la schiacciante Armata rossa, il simbolo di un\u2019incredibile resistenza, fonte d\u2019ispirazione per i compagni in trincea. Con sguardo lucido Norek ci avvicina a Simo, ma anche a Toivo, Viktor, Leena e tanti altri, protagonisti di un destino che non hanno scelto ma di cui sono inevitabilmente gli eroi. I guerrieri d\u2019inverno \u00e8 un romanzo sulla durezza e sull\u2019umanit\u00e0 che si confrontano durante le guerre, uno studio attentissimo a quanto \u00e8 successo ed \u00e8 stato dimenticato. Un romanzo che ci parla, ancora oggi, di quei luoghi in cui la Storia irrompe come una tempesta, e dove la lotta per la propria libert\u00e0 si accende, senza filtri.\u00a0<\/p>\n<p>Olivier Norek ha partecipato ai soccorsi umanitari durante la guerra nella ex Jugoslavia prima di entrare nella polizia giudiziaria, dove \u00e8 rimasto per diciotto anni. \u00c8 autore di quattro romanzi polizieschi con il commissario Coste, tutti tra i primi posti delle classifiche francesi. &#8216;Tra due mondi&#8217; (Rizzoli 2018) \u00e8 il suo primo libro pubblicato in Italia. Tradotti in 14 lingue, i libri di Norek hanno venduto due milioni di copie nel mondo, ottenendo numerosi premi letterari, tra cui il Prix \u201cLe Point\u201d du Polar Europ\u00e9en nel 2016, il Grand Prix des Lectrices de \u201cElle\u201d nel 2017, il Prix Maison de la Presse, il Prix Relay e il Prix Babelio per Superficie.\u00a0<\/p>\n<p>Laterza manda in libreria &#8216;L&#8217;uomo che sfid\u00f2 Mussolini. Giovanni Amendola, antifascista liberale&#8217; di Antonio Carioti. Giovanni Amendola era per Mussolini &#8220;il pi\u00f9 forte avversario che il paese potesse proporci&#8221;. Per questo fu aggredito dai fascisti e cento anni fa mor\u00ec per le conseguenze del pestaggio: un omicidio che, assieme a quello di Giacomo Matteotti, ha segnato la storia d\u2019Italia. Liberale e antifascista, leader dell\u2019Aventino e aperto alle istanze sociali, la sua figura ha ancora molto insegnarci.\u00a0<\/p>\n<p>Siamo nel luglio del 1925. Giovanni Amendola \u00e8 in viaggio verso Pistoia da Montecatini, che ha dovuto lasciare perch\u00e9 una folla di camicie nere ha posto sotto assedio il suo albergo. Per Amendola, questi attacchi non sono una novit\u00e0. Ha gi\u00e0 subito nel 1923 un pestaggio a Roma, dove ora \u00e8 il leader principale dell\u2019Aventino, la coalizione dei deputati antifascisti sorta dopo il delitto Matteotti. Improvvisamente, a una svolta, l\u2019auto \u00e8 costretta a fermarsi e Amendola viene assalito dai fascisti che, dopo avergli garantito l\u2019incolumit\u00e0, avevano preparato l\u2019agguato. Lo picchiano brutalmente a colpi di bastone. Le ferite sono gravi e lo condurranno alla morte pochi mesi dopo, nell\u2019aprile del 1926. A cento anni dalla scomparsa, Antonio Carioti parte da questo drammatico episodio per ricostruire la biografia del pi\u00f9 acuto e coraggioso oppositore liberal-democratico del Duce.\u00a0<\/p>\n<p>Autodidatta di origini modeste, Amendola si afferma ai primi del Novecento nell\u2019ambiente delle riviste fiorentine, per poi passare al Corriere della Sera di Luigi Albertini. Eletto deputato nel 1919, figlio del Mezzogiorno di cui reclama il riscatto, \u00e8 uno spirito religioso, animato da una fede profonda nella libert\u00e0. Ostile al fascismo e al comunismo, si batte per trasformare l\u2019Italia in una democrazia moderna e capisce in anticipo su molti altri il pericolo costituito dal sorgere di un partito armato agli ordini di Mussolini. Denuncia per primo nel 1923 lo \u00abspirito totalitario\u00bb del regime nascente e avanza la proposta di creare una Corte costituzionale per tutelare le regole del gioco dagli abusi del potere. Un nemico troppo pericoloso perch\u00e9 il fascismo potesse tollerarlo.