{"id":39160,"date":"2025-12-23T11:44:53","date_gmt":"2025-12-23T11:44:53","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=39160"},"modified":"2025-12-23T11:44:53","modified_gmt":"2025-12-23T11:44:53","slug":"scocchia-illycaffe-in-2025-fatturato-a-690-milioni-verso-ritocco-listino-prezzi-per-boom-costi-materia-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=39160","title":{"rendered":"Scocchia (illycaff\u00e8): &#8220;In 2025 fatturato a 690 milioni, verso ritocco listino prezzi per boom costi materia prima&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211;<br \/>\nUn 2025 che per illycaff\u00e8 si chiude &#8220;con 690 milioni di fatturato, con un +10% rispetto al 2024, nonostante l&#8217;aumento del 50% del costo della materia prima&#8221;. E&#8217; quanto annuncia in un&#8217;ampia intervista ad Adnkronos\/Labitalia Cristina Scocchia, ad dello storico marchio del caff\u00e8 made in Italy, sottolineando che il 2026 che si prospetta &#8220;ancora pi\u00f9 difficile per i costi elevati della materia prima, ma guardiamo con ottimismo per aumentare ancora i fatturati&#8221;. E nel 2026 si va anche verso l&#8217;inizio della produzione negli Usa di una parte del prodotto destinato a quel mercato, e la soluzione, annuncia la manager, &#8220;potrebbe essere quella di firmare un accordo di partnership negli Usa con un produttore locale perch\u00e9 questo riduce i tempi&#8221;.    \u00a0<\/p>\n<p>Cristina Scocchia, siamo arrivati al termine di questo 2025, un anno complesso per il mondo da diversi punti di vista. Per le tensioni geopolitiche e le guerre, per le difficolt\u00e0 che l&#8217;hanno attraversato. Ma per illycaff\u00e8 che anno \u00e8 stato il 2025 e quali i numeri che avete raggiunto?\u00a0<\/p>\n<p>E&#8217; stato un anno molto complesso a livello macroeconomico e geopolitico. E in particolare lo \u00e8 stato per il mercato del caff\u00e8, perch\u00e9 il costo della materia prima, il cosiddetto caff\u00e8 verde, soprattutto per l\u2019arabica che \u00e8 la qualit\u00e0 che noi scegliamo, \u00e8 aumentato a livello mondiale del 50%. Quindi \u00e8 ovvio che quando hai, da una parte il contesto macroeconomico e geopolitico che comunque riduce il potere d&#8217;acquisto delle famiglie, dall&#8217;altra come settore specifico e come industria ti trovi a lottare con una materia prima in aumento del 50%, ovviamente la montagna da scalare \u00e8 abbastanza alta. Nonostante tutto questo per\u00f2 noi siamo estremamente soddisfatti di questo 2025 perch\u00e9 chiuderemo a circa 690 milioni di fatturato, quindi siamo vicini a quella che \u00e8 la milestone di 700 milioni di euro e questo rappresenta una crescita del 10% rispetto al 2024. La cosa importante \u00e8 che questa crescita a doppia cifra \u00e8 una crescita che abbiamo raggiunto in maniera strategica, ovvero diffusa in tutti i mercati e in tutti i Paesi. L&#8217;Italia, che \u00e8 il nostro Paese pi\u00f9 importante e rappresenta il 30% dell&#8217;azienda, \u00e8 cresciuta dell&#8217;11% circa, se non succede nulla di male in queste ultime giornate dell&#8217;anno, e gli Stati Uniti, che per noi sono il secondo mercato pi\u00f9 rilevante, sono cresciuti tra il 19 e il 20%, a secondo di come andr\u00e0 il Natale. L&#8217;Europa, che avevo dichiarato ad inizio anno essere per noi una nuova priorit\u00e0 sta crescendo di oltre 22%.\u00a0<\/p>\n<p>Numeri importanti quindi che alzano anche le aspettative per il 2026. Con questi numeri realizzati nel 2025 cosa vi aspettate dal 2026, quali sono i progetti per il prossimo anno?