{"id":47849,"date":"2026-01-29T06:59:27","date_gmt":"2026-01-29T06:59:27","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=47849"},"modified":"2026-01-29T06:59:27","modified_gmt":"2026-01-29T06:59:27","slug":"se-lorologio-del-cervello-non-funziona-bene-la-mente-usa-lo-spazio-lesperimento-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=47849","title":{"rendered":"Se l&#8217;orologio del cervello non funziona bene, la mente usa lo spazio: l&#8217;esperimento italiano"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Se l&#8217;orologio del cervello non funziona bene, la mente usa lo spazio. Una ricerca dell&#8217;universit\u00e0 Sapienza e della Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma ha dimostrato che il cervello umano ricorre allo spazio per rappresentare gli intervalli temporali come strategia compensativa quando gli orologi cerebrali interni sono poco efficienti. Lo studio \u00e8 pubblicato su &#8216;NeuroImage&#8217;. \u00a0<\/p>\n<p>Le persone ricorrono spesso a gesti spazialmente definiti, come il movimento delle mani da sinistra a destra o da dietro in avanti, per rappresentare e comunicare lo scorrere del tempo, spiegano i ricercatori. Questi gesti accompagnano naturalmente espressioni che appartengono al linguaggio quotidiano come &#8216;prima-dopo&#8217;, &#8216;ieri-domani&#8217;, &#8216;presto-tardi&#8217;. Non \u00e8 un caso che la rappresentazione spaziale del tempo sia profondamente radicata in modi di esprimersi comuni quali &#8216;lasciarsi il passato alle spalle&#8217;, e sia utilizzata anche per descrivere concetti complessi e contro intuitivi, come la &#8216;curvatura dello spazio-tempo&#8217; nella teoria della relativit\u00e0. Tutti questi fenomeni possono dipendere dal fatto che il cervello umano rappresenta il tempo in modo intrinsecamente spaziale? \u00a0<\/p>\n<p>Lo studio, coordinato da Fabrizio Doricchi della Sapienza, in collaborazione con la Fondazione Santa Lucia Irccs, ha dimostrato che &#8220;nel cervello umano la rappresentazione spaziale del tempo non \u00e8 primaria, ma \u00e8 frutto di un meccanismo secondario che \u00e8 innescato quando gli orologi cerebrali sono attivati in modo impreciso. In altre parole, quando i nostri timer cerebrali non sono attivati in modo ottimale il cervello chiede aiuto alle aree che elaborano le informazioni spaziali e inizia a visualizzare il tempo come se fosse una distanza&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Gli autori hanno messo in luce questo fenomeno studiando le risposte elettroencefalografiche (Eeg) registrate durante l&#8217;esecuzione di un compito che richiedeva a degli osservatori di spingere un tasto posto alla loro sinistra quando la durata di uno stimolo visivo era giudicata corta e un tasto a destra quando era giudicata lunga. In questo compito la rappresentazione spaziale del tempo \u00e8 rivelata dal fatto che le persone premono pi\u00f9 velocemente il pulsante posto alla loro sinistra quando decidono che un intervallo di tempo \u00e8 breve e, viceversa, premono pi\u00f9 velocemente quello posto alla loro destra quando ritengono che l&#8217;intervallo sia lungo, proprio come se il tempo, cio\u00e8 il passaggio da una durata breve a una pi\u00f9 lunga, fluisse da sinistra a destra.\u00a0<\/p>\n<p>I ricercatori hanno osservato che questo fenomeno, ben consolidato nella letteratura scientifica e denominato Stearc (Spatial-Temporal Association of Response Codes), \u00e8 assente quando le decisioni sulla durata degli stimoli visivi sono veloci, mentre compare solamente quando le decisioni sono lente. Lo studio delle risposte Eeg ha rivelato inoltre &#8220;che la comparsa della rappresentazione spaziale del tempo nelle prove con decisioni lente era preceduta da un funzionamento non ottimale dei meccanismi cerebrali che calcolano in modo non spaziale le durate temporali, come ad esempio tramite l&#8217;accumulo dei battiti di un orologio&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;In passato &#8211; concludono gli scienziati &#8211; non era chiaro se il cervello rappresentasse lo scorrere del tempo in modo intrinsecamente spaziale, lungo quella che comunemente \u00e8 definita la &#8216;linea mentale del tempo&#8217;: questo studio chiarisce per la prima volta quando, come e perch\u00e9 il cervello ricorre allo spazio per aiutare l&#8217;elaborazione del tempo&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>salute<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=47849\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Se l&#8217;orologio del cervello non funziona bene, la mente usa lo spazio. 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