{"id":48736,"date":"2026-01-31T11:49:20","date_gmt":"2026-01-31T11:49:20","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=48736"},"modified":"2026-01-31T11:49:20","modified_gmt":"2026-01-31T11:49:20","slug":"anno-giudiziario-presidente-della-corte-dappello-di-roma-toghe-mai-cosi-vulnerabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=48736","title":{"rendered":"Anno giudiziario, presidente della Corte d&#8217;Appello di Roma: &#8220;Toghe mai cos\u00ec vulnerabili&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; &#8220;Il ruolo delle corti e dei giudici \u00e8 pi\u00f9 che mai centrale e determinante, e tuttavia mai come oggi le corti appaiono fragili e vulnerabili, esposte alle censure di un senso comune che le descrive come una minaccia e una trappola per l\u2019esercizio dei pubblici poteri, invece che come un insostituibile regolatore della complessit\u00e0 sociale&#8221;. Cos\u00ec il presidente della Corte di Appello di Roma Giuseppe Meliad\u00f2 nella relazione in occasione dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Il Paese si sta dividendo in questi giorni sui temi della giustizia, ma i problemi veri della giustizia hanno altre coordinate, non riguardano il modello di magistrato, che la Costituzione ha voluto indipendente, senza timori e senza speranze e che tale dovrebbe restare, ma interpellano chi governa il Paese su come assicurare un servizio giustizia efficiente, perch\u00e9 solo attraverso un servizio efficiente si pu\u00f2 garantire la credibilit\u00e0 delle istituzioni e la fiducia verso la magistratura&#8221;, sottolinea.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;A Roma &#8211; continua &#8211; un numero sparuto di magistrati contrasta una criminalit\u00e0 dilagante e migliaia di processi saranno a rischio se non interverranno seri provvedimenti organizzativi per rafforzare la magistratura del distretto, in modo che la stessa possa contribuire a rendere il rischio penale un reale deterrente per una criminalit\u00e0 che, nelle pi\u00f9 svariate forme, sempre pi\u00f9 si espande a Roma e nel Lazio&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Nulla rappresenta meglio la realt\u00e0 criminale del territorio della situazione dell\u2019ufficio gip\/gup di Roma presso il quale, lo scorso anno, sono affluiti 254 procedimenti in materia di criminalit\u00e0 organizzata, quasi uno al giorno, festivi esclusi, dei quali ben 27 con oltre 30 imputati, con un aumento nel biennio del 30%, e 144 con un numero di imputati ricompreso fra 11 e 30, con un aumento del 10,8%. Con il dato della criminalit\u00e0 organizzata, che si conferma &#8211; ha sottolineato &#8211; presente nella citt\u00e0 di Roma, ma anche nei circondari di Velletri, Latina, Frosinone e Cassino, si intrecciano i reati in materia di stupefacenti, che meritano una particolare menzione per la qualit\u00e0 del fenomeno criminale e per le forme del tutto nuove con cui si realizzano. Per come confermano le pi\u00f9 recenti investigazioni, Roma \u00e8 assediata dal traffico della droga e, attraverso il traffico degli stupefacenti, \u00e8 assediata dalla criminalit\u00e0&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Il disagio \u00e8 nato e si rafforza ogni momento perch\u00e9 il dialogo \u00e8 stato solo promesso, ma \u00e8 rimasto lettera morta. Lo sforzo \u00e8 stato solo quello di arrivare alla approvazione della riforma, con testo bloccato, senza intoppi e nel pi\u00f9 breve tempo possibile. Tanto \u00e8 vero che tante iniziative normative, pur importanti, sono state messe su un binario morto, proprio con l\u2019intento di privilegiare, senza se e senza ma, la separazione delle carriere. Questo \u00e8 indubbiamente mortificante per la categoria&#8221;, spiega il procuratore generale della Corte di Appello di Roma Giuseppe Amato, nella relazione dove ha evidenziato &#8220;il senso di disagio complessivo che suscita l\u2019iter della riforma. \u00c8 un disagio forte, cui si accompagna anche una preoccupazione per chi crede ad un ruolo alto della magistratura requirente&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Una categoria mortificata \u00e8 una categoria che pu\u00f2 correre  il rischio di chiudersi in se stessa e che, proprio perch\u00e9 separata, pu\u00f2 finire con  il perdere il senso proprio della posizione di &#8216;parte imparziale'&#8221;, ha sottolineato.