{"id":48779,"date":"2026-01-31T15:09:15","date_gmt":"2026-01-31T15:09:15","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=48779"},"modified":"2026-01-31T15:09:15","modified_gmt":"2026-01-31T15:09:15","slug":"da-pulixi-a-verdelli-le-novita-in-libreria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=48779","title":{"rendered":"Da Pulixi a Verdelli, le novit\u00e0 in libreria"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Ecco una selezione delle novit\u00e0 in libreria, tra romanzi, saggi, libri d&#8217;inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall&#8217;AdnKronos.\u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; in libreria con Rizzoli da qualche giorno &#8216;Latte&#8217;, il romanzo d&#8217;esordio di Marina Zucchelli. Bologna, 1959. Nella stessa casa vivono due donne che sono madri, in modi diversi, dello stesso bambino. Olimpia, borghese istruita e moderna, \u00e8 docile a un\u2019idea di civilt\u00e0 che la vuole sposa con figli; eppure, dopo il parto, il suo corpo sembra tradirla, aprendo piccole crepe nella sua identit\u00e0. Ada, invece, arriva dalla Ciociaria: \u00e8 una ragazza del popolo che ha lasciato una vita domestica carica di miseria ma anche di piccole felicit\u00e0 per fare da balia al neonato di Olimpia. \u00c8 stata scelta perch\u00e9 \u00e8 forte e sana, come si sceglie un animale a una fiera. E lei, nella casa nuova, impara presto a farsi presenza invisibile, mentre il richiamo dei suoi affetti le pulsa dentro con forza. \u00a0<\/p>\n<p>Diverse in tutto, Olimpia e Ada si incontrano sul terreno inatteso di una sorellanza di gesti e corpi: quello esposto e vitale di Ada e quello fragile di Olimpia, che cerca di riconoscersi nella ferita della maternit\u00e0. A osservare i loro giorni \u00e8 Carolina, la domestica che ha cresciuto Olimpia e che registra, defilata, l\u2019energia che scorre tra le due donne. In controcanto, l\u2019enigma di Pietro, un bambino abbandonato al brefotrofio di Roma nel Ventennio, riporta in superficie la memoria di uno strappo antico, forse impossibile da ricucire. Con una prosa essenziale e di scavo, capace di dare materia ai silenzi, Marina Zucchelli illumina la storia delle balie nel Novecento, fenomeno fondativo e quasi dimenticato della nostra storia. Il risultato \u00e8 un romanzo d\u2019esordio potente, che ci interroga su cosa significhi, ieri e oggi, essere famiglia.\u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; sugli scaffali con Adelphi &#8216;La porta dell\u2019alba&#8217; di William Sloane. Sono passati quattro anni da quando Richard Sayles, psicologo e professore, ha perso le tracce di Julian Blair. Prima suo insegnante, poi fraterno amico, Blair \u00e8 stato un geniale elettrofisico, almeno finch\u00e9 la morte improvvisa della moglie non ne ha offuscato la mente. Ed eccolo ora rifarsi vivo, con un messaggio sibillino in cui invita Richard a raggiungerlo a Barsham Harbor, nel Maine, dove si \u00e8 ritirato per poter continuare le sue ricerche lontano dagli occhi indiscreti della comunit\u00e0 scientifica. Sayles si rende subito conto che la salute mentale di Julian non \u00e8 affatto migliorata, il che non gli ha impedito di dedicarsi a esperimenti sempre pi\u00f9 temerari, fino alla soglia di quello che definisce &#8220;il progresso pi\u00f9 grandioso mai immaginato&#8221;. E proprio quando la curiosit\u00e0 di Sayles si fa incontrollabile, un secondo mistero giunge a complicare ulteriormente l\u2019intrico: la signora Marcy, la domestica di Blair, viene trovata morta, e l\u2019ipotesi di un incidente non sembra convincere la gi\u00e0 maldisposta e vendicativa popolazione di Barsham Harbor.