{"id":46190,"date":"2026-01-23T17:05:40","date_gmt":"2026-01-23T17:05:40","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=46190"},"modified":"2026-01-23T17:05:40","modified_gmt":"2026-01-23T17:05:40","slug":"materie-prime-seconde-la-crisi-parte-dalla-plastica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=46190","title":{"rendered":"Materie prime seconde, la crisi parte dalla plastica"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Il riciclo in Europa ha assunto una dimensione industriale piena: impianti operativi, investimenti stabili, flussi di materiali in crescita. Dai rifiuti, attraverso selezione e trattamento, escono materiali che possono rientrare nei cicli produttivi come input, se rispettano requisiti tecnici e normativi tali da consentire l\u2019uscita dallo status di rifiuto. Sono le materie prime seconde.\u00a0<\/p>\n<p>La filiera continua a funzionare e gli obiettivi restano formalmente alla portata, ma il passaggio decisivo non avviene negli impianti, avviene sul mercato. Le materie prime seconde aumentano, mentre la domanda industriale che dovrebbe assorbirle resta discontinua e sensibile alle oscillazioni di prezzo e di contesto. \u00c8 uno squilibrio economico e competitivo che, quando si manifesta, risale la filiera, comprime i margini del riciclo, mette sotto stress la selezione e finisce per riflettersi anche sulle raccolte. La plastica \u00e8 oggi il punto pi\u00f9 esposto, ma il segnale riguarda l\u2019intero sistema europeo.\u00a0<\/p>\n<p>Le differenze tra materiali sono il fattore che determina se la materia prima seconda riesce a comportarsi come un vero prodotto industriale oppure resta un flusso esposto a continue instabilit\u00e0. Le analisi dell\u2019Agenzia Europea dell\u2019Ambiente descrivono un mercato europeo che procede a velocit\u00e0 diverse. Alluminio, carta e vetro rappresentano le filiere pi\u00f9 solide, grazie a standard consolidati, qualit\u00e0 prevedibile e una domanda industriale che non dipende solo dalla convenienza del momento. In questi casi il confronto con le materie prime vergini resta sostenibile anche nelle fasi meno favorevoli del ciclo economico.\u00a0<\/p>\n<p>Il quadro cambia quando si guarda ad altri materiali. Plastica, legno e rifiuti organici continuano a muoversi in mercati pi\u00f9 fragili, di dimensioni ridotte rispetto a quelli delle materie prime vergini e fortemente esposti a variabili esterne. La volatilit\u00e0 dei prezzi, le incertezze legate alla qualifica di cessazione della qualifica di rifiuto (il cosiddetto \u2018End of Waste\u2019, ovvero il passaggio che consente a un materiale recuperato di essere commercializzato come prodotto) e la mancanza di standard tecnici pienamente armonizzati rendono questi flussi meno appetibili per l\u2019industria.\u00a0<\/p>\n<p>I numeri aiutano a inquadrare il problema: gli indicatori di Eurostat collocano il tasso medio di utilizzo di materie prime seconde nell\u2019Unione Europea intorno al 22%. Poco pi\u00f9 di un quinto dei materiali reimmessi nell\u2019economia proviene quindi da fonti secondarie, mentre la maggior parte continua ad arrivare da estrazione o importazioni. Anche nei Paesi con sistemi di raccolta e riciclo avanzati, la dipendenza dalle risorse primarie resta elevata. L\u2019Italia, spesso indicata come riferimento per le performance di riciclo, continua a coprire dall\u2019estero una quota rilevante del proprio fabbisogno complessivo di materie prime, prossima alla met\u00e0 del totale.\u00a0<\/p>\n<p>La Commissione europea richiama da tempo questo nodo nei documenti su economia circolare e sicurezza degli approvvigionamenti. La circolarit\u00e0, in questa prospettiva, non \u00e8 solo una questione ambientale, ma una leva industriale e strategica. Se il mercato delle materie prime seconde non diventa competitivo e prevedibile, la dipendenza dalle vergini resta strutturale e la circolarit\u00e0 rischia di fermarsi a monte della catena del valore.\u00a0<\/p>\n<p>Nel settore della plastica lo scarto tra capacit\u00e0 di riciclo e capacit\u00e0 di assorbimento industriale \u00e8 diventato evidente. La filiera europea ha investito, ha aumentato la produzione di polimeri riciclati, ha migliorato selezione e trattamento. Il mercato della trasformazione, per\u00f2, non sta integrando le materie prime seconde in modo coerente con questi volumi. Ne deriva una crisi che si manifesta in sequenza: produzione in calo, impianti che riducono i turni o sospendono le attivit\u00e0, margini sempre pi\u00f9 compressi.