{"id":39889,"date":"2025-12-28T11:04:00","date_gmt":"2025-12-28T11:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=39889"},"modified":"2025-12-28T11:04:00","modified_gmt":"2025-12-28T11:04:00","slug":"e-morta-brigitte-bardot-lattrice-leggenda-del-cinema-francese-aveva-91-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=39889","title":{"rendered":"E&#8217; morta Brigitte Bardot, l&#8217;attrice leggenda del cinema francese aveva 91 anni"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; \u00c8 morta Brigitte Bardot. La leggendaria attrice e cantante francese aveva 91 anni. Lo ha annunciato oggi 28 dicembre 2025 la sua fondazione, ricordando Bardot come &#8220;una star di fama mondiale che scelse di abbandonare la prestigiosa carriera per dedicare la sua vita e la sua energia alla tutela degli animali e alla sua fondazione&#8221;. Non sono stati resi noti il luogo e l&#8217;ora del decesso.\u00a0<\/p>\n<p>Bardot era diventata celebre a livello internazionale con il film Piace a troppi (Et Dieu&#8230; cr\u00e9a la femme) del 1956 e aveva recitato in circa 50 altri film prima di ritirarsi dalle scene per dedicarsi alla difesa dei diritti degli animali, diventando una figura simbolo del cinema francese e un&#8217;icona culturale globale.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Nata a Parigi il 28 settembre 1934 in una famiglia borghese (il padre era l&#8217;industriale Louis &#8216;Pilou&#8217; Bardot e la madre Anne-Marie Mucel), Brigitte Bardot studi\u00f2 danza fin da bambina e in giovanissima inizi\u00f2 a posare come modella, conquistando a soli quindici anni la copertina della rivista femminile &#8216;Elle&#8217;, dove il suo nome apparve per la prima volta con le iniziali puntate, nella forma che sarebbe poi diventata il suo soprannome (B.B., o B\u00e9b\u00e9, secondo la pronuncia francese). \u00a0<\/p>\n<p>\nFu subito notata da un collaboratore del regista Marc All\u00e9gret, il giovane aiuto regista Roger Vadim, che la introdusse nel mondo del cinema, indirizzandola a Ren\u00e9 Simon per le lezioni di recitazione. Era l&#8217;inizio di una relazione sentimentale, che si sarebbe presto trasformata in un sodalizio artistico di successo. L&#8217;esordio nel cinema avvenne nel 1952, con &#8220;Le trou normand&#8217; di Jean Boyer, nello stesso anno in cui Bardot, divenuta maggiorenne, pot\u00e9 sposare Vadim. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\nIn breve tempo l&#8217;attrice conquist\u00f2 una certa notoriet\u00e0 in Francia ma anche all&#8217;estero, partecipando a un nutrito numero di film, dapprima in parti secondarie, poi in ruoli da protagonista: &#8216;Manina ragazza senza veli&#8217; (1952) di Willy Rozier, &#8216;Atto d&#8217;amore&#8217; (1953) di Anatole Litvak, &#8216;Tradita&#8217; (1954) Mario Bonnard, &#8216;Il figlio di Caroline Cherie&#8217; (1955) di Jean-Devaivre, &#8216;Ragazze folli&#8217; (1955) di Marc All\u00e9gret, &#8216;Un dottore in altomare&#8217; (1955) di Ralph Thomas, &#8216;Grandi manovre&#8217; (1955) di Ren\u00e9 Clair.\u00a0<\/p>\n<p>Queste prime apparizioni, sovente ritagliate intorno alla sua provocante figura (&#8216;I tuoi occhi bruciano&#8217;, 1955, di Georges Lacombe, e &#8216;Miss spogliarello&#8217;, 1956, di All\u00e9gret), destarono un certo scandalo, preparando il grande salto di Bardot ai vertici della popolarit\u00e0 internazionale. Questo avvenne nel 1956, con &#8216;Et Dieu&#8230; cr\u00e9a la femme&#8217; (1956; &#8216;Piace a troppi&#8217; il titolo italiano), proprio sotto la direzione di Vadim al suo esordio da regista: realizzato a colori e in cinemascope, il film riscosse un grande successo, prima negli Stati Uniti, dove il cinema si stava liberando dalla stretta moralistica del codice Hays del 1930, quindi anche in Francia e altrove in Europa, dove la reazione della censura accrebbe la curiosit\u00e0 del pubblico (in Italia il film usc\u00ec, pesantemente tagliato, con due anni di ritardo e il divieto ai 16 anni). \u00a0<\/p>\n<p>Al centro del racconto, ambientato nello scenario naturale di Saint Tropez, \u00e8 il personaggio di Juliette, ragazza orfana, dai modi disinibiti e dalla bellezza provocante, che cerca l&#8217;amore nella triplice relazione con il ricco Morin (Paull Faivre) e i fratelli Michel (Jean-Louis Trintignant) e Antoine Tardieu (Christian Marquand). \u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;atteggiamento sfrontato, libero da tab\u00f9 e condizionamenti morali, che caratterizza il comportamento di Juliette, delineava la figura femminile originale e profondamente ambivalente di una &#8216;nuova Eva&#8217;, capace di incarnare una tipica fantasia sessuale maschile, ma al tempo stesso di rappresentare i desideri di emancipazione che stavano emergendo nell&#8217;universo femminile. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Fatalmente identificata con questa immagine, anche per lo stile di vita anticonformistico che l&#8217;attrice ostentava fuori del set, nella seconda met\u00e0 degli anni Cinquanta Brigitte Bardot fu chiamata a replicarla in una serie di commedie e melodrammi: &#8216;Una parigina&#8217; (1957) di Michel Boisrond, &#8216;Gli amanti del chiaro di luna&#8217; (1958) di Vadim, &#8216;Femmina&#8217; (1959; di Julien Duvivier, &#8216;Babette va alla guerra&#8217; (1959) di Christian-Jaque, &#8216;Sexy Girl&#8217; (1959) di Michel Boisrond.\u00a0<\/p>\n<p>\nGli aspetti pi\u00f9 inquietanti del &#8216;personaggio B.B.&#8217; furono esplorati in due film che svolgono in chiave drammatica il motivo classico della donna predatrice, il cui comportamento \u00e8 fonte di disordine sociale. In &#8216;La ragazza del peccato&#8217; (1958) di Claude Autant-Lara, Bardot \u00e8 la &#8216;poco di buono&#8217; che sfrutta tutti i mezzi seduttivi a sua disposizione (compreso un famoso spogliarello, poi tagliato dalla censura) per indurre l&#8217;avvocato che la difende (Jean Gabin) ad abbandonare la famiglia per seguirla. \u00a0<\/p>\n<p>Due anni dopo, in &#8216;La verit\u00e0&#8217; (1960) di Henri-George Clouzot, nel ruolo della &#8216;ragazza di liberi costumi&#8217;, processata per aver ucciso il fidanzato della sorella dopo averlo sedotto, \u00e8 sottoposta invece a uno &#8216;spogliarello psicologico&#8217;, al termine del quale si svela la vera natura di un&#8217;eroina romantica, destinata a soccombere di fronte alla condanna senza appello del senso comune.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Tra la fine degli anni Cinquanta e l&#8217;inizio degli anni Sessanta il successo della Bardot raggiunse le dimensioni del grande fenomeno divistico, per il quale in Francia fu coniato il termine &#8216;bardol\u00e2trie&#8217;. Il suo tipico modo di vestire e di acconciarsi (pantaloni aderenti e magliette attillate), che sanciva l&#8217;avvento del pr\u00eat-\u00e0-porter, veniva imitato dalle ragazze di mezzo mondo. E mentre il valore della sua immagine veniva paragonato a quello che avevano le esportazioni della Renault sulla bilancia commerciale della Francia, le movimentate vicende della sua vita sentimentale, scandita da matrimoni e divorzi, crisi depressive e nuove relazioni sentimentali, riempivano le pagine dei quotidiani e dei giornali scandalistici.\u00a0<\/p>\n<p>Travalicati i confini del fenomeno cinematografico, il personaggio B.B. attir\u00f2 anche l&#8217;interesse di scrittori e filosofi. Nel 1959 Simone de Beauvoir pubblic\u00f2 un saggio in cui la figura dell&#8217;attrice, interpretata alla luce della &#8216;sindrome di Lolita&#8217;, con riferimento al personaggio letterario creato qualche anno prima da Vladimir Nabokov, veniva colta nella sua intrinseca ambiguit\u00e0, in quanto incarnazione moderna dell&#8217;eterno femminino.\u00a0<\/p>\n<p>Nel frattempo la diva recit\u00f2 in altri due film commerciali di Vadim: &#8216;A briglia sciolta&#8217; (1961) e &#8216;Il riposo del guerriero&#8217; (1962). Fanno eccezione i due film che interpret\u00f2 per Louis Malle e Jean-Luc Godard. Ispirandosi alla vicenda biografica dell&#8217;attrice, segnata da un rapporto sempre pi\u00f9 conflittuale con la propria immagine pubblica, Malle la chiam\u00f2 a recitare in &#8216;Vita privata&#8217; (1962), film ambientato a Spoleto, in cui si racconta di una giovane diva in crisi di identit\u00e0, che cerca di ricostruirsi una vita normale attraverso la relazione con un intellettuale italiano (Marcello Mastroianni). In maniera pi\u00f9 sottilmente ironica la sua immagine fu impiegata da Godard &#8216;Il disprezzo&#8217; (1963), tratto dall&#8217;omonimo romanzo di Alberto Moravia: nel ruolo di Camille, la giovane moglie di uno sceneggiatore (Michel Piccoli) che inizia a provare un sincero, improvviso ma non immotivato disprezzo per suo marito, l&#8217;ormai mitico broncio della Bardot viene &#8216;sublimato&#8217;, ma al tempo stesso smitizzato, come il corpo dell&#8217;attrice, canonicamente ripreso in cinemascope, nello scenario naturale di Capri, e metaforicamente ucciso nel tragico finale.