{"id":41874,"date":"2026-01-08T18:08:00","date_gmt":"2026-01-08T18:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=41874"},"modified":"2026-01-08T18:08:00","modified_gmt":"2026-01-08T18:08:00","slug":"trump-lascia-66-organizzazioni-multilaterali-cardi-sistema-e-vecchio-ma-non-va-demolito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=41874","title":{"rendered":"Trump lascia 66 organizzazioni multilaterali, Cardi: &#8220;Sistema \u00e8 vecchio, ma non va demolito&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; \u00c8 stato rappresentante permanente alle Nazioni Unite quando l&#8217;Italia \u00e8 stata presidente del Consiglio di Sicurezza e, per oltre met\u00e0 della sua quarantennale carriera diplomatica, impegnato nello sforzo multilaterale del nostro Paese, anche come inviato speciale del governo per la riforma dell\u2019Onu. Sebastiano Cardi oggi \u00e8 partner di International Strategic Network e con l\u2019Adnkronos analizza la decisione degli Stati Uniti di uscire da 66 organizzazioni multilaterali, sancita con un executive order di Trump. Una scelta che, pur non del tutto inedita nella storia americana, segna una svolta pi\u00f9 netta e strutturale nel rapporto di Washington con il sistema multilaterale nato nel secondo dopoguerra.\u00a0<\/p>\n<p>\nAmbasciatore Cardi, gli Stati Uniti hanno annunciato l\u2019uscita da 66 organizzazioni multilaterali. Perch\u00e9 \u00e8 una notizia cos\u00ec rilevante, anche se in Italia sta passando relativamente sotto traccia?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 una notizia molto significativa. L\u2019executive order \u00e8 un atto importante perch\u00e9, oltre alle uscite gi\u00e0 note &#8211; dal Consiglio dei diritti umani all\u2019Unesco &#8211; elenca in modo sistematico una lunga serie di organizzazioni dalle quali gli Stati Uniti intendono prendere le distanze. Il primo effetto concreto sar\u00e0 quasi certamente il taglio dei finanziamenti, ed \u00e8 questo l\u2019elemento pi\u00f9 immediato e destabilizzante per il sistema multilaterale.\u00a0<\/p>\n<p>\nSi tratta di una rottura senza precedenti o di una tendenza che ha gi\u00e0 avuto altri precedenti nella storia americana?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Non \u00e8 una novit\u00e0 assoluta. Il rapporto degli Stati Uniti con il multilateralismo \u00e8 sempre stato complesso, anche sotto amministrazioni democratiche. In passato Washington ha gi\u00e0 sospeso o bloccato finanziamenti alle Nazioni Unite. Tuttavia, questa decisione si colloca in un contesto globale completamente diverso. Durante il primo mandato Trump, quando io ero all\u2019Onu, l\u2019ambasciatrice Nikki Haley, pur repubblicana, interpret\u00f2 il suo ruolo in modo fortemente multilaterale. Oggi siamo a un livello molto pi\u00f9 avanzato di distanziamento.\u00a0<\/p>\n<p>\nLei parla di una svolta pi\u00f9 profonda. In che senso?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Non parlerei di isolazionismo. Trump dimostra anzi di voler intervenire in modo molto deciso e muscolare sulle grandi questioni internazionali. Ma \u00e8 evidente una presa di distanza dal metodo multilaterale, dalle istituzioni come le Nazioni Unite intese come garanzia della gestione delle relazioni internazionali. Questo rappresenta un vulnus serio per un sistema che, pur con tutti i suoi limiti, ha retto per ottant\u2019anni.\u00a0<\/p>\n<p>\nEppure lei stesso riconosce che il sistema multilaterale \u00e8 invecchiato.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>S\u00ec, ed \u00e8 giusto dire che non \u00e8 invecchiato bene. Il sistema nato nel 1945 non \u00e8 riuscito a riformarsi, non ha saputo stare al passo con i cambiamenti del mondo. In questo senso, alcune critiche hanno un fondo di verit\u00e0. Ma il fatto che il sistema sia imperfetto non giustifica il suo smantellamento. Buttare via il metodo multilaterale significa rinunciare a un quadro di regole condivise.\u00a0<\/p>\n<p>\nTrump tende ad applicare la sua \u201cArt of the deal\u201d: scioccare la controparte con annunci forti per poi trovare un compromesso (che convenga pi\u00f9 a lui ovviamente). Lo ha fatto sui dazi e lo sta facendo su Venezuela e Groenlandia. Ma chi \u00e8 la sua controparte quando si parla di difendere il multilateralismo?\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Credo che il soggetto naturale sia l\u2019Unione europea. L\u2019Europa \u00e8 essa stessa un progetto multilaterale, fondato sui valori emersi dopo la Seconda guerra mondiale: evitare i conflitti, costruire la convivenza pacifica attraverso regole comuni. Non \u00e8 solo una questione politica, ma anche economica. I nove principali mercati di sbocco dell\u2019Italia, ad esempio, sono europei. L\u2019Europa incarna quel metodo che oggi viene messo in discussione.\u00a0<\/p>\n<p>\nL\u2019Unione europea ha la forza di svolgere questo ruolo?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Al momento, purtroppo, non quanto servirebbe. L\u2019Europa \u00e8 divisa, ha governi deboli e al suo interno esistono forze che guardano con favore a pulsioni unilateraliste. Il rischio \u00e8 che questo \u201cvirus\u201d attecchisca anche dentro l\u2019Unione. Ma proprio per questo l\u2019Europa dovrebbe reagire, cercando di difendere il sistema di regole e di richiamare tutti, a partire dagli Stati Uniti, a un approccio condiviso.\u00a0<\/p>\n<p>\nSe allarghiamo lo sguardo oltre l\u2019Occidente, come vedono il multilateralismo le potenze emergenti, dall\u2019India ai Paesi del Golfo?