{"id":43775,"date":"2026-01-16T11:45:00","date_gmt":"2026-01-16T11:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=43775"},"modified":"2026-01-16T11:45:00","modified_gmt":"2026-01-16T11:45:00","slug":"la-groenlandia-e-il-nuovo-far-west-di-donald-trump-lipotesi-dellesperto-scandinavista-della-sapienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=43775","title":{"rendered":"La Groenlandia \u00e8 il nuovo &#8216;Far West&#8217; di Donald Trump, l&#8217;ipotesi dell&#8217;esperto scandinavista della Sapienza"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; La Groenlandia potrebbe essere il nuovo \u2018Far West\u2019 di Donald Trump. Da un lato, la ricchezza di risorse del sottosuolo e il controllo delle rotte commerciali che passano per i mari artici, dall\u2019altro uno \u2018spazio vuoto\u2019 che il cambiamento climatico, in futuro, render\u00e0 meno inospitale, che non sfugge all\u2019occhio dell\u2019immobiliarista. \u00c8 un\u2019ipotesi, quella che fa con l\u2019Adnkronos Paolo Borioni, esperto scandinavista e docente di istituzioni e culture politiche alla Sapienza di Roma, che si inserisce nel novero degli interessi geopolitici che gravitano da sempre attorno all\u2019isola verde, ora nel mirino dell\u2019amministrazione Usa guidata dal tycoon. \u00a0<\/p>\n<p>\u201cA Trump non interessa fermare il cambiamento climatico\u201d ma al contrario percepisce come vantaggioso \u201cacquisire un territorio \u2018vuoto\u2019 che, con un clima pi\u00f9 mite, possa accogliere uno spostamento selettivo di fasce di popolazione: una sorta di nuovo Far west concepito con la mente dell\u2019immobiliarista\u201d, spiega Borioni. Quella fetta di americani che, per esempio, vive in zone ad altissimo rischio di uragani, ma anche i miliardari interessati ad arrivare per primi in un\u2019area del mondo meno popolata e che, in futuro, sar\u00e0 meno esposta all\u2019impatto immediato del surriscaldamento globale. Come il Klondike, ma al posto dell\u2019oro si corre per costruire: basi militari, abitazioni, infrastrutture.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il territorio groenlandese \u201c\u00e8 aspro e ha attualmente una bassissima presenza infrastrutturale\u201d che rende \u201ccomplesso anche sfruttare le molte risorse del sottosuolo, perch\u00e9 conta zone estrattive ubicate in punti remoti dei mari artici, di natura poco navigabili\u201d e riducendone dunque la remunerativit\u00e0 nel breve periodo. Per questo, dice il professore, \u00e8 necessario cercare di comprendere a tutto tondo il motivo de \u201cl\u2019ossessione\u201d americana nei confronti dell\u2019isola verde.\u00a0<\/p>\n<p>E le sue potenzialit\u00e0, molto pi\u00f9 che il suo attuale peso, sono un aspetto centrale. Anche perch\u00e9 l\u2019ombra cinese e russa, in questo scenario, \u00e8 meno pressante di come la restituisce la vulgata Usa. \u201cNelle penultime elezioni i groenlandesi\u201d, quelle in cui vinse la sinistra di Inuit Ataqatigiit \u201channo votato proprio in opposizione ad un grande progetto di sfruttamento promosso da una joint venture tra cinesi e austrialiani che prevedeva uno sfruttamento del territorio quasi \u2018a cielo aperto\u2019 con pesanti ripercussioni ambientali\u201d, ricorda l\u2019esperto. \u00a0<\/p>\n<p>Non solo per un fattore \u2018identitario\u2019 e di tutela dello straordinario patrimonio ambientale, ma anche per un fatto di sussistenza: \u201cla popolazione \u00e8 estremamente legata allo sfruttamento della flora e della fauna. I mari artici sono pescosissimi, e l\u2019export del pescato \u00e8 una delle principali leve dell\u2019economia groenlandese\u201d. Ed \u00e8 qui che si inserisce la Cina: \u201cCome tutti i paesi che vivono un rapido processo di industrializzazione, passando da