\u00a0<\/p>\n<p>Come in &#8216;Attraverso la notte&#8217;, anche nella &#8216;Porta dell\u2019alba&#8217; Sloane gioca con i generi letterari e ne ricombina gli elementi \u2013 una grande casa isolata, un complicato macchinario da romanzo di fantascienza, una fugace ma terrificante sbirciata nell\u2019orrore cosmico, un rompicapo degno di un mystery, perfino un pizzico di romance \u2013 per ricavarne qualcosa di inclassificabile e perturbante che resta a lungo nella mente del lettore, come il sonar proveniente da un qualche pianeta sconosciuto. Una qualit\u00e0 che ha fatto pronunciare al maestro dell\u2019horror Stephen King queste parole: &#8220;Se Sloane avesse continuato a scrivere sarebbe diventato un maestro del genere o ne avrebbe creato uno completamente nuovo&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Chi erano i nazisti? Da chi era composto l\u2019entourage di Hitler? Erano dei criminali e degli psicopatici coloro che negli anni Trenta salirono ai vertici del \u2013 le istituzioni della societ\u00e0 tedesca? Fu la loro innata malvagit\u00e0 o piuttosto l\u2019ambizione, l\u2019opportunismo, la brama di potere a fare di loro gli artefici di un regime sanguinario? Sono queste le domande al centro del nuovo libro di Richard J. Evans, &#8216;I complici di Hitler&#8217; (Mondadori), tra i maggiori storici della Germania nazista. Domande alle quali Evans risponde attingendo alle pi\u00f9 recenti evidenze storiografiche, in un\u2019accurata analisi che ricostruisce i profili di leader, funzionari, propagandisti e collaboratori comuni che aiutarono il F\u00fchrer in molteplici modi. Tra quanti resero possibile la dittatura, la guerra, la persecuzione delle minoranze e il genocidio degli ebrei, molti infatti provenivano da ambienti borghesi, condividevano la cultura e i valori di un mondo segnato dal nazionalismo e dal conservatorismo, e quasi tutti avevano in comune l\u2019esperienza scioccante di una brusca perdita di status e di riconoscimento sociale. Hitler offr\u00ec loro una via d\u2019uscita dalla frustrazione e dall\u2019insignificanza, attraverso l\u2019appartenenza alla Volksgemeinschaft, la comunit\u00e0 nazionale basata sulla razza e sull\u2019etnia. \u00a0<\/p>\n<p>Tanto bast\u00f2 per tacitare il loro senso morale e per trasformarli in pianificatori ed esecutori di crimini spaventosi. Una parabola, del resto, non troppo diversa da quella della maggior parte della popolazione tedesca, che tra propaganda e coercizione, tra consenso e violenza, per quasi un decennio non fece mancare la propria adesione al regime, il pi\u00f9 delle volte distogliendo lo sguardo dalle atrocit\u00e0 che venivano commesse sotto i suoi occhi. Da Hermann G\u00f6ring a Joseph Goebbels, da Heinrich Himmler ad Albert Speer, da Adolf Eichmann a Leni Riefenstahl, Evans ricostruisce poi le vicende e le personalit\u00e0 degli uomini pi\u00f9 vicini al F\u00fchrer, gettando una luce nuova sulle motivazioni che li spinsero a servire il regime. &#8216;I complici di Hitler&#8217; \u00e8 un\u2019opera inquietante e magistrale, che rivela le reali dinamiche del consenso al Terzo Reich, e acquista una nuova urgenza e importanza se messa in dialogo con l\u2019ascesa di uomini forti e aspiranti dittatori che dall\u2019inizio del XXI secolo minacciano le istituzioni democratiche in molti Paesi del mondo, spesso con un notevole sostegno popolare.