{"id":41418,"date":"2026-01-06T13:08:51","date_gmt":"2026-01-06T13:08:51","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=41418"},"modified":"2026-01-06T13:08:51","modified_gmt":"2026-01-06T13:08:51","slug":"da-mangiarsi-le-unghie-al-ghosting-perche-lo-facciamo-e-sopravvivenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=41418","title":{"rendered":"Da mangiarsi le unghie al &#8216;ghosting&#8217;, perch\u00e9 lo facciamo? &#8220;E&#8217; sopravvivenza&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Basta guardarsi intorno &#8211; camminando per strada, o sostando per un po&#8217; in una stanza affollata &#8211; e salter\u00e0 sicuramente all&#8217;occhio qualcuno intento a rosicchiarsi le unghie, qualche altro a tormentarsi nervosamente le pellicine. Sono piccole manie a cui spesso non si riesce a resistere, quasi sfuggissero al controllo. Porvi fine \u00e8 spesso uno dei buoni propositi di inizio anno. Ma perch\u00e9 le mettiamo in atto senza poter smettere di farlo? Secondo una nuova analisi psicologica, questi comportamenti &#8216;autolesionistici&#8217; hanno qualcosa in comune, un meccanismo che ha a che fare con l&#8217;istinto di sopravvivenza. Rientrano nell&#8217;identikit anche insospettabili atteggiamenti in cui spesso ci ritroviamo imprigionati: procrastinare impegni e progetti, persino &#8216;ghostare&#8217; qualcuno (sparire senza spiegazioni), in quanto classiche forme di &#8216;autosabotaggio&#8217;.\u00a0<\/p>\n<p>\nAll&#8217;apparenza dunque si tratterebbe di condotte totalmente inutili. In realt\u00e0, spiega lo psicologo clinico Charlie Heriot-Maitland, &#8220;il cervello usa piccoli danni&#8221;, tipo questi, &#8220;come dose protettiva per prevenire danni ulteriori&#8221;. In altre parole, la nostra mente preferisce affrontare una minaccia nota, pi\u00f9 piccola e controllata, piuttosto che la possibilit\u00e0 di una minaccia pi\u00f9 grande, sconosciuta e fuori controllo.\u00a0<\/p>\n<p>Sebbene questi comportamenti possano sembrare controintuitivi, analizza l&#8217;esperto Uk, hanno un effetto preventivo. E derivano da meccanismi evolutivi di sopravvivenza. Heriot-Maitland, nel libro &#8216;Controlled Explosions in Mental Health&#8217;, esplora le necessit\u00e0 biologiche alla base delle condotte dannose. Per fare un esempio, sostiene che qualcuno potrebbe procrastinare l&#8217;avvio di un progetto causandosi un danno, ma cercando di prevenire un impatto pi\u00f9 grave, come un fallimento o un rifiuto. &#8220;Il nostro cervello &#8211; argomenta &#8211; \u00e8 una macchina per la sopravvivenza. \u00c8 programmato non per ottimizzare la nostra felicit\u00e0 e il nostro benessere, ma per mantenerci in vita. Ha bisogno che viviamo in un mondo prevedibile. Non ama le sorprese. Non vuole che ci facciamo cogliere impreparati&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Essere esposti a minacce e pericoli \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 un grave problema &#8211; prosegue &#8211; ma la condizione di maggiore vulnerabilit\u00e0 per noi esseri umani \u00e8 quella di essere esposti a minacce imprevedibili. Il nostro cervello non pu\u00f2 permetterlo e interviene per fornirci versioni pi\u00f9 controllate e prevedibili della minaccia. Preferirebbe&#8221; quindi &#8220;che fossimo noi stessi arbitri della nostra rovina piuttosto che rischiare di essere travolti da qualcosa di esterno&#8221;. E&#8217; il principio fondamentale alla base del meccanismo di protezione. La scienza alla base di questa teoria si basa sull&#8217;evoluzione del cervello umano, che mira principalmente alla sopravvivenza piuttosto che alla felicit\u00e0. Il cervello \u00e8 programmato per individuare il pericolo ovunque, il che ha aiutato la specie a sopravvivere. Tuttavia, ora siamo pi\u00f9 sensibili a qualsiasi potenziale sofferenza all&#8217;orizzonte, fisica o emotiva.