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;La separazione delle carriere pu\u00f2 porre, a nostro giudizio, il rischio di avere pubblici ministeri &#8216;che cercano la ribalta della notoriet\u00e0 e l\u2019effetto politico degli indizi, piuttosto che la valutazione obiettiva dei comportamenti dei cittadini&#8217;: pubblici ministeri, cio\u00e8, che vedano il momento dell\u2019iscrizione e dell\u2019esercizio dell\u2019azione penale come momento di affermazione di un ruolo di potere, anzich\u00e9 come doveroso e rigoroso adempimento di un servizio&#8221;, ha spiegato ancora\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Non temiamo, allora, che la separazione possa portare alla dipendenza dall\u2019esecutivo del pubblico ministero, anche se \u00e8 fatto notorio che in molti Paesi dove le carriere sono separate l\u2019accusatore, come \u00e8 stato detto, &#8216;soggiace&#8217; in varie forme a collegamenti con il potere politico. E non lo temiamo perch\u00e9 il Presidente della Repubblica sar\u00e0 sempre il Presidente del Csm &#8216;separato&#8217; dei pubblici ministeri. Ma temiamo il rischio dell\u2019autoreferenzialit\u00e0 della categoria &#8216;separata&#8217; dei pubblici ministeri, dimentica dei principi propri della &#8216;cultura della giurisdizione&#8217;, espressiva di una visione eticizzante del proprio lavoro, e appiattita nell\u2019attivit\u00e0 da una malintesa, sempre possibile, distorta applicazione dei principi propri della gerarchia, della vigilanza, della sorveglianza&#8221;, ha evidenziato. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Come allora non leggere con preoccupazione la scelta del sorteggio per i componenti togati dei Consigli superiori separati. \u00c8 una scelta, certamente mortificante ma, soprattutto pericolosa perch\u00e9 il sorteggio, con la sua intrinseca causalit\u00e0, non \u00e8 in grado di selezionare figure in grado di approcciarsi con autorevolezza, autonomia e indipendenza, ad un ruolo delicato, che implica scelte ordinamentali che non possono improvvisarsi. Un buon magistrato non \u00e8 detto che sia un buon consigliere: per passione, conoscenze ordinamentali, interesse, autorevolezza&#8221;, ha aggiunto. \u00a0<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l&#8217;Alta Corte &#8220;il vero problema \u00e8 costituito dalla previsione che le decisioni dell\u2019Alta Corte possono essere impugnate non pi\u00f9 in Cassazione, come nella disciplina attuale avverso le sentenze della Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, ma solo dinanzi alla stessa Alta Corte, &#8216;che giudica senza la partecipazione dei componenti che hanno concorso a pronunciare la decisione impugnata. \u00c8 un grave vulnus in punto di tutela delle garanzie, perch\u00e9 decisioni che possono riflettersi incisivamente sulla vita professionale del magistrato sono private della possibilit\u00e0 di censura davanti ad un giudice indipendente, quale la Corte di cassazione&#8221;, ha concluso Amato.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Non un giudizio politico, ma una risposta tecnica: i giudici sono gi\u00e0 imparziali e non appiattiti al pubblico ministero. Lo sostiene con vigore il presidente della Corte d&#8217;Appello di Milano Giuseppe Ondei in occasione dell\u2019inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario che si tiene alla presenza del ministro della Giustizia Carlo Nordio, oltre che alle principali figure politiche, civili e militari della citt\u00e0. \u00a0<\/p>\n<p>A proposito della riforma della giustizia, &#8220;A ben vedere nei fatti questa separazione c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 essendo assai limitato legislativamente il passaggio da una funzione all&#8217;altra e essendo questo passaggio praticato ogni anno da circa lo 0,3% dei magistrati&#8221;. Per Ondei si parte da un presupposto errato, &#8220;ossia quello che i giudici oggi non sono sufficientemente terzi e imparziali perch\u00e9 sarebbero appiattiti sulle richieste del &#8216;collega&#8217; pubblico ministero. Questa affermazione non e accettabile. Se fosse vera vi sarebbe una grave emergenza per lo Stato di diritto. La realt\u00e0 \u00e8 che la magistratura italiana \u00e8 un ordine dello Stato sano, composto per lo pi\u00f9 da persone ispirate da un alto senso del dovere che ogni giorno svolgono in silenzio il loro lavoro&#8221; aggiunge. Parole accolte da un applauso in aula.