{"id":40330,"date":"2025-12-30T15:35:43","date_gmt":"2025-12-30T15:35:43","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=40330"},"modified":"2025-12-30T15:35:43","modified_gmt":"2025-12-30T15:35:43","slug":"trump-lucraina-le-riforme-il-2025-di-giorgia-meloni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=40330","title":{"rendered":"Trump, l&#8217;Ucraina, le riforme: il 2025 di Giorgia Meloni"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Se esistesse un termine capace di racchiudere il 2025 di Giorgia Meloni, sarebbe &#8220;ponte&#8221;. Un ponte tra le politiche commerciali aggressive dell&#8217;amministrazione Trump e le esigenze del Vecchio Continente. Un ponte tra Africa ed Europa, nel solco del Piano Mattei. Un ponte come continua mediazione tra le richieste &#8211; e le doglianze &#8211; degli alleati di governo. Un ponte come quello di Messina, l&#8217;opera infrastrutturale simbolo dell&#8217;esecutivo, finita sotto la lente di ingrandimento della magistratura contabile. Un ponte persino come metafora politica, quando Meloni ha liquidato con ironia le manifestazioni della Cgil definendole un semplice &#8220;weekend lungo&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Nel suo terzo anno alla guida del Paese &#8211; che l&#8217;ha consacrata al vertice di uno dei governi pi\u00f9 longevi della Repubblica &#8211; Meloni ha costruito la sua azione all&#8217;insegna della mediazione: in patria, in Europa e sull&#8217;asse transatlantico. Un anno tutt&#8217;altro che agevole, come lei stessa ha riconosciuto nel tradizionale saluto ai dipendenti di Palazzo Chigi: segnato da conflitti sanguinosi e accordi fragili che tengono accesa una tenue fiammella di pace, ma anche da tensioni commerciali, in primis i dazi imposti dal ciclone Donald, che hanno monopolizzato i dossier pi\u00f9 urgenti finiti sulla scrivania della premier.\u00a0<\/p>\n<p>La stabilit\u00e0 della maggioranza, nonostante gli inevitabili attriti interni, \u00e8 stata valutata positivamente dalle principali agenzie internazionali di rating: Moody&#8217;s, Standard &amp; Poor&#8217;s e Fitch hanno richiamato in pi\u00f9 analisi l&#8217;importanza della continuit\u00e0 politica, considerata elemento decisivo per la tenuta del debito pubblico e l&#8217;attrattivit\u00e0 dei Btp. Intanto Meloni e il governo rivendicano anche spread ai minimi e indicatori economici positivi, con i dati Istat che mostrano livelli di occupazione ai massimi storici con oltre 24,2 milioni di occupati e un tasso di occupazione al 62,7 %, mentre la disoccupazione si mantiene attorno al 6%, elementi che l&#8217;esecutivo attribuisce alle proprie politiche economiche.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il 2025 di Meloni si \u00e8 aperto proprio nel segno di Trump. Il 4 gennaio, mentre l&#8217;Europa ancora rifletteva sul ritorno del tycoon alla Casa Bianca, Meloni \u00e8 volata a sorpresa in Florida. Il vertice di cinque ore nella villa di Mar-a-Lago non \u00e8 stato solo un gesto di cortesia. Il dossier pi\u00f9 pressante era quello di Cecilia Sala, la giornalista italiana detenuta in Iran. Sfruttando i canali della nuova amministrazione statunitense, la premier ha ottenuto il suo rilascio, accreditandosi come interlocutrice di &#8220;The Donald&#8221;. Nelle settimane successive Meloni ha partecipato all&#8217;insediamento ufficiale del repubblicano a Washington (prima volta per un capo di governo italiano) e ha avuto con lui numerosi incontri, affrontando una fitta agenda di temi: commercio, sicurezza e futuro del rapporto transatlantico.