\u00a0<\/p>\n<p>Purtroppo noi ci aspettiamo che il 2026 sia ancora pi\u00f9 difficile dal punto di vista del costo della materia prima. E questo perch\u00e9 nonostante il presidente Trump abbia rimosso lo scorso novembre i dazi del 15% sul caff\u00e8, la bolla inflazionistica non si \u00e8 ridotta. E Trump ha fatto anche un&#8217;altra cosa: ha cancellato i dazi del 50% che gravavano sulle importazioni negli Stati Uniti di alcuni prodotti brasiliani, tra cui il caff\u00e8 verde. Il Brasile \u00e8 il pi\u00f9 grande produttore al mondo di caff\u00e8, gli Stati Uniti sono il pi\u00f9 grande consumatore al mondo di caff\u00e8 e quindi il fatto che il caff\u00e8 verde venisse importato negli Stati Uniti con questo dazio del 50% aveva creato una bolla inflazionistica importante che aveva spinto e mantenuto per mesi il costo del caff\u00e8 verde a circa 400 centesimi per libbra. Quando tutti questi dazi sono stati rimossi ci siamo augurati che ci fosse una rapida discesa del costo della materia prima, ma purtroppo questo non \u00e8 avvenuto. C&#8217;\u00e8 stata s\u00ec la discesa, siamo contenti di vedere che dopo tante, troppe settimane, a oltre 400, ora siamo intorno ai 350-360 centesimi per libbra, ma stiamo comunque parlando di quasi tre volte il costo storico, che tra il 2015 e il 2021 era tra i 100 e i 130 centesimi per libra. Ovviamente un tale aggravio di costi sar\u00e0 impattante anche sul 2026, perch\u00e9 noi stiamo gi\u00e0 comprando adesso quelle che sono le scorte dell&#8217;anno prossimo. Il processo di produzione dalla tostatura all\u2019immissione sul mercato dura infatti dai 6 ai 9 mesi. Quindi molti dei costi che avremo nel 2026 sono determinati dagli acquisti di caff\u00e8 verde che stiamo facendo in questo momento. Di conseguenza ci aspettiamo un 2026 comunque con dei costi elevati, ma la crescita che abbiamo realizzato quest&#8217;anno, che \u00e8 una crescita organica data dalla conquista di nuovi clienti e nuovi consumatori, ci fa guardare con ottimismo all&#8217;anno che verr\u00e0. Pensiamo che nonostante il prezzo del caff\u00e8 verde rimarr\u00e0 presumibilmente alto, comunque riusciremo a continuare a crescere a livello di fatturati e ritornare a crescere anche a livello di profitto.\u00a0<\/p>\n<p>Questo aumento dei costi secondo lei, almeno per quanto riguarda voi, si riverser\u00e0 anche sul costo per il consumatore finale o continuerete, come avete fatto, a cercare di ridurre al minimo questi impatti? \u00a0<\/p>\n<p>Noi continueremo a cercare di ridurre al minimo l&#8217;impatto sui consumatori finali, per\u00f2 \u00e8 purtroppo necessario adeguare il listino. Perch\u00e9? Perch\u00e9 il costo della materia prima \u00e8 veramente troppo alto, perch\u00e9 le aziende possano, non solo illycaff\u00e8, assorbire in toto questi aumenti di costi di produzione. C&#8217;\u00e8 un limite a quanto puoi comprimere la marginalit\u00e0 dell&#8217;azienda, oltre a questo limite l&#8217;azienda perde competitivit\u00e0 perch\u00e9 non ha pi\u00f9 risorse da investire in innovazione, in persone, in crescita a livello internazionale. Quindi cos\u00ec come abbiamo fatto l&#8217;anno scorso, anche nel 2026, rivedremo e ritoccheremo verso l&#8217;alto il listino ma lo faremo in maniera contenuta, accettando di trattenere sulle nostre spalle una parte dell&#8217;incremento della materia prima e riversando a valle sul consumatore finale una porzione contenuta, quanto necessario per avere dei margini che siano sani.\u00a0<\/p>\n<p>\nQuindi ci potranno essere degli aumenti del costo della tazzina di caff\u00e8 anche al bar?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Quelli non dipendono da noi. Noi ritocchiamo i listini verso la grande distribuzione organizzata piuttosto che verso i nostri clienti, degli hotel, dei bar e dei ristoranti. L\u2019aumento che il barista e il ristoratore decidono di fare sul consumatore finale \u00e8 una decisione loro, indipendente. Per\u00f2 \u00e8 logico pensare che se vedono aumentare i propri costi anche i baristi e i ristoratori debbano a loro volta aumentare il prezzo che richiedono ai clienti finali, perch\u00e9 anche loro devono avere una marginalit\u00e0 che sia sana. Sono anche loro degli imprenditori che danno lavoro e che hanno necessit\u00e0 di generare comunque un business sano.\u00a0<\/p>\n<p>Prima dello stop del 13 novembre come hanno impattato i dazi Usa sul vostro business? State ancora riflettendo sull&#8217;apertura di uno stabilimento di produzione in Usa?\u00a0<\/p>\n<p>I dazi al 15% hanno avuto un impatto significativo per noi tra aprile e la fine dell&#8217;anno, perch\u00e9 comunque anche quando sono stati aboliti a met\u00e0 novembre gli stock da vendere sul mercato americano avevano gi\u00e0 attraversato la dogana e pagato il dazio al 15%. Quindi sul 2025 non abbiamo avuto benefici dalla loro rimozione. Ci aspettiamo per\u00f2, se le cose resteranno cos\u00ec, un impatto positivo e significativo sul 2026.