\u00a0<\/p>\n<p>Il problema non \u00e8 la disponibilit\u00e0 di rifiuti da riciclare, ma l\u2019assenza di sbocchi stabili per i materiali gi\u00e0 riciclati. Quando il riciclato non entra nei cicli produttivi, la pressione risale rapidamente a monte, mettendo in difficolt\u00e0 l\u2019equilibrio economico dell\u2019intera filiera e aprendo tensioni che possono riflettersi anche sulle raccolte differenziate.\u00a0<\/p>\n<p>Il contesto globale amplifica queste difficolt\u00e0. I rapporti di PlasticsEurope segnalano da anni una forte sovracapacit\u00e0 mondiale di polimeri, in particolare per le plastiche commodity utilizzate negli imballaggi. La pressione sui prezzi delle materie prime vergini rende il confronto sempre pi\u00f9 complesso per chi produce riciclato in Europa, dove i costi energetici, ambientali e di conformit\u00e0 normativa sono pi\u00f9 elevati. A questo si aggiungono le importazioni di materiali riciclati extra Ue e, soprattutto, di prodotti finiti e semilavorati realizzati con plastiche vergini o riciclate, proposti a condizioni economiche pi\u00f9 vantaggiose rispetto agli equivalenti europei.\u00a0<\/p>\n<p>In questo scenario, le materie prime seconde prodotte dal riciclo degli imballaggi in plastica faticano a competere sia con le vergini sia con il riciclato proveniente da Paesi terzi. La contrazione della domanda a valle si traduce in un accumulo di stock e in una crescente difficolt\u00e0 a monetizzare gli investimenti effettuati lungo la filiera.\u00a0<\/p>\n<p>Alla base delle criticit\u00e0 del mercato delle materie prime seconde c\u2019\u00e8 una domanda industriale che resta intermittente. In molti settori, l\u2019utilizzo di materiali riciclati non \u00e8 ancora pienamente integrato nei capitolati tecnici e continua a dipendere da condizioni di prezzo favorevoli. Quando queste vengono meno, la domanda si ritrae rapidamente.\u00a0<\/p>\n<p>Il fenomeno \u00e8 evidente anche nei materiali considerati pi\u00f9 consolidati. Nel caso del PET riciclato, pur in presenza di obblighi di contenuto minimo in alcune applicazioni, i valori di cessione del rifiuto selezionato hanno registrato contrazioni significative, avvicinandosi ai livelli pi\u00f9 bassi degli ultimi cinque anni. Un segnale che mette sotto pressione non solo la produzione di R-PET, ma l\u2019intera catena che lo alimenta.\u00a0<\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0 sono ancora pi\u00f9 marcate per le poliolefine miste riciclate. La domanda interna, gi\u00e0 strutturalmente debole, risente del rallentamento dei settori utilizzatori, in particolare dell\u2019automotive. Anche laddove la cessione a riciclo viene sostenuta da contributi economici, trovare sbocchi resta complesso. In questi casi, il dibattito si sposta verso utilizzi alternativi al riciclo meccanico tradizionale.\u00a0<\/p>\n<p>Studi dell\u2019European Commission Joint Research Centre analizzano da tempo possibili applicazioni industriali per le frazioni pi\u00f9 problematiche, dall\u2019impiego come agenti riducenti in siderurgia all\u2019utilizzo come materia di ingresso per processi di riciclo chimico (in cui il materiale viene scomposto e riutilizzato come base per nuove produzioni), fino al ruolo di additivi in conglomerati bituminosi o in specifiche formulazioni polimeriche. Opzioni tecnicamente praticabili, ma che richiedono investimenti, regole chiare e una domanda industriale disposta a impegnarsi nel medio periodo.\u00a0<\/p>\n<p>In assenza di meccanismi in grado di garantire un assorbimento stabile delle materie prime seconde, il mercato resta esposto a oscillazioni ricorrenti. Quando queste si sommano a fasi di forte pressione competitiva internazionale, gli effetti si concentrano nei segmenti pi\u00f9 fragili della filiera europea del riciclo.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>sostenibilita<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=46190\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il riciclo in Europa ha assunto una dimensione industriale piena: impianti operativi, investimenti&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":46191,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-46190","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46190","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=46190"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46190\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":46203,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46190\/revisions\/46203"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/46191"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=46190"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=46190"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=46190"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}