\u00a0<\/p>\n<p>Questo legame privilegiato &#8211; alimentato anche dai pubblici elogi di Trump &#8211; ha accompagnato l&#8217;intera stagione politica, scandita da riconoscimenti della stampa internazionale (Time le ha dedicato la copertina con il titolo &#8220;Where Giorgia Meloni is leading Europe&#8221;) e da numerose missioni istituzionali. Dalla visita alla Casa Bianca del 17 aprile, in cui si \u00e8 ritagliata il ruolo di mediatrice sul tema dei dazi, fino al G7 in Canada, la premier ha operato come una sorta di &#8220;traduttrice&#8221; delle istanze Maga per un&#8217;Europa spesso spiazzata dalle sortite del presidente americano. Un profilo rafforzato a maggio, quando a Palazzo Chigi ha riunito il vicepresidente Usa J.D. Vance e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, sfruttando la cornice dell&#8217;insediamento di Papa Leone XIV per tentare di ricucire il rapporto tra Washington e Bruxelles.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Sul fronte mediorientale, il 2025 ha segnato una svolta improntata al pragmatismo. Pur ribadendo il sostegno al diritto di Israele a difendersi, Meloni ha progressivamente alzato il livello delle critiche a Tel Aviv per la crisi umanitaria in corso. A settembre, dal palco delle regionali ad Ancona &#8211; dichiarazioni poi ribadite in altre occasioni &#8211; ha definito la reazione israeliana &#8220;sproporzionata&#8221;, giudicando inaccettabile l&#8217;ipotesi di un&#8217;occupazione di Gaza City. Una linea di equilibrio che ha preso forma nel sostegno al piano di pace promosso dagli Stati Uniti e firmato in autunno a Sharm el Sheikh, in Egitto. Una posizione che per\u00f2 non ha evitato tensioni interne: il governo \u00e8 stato bersaglio di contestazioni e piazze gremite in solidariet\u00e0 con gli attivisti filo-palestinesi della Flotilla.\u00a0<\/p>\n<p>Oltre agli incontri con Trump, nel corso dell&#8217;anno la premier partecipa a vertici Nato, Consigli europei e conferenze internazionali su sicurezza, ricostruzione dell&#8217;Ucraina (ospitata dall&#8217;Italia a luglio) e dossier economici globali. Il conflitto tra Mosca e Kiev resta uno dei nodi pi\u00f9 sensibili dell&#8217;agenda internazionale: nelle istituzioni europee Meloni continua a spingere per un fronte transatlantico compatto, ben consapevole per\u00f2 delle crepe aperte da una guerra lunga, costosa e sempre pi\u00f9 impopolare. La premier si muove cos\u00ec tra il sostegno fermo a Kiev e la ricerca di spazi diplomatici che mantengano aperta la strada verso future trattative, una pace che, rimarca spesso, deve essere &#8220;giusta&#8221; e non imposta a scapito dell&#8217;aggredito. \u00a0<\/p>\n<p>Al summit Nato di giugno all&#8217;Aia, gli alleati concordano di portare le spese per la difesa al 5% del Pil entro il 2035, accogliendo le pressioni statunitensi. Un aumento delle spese militari (cos\u00ec come l&#8217;invio di armamenti a Kiev) che genera tensioni interne alla maggioranza, soprattutto nella Lega. All&#8217;ultimo Consiglio europeo di dicembre, Meloni conferma il sostegno all&#8217;Ucraina ma esclude l&#8217;invio di soldati italiani e ribadisce la necessit\u00e0 di mantenere la pressione su Mosca nel rispetto dei vincoli internazionali relativi, per esempio, alla gestione degli asset russi congelati dall&#8217;Ue.\u00a0<\/p>\n<p>Sul piano interno, mentre il &#8216;cantiere&#8217; della riforma del premierato va a rilento, il governo porta a casa l&#8217;approvazione del ddl sulla separazione delle carriere: un pilastro del programma del centrodestra, destinato al voto referendario nel 2026. La riforma &#8211; contestata duramente dall&#8217;Anm e da una parte della magistratura &#8211; riaccende lo scontro tra esecutivo e toghe, un conflitto storico ravvivato dal caso Osama Almasri. La scelta di rimpatriare in Libia, lo scorso gennaio, l&#8217;ufficiale ricercato dalla Corte Penale Internazionale scatena una tempesta: l&#8217;Italia viene accusata di violare gli obblighi di cooperazione con la Cpi. L&#8217;indagine per favoreggiamento nei confronti della premier monopolizza il dibattito pubblico, alimentando la tensione tra Palazzo Chigi e la magistratura. La vicenda per Meloni si chiude con l&#8217;archiviazione da parte del Tribunale dei ministri; archiviati anche il guardasigilli Carlo Nordio, il ministro dell&#8217;Interno Matteo Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano, dopo il no della Camera all&#8217;autorizzazione a procedere.