{"id":42755,"date":"2026-01-13T00:02:55","date_gmt":"2026-01-13T00:02:55","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=42755"},"modified":"2026-01-13T00:02:55","modified_gmt":"2026-01-13T00:02:55","slug":"groenlandia-come-gli-usa-la-possono-assorbire-senza-luso-della-forza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=42755","title":{"rendered":"Groenlandia, come gli Usa la possono &#8216;assorbire&#8217; senza l&#8217;uso della forza"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211;<br \/>\nNon \u00e8 necessario l&#8217;uso della forza affinch\u00e9 gli Stati Uniti &#8220;prendano il controllo&#8221; della Groenlandia, obiettivo reiterato pi\u00f9 volte dal presidente Donald Trump nelle ultime settimane: l&#8217;acquisizione del territorio autonomo danese pu\u00f2 avvenire sotto forma di progressivo assorbimento, in un&#8217;operazione che stravolge il normale copione novecentesco di espansione territoriale a favore di una formula &#8220;che sfuma i confini tra consenso, coercizione e capitolazione&#8221;. Questo lo scenario tratteggiato da Jeremy Shapiro, direttore di ricerca dell&#8217;European Council on Foreign Relations e gi\u00e0 consigliere per l&#8217;Eurasia nell&#8217;amministrazione di Barack Obama, in un articolo pubblicato sulla rivista statunitense Foreign Affairs che delinea come la Casa Bianca pu\u00f2 ipoteticamente portare a termine un&#8217;annessione de facto dell&#8217;isola senza spargimenti di sangue e senza dover gestire le conseguenze di un&#8217;invasione.\u00a0<\/p>\n<p>Nello scenario ipotetico di Shapiro, per cui l&#8217;autore conia la definizione di &#8220;geo-osmosi&#8221;, Washington sfrutta una combinazione di investimenti strategici, appaltatori e ambiguit\u00e0 legali per trasformare l&#8217;annessione della Groenlandia in una realt\u00e0 geopolitica compiuta entro il 2028. Il processo inizia con il passaggio &#8220;dal trolling alla verit\u00e0&#8221;, in cui l&#8217;interesse personale del presidente per l&#8217;isola artica viene convertito in una dottrina geopolitica ufficiale: i tre pilastri di questa visione sono la messa in sicurezza di risorse critiche (petrolio, gas e terre rare), l&#8217;espansione del raggio d&#8217;azione militare Usa nel territorio danese e la limitazione dell&#8217;influenza cinese e russa, obiettivi per i quali Trump rifiuta ogni compromesso che non preveda il controllo diretto della sovranit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>\nIl secondo passo consiste nell&#8217;attuazione del progetto di assorbimento, evitando lo scontro militare aperto e prediligendo lo sfruttamento delle fragilit\u00e0 economiche e infrastrutturali della Groenlandia. Attraverso un piano presentato dall&#8217;amministrazione Trump come la &#8220;l&#8217;Iniziativa di riallineamento strategico del Nord&#8221;, Washington inonda il territorio con un&#8217;ondata di aiuti di carattere ufficialmente civile, gestiti da consorzi di sviluppo e organizzazioni non governative, potenzialmente con legami con la Casa Bianca ma non ufficialmente affiliate a essa, allo scopo di favorire lo sviluppo locale potenziando l&#8217;infrastruttura civile, i servizi alla popolazione e lo sfruttamento delle risorse minerarie. Questo investimento, distribuito a livello locale, mira a &#8220;spostare silenziosamente le lealt\u00e0 locali e imporre una dipendenza di bilancio&#8221;, aggirando il forte dissenso della popolazione che teme l&#8217;erosione della propria cultura e del proprio sistema di sicurezza sociale.\u00a0<\/p>\n<p>Anche se una tale operazione di influenza non passerebbe inosservata ai pi\u00f9, basterebbe trovare l&#8217;appoggio di alcuni funzionari governativi e leader groenlandesi frustrati dal paternalismo di Copenaghen e dai vincoli di bilancio, e dunque tentati dalle offerte statunitense. Da l\u00ec l&#8217;iniziativa Usa pu\u00f2 iniziare a rimodellare la politica locale, gi\u00e0 oggi perlopi\u00f9 favorevole all&#8217;indipendenza dalla Danimarca, attraverso investimenti in media locali, sostegno a politici emergenti e la spinta di una narrazione dell&#8217;identit\u00e0 groenlandese in opposizione al &#8220;colonialismo&#8221; danese, ma compatibile con il patrocinio Usa. Questa strada non richiederebbe il consenso attivo della popolazione, scrive Shapiro, ma solo &#8220;alcuni collaboratori in mezzo a un senso generale di stanchezza e cinismo verso la politica tradizionale, un atteggiamento che la squadra di Donald Trump \u00e8 abile nel seminare&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Successivamente, la strategia punta a fare in modo che &#8220;la fedelt\u00e0 segua la funzione&#8221; attraverso il sabotaggio delle rotte di rifornimento danesi e la creazione di crisi artificiali. Ritardi nelle spedizioni, strozzature mediche e inspiegabili interruzioni di internet possono spingere le autorit\u00e0 locali verso gli hub logistici statunitensi, gli unici in grado di offrire soluzioni immediate. Questo trasforma i militari degli Usa in attori umanitari necessari, permettendo loro di espandere la propria impronta sul territorio ben oltre la base di Pituffik e portando alla creazione di una sacca &#8220;sovranista&#8221; all&#8217;interno del parlamento groenlandese, pronto a esplorare partenariati alternativi alla Danimarca all&#8217;Ue. Questo &#8220;crepuscolo di sovranit\u00e0&#8221;, dove Nuuk \u00e8 formalmente parte della Danimarca ma funzionalmente dipendente dagli Stati Uniti, pu\u00f2 infine favorire l&#8217;invocazione del diritto all&#8217;autodeterminazione da parte delle autorit\u00e0 groenlandesi.