{"id":47092,"date":"2026-01-27T12:39:03","date_gmt":"2026-01-27T12:39:03","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=47092"},"modified":"2026-01-27T12:39:03","modified_gmt":"2026-01-27T12:39:03","slug":"salute-esperti-a-confronto-su-burden-gestione-clinica-e-terapie-delle-bronchiectasie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=47092","title":{"rendered":"Salute, esperti a confronto su burden, gestione clinica e terapie delle bronchiectasie"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Le bronchiectasie sono una grave malattia polmonare infiammatoria cronica e progressiva. Nonostante siano la terza malattia cronica delle vie aeree pi\u00f9 comune dopo l&#8217;asma e la Bpco, rimangono una patologia spesso trascurata. La malattia comporta una dilatazione permanente e un ispessimento delle vie aeree, con accumulo di muco denso che tende a ristagnare e a favorire un circolo vizioso di infezioni, infiammazione e danni irreversibili al tessuto polmonare. Per fare il punto sull\u2019impatto clinico e sociale delle bronchiectasie non associate alla fibrosi cistica e sulle prospettive terapeutiche, Insmed ha promosso il media tutorial &#8220;Alla scoperta delle bronchiectasie: burden, gestione clinica, opzioni terapeutiche di oggi e di domani&#8221;, che ha visto la partecipazione di esperti di fama internazionale. Durante l\u2019incontro, gli specialisti hanno approfondito l\u2019evoluzione della gestione clinica delle bronchiectasie, fino alle nuove opzioni terapeutiche in fase di sviluppo.\u00a0<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, il numero di diagnosi di bronchiectasie non associate alla fibrosi cistica \u00e8 aumentato contando circa 680 casi ogni 100.000 a livello globale, con tassi pi\u00f9 elevati tra le donne rispetto agli uomini , e circa 130 ogni 100.000 in Italia. Tuttavia, la diagnosi richiede in genere anni, spesso pi\u00f9 di un decennio, dopo l&#8217;insorgenza dei sintomi, il che pu\u00f2 comportare una progressione della malattia e il peggioramento della prognosi dei pazienti. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Le bronchiectasie rappresentano oggi una patologia respiratoria cronica molto pi\u00f9 frequente di quanto si sia ritenuto per anni, anche nel nostro Paese. Uno dei principali problemi resta il ritardo diagnostico, con tempi che possono superare i 5\u20137 anni e che espongono i pazienti a misdiagnosi, trattamenti inappropriati e a una progressione del danno polmonare &#8211; ha affermato Stefano Aliberti, professore ordinario di Malattie dell&#8217;Apparato respiratorio presso il Dipartimento di Scienze Biomediche di Humanitas University e direttore dell\u2019Uo di Pneumologia di Irccs Humanitas Research Hospital di Rozzano, Milano.\u00a0<\/p>\n<p>Le bronchiectasie Non FC &#8211; \u00e8 emerso dal&#8217;incontro &#8211; hanno un impatto enorme sulla vita del paziente a causa di sintomi come tosse persistente, produzione di espettorato, fiato corto e infezioni ripetute , che possono compromettere la loro capacit\u00e0 di lavorare e interagire socialmente. I pazienti inoltre manifestano spesso ripetute riacutizzazioni, peggioramenti imprevedibili dei sintomi che richiedono modifiche del trattamento, la cui durata \u2013 che pu\u00f2 variare dalle 2 alle 4 settimane \u2013 \u00e8 associata ad un significativo disagio fisico e psicologico, con una riduzione della qualit\u00e0 della vita e un aumento del rischio di ospedalizzazione e mortalit\u00e0. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Le bronchiectasie determinano un carico clinico rilevante &#8211; ha spiegato Aliberti &#8211;  fatto di tosse ed espettorazione cronica, infezioni ricorrenti e frequenti riacutizzazioni, spesso associate a infezione batterica cronica e infiammazione neutrofilica. In questo contesto, il ruolo del team multidisciplinare dedicato \u00e8 centrale in quanto consente di superare la frammentazione delle cure, migliorare l\u2019appropriatezza terapeutica e garantire una presa in carico continuativa e personalizzata del paziente&#8221;. Finora, non \u00e8 esistita una cura n\u00e9 un farmaco specificamente progettato o approvato per il trattamento delle bronchiectasie non Fc, in quanto i trattamenti disponibili mirano ad alleviare i sintomi, trattare le infezioni e contenere le conseguenze del danno strutturale ai polmoni. Inoltre, molti pazienti incontrano difficolt\u00e0 nell\u2019accesso sia ai trattamenti sia alla presa in carico specialistica, e spesso dispongono di un supporto multidisciplinare insufficiente, che dovrebbe comprendere fisioterapia respiratoria e sostegno psicologico.  \u00a0<\/p>\n<p>In fase di trattamento \u00e8 indispensabile l\u2019impiego ripetuto e prolungato di antibiotici ma, al tempo stesso, una pressione antibiotica costante favorisce la selezione di ceppi batterici resistenti. La resistenza agli antibiotici non \u00e8 quindi un fenomeno episodico, ma il risultato di un processo fisiopatologico strutturato, in cui infezione cronica, infiammazione persistente e utilizzo ripetuto di terapie antimicrobiche si alimentano reciprocamente. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;L\u2019esposizione continuativa agli antibiotici esercita una pressione selettiva che, nel tempo, favorisce la comparsa di ceppi batterici resistenti e riduce progressivamente l\u2019efficacia delle opzioni terapeutiche disponibili poich\u00e9 le alterazioni strutturali delle vie aeree e la persistenza dell\u2019infezione creano le condizioni per una cronicizzazione del processo infiammatorio e infettivo &#8211; ha sottolineato Francesco Blasi, professore ordinario Malattie Respiratorie, Universit\u00e0 degli studi di Milano, e direttore del Dipartimento di Area Medica e della Sc Pneumologia e Fibrosi Cistica del Policlinico di Milano -. Le terapie attualmente disponibili mirano principalmente a contenere i sintomi, ridurre le riacutizzazioni e rallentare la progressione del danno, ma presentano limiti evidenti legati sia alla resistenza antibiotica sia agli effetti collaterali e alla sostenibilit\u00e0 del trattamento nel lungo periodo&#8221;.  \u00a0<\/p>\n<p>Le innovazioni terapeutiche in corso di sviluppo introducono un cambio di paradigma, intervenendo direttamente sui meccanismi biologici che sostengono l\u2019infiammazione cronica, anzich\u00e9 limitarsi al controllo dei sintomi. Questo nuovo modello permette di ridurre le riacutizzazioni e prevenire il progressivo peggioramento della funzionalit\u00e0 polmonare, rendendo il percorso di cura pi\u00f9 sostenibile e accompagnando i pazienti con bronchiectasie non associate alla fibrosi cistica verso una migliore qualit\u00e0 e aspettativa di vita.  &#8220;La ricerca scientifica sta analizzando strategie pi\u00f9 personalizzate basate su fenotipi, endotipi e microbioma, e biomarcatori predittivi di riacutizzazione. Questo cambiamento di paradigma &#8211; ha evidenziato Blasi &#8211; potrebbe rappresentare un passo rilevante nel tentativo di ridurre la progressione della malattia e limitare il ricorso ripetuto agli antibiotici nel lungo termine&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>In Italia le bronchiectasie non Fc non sono ancora considerate una reale priorit\u00e0 di salute pubblica. Questa mancanza di riconoscimento ne limita la visibilit\u00e0 nella formazione medica, nella pratica clinica e nelle politiche sanitarie, favorendo sottodiagnosi e ritardi terapeutici. Per migliorare la diagnosi precoce e l\u2019assistenza &#8211; secondo gli esperti &#8211;  \u00e8 fondamentale promuovere il loro riconoscimento nazionale come malattie respiratorie croniche rilevanti, adottare linee guida basate sulle evidenze e garantire un pi\u00f9 efficace coordinamento delle cure e integrazione nelle strategie di sanit\u00e0 pubblica.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>salute<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=47092\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Le bronchiectasie sono una grave malattia polmonare infiammatoria cronica e progressiva. 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