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Un altro dossier ad alta sensibilit\u00e0 politica \u00e8 il caso Daniela Santanch\u00e8: tra inchieste e polemiche sulle societ\u00e0 della ministra, la vicenda alimenta tensioni nel governo e malumori nella maggioranza. Meloni difende la titolare del Turismo, richiamando alla presunzione di innocenza, ma deve pi\u00f9 volte affrontare il tema, che torna ciclicamente nel dibattito pubblico. Nonostante le pressioni e i momenti di forte incertezza, Santanch\u00e8 resta al suo posto, mantenendo la guida del dicastero.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;anno si chiude con il travagliato iter della legge di bilancio: provvedimento da oltre 22 miliardi, finanziato in parte da un discusso contributo di solidariet\u00e0 richiesto agli istituti bancari. Un nodo al centro del braccio di ferro tra Lega e Forza Italia. Matteo Salvini chiede una tassa sugli extra-profitti (&#8220;il pizzicotto&#8221; evocato dal ministro dell&#8217;Economia Giorgetti), mentre Antonio Tajani si oppone a difesa del libero mercato e degli istituti di credito. Meloni interviene personalmente a met\u00e0 ottobre, trasformando la &#8220;tassa&#8221; in un &#8220;contributo di solidariet\u00e0&#8221; concordato con le banche. Un compromesso che permette al leader leghista di rivendicare un successo politico e a Tajani di sostenere che non siano state introdotte nuove imposte obbligatorie. Il no della Lega al pacchetto pensioni (poi saltato) presentato dal governo nell&#8217;emendamento alla manovra porta la maggioranza sull&#8217;orlo della crisi. L&#8217;emergenza, per\u00f2, rientra dopo l&#8217;ennesimo vertice. Con l&#8217;inquilina di Palazzo Chigi che ancora una volta vesti i panni della mediatrice.\u00a0<\/p>\n<p>Il 2025, dunque, ha rappresentato un banco di prova per l&#8217;assetto politico del governo Meloni. Pur forte di una maggioranza numericamente solida e di sondaggi che continuano a indicare Fratelli d&#8217;Italia come perno della coalizione, la premier governa un centrodestra attraversato da rivalit\u00e0 interne, divergenze strategiche e continue mediazioni. \u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;equilibrio dell&#8217;alleanza resta delicato, tra una Lega sospinta da pulsioni identitarie e una Forza Italia pi\u00f9 orientata alla mediazione istituzionale. Una delle immagini simbolo dell&#8217;anno arriva da Atreju: Meloni sul palco accanto a Salvini, Tajani e Lupi, in un messaggio di unit\u00e0 in vista delle prossime politiche. Prima, per\u00f2, c&#8217;\u00e8 il referendum sulla riforma della giustizia: nonostante la premier ribadisca che il destino dell&#8217;esecutivo non dipenda dall&#8217;esito, il voto resta un test significativo per il futuro politico della leader di Fdi. Un ponte teso verso il 2027, solido nelle fondamenta ma ancora da attraversare con attenzione, passo dopo passo. (di Antonio Atte)<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>politica<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=40330\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Se esistesse un termine capace di racchiudere il 2025 di Giorgia Meloni, sarebbe&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":40331,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-40330","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40330","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40330"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40330\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40340,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40330\/revisions\/40340"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/40331"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40330"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40330"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40330"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}