\u00a0<\/p>\n<p>Il 19 febbraio saranno dieci anni dalla scomparsa di Umberto Eco, filosofo, narratore, intellettuale critico, che ha segnato la cultura del nostro tempo, nonch\u00e9 socio fondatore della casa editrice La Nave di Teseo. La casa editrice ricorda l&#8217;autore del romanzo bestseller &#8220;Nome della rosa&#8221; con la pubblicazione del volume &#8216;L&#8217;umana sete di prefazioni. Testi liminari 1956-2015&#8217; (a cura di Leo Liberti). \u00a0<\/p>\n<p>Umberto Eco \u00e8 noto come scrittore di romanzi e saggi di estetica, critica letteraria, semiotica, e filosofia. Sono famose le sue Bustine di Minerva e si ricordano i suoi articoli sui quotidiani. Questa raccolta propone per la prima volta l\u2019Eco scrittore di prefazioni e scritti introduttivi o conclusivi, una intensa produzione che ha accompagnato incessantemente la sua attivit\u00e0 culturale e accademica. Questo volume di \u201cscritti liminari\u201d copre un arco temporale che va dal 1956 al 2015, attraversando diversi campi di intervento a cui Eco si \u00e8 dedicato: prefazioni di ambito letterario, di attualit\u00e0 e costume, sui fumetti e una selezione di testi di carattere filosofico e semiotico.\u00a0<\/p>\n<p>Il volume ci restituisce cos\u00ec tutta l\u2019ampiezza di una personalit\u00e0 fuori dal comune, che attraverso i suoi interventi osserva, e spesso anticipa, i cambiamenti del mondo in questi sessant\u2019anni. \u201cCi sono solo due casi in cui la prefazione non fa male. Il primo caso \u00e8 prefazione da Vivente a Defunto, il secondo \u00e8 prefazione da Grande Vecchio a Fanciullo. Tutti gli altri casi vibrano un colpo mortale al prefato&#8221;, scrive Eco.\u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; in libreria con Solferino &#8216;Il prezzo della libert\u00e0&#8217; di Valentina Petrini. Sibilla e Anna appartengono a due generazioni diverse: una \u00e8 nata nel 1963, l\u2019altra nel 1945. Anche i loro mondi sono differenti, la buona borghesia intellettuale e la classe operaia. Eppure, sebbene nemmeno si conoscano, hanno qualcosa in comune: una malattia che le costringe a soffrire di un dolore invalidante e insopportabile, e poco tempo davanti.\u00a0<\/p>\n<p>Sibilla \u00e8 un\u2019attivista nella battaglia per la piena attuazione della legge sul suicidio assistito e soprattutto, a differenza di Anna, \u00e8 benestante: sa che non \u00e8 tenuta a sopportare all\u2019infinito il suo calvario, potendosi permettere la prospettiva di una fine dignitosa in Svizzera. Anna, al contrario, figlia del dopoguerra, ha svolto lavori umili per tutta la vita, la possibilit\u00e0 di studiare le \u00e8 stata negata e non ha risorse economiche, n\u00e9 la consapevolezza piena dei suoi diritti. Cos\u00ec, mentre Sibilla fa di tutto per ribellarsi, Anna finisce per non poter disporre nemmeno del suo stesso corpo, perch\u00e9 sono altri a decidere per lei. E la sua tenace e generosa sorella Gabriella si trover\u00e0 da sola a districarsi tra le inefficienze e le ingiustizie di un Servizio sanitario sempre meno pubblico.\u00a0<\/p>\n<p>Raccontando con il passo di un romanzo la storia dell\u2019ultimo tempo di vita di queste due donne che ha incontrato e a cui \u00e8 stata vicina, Valentina Petrini parla di tutti noi: dei nostri cari, del nostro futuro, dei nostri diritti. Illumina l\u2019ipocrisia e l\u2019ingiustizia di una societ\u00e0 che chiude un occhio \u2013 o entrambi \u2013 quando le disuguaglianze economiche e culturali incidono sulla nostra carne viva e ci rendono cittadini di serie A o di serie B anche di fronte alle scelte pi\u00f9 cruciali. Se non siamo liberi di decidere se e come curarci, come vivere e come morire, quanto vale veramente la nostra libert\u00e0?