un\u2019economia agricola ad una, appunto, industriale, la Cina ha ridotto la propria autosufficienza agricola e dunque \u00e8 uno dei principali mercati di sbocco di questo prodotto\u201d, chiarisce Borioni\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Ma quindi lo scenario di un\u2019aggressione militare \u00e8 realistico? \u201cNon credo\u201d, afferma il professore, che su questo sposa la \u2018linea-Tajani\u2019. \u201cMa \u2013 chiosa anche \u2013 dopo aver ripetuto ossessivamente che la vogliono e ne hanno bisogno, gli Usa si siedono \u2018con la pistola sotto al tavolo\u2019 e la libert\u00e0 contrattuale di danesi e groenlandese pu\u00f2 essere gi\u00e0 indebolita\u201d. Una mossa calcolata, quindi, che punta ad ottenere il controllo attraverso una strategia meno violenta ma pi\u00f9 penetrante, e che si lega a doppio filo con l\u2019economia groenlandese e i suoi punti scoperti.\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 noto, infatti, che \u2013 al di l\u00e0 dei gamberetti \u2013 la Groenlandia, proprio in ragione della sua natura selvaggia e della scarsa densit\u00e0 abitativa, abbia una forte dipendenza dai sussidi governativi della Danimarca, pari a circa 1 miliardo di dollari l\u2019anno. Ma se gli Stati Uniti riuscissero ad ottenere il via libera per costruire delle nuove basi americane sull\u2019isola, inviando un contingente di soldati e personale tecnico e amministrativo che potrebbe agilmente arrivare alla met\u00e0 dell\u2019attuale popolazione, si ritroverebbero di colpo in mano i cordoni della borsa: \u201cL\u2019impatto sul modo di vivere della popolazione locale sarebbe gigantesco, sarebbe una presenza letteralmente capace di dare da vivere agli autoctoni\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>E tutto questo senza incidere sui conti domestici americani, o comunque non in maniera gravosa. \u201cA quel punto \u2013 nota l\u2019esperto \u2013 una volta che dirigi il mercato del lavoro e gli imprenditori, dirigi anche tutta la classe dirigente\u201d rendendo di fatto la Groenlandia \u201cuno stato satellite come era Cuba prima della rivoluzione\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>La Groenlandia non vi fa parte \u2013 la sua politica estera \u00e8 ancora nelle mani di Copenhagen \u2013 ma storicamente rivendica un seggio tra i paesi del Nord del nord Artico. \u201cTrump potrebbe inserirsi in questa dinamica rivendicando ai groenlandesi il seggio e facilitando questa riforma per poi esercitare una leva fortissima sul governo di Nuuk una volta che si sia consolidata una massiccia presenza Usa nel paese artico\u201d. E avere una Groenlandia-satellite nel Consiglio sancirebbe \u201cuna marginalizzazione totale della Danimarca\u201d e conseguentemente anche dell\u2019Europa, che dovrebbe fare i conti con \u201cuno spostamento delle linee commerciali e con una perdita di capacit\u00e0 regolativa\u201d, osserva Borioni. \u00a0<\/p>\n<p>Per salvaguardare i propri interessi commerciali, quindi, l\u2019Ue dovrebbe \u201cribaltare le proprie politiche. Per reagire, Bruxelles dovrebbe valutare un rapporto diverso, pacificato, con la Cina\u201d che \u201cvorrebbe rotte pi\u00f9 facilmente percorribili, e sicure, rispetto alla via della seta che attraversa il travagliato Medioriente\u201d. Insomma, conclude: \u201cL\u2019unico modo per bilanciare il potere americano \u00e8 mantenere la Groenlandia una zona aperta a tutti\u201d. (di Martina Regis)\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>internazionale\/esteri<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=43775\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; La Groenlandia potrebbe essere il nuovo \u2018Far West\u2019 di Donald Trump. 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