{"id":49331,"date":"2026-02-02T18:11:07","date_gmt":"2026-02-02T18:11:07","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=49331"},"modified":"2026-02-02T18:11:07","modified_gmt":"2026-02-02T18:11:07","slug":"crans-montana-a-bella-ma-gli-amici-delle-vittime-italiane-continueranno-a-vivere-con-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=49331","title":{"rendered":"Crans-Montana, a Bella Ma&#8217; gli amici delle vittime italiane: &#8220;Continueranno a vivere con noi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; A un mese dalla tragedia di Crans-Montana, dove hanno perso la vita 41 ragazzi, &#8216;BellaMa&#8217;, il programma ideato e condotto da Pierluigi Diaco ha dedicato uno spazio speciale alle sei giovani vittime italiane: Achille Barosi, Chiara Costanzo, Emanuele Galeppini, Riccardo Minghetti, Sofia Prosperi, Giovanni Tamburi. \u00a0<\/p>\n<p>Nel corso del programma di Rai2 \u00e8 stato svelato il logo di &#8220;In campo con Galep&#8221;, in onore di Emanuele Galeppini, promessa del golf italiano. &#8220;Abbiamo ideato con il circolo questo logo &#8211; ha spiegato Alessandro Cau, segretario sportivo del  Circolo Golf e Tennis di Rapallo, in provincia di Genova &#8211; che andr\u00e0 su tutte le maglie di tutte le squadre agonistiche e ci accompagneranno per tutto l&#8217;anno. Cos\u00ec Emanuele sar\u00e0 con noi in ogni momento della nostra attivit\u00e0 e dei nostri ragazzi&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nIn collegamento con la trasmissione di Rai 2 dal Circolo anche l&#8217;allenatore Simone Brizzolari. &#8220;Emanuele era un astro nascente del nostro golf italiano. Molto giovane ma aveva in prospettiva tutte le possibilit\u00e0 per togliersi delle soddisfazioni e darle anche a noi. I genitori di Emanuele sono riusciti a reagire a questa perdita terribile grazie anche al fratellino Eugenio che diverr\u00e0 punto di riferimento per loro e per tutti noi&#8221;, ha detto.\u00a0<\/p>\n<p>Poi il ricordo di Flaminia: &#8220;La mattina scrivevo quasi tutte le mattine a Ema per giocare con lui, lo vedevo anche semplicemente allenarsi. Mi ricorder\u00f2 per sempre quando un giorno una signora sorrise subito a Galep, perch\u00e9 diceva che i giovani d&#8217;oggi non salutavano pi\u00f9. Mi \u00e8 rimasto impresso perch\u00e9 Galep riusciva a far sorridere tutti anche solo con un saluto&#8221;. Gabriele invece ha raccontato come il giovane golfista fosse &#8220;un fratello, ci siamo conosciuti 4 anni fa e abbiamo condiviso insieme molte trasferte. Aveva questo sorriso che dava sicurezza e mi ha sempre fatto divertire. Vorrei che chi l&#8217;ha conosciuto porti con s\u00e9 un pezzo della sua personalit\u00e0 per ricordarlo. Buon viaggio, fratello mio&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Ci sono momenti in cui le parole sembrano non bastare, in cui l&#8217;inchiostro sulla carta appare troppo leggero per sostenere il peso di un dolore che ha scosso le fondamenta della nostra scuola. Le pagine dei giornali hanno gi\u00e0 scritto molto, forse troppo: hanno riportato date e ricostruzioni con la freddezza di chi osserva da lontano. Ma per chi vive tra le mura del liceo Righi Giovanni non \u00e8 un nome in un titolo di cronaca: \u00e8 un compagno, un amico, un alunno, un&#8217;anima che continua a respirare nei corridoi e nei pensieri di chi ha condiviso con lui la strada. Questo testo nasce per testimoniare chi \u00e8 stato Giovanni, e come la comunit\u00e0 del Righi ha scelto di onorarlo affinch\u00e9 il ricordo rimanga impresso fra queste mura. Lontano dai riflettori. Il dolore si \u00e8 trasformato da subito in un gesto d&#8217;amore silenzioso. Entrando nella sua aula, lo sguardo cade inevitabilmente sul suo banco. Quel posto non \u00e8 rimasto vuoto, ma \u00e8 stato custodito, con una devozione commovente e coperto di rose bianche&#8221;. Inizia cos\u00ec la lettera che i compagni di scuola del liceo scientifico Augusto Righi di Bologna hanno scritto per Giovanni Tamburi, uno dei 41 giovani morti nella strage di Crans-Montana, e che \u00e8 stata letta durante la puntata di Bella Ma&#8217;, condotta da Pierluigi Diaco.