{"id":49790,"date":"2026-02-04T00:17:08","date_gmt":"2026-02-04T00:17:08","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=49790"},"modified":"2026-02-04T00:17:08","modified_gmt":"2026-02-04T00:17:08","slug":"zampaglione-e-il-nuovo-album-dei-tiromancino-suonare-e-la-mia-medicina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=49790","title":{"rendered":"Zampaglione e il nuovo album dei Tiromancino: &#8220;Suonare \u00e8 la mia medicina&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Federico Zampaglione non aveva programmato nulla. Soprattutto un disco. E forse proprio per questo &#8216;Quando meno me lo aspetto&#8217;, il nuovo album dei Tiromancino, in uscita il 6 febbraio prossimo \u00e8 nato spontaneamente. Un disco libero, radicato nel blues e nella vita vissuta, che racconta un Federico Zampaglione disilluso ma non cinico e soprattutto capace di trasformare la musica in una medicina per affrontare il mondo. &#8220;La mia \u00e8 una vita intera passata nella musica &#8211; confessa Zampaglione &#8211; e mi fa strano. Pensavo che l&#8217;album uscito nel 2021 (&#8216;Ho cambiato tante cose&#8217;, ndr.) sarebbe stato l&#8217;ultimo, ma ci sono caduto di nuovo. Penso che questo sia il disco pi\u00f9 libero che abbia fatto nella mia carriera. Sono entrato in studio con Leo Pari e con Simone Guzzino, e con l&#8217;idea di non fare un album, ma di registrare delle idee. A volte, per\u00f2, ti accorgi che quando non hai scadenze e aspettative, la musica \u00e8 pi\u00f9 libera e pi\u00f9 sincera&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Quando si \u00e8 reso conto che c\u2019era un buon numero di pezzi, li ha fatti ascoltare al suo storico discografico, Mario Sala, che l&#8217;ha incoraggiato a pubblicarli. Ed \u00e8 venuto fuori l&#8217;album, il cui titolo racconta il modo in cui \u00e8 stato pensato. &#8220;Ci ho messo dentro pi\u00f9 chitarra del solito, il blues e le mie passioni musicali, suonando di pi\u00f9: un disco con canzoni nel mio stile e influenze musicali pi\u00f9 evidenti, legate al blues e al rock\u201d. Quattordicesimo lavoro in studio per la band romana, il disco arriva trainato dai singoli &#8216;Gennaio 2016&#8217;, e da &#8216;Sto da Dio&#8217;, due facce complementari di un lavoro che unisce intensit\u00e0 cantautorale e radici blues, attraversando rock, country, elettronica, reggae e suggestioni anni Settanta. Undici brani inediti che gettano lo sguardo su una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 concentrata sull&#8217;apparire. E che Zampaglione osserva con inquietudine: &#8220;Fare un disco oggi non pu\u00f2 evitare di parlare della societ\u00e0, di quello che vediamo ogni giorno, di temi che vanno oltre un film horror &#8211; spiega -. Mi riferisco al caso Epstein e a tutto quello che ci sta dentro: non siamo cos\u00ec ingenui da non vedere, ma immaginiamo&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Per Zampaglione si tratta di una societ\u00e0 che oggi risulta &#8220;molto difficile&#8221; e che \u00e8 &#8220;sbrigativa nel giudicare e nel prendere posizione&#8221;. &#8220;C\u2019\u00e8 voglia di sentenziare, che fa parte di tutti, legata all&#8217;apparenza &#8211; osserva l&#8217;artista &#8211; bisogna sempre attaccare od osannare nel pi\u00f9 breve tempo possibile. \u00c8 una societ\u00e0 difficile, in cui ci si pu\u00f2 mettere in conflitto con s\u00e9 stessi e sentirsi inadeguati. Spesso non si cerca l&#8217;essenza, ma qualcosa che ti faccia sembrare in un certo modo, e questo crea squilibri. Era inevitabile parlare anche di questo\u201d. Da qui nasce anche \u2018Scomparire nel blues\u2019, brano manifesto del progetto: \u201cRacchiude una sorta di isola felice &#8211; sottolinea il cantante -. Quando torno a casa con la testa piena di pensieri, suono blues e mi immergo in qualcosa che mi cura, perch\u00e9 la musica, al di l\u00e0 del tempo, \u00e8 la mia medicina per tutte le problematiche che ci circondano\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>Il blues \u00e8 anche il filo conduttore sonoro del disco, sostenuto da un uso pi\u00f9 deciso e consapevole delle chitarre: &#8220;Erano arrabbiate con me, dicevano: &#8216;Ci suoni?