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Dalla met\u00e0 degli anni Sessanta, mentre iniziava a dedicarsi con successo alla musica pop, la sua carriera cinematografica and\u00f2 progressivamente declinando. Dopo &#8216;Una adorabile idiota&#8217; (1964) di \u00c9douard Molinaro, &#8216;Dear Brigitte&#8217; (1965; Erasmo il lentigginoso) di Henry Koster, in cui la Bardot interpreta ancora una volta s\u00e9 stessa, e &#8216;Viva Maria&#8217; (1965), western farsesco di Malle, giocato sul contrasto tra la sensualit\u00e0 fisica della Bardot e il fascino cerebrale di Jeanne Moreau, seguirono una decina di apparizioni. \u00a0<\/p>\n<p>Godard le affid\u00f2 un altro ruolo, questa volta secondario, in &#8216;Il maschio e la femmina&#8217; (1966), mentre Malle la volle di nuovo come protagonista in uno dei tre episodi di &#8216;Tre passi nel delirio&#8217; (1968). La sua carriera si chiuse di fatto con &#8216;Una donna come me&#8217; (1973), seguito ideale di &#8216;Et Dieu&#8230; cr\u00e9a la femme&#8217;, diretto sempre da Vadim. Nel ruolo di un Don Giovanni al femminile, la Bardot dimostr\u00f2 di poter ancora catturare l&#8217;attenzione del pubblico maschile; ma nonostante le scene di nudo abbastanza spinte, il film non dest\u00f2 scandalo, a dimostrazione che la societ\u00e0 e il cosiddetto comune senso del pudore erano ormai cambiati, anche per effetto dei suoi film. Nel 1974, all&#8217;et\u00e0 di quarant&#8217;anni, Brigitte annunci\u00f2 il suo ritiro dalle scene. Da allora si \u00e8 dedicata alla difesa dei diritti degli animali. Nel 1996 ha pubblicato il libro di memorie &#8216;Mi chiamano B.B.&#8217; (in italiano tradotto da Bompiani).\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\nGli amori e i flirt di B.B. hanno riempito per decenni le cronache rosa. A 16 anni si innamora del regista Roger Vadim con il quale si sposa nel 1952, ma la storia finir\u00e0 con una separazione qualche anno dopo. Nel 1956 ha una storia con l&#8217;attore Jean-Louis Trintignant, ma il servizio di leva di lui metter\u00e0 in crisi la storia.\u00a0<\/p>\n<p>Nel 1957 finisce la relazione con Trintignant e ottiene il divorzio da Vadim e al tempo stesso inizia anche una storia segreta con il cantante Gilbert B\u00e9caud, ma la relazione diventa molto complicata e finir\u00e0 presto.\u00a0<\/p>\n<p>Successivamente ha un flirt con l&#8217;attore Raf Vallone e nel 1958 ha una relazione con Sacha Distel che lo lancer\u00e0 nel mondo della musica per la risonanza sui tabloid. Nel 1959 si sposa con l&#8217;attore Jacques Charrier, dal quale ha suo figlio Nicolas-Jacques Charrier. In questo periodo l&#8217;attrice \u00e8 sotto il mirino dei paparazzi che controllano ogni aspetto della sua vita, causandole gravissimi problemi, con tentativi di suicidio tra la fine degli anni Cinquanta e inizio anni Sessanta. Divorzia da Charrier nel 1962 e durante le riprese del film &#8216;La verit\u00e0&#8217; stringe un legame con Sami Frey.\u00a0<\/p>\n<p>Nel 1966 sposa il ricco playboy tedesco Gunter Sachs dal quale divorzia nel 1969. Ha anche una relazione con il cantante Serge Gainsbourg, mentre nell\u2019estate del 1968 ha una storia con l&#8217;attore e playboy Gigi Rizzi. Dopo il divorzio con Sachs, Brigitte si risposer\u00e0 solo nel 1992 con Bernard d&#8217;Ormale, un politico del Fronte Nazionale, rivelandosi una delle sue storie matrimoniali pi\u00f9 lunghe. (di Paolo Martini)\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>spettacoli<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=39889\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; \u00c8 morta Brigitte Bardot. La leggendaria attrice e cantante francese aveva 91 anni.&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":39890,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-39889","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39889","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=39889"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39889\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39898,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39889\/revisions\/39898"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/39890"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=39889"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=39889"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=39889"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}