{"id":45835,"date":"2026-01-22T17:44:00","date_gmt":"2026-01-22T17:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=45835"},"modified":"2026-01-22T17:44:00","modified_gmt":"2026-01-22T17:44:00","slug":"non-piu-alleati-ma-fornitori-cerra-spiega-lamerica-e-litalia-post-davos","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=45835","title":{"rendered":"&#8216;Non pi\u00f9 alleati ma fornitori&#8217;: Cerra spiega l\u2019America (e l&#8217;Italia) post-Davos"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Davos 2026 \u00e8 stato definito da molti l\u2019edizione del &#8220;pragmatismo ansioso&#8221;. Mentre l\u2019attenzione mediatica europea restava concentrata sulla retorica e sulle provocazioni di Donald Trump, nei fogli di calcolo del Dipartimento del Tesoro statunitense prendeva forma qualcosa di molto pi\u00f9 strutturato: una ristrutturazione metodica dell\u2019egemonia americana. Non la sua fine, ma la sua trasformazione.\u00a0<\/p>\n<p>\nRosario Cerra, fondatore e presidente del Centro Economia Digitale, in questo colloquio con l\u2019Adnkronos spiega come Washington stia passando da una &#8220;diplomazia dei valori&#8221; a un realismo transazionale, in cui l\u2019alleanza non \u00e8 pi\u00f9 un bene pubblico gratuito ma un servizio a pagamento, con costi e condizioni variabili. In questo nuovo contesto, l\u2019Italia non pu\u00f2 pi\u00f9 limitarsi alla fedelt\u00e0 storica: deve proporsi come asset strategico, industriale e politico.\u00a0<\/p>\n<p>\nLei sostiene che non siamo di fronte alla distruzione dell\u2019ordine internazionale, ma alla sua mutazione. Che cosa sta cambiando nel rapporto tra Stati Uniti e alleati?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;La natura stessa dell\u2019egemonia americana. Per decenni \u00e8 stata un bene pubblico globale: sicurezza, accesso al mercato, stabilit\u00e0 garantiti quasi automaticamente agli alleati. Oggi questo modello \u00e8 finito. L\u2019egemonia \u00e8 diventata un servizio in abbonamento, con costi variabili ma vincolanti. Chi non rispetta determinati parametri economici e militari paga un prezzo politico, commerciale o strategico&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nL\u2019Europa \u00e8 ipnotizzata dalla &#8220;schiuma mediatica&#8221; di Trump. Dove bisognerebbe guardare invece?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Bisogna guardare ai processi burocratici e ai documenti strategici, non ai social. Il vero cambiamento non \u00e8 avvenuto nei tweet o nelle dichiarazioni pubbliche, ma nei fogli di calcolo del Tesoro americano. \u00c8 l\u00ec che si vede come i dazi siano diventati una leva strutturale, non pi\u00f9 tattica. Una leva fiscale e di politica internazionale, che non distingue pi\u00f9 tra alleato politico e rivale economico&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nQuesto significa che anche Paesi storicamente alleati, come l\u2019Italia o la Germania, sono oggi trattati come potenziali problemi?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Un surplus commerciale persistente non viene pi\u00f9 letto come un segnale di efficienza, ma come una distorsione che danneggia la manifattura americana e, per estensione, la sicurezza nazionale. A Davos l\u2019Europa ha capito una cosa molto chiara: l\u2019accesso al mercato statunitense non \u00e8 un diritto acquisito, ma una concessione da rinegoziare continuamente&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nLei parla anche di una profonda trasformazione della macchina amministrativa americana, in particolare con la &#8220;Schedule F&#8221;, una riclassificazione del personale federale statunitense che consente all\u2019amministrazione di rimuovere pi\u00f9 facilmente funzionari di carriera coinvolti in attivit\u00e0 di policy, rafforzando il controllo politico diretto sull\u2019apparato statale.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Ha modificato il Dna della burocrazia federale. Migliaia di funzionari sono stati riclassificati, indebolendo quei meccanismi di continuit\u00e0 che proteggevano gli accordi internazionali dagli umori politici. Da un lato abbiamo rappresentanti istituzionali di fatto esautorati, dall\u2019altro una personalizzazione estrema della diplomazia, con dossier affidati a figure senza un mandato formale. Il risultato \u00e8 un interlocutore pi\u00f9 rapido, ma molto pi\u00f9 instabile&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nQuanto incide tutto questo sulla credibilit\u00e0 degli accordi con Washington?