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Nel settore civile, dove il Pubblico Ministero di fatto non opera diventa arduo trovare una giustificazione a tale sospetto, mentre nel settore penale lo stesso numero di assoluzioni in primo grado &#8211; pari a circa il 25% delle sentenze &#8211; rappresenta plasticamente e rende anche apparente la totale autonomia e terziet\u00e0 del giudice&#8221; conclude il presidente della Corte d&#8217;Appello di Milano. \u00a0<\/p>\n<p>Una riforma inutile e punitiva a fronte di carenze di personale e di strumenti. E&#8217; il giudizio che la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni pronuncia in occasione della celebrazione. A fronte di carenze di organico e di strumenti, \u201cl&#8217;unica riforma proposta e approvata \u00e8 quella sulla separazione delle carriere fra magistrati giudicanti e requirenti, indicata come la panacea di tutti i mali mentre ritengo sia ininfluente rispetto alle disfunzioni attuali, alcune delle quali, come l&#8217;acritica, eccessiva adesione del pubblico ministero alle ipotesi formulate dalle forze dell&#8217;ordine, circostanza spesso segnalata dai difensori, sono destinate probabilmente ad aumentare\u201d dice. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Dalla sostanziale inutilit\u00e0 della riforma in oggetto a correggere le attuali pesantissime carenze deriva il dubbio che si tratti di un intervento con un carattere prevalentemente punitivo che, viste le condizioni in cui la quasi totalit\u00e0 degli uffici di Procura \u00e8 stata costretta a lavorare negli ultimi anni, sinceramente non ci sentiamo di meritare&#8221; sottolinea. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Stiamo sprecando tempo e risorse, senza contare il clima di gravissima tensione che porta a radicalizzare le posizioni e che ostacola un sereno dialogo ed un corretto svolgimento del lavoro, a scapito di altre riforme, volte ad esempio a una equilibrata opera di semplificazione e armonizzazione delle procedure, a una migliore organizzazione degli uffici oltre a un potenziamento degli strumenti necessari per garantire l&#8217;effettivit\u00e0 della pena intesa innanzitutto come possibilit\u00e0 di fornire risposte definitive in tempi certi e adeguati e di assicurarne l&#8217;esecuzione&#8221; spiega la pg Nanni.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Gi\u00e0 le primissime, limitate applicazioni della intelligenza artificiale nel nostro settore hanno evidenziato notevoli rischi e necessit\u00e0 di attento controllo: pensiamo a che cosa pu\u00f2 accadere con il ricorso all&#8217;uso massiccio e incontrollato della Ia non correttamente implementata nella redazione degli atti processuali&#8221;, sostiene la pg.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Le prospettive sono incerte soprattutto in mancanza di un orizzonte di senso, nel nostro caso un limite comune riconosciuto e accettato dai vari operatori, particolarmente utile per muoversi in una societ\u00e0 complessa e disordinata che non pu\u00f2 essere ridotta ad un codice binario nel tentativo di semplificare il reale&#8221; aggiunge. &#8220;Concretamente occorre poi domandarsi anche se i magistrati italiani siano preparati a interpretare e applicare i rapidi progressi della scienza e della tecnologia, con il rischio di finire ostaggi, o addirittura vittime del sapere tecnico e scientifico e gravi ripercussioni sui diritti degli imputati e, di nuovo, sulla credibilit\u00e0 del processo&#8221; spiega. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Di fronte a queste temibili sfide nel breve periodo vedo proporre solo separazioni e tensioni mentre tutti gli operatori dovrebbero essere impegnati a rinnovare l&#8217;idea della giustizia come valore, in quanto tale in grado di superare la semplice idea di piacere o convenienza dei singoli e capace di costituire un parametro orientativo utile a contrastare lo smarrimento contenutistico che caratterizza il nostro periodo&#8221;, conclude.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;\u00c8 ancora a saldo altamente negativo, il ricambio tra i giudici prossimi al pensionamento e quelli subentrati e va detto che, senza un apporto di adeguate risorse, la prospettiva di portare alla vita un&#8217;effettiva programmazione del lavoro, che possa superare le emergenze quotidiane, \u00e8 destinata ad affievolirsi&#8221;. Cos\u00ec la presidente della Corte d&#8217;Appello di Genova Elisabetta Vidali all&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario. &#8220;Un dato ostico per la giurisdizione &#8211; prosegue &#8211; \u00e8 rappresentato dalla sempre maggiore frammentariet\u00e0 delle norme, disorganiche e spesso inconciliabili tra loro per un modo disordinato ed involuto di legiferare, troppo spesso determinato dall&#8217;insana spinta verso una legislazione principalmente mediatica&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;In