\u00a0<\/p>\n<p>Ci sono fatti di cronaca destinati a rimanere per sempre nell&#8217;immaginario collettivo, storie capaci di dividere l&#8217;opinione pubblica e toccare corde insospettate. Il caso Garlasco \u00e8 uno di questi: un delitto che ha segnato il Paese, una storia giudiziaria solo apparentemente conclusa e che oggi torna con nuovi interrogativi e nuove ombre. Per anni l&#8217;unico indagato \u00e8 Alberto Stasi, compagno della vittima, il &#8216;biondino dagli occhi di ghiaccio&#8217;. Viene condannato a sedici anni di carcere, eppure manca il movente, le testimonianze vanno in un&#8217;altra direzione, il suo alibi viene accertato. Si pu\u00f2 dire che sia colpevole oltre ogni ragionevole dubbio? La risposta \u00e8 no. \u00a0<\/p>\n<p>Da qui parte &#8216;Il ragionevole dubbio di Garlasco&#8217; (Piemme), il racconto di Stefano Vitelli e Giuseppe Legato, il magistrato che nel 2009 assolse Stasi in primo grado, in un libro che ripercorre &#8211; umanamente e giudiziariamente, con elementi del processo mai raccontati al grande pubblico &#8211; tutta la vicenda: dalla telefonata al 118 alle analisi informatiche compromesse, dalle macchie di sangue alle nuove perizie che riscrivono ci\u00f2 che si credeva acquisito, fino al movente fantasma e all&#8217;assunto per cui &#8216;meglio un colpevole fuori che un innocente dentro&#8217;. Dubbi, verifiche, domande senza risposta, ma anche la responsabilit\u00e0 di chi deve giudicare sapendo che non si pu\u00f2 scommettere sulla colpevolezza dell&#8217;imputato: la posta in gioco \u00e8 troppo alta, un errore simile potrebbe segnare per sempre la vita di un innocente. Una narrazione immersiva, che dal caso di cronaca pi\u00f9 discusso di sempre si apre a una riflessione universale sul potere, la conoscenza e il limite umano.\u00a0<\/p>\n<p>Esce il 10 febbraio con Feltrinelli &#8216;U Maxi. Dentro il processo a Cosa Nostra&#8217; di Pietro Grasso. Questo libro entra nell\u2019aula bunker di Palermo e ci fa sedere in prima fila, l\u00e0 dove l\u2019Italia ha smesso di tacere. Il Maxiprocesso non \u00e8 stato soltanto un evento giudiziario: \u00e8 un romanzo nazionale di sangue e denaro, paure e resistenze, in cui la lingua delle carte si accende in scene, volti, voci. \u00a0<\/p>\n<p>Pietro Grasso, uno dei suoi protagonisti, ricostruisce &#8211; con prosa limpida e rigore assoluto &#8211; la trama fittissima che lega la guerra di mafia alle rotte internazionali dell\u2019eroina, la provincia contadina alle alleanze con New York, gli sportelli bancari di Lugano ai cantieri del cemento palermitano. La narrazione segue il ritmo del dibattimento: l\u2019ingresso dei parenti delle vittime, le deposizioni che si incrinano in silenzi, la dignit\u00e0 ferita di chi chiede solo giustizia. Rivediamo gli investigatori che hanno pagato con la vita (Boris Giuliano, Emanuele Basile) e grandi magistrati come Falcone e Borsellino; ascoltiamo la voce delle vedove e il coraggio delle donne che si sono costituite parte civile. Davanti, nelle gabbie, l\u2019altra faccia del Paese: i Corleonesi, i grandi trafficanti, i pentiti Buscetta e Contorno, gli insospettabili dei salotti buoni, le minacce a microfono aperto.\u00a0<\/p>\n<p>Atti, rogatorie, intercettazioni diventano racconto vivo: laboratori sotterranei, pescherecci carichi di droga, navi fermate a Suez, conti cifrati in Svizzera, valigie di dollari sporchi arrivati dalle pizzerie del Bronx, affari con industriali e faccendieri. Intorno, una borghesia che spesso finge di non vedere, e talvolta tiene il registro. Qui la storia non cerca scorciatoie: distingue, scava, mette in fila i fatti e le parole, mostrando il punto esatto in cui la verit\u00e0 processuale incontra (o manca) la verit\u00e0 storica. Questo \u00e8 il racconto di come, in un\u2019aula verde come un\u2019astronave, l\u2019Italia ha imparato a chiamare le cose con il loro nome. E di come quelle parole \u2013 finalmente dette \u2013 hanno cominciato a cambiare il corso della nostra storia. Il 10 febbraio 1986, dentro l\u2019aula bunker di Palermo, il Paese impara a pronunciare la parola &#8216;mafia&#8217; guardandola in faccia: voci, carte, corpi, denaro. Il Maxiprocesso non chiede di scegliere da che parte stare: porta dove le scelte sono gi\u00e0 costate tutto. \u201cHo visto lo Stato vincere non solo arrestando i mafiosi, ma rispettando la legge anche con chi ne era stato il nemico\u201d, racconta Grasso.