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Incide moltissimo. Gli accordi tecnici, negoziati a livello ministeriale, sono oggi pi\u00f9 fragili perch\u00e9 manca quel &#8220;cuscinetto burocratico&#8221; che in passato li rendeva resilienti ai cambi di amministrazione. Il potere decisionale si \u00e8 ristretto attorno alla West Wing, rendendo le relazioni internazionali una continua negoziazione di breve periodo&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nVeniamo alla sicurezza. Cosa \u00e8 cambiato dopo il vertice Nato dell\u2019Aja nel giugno 2025?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Pur restando formalmente intatto, l\u2019articolo 5 ha cambiato interpretazione politica. Con l\u2019obiettivo del 5% del Pil in spesa militare entro il 2035, si \u00e8 creata un\u2019asimmetria di fatto all\u2019interno dell\u2019Alleanza. Non esistono classi ufficiali, ma esistono partner &#8220;premium&#8221; e partner in zona grigia&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nChi sono oggi i partner &#8220;premium&#8221;?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Paesi che investono massicciamente nella difesa e acquistano tecnologie americane, come Polonia e Regno Unito. Godono di un canale preferenziale e di una percezione di sicurezza pi\u00f9 solida. Per gli altri, la garanzia americana non \u00e8 scomparsa, ma \u00e8 diventata condizionata alla performance. Non a caso Trump oggi ha definito la Spagna il \u201cfanalino di coda\u201d che rischia di essere cacciato dall\u2019Alleanza atlantica perch\u00e9 non spende abbastanza&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nIn questo scenario, lei sostiene che la strategia italiana basata sulla fedelt\u00e0 storica non sia pi\u00f9 sufficiente. Che cosa dovrebbe fare l&#8217;Italia di Giorgia Meloni?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Smettere di offrirsi come alleato e iniziare a proporsi come asset. Significa diventare fornitore di soluzioni concrete ai problemi critici degli Stati Uniti, senza mai dimenticare l\u2019appartenenza europea&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nParliamo di industria pesante e difesa?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;L\u2019America ha un problema serio di capacit\u00e0 cantieristica. La US Navy deve competere con i ritmi produttivi cinesi, ma i cantieri americani sono saturi. L\u2019Italia pu\u00f2 proporsi come banchina industriale del Pentagono: moduli per le fregate Constellation, radar, componenti ad alta tecnologia. Entrare nella supply chain della difesa Usa \u00e8 la migliore assicurazione contro i dazi&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nC\u2019\u00e8 poi il Mediterraneo.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Che va rivisto in chiave tecnologica. L\u2019amministrazione Trump ha scarso interesse per lo sviluppo umanitario in Africa, ma \u00e8 ossessionata dalla competizione tecnologica con la Cina. Il Piano Mattei va reinterpretato come infrastruttura di sicurezza: cavi sottomarini, gasdotti, dati. L\u2019Italia pu\u00f2 diventare la &#8220;guardia costiera del cloud e dell\u2019energia&#8221;, offrendo un servizio di sicurezza tangibile agli Stati Uniti e all\u2019Europa&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nCome ci si muove in un contesto di \u201cdiplomazia asimmetrica\u201d?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Con un Dipartimento di Stato indebolito, l\u2019influenza vera si esercita dove ci sono i voti. Bisogna mappare la presenza delle imprese italiane negli Stati americani in grado di influenzare le elezioni, come Ohio, Texas, Alabama, Pennsylvania. Quando si negozia, \u00e8 pi\u00f9 efficace presentarsi con la doppia voce dell\u2019ambasciatore e del Ceo che garantisce posti di lavoro locali. \u00c8 cos\u00ec che si aggirano le barriere burocratiche e si cattura l\u2019attenzione di Washington&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nQual \u00e8 il messaggio finale per l\u2019Italia?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Washington ha chiarito le regole del gioco: niente \u00e8 gratis, tutto \u00e8 negoziabile. L\u2019Italia deve comportarsi da player attivo, capace di mettere sul tavolo asset industriali, logistici e politici indispensabili all\u2019azionista di maggioranza&#8221;. (di Giorgio Rutelli)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>economia<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=45835\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Davos 2026 \u00e8 stato definito da molti l\u2019edizione del &#8220;pragmatismo ansioso&#8221;. 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