oggi &#8211; scrive Vidali -l&#8217;ipertrofica produzione normativa riguarda anche il settore secondario, poich\u00e9 circolari, direttive e regolamenti spingono ad una sempre pi\u00f9 eccessiva burocratizzazione del ruolo del magistrato, che si trova stretto tra standard di produttivit\u00e0, disciplina interna ipertrofica, e desertificazione della dialettica processuale, rappresentata da aule deserte che non echeggiano pi\u00f9 dell&#8217;aspetto sublime, l&#8217;oralit\u00e0 della discussione, dell&#8217;attivit\u00e0 dei giuristi&#8221;. &#8220;Ci troviamo inoltre a combattere con un gap informatico che assume in certi giorni il sapore di un&#8217;autentica d\u00e9b\u00e2cle&#8221;, conclude.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u201cSi utilizza strumentalmente il nome di Giovanni Falcone che aveva posto il tema della separazione delle carriere tra quelli di rilievo nel quadro della diversa professionalit\u00e0 richiesta alla magistratura requirente dal nuovo codice di procedura penale, ancorch\u00e9 contrariamente a quanto attribuitigli con disinvoltura dai sostenitori della riforma, egli non ne fosse apodittico sostenitore ma l\u2019avesse posta all\u2019attenzione degli addetti ai lavori come argomento sul quale confrontarsi, analagomemte a quello altrettanto spinoso della obbliga dell\u2019azione penale\u201d. E\u2019 la denuncia del presidente della corte d\u2019appello di palermo Matteo Frasca all\u2019inaugurazione dell\u2019anno giudiziario.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Ancor prima che nel merito la riforma presenta forti criticit\u00e0 nel metodo attraverso il quale \u00e8 stata approvata. La Costituzione \u00e8 di tutti i cittadini, \u00e8 la struttura portante del Paese e le sue modifiche richiedono ponderazione, riflessione, confronto. La Costituzione non pu\u00f2 essere piegata a strumento di lotta tra contrapposte forze politiche per contingenti esigenze di potere&#8221;. Cos\u00ec il presidente della Corte d&#8217;appello di Palermo Matteo Frasca nella sua relazione per l&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario parlando della riforma Nordio. \u00a0<\/p>\n<p>Frasca ha sottolineato come &#8220;in sede parlamentare non vi \u00e8 stato alcun confronto reale e il testo normativo, caso unico nella storia delle riforme costituzionali, \u00e8 rimasto blindato nella sua versione originaria proposta dal governo, approdando alla definitiva approvazione in appena nove mesi. E cos\u00ec alla capacit\u00e0 persuasiva delle idee si \u00e8 sostituita la forza dei numeri: la maggioranza ha eluso il confronto con la minoranza senza cercare un percorso condiviso per un intervento di cos\u00ec grande rilievo. L&#8217;iter parlamentare si \u00e8 trasformato in un semplice passaggio obbligato verso il referendum&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Ci\u00f2 che desta particolare perplessit\u00e0 sulla finalit\u00e0 della riforma \u00e8 il fatto che gi\u00e0 la Corte Costituzionale con sentenza del 2000 aveva affermato che per prevedere la separazione delle carriere non \u00e8 necessaria una riforma della Costituzione, potendosi provvedere con legge ordinaria. Sorge spontaneo quindi l&#8217;interrogativo sulle reali ragioni di una riforma costituzionale&#8221;. Cos\u00ec il presidente della Corte d&#8217;appello di Palermo Matteo Frasca nella sua relazione per l&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario parlando della riforma Nordio. \u00a0<\/p>\n<p>Frasca avanza il sospetto &#8220;che le ragioni della riforma siano altrove e, in particolare, risiedano nelle altre norme costituzionali modificate, rispetto alle quali la separazione delle carriere si sta rivelando come una vera e propria arma di distrazione di massa o, peggio, la testa d&#8217;ariete per fare breccia sull&#8217;assetto complessivo della magistratura e sull&#8217;equilibrio dei poteri&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Lungo applauso e standing ovation al termine della relazione del presidente della Corte d&#8217;appello di Palermo Matteo Frasca che ha aperto la cerimonia di inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario a Palermo. Frasca \u00e8 stato piuttosto critico nei confronti della riforma del ministro Nordio, sottolineando come la riforma &#8220;pone a rischio oggettivo l&#8217;indipendenza della magistratura. E&#8217; la riforma della magistratura e non della giustizia &#8211; ha detto &#8211; perch\u00e9 non la render\u00e0 n\u00e9 efficace n\u00e9 efficiente&#8221;. &#8220;Comprimere