\u00a0<\/p>\n<p>Una dodicenne partecipa a una sfida lanciata sui social, va a scuola con una borraccia piena di vodka e finisce in coma etilico. Un bambino, scrollando TikTok, si imbatte in un gioco che consiste nel prendere pi\u00f9 pastiglie di paracetamolo possibile e finisce in ospedale. La maestra di una scuola elementare muore in un incidente stradale causato dall\u2019autista del pullman su cui viaggiava: l\u2019uomo, invece di guardare la strada, digitava sul cellulare. Attraverso storie come queste a tratti scioccanti, Carlo Verdelli racconta in &#8216;Il diavolo in tasca&#8217; &#8211; reportage narrativo in forma di pamphlet in libreria dal 5 febbraio con Einaudi &#8211; una rivoluzione, quella dei telefonini e delle loro applicazioni, che sta modificando nel profondo tanto gli adolescenti quanto gli adulti. \u00a0<\/p>\n<p>E della cui pericolosa enormit\u00e0 &#8211; anche per le ingerenze della tecnologia nella politica &#8211; nessuno sembra volersi occupare. &#8220;La realt\u00e0 &#8211; afferma Verdelli &#8211;  \u00e8 che il cellulare inteso come smartphone \u00e8 un carcere senza sbarre e noi ci siamo dentro. Prendere consapevolezza che il problema esiste \u00e8 gi\u00e0 un buon punto di partenza&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; sugli scaffali con Piemme &#8216;Il bullo. Come Donald Trump ha distrutto l&#8217;Occidente&#8217; di Caprarica. Che lo si disprezzi o lo si ammiri, lo si odi o lo si ami, \u00e8 indubbio che Donald J. Trump non possa lasciare indifferenti, o neutrali. Da rampollo di una famiglia immigrata dalla Germania a &#8216;palazzinaro&#8217; e protagonista del jet-set newyorkese fino a diventare per due volte presidente degli Stati Uniti, la sua \u00e8 stata senz&#8217;altro una scalata straordinaria verso l&#8217;agognato potere. \u00a0<\/p>\n<p>Ma a quale prezzo? The Donald forse non passer\u00e0 alla storia come colui che &#8220;ha reso di nuovo grande l&#8217;America&#8221;, ma certo un primato l&#8217;ha conquistato: nessun leader ha mai lastricato di tante bugie la propria via verso la vetta. Eppure, anche grazie alla sua diabolica abilit\u00e0 mediatica, nulla sembra scalfire la corazza che lo rende immune a qualsiasi attacco o passo falso. E lo stesso vale sul piano internazionale: capo dello Stato pi\u00f9 potente del mondo, patria della libert\u00e0 e della democrazia, calpesta gli ideali occidentali esaltando la violenza bruta e la legge del pi\u00f9 forte, tratta amabilmente con dittatori e criminali di guerra, umilia le istituzioni, fa la voce grossa contro gli oppressi e, nonostante ci\u00f2, esige il Nobel per la pace e si vanta dei propri successi diplomatici. Ed \u00e8 qui che sta la sua forza: nella capacit\u00e0 di manipolare la realt\u00e0 a suo piacimento. \u00a0<\/p>\n<p>Da questa considerazione parte Antonio Caprarica per tracciare un ritratto del tycoon e porre la domanda fondamentale: Donald Trump \u00e8 un abile politico, l&#8217;unico che possa tenere testa ai leader delle altre potenze che governano il pianeta, Putin e Xi Jinping, o non \u00e8 altro che un prepotente ciarlatano che ha costruito il proprio successo sulle macerie di ci\u00f2 che ha distrutto, senza rimorsi n\u00e9 piet\u00e0? Al lettore l&#8217;ardua sentenza.\u00a0<\/p>\n<p>Laterza manda in libreria &#8216;Alleati digitali&#8217; di Guido Saracco. L\u2019intelligenza artificiale \u00e8 ormai parte della nostra vita quotidiana ma su questo fronte gli sviluppi sono rapidissimi e molto deve ancora accadere. Siamo davanti a un cambiamento senza precedenti, necessario e urgente. Se riusciremo a progettarlo bene, a partire da un alleato digitale personale che sia di aiuto per ciascuno di noi, il futuro potr\u00e0 essere migliore.