\u00a0<\/p>\n<p>Invece di un referendum rischioso, che sarebbe rigettato dai cittadini dell&#8217;isola, Washington spingerebbe per una dichiarazione di &#8220;autonomia provvisoria&#8221; e utilizzerebbe lettere di sostegno di funzionari compiacenti per legittimare l&#8217;invio di forze di sicurezza a Nuuk come se fossero state &#8220;invitate&#8221;. Il processo sarebbe infine portato a compimento con la firma di un patto di libera associazione tra le due capitali, non dissimile da quello che gli Usa hanno instaurato con Paesi come la Micronesia o le Isole Marshall, e nell&#8217;innalzamento della bandiera degli Usa su nuovi uffici di collegamento, sancendo il passaggio della Groenlandia sotto l&#8217;autorit\u00e0 di difesa di Washington come una &#8220;zona economica speciale&#8221;. Sarebbe cos\u00ec compiuto l&#8217;assorbimento del territorio tramite il controllo delle catene di approvvigionamento, con un&#8217;operazione che riscriverebbe le norme internazionali e fornirebbe alle altre potenze con impulsi espansionistici, Cina e Russia su tutti, un modello da emulare.\u00a0<\/p>\n<p>Nel mentre, come nota il Guardian, gli attori europei coinvolti stanno vagliando diverse soluzioni per disinnescare la minaccia trumpiana di una presa di controllo dell&#8217;isola artica. Sul piano diplomatico e della sicurezza, gli sforzi si concentrano sull&#8217;aggiornamento dei trattati di difesa esistenti, sottolineando come la normativa attuale permetta gi\u00e0 una massiccia espansione della presenza militare degli Usa senza violare la sovranit\u00e0 territoriale. Avvertendo che un attacco o un&#8217;annessione forzata segnerebbero &#8220;la fine della Nato&#8221;, poich\u00e9 rappresenterebbero un membro che si rivolta contro un alleato, i funzionari ipotizzano un potenziamento della spesa militare nell&#8217;Artico, l&#8217;aumento di esercitazioni nelle acque groenlandesi e l&#8217;avvio di operazioni modellate su &#8220;Baltic Sentry&#8221; ed &#8220;Eastern Sentry&#8221;, le operazioni Nato volte a proteggere le aree del Mar Baltico e del confine est dell&#8217;alleanza, con un occhio di riguardo per le infrastrutture critiche, cercando cos\u00ec di smontare la retorica trumpiana sulla presunta infiltrazione massiccia di navi russe e cinesi.\u00a0<\/p>\n<p>Parallelamente, l&#8217;Ue valuta l&#8217;uso di leve economiche e investimenti diretti per contrastare l&#8217;influenza statunitense, pur tra forti scetticismi sulla reale efficacia di tali misure. Sebbene il blocco disponga dello &#8220;strumento anti-coercizione&#8221; (soprannominato &#8220;bazooka commerciale&#8221;) che potrebbe escludere beni e servizi Usa dal mercato dell&#8217;Ue, applicare dazi, privare Washington del diritti di propriet\u00e0 intellettuale e bloccare gli investimenti statunitensi. Tuttavia, l&#8217;estrema dipendenza tecnologica europea (anche a livello militare) e il timore di compromettere il sostegno di Washington all&#8217;Ucraina rendono questa strada difficilmente percorribile, senza contare la necessit\u00e0 di un voto unanime a Ventisette per attivare lo strumento.\u00a0<\/p>\n<p>Una strategia alternativa prevede il raddoppio dei sussidi annuali alla Groenlandia, ricorrendo a pi\u00f9 denaro Ue per pareggiare i 530 milioni di euro forniti da Copenaghen a Nuuk ogni anno, per rispondere alle offerte miliardarie di Trump e dare modo ai groenlandesi di scegliere di preservare il proprio sistema di sicurezza sociale nordico e non cadere in mano alle multinazionali statunitensi una volta ottenuta l&#8217;indipendenza. Infine, l&#8217;Ue pu\u00f2 considerare l&#8217;attivazione del dispiegamento rapido delle truppe europee, da dispiegare sull&#8217;isola come segnale dell&#8217;impegno per l&#8217;integrit\u00e0 territoriale della Groenlandia, mossa che non impedirebbe un&#8217;annessione militare Usa ma la renderebbe molto pi\u00f9 complicata: Moreno Bertoldi e Marco Buti, membri dell&#8217;autorevole think tank europeo Bruegel, hanno spiegato alla testata che &#8220;lo spettacolo degli Usa che fanno prigioniere le truppe dei loro pi\u00f9 stretti alleati rovinerebbe la credibilit\u00e0 degli Usa, ne macchierebbe la reputazione internazionale e influenzerebbe fortemente l&#8217;opinione pubblica e il Congresso degli Usa&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>internazionale\/esteri<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=42755\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Non \u00e8 necessario l&#8217;uso della forza affinch\u00e9 gli Stati Uniti &#8220;prendano il controllo&#8221;&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":42756,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-42755","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42755","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=42755"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42755\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42763,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/42755\/revisions\/42763"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/42756"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=42755"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=42755"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=42755"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}