\u00a0<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la nostra volont\u00e0 di andare comunque a produrre una parte di quello che vendiamo sul mercato americano direttamente in Usa questa rimane. Perch\u00e9 come ho dichiarato anche in passato la nostra volont\u00e0 di avere un presidio produttivo locale era ed \u00e8 indipendente dalla presenza dei dazi, anche se ovviamente questi hanno accelerato i tempi. E&#8217; una decisione strategica che va al di l\u00e0 della contingenza perch\u00e9 gli Stati Uniti rappresentano il 20%, quindi un quinto dell&#8217;azienda ed \u00e8 importante avere l\u00ec un presidio produttivo.\u00a0<\/p>\n<p>Abbiamo valutato molte opzioni e alla fine abbiamo deciso che la soluzione migliore per noi potrebbe essere quella di firmare un accordo di partnership con un produttore locale perch\u00e9 questo riduce i tempi. Invece comprare il terreno, costruire la fabbrica, metterci dentro le linee di montaggio, fare training agli operai per essere a regime dopo due anni, due anni e mezzo, sarebbe stata una soluzione di troppo lungo termine. L&#8217;accordo di partnership con un partner locale, bravo e di qualit\u00e0, ci permetterebbe all&#8217;inizio dell&#8217;anno prossimo di iniziare a produrre tra il 15 e il 20% dei prodotti dedicati al mercato americano direttamente in loco, riducendo i costi di logistica e l&#8217;impatto ambientale e poi ci permetterebbe anche di essere pi\u00f9 vicini ai gusti dei consumatori americani perch\u00e9 producendo in loco hai una presa pi\u00f9 diretta con quello che \u00e8 il consumatore locale.\u00a0<\/p>\n<p>Voi avete sempre sottolineato che il cuore dell&#8217;azienda rimane in Italia, con gli investimenti che state realizzando a Trieste. A che punto sono?\u00a0<\/p>\n<p>Gli investimenti a Trieste non solo sono stati confermati ma sono stati incrementati. Spenderemo infatti oltre 130 milioni e siamo gi\u00e0 ad un buon tasso di realizzazione. Quest&#8217;estate durante la pausa estiva, proprio in agosto, abbiamo installato una nuova linea di montaggio per produrre il nostro prodotto pi\u00f9 iconico che \u00e8 il barattolino da 250 grammi e stiamo lavorando a spron battuto per completare i lavori della nuova e tosteria che inaugureremo nei prossimi mesi. Raddoppieremo la capacit\u00e0 di tostatura perch\u00e9 grazie alle crescite molto sostenute negli ultimi tre anni eravamo arrivati a saturazione degli impianti. E grazie alla crescita dello stabilimento abbiamo avuto la possibilit\u00e0 anche di ampliare l&#8217;organico assumendo direttamente nel 2025 circa 100 persone su Trieste. Questo credo che sia il segno pi\u00f9 concreto di quanto siamo made in Italy, di quanto noi continuiamo ad investire e a generare lavoro nel nostro Paese.\u00a0<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la quotazione in Borsa, che novit\u00e0 ci sono alla luce di tutte queste cose che abbiamo messo in campo, la difficolt\u00e0, ma anche la volont\u00e0 di continuare a investire sia in Italia che all&#8217;estero?\u00a0<\/p>\n<p>Noi continuiamo a credere che la quotazione in Borsa sia una possibilit\u00e0 concreta per illycaff\u00e8. Detto questo \u00e8 chiaro che ci vogliono due condizioni. Da una parte l&#8217;azienda deve avere un track record di risultati importanti e questi negli ultimi quattro anni non sono mancati quindi dal punto di vista interno nostro saremmo pronti, per\u00f2 ci vuole anche un mercato che sia pronto. Ci vogliono le condizioni endogene, ma anche quelle esogene. A livello di condizioni esogene, proprio il contesto macroeconomico, geopolitico e soprattutto il prezzo del caff\u00e8 verde ancora cos\u00ec alto, ci fanno pensare che il 2026 non sia l&#8217;anno giusto per la quotazione. Quindi il progetto c&#8217;\u00e8 e rimane, per\u00f2 la conferma del se e quando, verr\u00e0 presa nel momento in cui finalmente il caff\u00e8 verde scender\u00e0. Cosa che noi auspichiamo succeda entro la fine del 2026, entro quella data speriamo di poter confermare se e quando si realizzer\u00e0 questa IPO di cui appunto abbiamo parlato.