\u00a0<\/p>\n<p>Questo libro accompagna il lettore in un viaggio nel futuro e prova a immaginare come studieremo, lavoreremo, vivremo tra dieci anni, con a fianco un nostro alleato digitale personale basato sull\u2019IA. Condivise le caratteristiche pi\u00f9 rilevanti dei meccanismi della nostra mente e le pi\u00f9 recenti scoperte delle neuroscienze e delle neurotecnologie sulle interfacce umano-macchina, Guido Saracco analizza gli sviluppi dell\u2019intelligenza artificiale gi\u00e0 raggiunti e quelli attesi. Quindi prefigura come l\u2019alleanza tra umano e intelligenza artificiale si consolider\u00e0, attraverso nuovi apparecchi e funzioni condivise, cos\u00ec come nella definizione di un nuovo quadro normativo che dovr\u00e0 dettare i confini di applicabilit\u00e0 della tecnologia, e probabilmente anche ridefinire gli stessi diritti dell\u2019umanit\u00e0. Abbiamo davanti una rivoluzione che riguarder\u00e0 in primo luogo i mondi dell\u2019istruzione e del lavoro. Saremo formati e assunti per operare nella societ\u00e0 insieme alla nostra Ia personale, un alleato prezioso e vitale, da progettarsi, aggiornare e proteggere in modo radicalmente diverso da quanto \u00e8 successo per i Pc e gli smartphone. Sar\u00e0 meglio mettere da parte ogni allarmismo verso l\u2019intelligenza artificiale e chiederci come la nostra vita potr\u00e0 migliorare grazie a una consapevole e felice alleanza. \u00a0<\/p>\n<p>Guido Saracco \u00e8 professore ordinario di Fondamenti chimici delle tecnologie al Politecnico di Torino, dove \u00e8 stato rettore tra il 2018 e il 2024 e per il quale \u00e8 curatore del festival Biennale Tecnologia e della piattaforma di produzione di eventi culturali Prometeo-Tech Cultures.\u00a0<\/p>\n<p>Con Solferino sar\u00e0 in libreria dal 10 febbraio &#8216;Via delle streghe&#8217; di Maril\u00f9 Oliva. Quattro donne: Zulmira, la &#8216;maga&#8217; del quartiere, Serena, appassionata di kung fu e fidanzata con un poliziotto, Magalie, docente universitaria con un passato tormentato, e Iside, brillante informatica confinata su una sedia a rotelle. Quattro normali vicine di casa di un vicolo nel centro di Bologna, che si ritrovano la sera in salotto per torta, tisane e chiacchiere. Solo che quei convegni sono pi\u00f9 simili a moderni sabba, in cui progettano quella che chiamano \u00abmagia nera\u00bb. Ovvero omicidi: la vendetta per efferati femminicidi i cui autori l\u2019hanno fatta franca, sgusciando tra le maglie della legge, come \u00e8 successo all\u2019ex fidanzato assassino della sorella di Serena. Pur con qualche dubbio, le quattro &#8216;streghe&#8217; si sentono dalla parte della giustizia. Ma la violenza prende sempre la mano e il caso \u00e8 un ingrediente pericoloso, capace di infilarsi anche in una pozione preparata con cura. Tra un amore tossico che ritorna dal passato e un giovane corteggiatore troppo curioso, un presunto tesoro nascosto e un\u2019incursione azzardata nel deep web, la situazione diventa presto molto pericolosa. Tanto da mettere a rischio un piano, un\u2019amicizia e pi\u00f9 di una vita.\u00a0<\/p>\n<p>Per che cosa siamo disposte a uccidere? \u00c8 la domanda che corre attraverso questa storia nera, avvincente e contemporanea, mentre le quattro formidabili protagoniste, determinate quanto fallibili, si muovono sul ghiaccio sottile che separa il senso della giustizia dalla vertigine dell\u2019arbitrio. Mettendo a nudo l\u2019anima stessa del nostro tempo.\u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; in libreria con Feltrinelli Il nido del corvo&#8217; di Piergiorgio Pulixi. Sardegna, Penisola del Sinis, una giovane donna scompare nel nulla. Sei mesi di silenzio e indagini a vuoto. Poi, un unico agghiacciante segnale: il cellulare di Angela Floris si riaccende. Sul luogo del rilevamento gli ispettori Daniel Corvo e Viola Zardi trovano un macabro reperto che vale da firma. Si tratta di una mano femminile, troncata e in stato di perfetta conservazione. \u00c8 l\u2019inizio di un duello perverso con un assassino che agisce da artista della morte. Non si limita a uccidere ma osserva, studia, contempla, collezionando gli arti delle vittime come fossero opere. Per Corvo e Zardi, partner nel lavoro ma opposti per indole e modo di vedere le cose, comincia una caccia allucinata. Lui, mentalit\u00e0 da monaco guerriero, ancorato