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;\u00c8 un onore silenzioso &#8211; proseguono &#8211; un modo per dirgli che il suo spazio nella nostra vita \u00e8 intoccabile. Ogni petalo dice che il suo posto \u00e8 ancora l\u00ec, nel cuore pulsante delle lezioni, come se la bellezza di un fiore potesse colmare il vuoto lasciato dal destino. Un silenzio che si \u00e8 esteso a tutta la citt\u00e0 quando, per un minuto, ogni scuola di Bologna si \u00e8 fermata su invito del sindaco. Un istante sospeso, un respiro collettivo per rendere omaggio a una vita spezzata troppo presto. Prima ancora dell&#8217;ultimo addio, la scuola e gli amici si sono stretti in una veglia profonda, un primo momento di preghiera e vicinanza per sorreggersi nell&#8217;attesa pi\u00f9 difficile. \u00c8 stata la preparazione del cuore a quello che sarebbe successo dopo. Il consiglio studentesco si \u00e8 fatto voce di un bisogno viscerale, chiedendo alla presidenza e al consiglio dei docenti, un momento eccezionale di condivisione. Attraverso un&#8217;assemblea straordinaria, \u00e8 stato permesso all&#8217;intera scuola di fermarsi, lasciando che la sede e la succursale si svuotassero in anticipo, per concedere a tutti di essere presenti: quel giorno, il Righi non era pi\u00f9 un insieme di classi ma una unica famiglia che si \u00e8 incamminata verso la chiesa. Vedere tutta la scuola unita, stretta intorno ai compagni di classe, agli amici di sempre, ai familiari ha trasformato il funerale in una testimonianza di amore immenso. Ma l&#8217;abbraccio non si \u00e8 sciolto dopo le esequie: per abbracciare Giovanni alla sua maniera, la comunit\u00e0 si \u00e8 ritrovata ancora una volta domenica sera, in un momento di raccoglimento puro: ci siamo riuniti non come studenti ma come una famiglia ferita che cerca la forza di rialzarsi. Ci siamo radunati all&#8217;ingresso della scuola e, nel buio della sera, abbiamo acceso centinaia di candele, disponendole a terra fino a formare il nome Giovanni&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Tutto attorno la luce tremolante dei ceri illuminava l&#8217;ingresso della sede, creando un calore che sfidava l&#8217;oscurit\u00e0. \u00c8 stato li che gli amici, i compagni di classe, il fratello, dopo aver trovato il coraggio di rompere il silenzio, hanno parlato di lui, condividendo pezzi di vita e di ricordi. In quel piazzale si sono cantate le sue canzoni preferite, portando la sua musica verso l&#8217;alto per farla arrivare dove le parole non possono: da &#8216;Fake plastic tree&#8217; dei Radiohead ad &#8216;Albachiara&#8217; di Vasco, a &#8216;Le luci della citt\u00e0&#8217; di Coez, &#8216;Il mio canto libero&#8217; di Battisti a &#8216;Sogna ragazzo sogna&#8217; di Vecchioni. Le canzoni venivano intonate sottovoce con una partecipazione lieve e profonda. L&#8217;emozione sprigionata da quei brani cos\u00ec amati da tutti era talmente forte da far scendere una lacrima anche sul volto di chi Giovanni non lo conosceva bene. Tutto si \u00e8 poi concluso con il rombo dei motori che tanto amava, che hanno squarciato il silenzio della notte. La sua passione pi\u00f9 grande, un grido di libert\u00e0 e di vita lanciato verso il cielo. \u00c8 questo &#8211; prosegue la lettera &#8211; quello che i giornali non possono capire: tutti questi gesti non sono la risposta di una comunit\u00e0 che si rifiuta di dimenticare. Giovanni non \u00e8 una vittima di Crans-Montana, lui \u00e8 l&#8217;anima del Righi che continua a vivere in ogni gesto di solidariet\u00e0, in ogni candela accesa, in ogni rosa che profuma la sua aula. Siamo qui per ricordare non come se ne \u00e8 andato, ma come ha vissuto e quanto profondamente ci ha cambiati. Perch\u00e9 &#8211; concludono &#8211; finch\u00e9 saremo capaci di stringerci cos\u00ec forte, finch\u00e9 le sue canzoni risuoneranno nei nostri raduni e il suo banco rester\u00e0 fiorito, Giovanni non sar\u00e0 mai davvero lontano, sar\u00e0 sempre uno di noi, un &#8216;Righino&#8217; per sempre, una luce che nessuna ombra potr\u00e0 mai spegnere finch\u00e9 ci