\u00a0<\/p>\n<p>\nLo psicologo suggerisce che questa tattica evolutiva del &#8216;prevenire \u00e8 meglio che curare&#8217; si nasconde dietro diverse scelte che facciamo. Un esempio \u00e8 quando evitiamo qualcuno, invece di affrontare il potenziale rifiuto, quindi un danno ritenuto pi\u00f9 grande. &#8220;Il nostro cervello si \u00e8 evoluto per favorire la percezione della minaccia, anche quando non ce n&#8217;\u00e8 una, al fine di suscitare in noi una risposta protettiva. Abbiamo tutti ereditato un sistema di rilevamento e risposta alle minacce altamente sensibile&#8221;, riflette Heriot-Maitland. \u00a0<\/p>\n<p>Tra i comportamenti &#8216;auto-sabotanti&#8217; pi\u00f9 comuni rientrano la procrastinazione, il perfezionismo e il pessimismo. Il perfezionismo opera in modo simile alla procrastinazione, ma attraverso meccanismi diversi. Mentre procrastinare distoglie l&#8217;attenzione dai compiti, i perfezionisti usano un&#8217;iperconcentrazione e attenzione ai dettagli nella speranza di garantire che non vengano commessi errori. La motivazione principale \u00e8 spesso quella di evitare il fallimento, ma ci\u00f2 espone il perfezionista al rischio di stress e burnout. \u00a0<\/p>\n<p>\nL&#8217;autocritica rappresenta un&#8217;altra forma di autosabotaggio, sia che si tratti di cercare di migliorarsi o di incolparsi per creare un senso di autonomia e controllo: tutti questi comportamenti implicano un dirottamento neurologico in cui il sistema di risposta alle minacce del cervello coopta funzioni cognitive superiori, come l&#8217;immaginazione e il ragionamento. Il sistema di minaccia utilizza queste funzioni cognitive, spiega lo psicologo, ed \u00e8 per questo che quando proviamo paura, la nostra immaginazione pu\u00f2 essere immediatamente inondata di scenari predittivi correlati. Uno dei problemi dei comportamenti auto-sabotanti, sottolinea Heriot-Maitland, \u00e8 che spesso diventano profezie che si autoavverano: &#8220;Se pensiamo di non essere molto bravi in \u200b\u200bqualcosa, potremmo non impegnarci al massimo e finire per ottenere risultati peggiori. Oppure, se pensiamo di non piacere a qualcuno e lo evitiamo, allora la nostra paura del rifiuto potrebbe aver ostacolato la creazione di una relazione&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Come eliminare questi &#8216;vizi&#8217;? Anche se possiamo riconoscere che non sono utili, per affrontarli \u00e8 necessario prima comprenderne la funzione protettiva, anzich\u00e9 cercare semplicemente di eliminarli. Heriot-Maitland utilizza la metafora delle &#8216;esplosioni controllate&#8217;: sono qualcosa che si mette in atto per &#8220;proteggere&#8221; qualcosa di pi\u00f9 grande, &#8220;legato a un&#8217;esperienza di vita difficile: una minaccia, un trauma. Per\u00f2 ci danneggiano: non dobbiamo perdere di vista nemmeno questo&#8221;. Gli interventi psicologici efficaci si concentrano sull&#8217;elaborazione del dolore emotivo sottostante, afferma l&#8217;esperto riconoscendo che difficilmente si tratter\u00e0 di una &#8220;soluzione rapida&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p> La via d&#8217;uscita dal circolo vizioso dell&#8217;auto-sabotaggio, suggerisce, non passa attraverso una maggiore autocritica, che aggrava percorsi neurali ormai logori, ma attraverso l&#8217;autocompassione. Per sfruttare la plasticit\u00e0 del cervello e apprendere nuove abitudini meno dannose, le persone devono scegliere deliberatamente di riconoscere e comprendere prima il comportamento: &#8220;Instillare tali motivazioni compassionevoli nel processo non \u00e8 scontato. Richiede tempo, impegno e intenzionalit\u00e0. Non vogliamo combattere questi comportamenti, ma nemmeno placarli e lasciare che continuino a dettare legge e sabotare le nostre vite. Abbiamo delle scelte da fare&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=41418\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Basta guardarsi intorno &#8211; camminando per strada, o sostando per un po&#8217; in&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":41419,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-41418","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41418","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41418"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41418\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41421,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41418\/revisions\/41421"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/41419"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41418"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41418"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41418"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}