\u00a0<\/p>\n<p>Dal 10 febbraio sar\u00e0 in libreria &#8216;Qualcuno da odiare&#8217; di Ilaria Rossetti. Nel 1937 Abele ha diciott\u2019anni ed \u00e8 un soldato nell\u2019impresa coloniale fascista: il regime per lui rappresenta la speranza di poter aprire un suo forno e diventare panettiere come suo padre. L\u2019Etiopia \u00e8 la terra dell\u2019avventura e della conquista, e quando tutto finisce e si ritorna a casa, sconfitti, Abele si scontra con la realt\u00e0: il Novecento corre e bisogna stare al passo, \u00e8 una freccia lanciata verso il boom economico, i supermercati che arrivano anche in provincia, la legge sul divorzio e le donne che reclamano la parit\u00e0 dei diritti. \u00a0<\/p>\n<p>Il tempo passa e Abele invecchia coltivando un astio profondo verso un mondo che non ha mantenuto nessuna delle sue promesse: la rabbia \u00e8 il suo modo per sopravvivere, \u00adl\u2019ideologia l\u2019unica lettura della realt\u00e0 in grado di spiegargli di chi \u00e8 la colpa. Cos\u00ec \u00e8 anche per Ludovica, trentenne che si trascina in un presente faticoso, sentendosi invisibile e tradita dalle generazioni precedenti. Finch\u00e9 non incontra Abele, ormai centenario, grazie a Idea Sociale, un gruppo neofascista che sembra prendersi cura di coloro che stanno ai margini, che sa comprendere e indirizzare il rancore, la solitudine. Ma \u00e8 proprio in questo inaspettato legame che si apre una possibilit\u00e0 per fare i conti con s\u00e9 stessi, con la propria memoria e le proprie paure, e forse per mettere finalmente tutto in discussione. \u00a0<\/p>\n<p>Ilaria Rossetti \u00e8 nata a Lodi nel 1987. Nel 2007 ha vinto il Premio Campiello Giovani con il racconto &#8216;La leggerezza del rumore&#8217;. Ha scritto i romanzi &#8216;Tu che te ne andrai ovunque&#8217; (2009), &#8216;Happy Italy&#8217; (2011), &#8216;Le cose da salvare&#8217; (2020, Premio Neri Pozza, Premio Salerno Libro d\u2019Europa e Premio Lugnano), &#8216;La fabbrica delle ragazze&#8217; (2024, Premio Acqui Storia e finalista al Premio Biella Letteratura e Industria), e i saggi &#8216;Stig Dagerman. Il cuore intelligente&#8217; (2021) e &#8216;Parole. Dire la cosa giusta, o l\u2019arte dell\u2019esattezza&#8217; (2023). Tiene corsi e laboratori di scrittura e narrazione, e dal 2022 insegna alla Scuola Holden di Torino.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cultura<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=51042\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ecco una selezione delle novit\u00e0 in libreria, tra romanzi, saggi, libri d&#8217;inchiesta e&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":51043,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-51042","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51042","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=51042"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51042\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":51049,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51042\/revisions\/51049"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/51043"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=51042"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=51042"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=51042"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}