\u00a0<\/p>\n<p>Dal suo punto di vista come giudica la manovra economica e il comportamento del governo in vista di questo 2026, con quello che si sta mettendo in piedi anche come sostegno alle imprese?\u00a0<\/p>\n<p>Io credo che la gestione prudente e oculata del bilancio pubblico a cui abbiamo assistito negli ultimi due anni abbia dato dei risultati concreti. Lo spread \u00e8 sceso ai minimi, che \u00e8 un segno di fiducia nei confronti del nostro Paese e quindi \u00e8 un indicatore importante per quanto riguarda l&#8217;attrazione di investimenti esteri in Italia. Vediamo che i rating continuano a premiare il nostro Paese, anche questa \u00e8 un&#8217;iniezione di fiducia e quindi io credo che questa gestione oculata e prudente stia dando i propri frutti. Poi ovviamente tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere fatto a sostentgo della competitivit\u00e0 e degli investimenti \u00e8 benvenuto. Il problema delle aziende \u00e8 che gli investimenti richiedono delle uscite di cassa oggi per ricavi e profitti futuri. E quindi \u00e8 ovvio che tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere messo in campo per aiutare le aziende ad investire di pi\u00f9 ne aumenter\u00e0 competitivit\u00e0 e di conseguenza la capacit\u00e0 di generare lavoro.\u00a0<\/p>\n<p>E come giudica invece l&#8217;atteggiamento dell&#8217;Unione Europea verso le imprese?\u00a0<\/p>\n<p>Noi ci chiediamo, giustamente, cosa pu\u00f2 fare l&#8217;Italia per le imprese italiane ma a me piacerebbe che anche l\u2019Europa facesse la sua parte. Noi nel mercato europeo ci crediamo, ci investiamo, per\u00f2 a me personalmente piacerebbe vedere un&#8217;Europa che diventa molto pi\u00f9 concreta e parla molto di pi\u00f9 di industrial deal. Mi piacerebbe vedere un&#8217;Europa che mette ingenti risorse in comune e le investe su alcune priorit\u00e0 chiave, come ad esempio il recupero del gap tecnologico che abbiamo a livello di digitale e in particolare di intelligenza artificiale. Mi piacerebbe un&#8217;Europa molto attiva sulla riduzione del costo dell&#8217;energia, perch\u00e9 questo \u00e8 un fattore competitivo importantissimo. Se noi aziende europee, e ovviamente anche le italiane, continuiamo a pagare l&#8217;energia due, tre volte quello che fanno i nostri competitors in altri Paesi del mondo, non saremo mai in una condizione di giocarcela alla pari.\u00a0<\/p>\n<p>Da ultimo vorrei vedere un\u2019Europa che si impegna sul fronte della semplificazione. La burocrazia, le norme che sono diverse in ogni Paese e spesso in contrasto, rappresentano dei &#8216;dazi&#8217; per le aziende molto pi\u00f9 grandi di quelli che ci aveva imposto Trump. Certe volte \u00e8 pi\u00f9 difficile esportare nei paesi europei che non dall&#8217;altra parte del mondo. Su questi tre fronti, secondo me, l&#8217;Europa deve fare la differenza e la deve fare ora che il contesto macroeconomico \u00e8 cos\u00ec complesso, ora che \u00e8 tornato il protezionismo. Serve una wake up call. (di Fabio Paluccio)\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>lavoro\/made-in-italy<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=39160\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Un 2025 che per illycaff\u00e8 si chiude &#8220;con 690 milioni di fatturato, con&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":39161,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-39160","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39160","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=39160"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39160\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39180,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39160\/revisions\/39180"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/39161"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=39160"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=39160"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=39160"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}