alla famiglia e alla fede per tenere a bada antichi traumi; lei, spirito in tempesta con il fascino dell\u2019azzardo nel gioco e nella vita, capace di domare il caos soltanto quando lo incanala nei casi da risolvere. Mentre i demoni personali riaffiorano e un\u2019altra ragazza scompare, i due poliziotti capiscono che il killer non li sta solo sfidando, li ha scelti. Attirandoli tra stagni di sale e campagne desolate, trasforma ogni scoperta nella tappa di un incubo meticolosamente orchestrato. Pi\u00f9 Corvo e Zardi si avvicinano alla verit\u00e0, pi\u00f9 diventa chiaro che le vittime erano solo un prologo. Il vero capolavoro, l\u2019opera suprema che l\u2019Artista vuole realizzare, forse sono proprio loro.\u00a0<\/p>\n<p>Sullo sfondo di una Sardegna sospesa tra west selvaggio e lande crepuscolari, Pulixi firma una storia ipnotica e avvolgente, che scandisce una deriva nei chiaroscuri dell\u2019anima umana. &#8216;Il nido del corvo&#8217; \u00e8 il big bang di un universo narrativo in espansione, nelle cui pieghe si muovono anche i personaggi del precedente romanzo, La donna nel pozzo. Ogni libro diventa il tassello di un mosaico pi\u00f9 grande, racconto di un mondo che svela connessioni segrete, inaspettate, imprevedibili, ma che rapisce e cattura ugualmente chi vi entra per la prima volta, inaugurando un viaggio nella crime fiction di cui sentiremo parlare nei prossimi anni.\u00a0<\/p>\n<p>Sperling&amp;Kupfer propone &#8216;La Signora in Giallo. Omicidio sotto la neve&#8217; di Jessica Fletcher, Barbara Early. Jessica Fletcher ha avuto una brutta caduta sul ghiaccio e ora \u00e8 costretta su una sedia a rotelle per alcune settimane. Vorrebbe approfittarne per concentrarsi sul suo nuovo manoscritto, ma qualcosa &#8211; o meglio, qualcuno &#8211; cattura presto la sua attenzione. Dall&#8217;altra parte della strada si \u00e8 appena trasferito un nuovo vicino, il signor Rymer: un tipo eccentrico, solitario e con una passione un po&#8217; insolita per le sculture di neve. Ma non pupazzi qualsiasi: l&#8217;uomo modella figure nude, audaci, che fanno subito discutere l&#8217;intera comunit\u00e0 di Cabot Cove. Arte o oscenit\u00e0? Le opinioni si dividono. Quando, di notte, le sculture iniziano a essere distrutte da ignoti, Rymer non si scompone: ne crea semplicemente di nuove. \u00a0<\/p>\n<p>Secondo lui, non c&#8217;\u00e8 bisogno di disturbare la polizia, tanto pi\u00f9 che una bufera di neve \u00e8 in arrivo. Ma la mattina dopo, con la citt\u00e0 ancora avvolta in un candido silenzio, Jessica guarda fuori dalla finestra e scorge una nuova &#8216;scultura&#8217; nel giardino di fronte: \u00e8 il corpo del signor Rymer, mezzo sepolto nella neve. Riuscir\u00e0 Jessica a risolvere l&#8217;omicidio dalla sua sedia vicino alla finestra?\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cultura<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=48779\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ecco una selezione delle novit\u00e0 in libreria, tra romanzi, saggi, libri d&#8217;inchiesta e&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":48780,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-48779","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48779","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=48779"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48779\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48785,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48779\/revisions\/48785"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/48780"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=48779"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=48779"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=48779"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}