sar\u00e0 questa comunit\u00e0 a raccontare la sua storia. Carpe diem&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Io e Riccardo ci siamo conosciuti al liceo, ci siamo trovati in classe insieme. Appena conosciuto era un ragazzo incredibile, molto vivace. Quando ho saputo che Riccardo era parte della tragedia, il 1\u00b0 gennaio, ho scoperto tramite un gruppo Whastapp che c&#8217;era la possibilit\u00e0 che Riccardo fosse uno dei dispersi, inizialmente non ci credevo. Dopodich\u00e9 mi sono permesso di scrivere alla sorella Matilde per avere informazioni, e lei mi ha confermato che era lui. Da l\u00ec ho provato una sensazione indescrivibile, un dolore alla pancia. Sono stati 3-4 giorni infernali senza notizie, fino alla notizia che era una delle vittime&#8221;, ha racconta alla trasmissione di Rai 2  Marco Zangolini, il migliore amico di Riccardo Minghetti nel giorno in cui Riccardo avrebbe compiuto 17 anni. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Fin da quando si \u00e8 piccoli &#8211; ha dettoun altro compagno, Andrea Berenato &#8211; ci viene detto che l&#8217;unica certezza oltre alla nascita \u00e8 la morte. A 17 anni \u00e8 difficile accettare che un coetaneo possa andarsene cos\u00ec bruscamente, ancora peggio in maniera cos\u00ec drammatica. Quando abbiamo sentito di quanto accaduto, \u00e8 sconvolgente: \u00e8 difficile da accettare. I 17enni di norma non muoiono, e non muoiono in questo modo. Sapere che una persona che fino a 2 settimane prima vedevo regolarmente a scuola poteva aver subito una cosa cos\u00ec dolorosa&#8230; La sera in cui abbiamo saputo che Riccardo era fra i dispersi, preso dall&#8217;ansia, in maniera pi\u00f9 spensierata ho scritto in chat &#8216;Ricc\u00e0, non sei tu il disperso, vero?&#8217; Quando poi ho visto che l&#8217;ultimo accesso era all&#8217;una di notte, e l&#8217;ultimo messaggio non arrivava&#8230; \u00e8 cominciata l&#8217;attesa&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Teresa Santoro, vicepreside del liceo Cannizzaro di Roma in cui Riccardo studiava, ha raccontato come &#8220;quando i ragazzi sono tornati a scuola il 7 gennaio, sono stati accolti da alcuni psicologi per aiutare a elaborare il lutto, abbiamo permesso loro di partecipare al funerale e ci sembrava giusto, in occasione del compleanno di Riccardo, istituire la giornata del ricordo, per tutti gli studenti scomparsi prematuramente. Abbiamo anche chiamato la protezione civile per organizzare degli incontri a scuola, per formarli sui rischi e come comportarsi in situazioni di pericoli&#8221;. Sulla scomparsa del giovane, la vicepreside racconta: &#8220;Per noi \u00e8 stato un momento doloroso, abbiamo fatto come fanno le grandi famiglie: ci siamo stretti, ci siamo fatti forza l&#8217;uno con l&#8217;altro e abbiamo cercato di tornare alla normalit\u00e0. Uno dei passaggi pi\u00f9 belli dell&#8217;omelia del funerale di Riccardo \u00e8 stato: &#8216;Riccardo ci ha lasciato un testimone, amare la vita&#8217;. E questo dobbiamo fare. Riccardo amava raccontarsi: era un adolescente che aveva paure, inquietudini legate anche ai voti ma amava raccontarsi. E le nostre chiacchierate si concludevano con il sorriso&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=49331\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; A un mese dalla tragedia di Crans-Montana, dove hanno perso la vita 41&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":49332,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-49331","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49331","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=49331"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49331\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":49339,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/49331\/revisions\/49339"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/49332"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=49331"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=49331"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=49331"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}