&#8217; &#8211; scherza Zampaglione -. In precedenza usavo le chitarre come collante tra voce e strumenti, mentre dal vivo uscivano fuori ancora di pi\u00f9, quindi c&#8217;era uno stacco tra live e disco. In questo caso ho usato chitarre che nel pop non si usano di solito, come la Dobro, usata anche da Mark Knopfler nel disco dei Dire Straits &#8216;Brothers in Arms&#8217;, insieme a soluzioni pi\u00f9 moderne, ma recuperando l&#8217;idea del blues pi\u00f9 arcaico&#8221;. Tra le presenze pi\u00f9 importanti del progetto c\u2019\u00e8 ancora una volta il padre Domenico, professore di Filosofia e storico collaboratore nei testi: &#8220;Non \u00e8 mai finita con lui &#8211; evidenzia &#8211; \u00e8 sempre stato un elemento della band, in qualche modo. Abbiamo iniziato a scrivere insieme nel 2004 con &#8216;Amore impossibile&#8217;. Anche qui ci sono suoi testi, come &#8216;Gli alieni siamo noi&#8217; e &#8216;Una vita&#8217;, un viaggio notturno nella memoria\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>&#8216;Sto da Dio&#8217; diventa, invece, una presa di distanza dal culto della visibilit\u00e0: &#8220;Nasce dall&#8217;idea di dover stare sempre sotto i riflettori &#8211; dice Zampaglione &#8211; se non ti fai vedere, qualcuno pu\u00f2 prendere il tuo posto. In parte \u00e8 anche vero, ma \u00e8 per dire: prendete il mio posto, io ho trovato un equilibrio e sto bene anche cos\u00ec. Il mondo delle aspettative distrugge, sono pericolosissime. Mi sono concesso il lusso di non avere pi\u00f9 aspettative sulle persone o su quello che faccio: le vivo e basta&#8221;. Un approccio che riflette anche la genesi spontanea del disco: &#8220;\u00c8 un disco nato cos\u00ec, come un figlio che non ti aspetti. Non c\u2019\u00e8 stata una progettualit\u00e0, \u00e8 voluto nascere da solo&#8221;. Lo sguardo di Zampaglione resta per\u00f2 aperto sulla scena contemporanea: &#8220;Non voglio fare di tutta l&#8217;erba un fascio &#8211; premette -. C&#8217;\u00e8 tanto in giro. Quando ero ragazzino gli artisti italiani erano 20 o 25, poi col tempo si \u00e8 allargato il panorama, ed \u00e8 pi\u00f9 facile che aumenti il numero di persone che fa male questo mestiere. Ma va detto che ci sono tante cose interessanti e artisti che fanno dischi che sentono veramente, non solo perch\u00e9 lo devono fare&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Il nuovo disco di Kid Yugi, &#8216;Anche gli eroi muoiono&#8217;, ad esempio, &#8220;mi \u00e8 piaciuto molto &#8211; ammette &#8211; perch\u00e9 ha cose da dire e lo fa in maniera onesta, cos\u00ec come Franco 126, che ho visto nascere, o gli album di Calcutta. Ci sono cose che resteranno nel tempo e cose che non resteranno&#8221;. La musica, per lui, resta uno strumento di cura, come nel cinema, altro territorio che continua a frequentare: &#8220;Sono due mondi diversi &#8211; fa notare -. La musica la puoi fare anche in modo isolato, mentre nel cinema connetti pi\u00f9 persone. Quello del regista \u00e8 un lavoro molto mentale, esce fuori di me una parte pi\u00f9 meticolosa. Sul set ricerchi un impulso fisico ma \u00e8 un lavoro stratificato. Nella musica puoi scrivere anche canzoni in cinque minuti, nel cinema no: non \u00e8 cos\u00ec rilassante&#8221;. Nel frattempo, \u00e8 pronto anche il suo nuovo film, &#8216;The Nameless Ballad&#8217;, thriller horror ambientato nel mondo della musica. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Guardando al suo rapporto con Sanremo, Zampaglione confessa che \u00e8 segnato da emozioni contrastanti: &#8220;Ogni anno, verso l\u2019inizio dell\u2019estate, dico: &#8216;Quest&#8217;anno bisogna andare. Lo dico da 12 anni. Poi quando l&#8217;estate finisce vado in paranoia, perch\u00e9 la mia parte emotiva mi mette a disagio&#8221;. A Sanremo nel 2000 con &#8216;Strade&#8217; &#8220;arrivammo secondi, senza aspettative&#8221;. Nel 2008, invece, &#8220;fu catastrofico e and\u00f2 male&#8221;. Le aspettative, ricorda, &#8220;erano alte e mia madre mi disse di prometterle di non tornarci pi\u00f9, perch\u00e9 ero stressato. Poi venne a mancare e io ho sempre questo freno a mano&#8221;. Anche quest&#8217;anno il copione si \u00e8 ripetuto: &#8220;Avrei voluto portare &#8216;Quando meno te lo aspetti&#8217;, ma emotivamente, purtroppo, subisco quel palco &#8211; spiega &#8211; \u00e8 un mio limite. Vedo alcuni colleghi affrontarlo come se niente fosse ma a me viene l&#8217;ansia&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>La situazione \u00e8 cambiata l&#8217;anno scorso, quando all&#8217;Ariston \u00e8 tornato nella serata delle cover insieme a Willie Peyote e Ditonellapiaga con il brano di Franco Califano &#8216;Un tempo piccolo&#8217;: &#8220;L&#8217;ho vissuto con spirito diverso &#8211; argomenta -, ma in generale dovrei forse risolvere dei blocchi interiori. Quello \u00e8 un palco difficile, tutti ti vedono e giudicano per quei 3 minuti e mezzo: se canti male o non sei al massimo sei quella cosa l\u00ec dal giorno dopo. Hai paura di non fare una cosa eccezionale e pu\u00f2 venire fuori una performance incerta. Se torner\u00f2? Mai dire mai&#8221;. E lo stesso vale per il palcoscenico del Premio Tenco: &#8220;Se mi chiamano e mi premiano ci vado volentieri&#8221; sottolinea. Il suo rapporto con il successo e con il tempo \u00e8 cambiato dopo aver rischiato la vita nel 2024 a causa di gravi complicazioni insorte dopo un intervento chirurgico di routine alla colecisti: &#8220;Quando ho visto la morte in faccia mi sono reso conto di com&#8217;\u00e8 la vita: in un secondo non ci sei pi\u00f9. Non ho aspettative. Fortunatamente me la sto godendo cos\u00ec e sono contento del disco&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Le collaborazioni, come quella con Franco 126, restano centrali, purch\u00e9 sincere: &#8220;Dipende dallo spirito: se hai cose in comune con un artista mi piacciono, se sono calcolate perdono valore artistico&#8221;. E proprio Franco 126, con il quale ha collaborato per &#8216;Sto da Dio&#8217; \u00e8 al centro di un legame che va oltre la musica: &#8220;Lui \u00e8 una sorta di fratellino. Siamo anche vicini di casa, ci vediamo spesso, abbiamo fatto diverse canzoni insieme&#8221;. Dopo l&#8217;uscita dell&#8217;album, i Tiromancino torneranno dal vivo con il &#8216;Quando meno me lo aspetto Tour&#8217;, al via il 10 aprile prossimo dall\u2019Auditorium Parco della Musica di Roma. Una tourn\u00e9e teatrale intima, arricchita da un quartetto d&#8217;archi, che alterner\u00e0 i classici come &#8216;La descrizione di un attimo&#8217;, &#8216;Per me \u00e8 importante&#8217; e &#8216;Due destini&#8217; ai nuovi brani, con grande spazio alla chitarra e all\u2019improvvisazione. (di Federica Mochi)\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>spettacoli<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=49790\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Federico Zampaglione non aveva programmato nulla. Soprattutto un disco. 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