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Paesi come l\u2019India manifestano con decisione l\u2019intenzione di rafforzare il proprio profilo internazionale, non solo economico ma anche politico. Anche i Paesi africani e quelli del Golfo non hanno alcun interesse in un mondo privo di regole. Il sistema multilaterale offre loro un luogo di confronto continuo, un\u2019autorit\u00e0 superiore alla quale fare riferimento per gestire instabilit\u00e0 e conflitti.\u00a0<\/p>\n<p>\nE la Cina, che dopo aver \u201csfruttato\u201d negli ultimi 30 anni il sistema multilaterale si \u00e8 fatta un \u201csuo\u201d club, la Sco, Shanghai security conference?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>La Cina ha investito molto nel sistema Onu. Ancora oggi, quando si parla del gruppo dei G77, che oggi sono diventati 134 e rappresentano quello che gli occidentali consideravano \u201cil resto del mondo\u201d, si dice \u201cG77 pi\u00f9 Cina\u201d. Pechino ha interesse a mantenere un ruolo di guida in questo vasto aggregato di Paesi non allineati. Anche per la Cina, quindi, le regole e il multilateralismo restano uno strumento utile, pur con tutte le ambiguit\u00e0 del caso.\u00a0<\/p>\n<p>\nVeniamo alla lista delle organizzazioni da cui gli Stati Uniti si ritirano, di cui 31 sono della famiglia Onu. A parte l\u2019Unctad, l\u2019Iccrom e l\u2019istituzione che si occupa di cambiamento climatico, le altre sono poco conosciute al grande pubblico. Che giudizio d\u00e0 di questa proliferazione?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 una lista lunghissima, composta perlopi\u00f9 da organizzazioni di secondo livello. Questo conferma che l\u2019Onu \u00e8 invecchiata male: nel tempo ha creato una pletora di organismi che in alcuni casi assorbono risorse senza produrre un reale valore aggiunto politico o economico. La mancata riforma strutturale l\u2019ha resa un\u2019organizzazione elefantiaca, difficile da controllare e governare.\u00a0<\/p>\n<p>\nMa esistono anche agenzie che funzionano e producono risultati concreti.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Assolutamente s\u00ec. Penso al World Food Programme, all\u2019Unhcr, alla Fao, all\u2019Unicef, all\u2019Unesco. Sono realt\u00e0 che sul campo fanno la differenza. Il problema non \u00e8 negare il valore dell\u2019Onu, ma riconoscere che senza una riforma profonda il sistema rischia di perdere credibilit\u00e0 e legittimit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>\nIl punto, quindi, non \u00e8 solo l\u2019uscita da alcune organizzazioni.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p> Il punto vero \u00e8 la tendenza generale: l\u2019abbandono progressivo di un metodo fondato su trattati, convenzioni, regole condivise. Pensiamo ai grandi accordi sul controllo degli armamenti, al Trattato di non proliferazione nucleare, alle convenzioni sulle armi chimiche e biologiche, alle mine antipersona. Per decenni questi strumenti hanno contribuito alla sicurezza globale. Se diventano lettera morta, il mondo diventa oggettivamente pi\u00f9 insicuro.\u00a0<\/p>\n<p>\nQuesto vale anche per l\u2019economia globale?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Il Gatt prima e l\u2019Organizzazione mondiale del commercio poi sono stati pilastri del sistema post-bellico. Oggi l\u2019Omc sembra quasi scomparsa dal dibattito pubblico, sostituita dalle guerre tariffarie. Eppure il libero scambio regolato \u00e8 stato uno degli elementi che ha permesso al mondo di prosperare.\u00a0<\/p>\n<p>\nIl conflitto in Ucraina \u00e8 un esempio della crisi del multilateralismo?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019Osce, di cui ancora fa parte la Russia e che pure aveva svolto un ruolo importante sul Donbas, oggi \u00e8 paralizzata. La soluzione del conflitto rischia di essere affidata solo alle grandi potenze, Stati Uniti e Russia, senza un reale coinvolgimento europeo. Questo \u00e8 un problema enorme: \u00e8 un conflitto che si combatte in Europa, ma l\u2019Europa fatica ad avere voce.\u00a0<\/p>\n<p>\nIn conclusione, che scenario intravede?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Vedo un preoccupante sgretolamento di un sistema che, pur imperfetto, ha garantito le regole del gioco per ottant\u2019anni. Il rischio \u00e8 un ritorno a una politica di grandi blocchi contrapposti. Spero che questa fase sia transitoria e che si possa tornare a un dialogo pi\u00f9 strutturato e regolato. Perch\u00e9 uscire dal sistema multilaterale significa non sapere davvero dove si va a finire. (di Giorgio Rutelli)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>internazionale\/esteri<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=41874\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; \u00c8 stato rappresentante permanente alle Nazioni Unite quando l&#8217;Italia \u00e8 stata presidente del&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":41875,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-41874","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41874","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41874"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41874\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41878,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41874\/revisions\/41878"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/41875"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41874"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41874"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41874"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}