la giurisdizione con il pretesto di arginare presunte e indimostrate esondazioni &#8211; ha concluso &#8211; \u00e8 riscrivere l&#8217;equilibrio dei poteri. E di questo devono essere consapevoli i cittadini perch\u00e9 i veri destinatari di questa riforma saranno loro e non i magistrati&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Il rischio paventato \u00e8 che i due Csm che si vogliono introdurre, uno per i magistrati giudicanti uno per gli inquirenti, saranno di fatto controllati dalla politica attraverso la presenza di una componente laica coesa, a fronte di una componente togata fatta di individualit\u00e0 sole, ciascuna delle quali rappresentativa solo di s\u00e8 stessa. E la vera ferita \u00e8 che i magistrati ordinari sono gli unici cui sar\u00e0 sottratto l\u2019elettorato attivo, un vulnus che si rinnover\u00e0 ad ogni nomina di Csm, ove il referendum dovesse dare esito favorevole alla riforma&#8221;. Lo ha detto il presidente della Corte di Appello di Bari, Francesco Cassano, nella relazione letta in occasione dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario. &#8220;La riforma costituzionale del Csm &#8211; ha aggiunto &#8211; vorrebbe introdurre il sorteggio per la nomina dei componenti togati, cancellando ogni forma di responsabilit\u00e0 del sorteggiato verso il corpo giudiziario, dissociando i sorteggiati tra loro e rendendoli soli, e come tali deboli. Infatti, mentre i componenti togati saranno selezionati attraverso un sorteggio secco, i componenti di nomina parlamentare saranno individuati tramite un sorteggio effettuato nell\u2019ambito di liste di aspiranti preventivamente decise dalla politica. La disparit\u00e0 tra i due modelli di investitura \u00e8 difficilmente giustificabile sul piano della coerenza costituzionale &#8211; ha sottolineato Cassano &#8211; e foriera di pericoli per la stessa autonomia e indipendenza della magistratura, ove appena si consideri la ricorrente tentazione della politica di scegliere, quali membri \u2018laici\u2019, persone caratterizzate da forte collateralismo politico. Fissando il principio della elettivit\u00e0 dei componenti del Csm &#8211; ha spiegato Cassano &#8211; il Costituente sin qui ha fondato la nomina su base fiduciaria, consapevole che l\u2019autogoverno della magistratura richiede nei componenti attitudini che non appartengono necessariamente a tutti i giudici, giacch\u00e8 amministrare \u00e8 cosa diversa dal giudicare. Nel contempo, la Costituzione ha disegnato il Consiglio superiore come un\u2019istituzione rappresentativa di idee, di prospettive, di orientamenti su come si effettua il governo della magistratura, su come si organizza il servizio giustizia, e sul ruolo della magistratura nella societ\u00e0, in cui la presenza di sensibilit\u00e0 culturali diverse, le cosiddette correnti, \u00e8 garanzia indispensabile per lo stesso buon funzionamento dell\u2019organo&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Se si esclude il caso Tortora, sul quale la magistratura ha avuto colpe mai veramente emendate, deve dirsi che i temi della giustizia hanno finito spesso per costituire terreno di scontro politico per motivazioni non sempre nobili, che poco avevano a che vedere con i reali problemi della giustizia. Oggi il cerchio si chiude e il Ministro della giustizia pu\u00f2 ricordare spensieratamente che lo scopo della riforma non \u00e8 di risolvere i problemi della giustizia ma di contenere l\u2019azione, indebita, della magistratura&#8221;. Lo ha detto il presidente della Corte di Appello di Bari, Francesco Cassano, nella relazione all&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>politica<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=48736\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Il ruolo delle corti e dei giudici \u00e8 pi\u00f9 che mai centrale e&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":48737,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-48736","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48736","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=48736"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48736\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48747,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/48736\/revisions\/48747"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/48737"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=48736"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=48736"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=48736"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}