{"id":38153,"date":"2025-12-18T17:52:00","date_gmt":"2025-12-18T17:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=38153"},"modified":"2025-12-18T17:52:00","modified_gmt":"2025-12-18T17:52:00","slug":"consumi-findomestic-frenata-beni-durevoli-con-24","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=38153","title":{"rendered":"Consumi: Findomestic, frenata beni durevoli con -2,4%"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Dopo due anni di crescita il motore dei beni durevoli si ferma: a fine 2025 il comparto segner\u00e0 consumi in calo del 2,3% in volume e del 2,4% in valore, per una spesa complessiva che da 79 miliardi scivola a 77,1 miliardi. \u00c8 la fotografia scattata dal 32\u00b0 Osservatorio Findomestic, realizzato insieme a Prometeia, per un mercato che resta comunque su livelli pi\u00f9 alti rispetto al pre-Covid, non per un aumento dei volumi acquistati ma esclusivamente per l\u2019incremento dei prezzi che in 6 anni sfiora il 20%. \u00a0<\/p>\n<p>A determinare il segno meno \u00e8 soprattutto la mobilit\u00e0, il segmento che da solo vale il 57% della spesa delle famiglie in beni durevoli. Qui la frenata \u00e8 evidente, con le auto nuove in calo del 9% a valore. La casa \u2013 mobili e tecnologia \u2013 resta invece impantanata in una stagnazione che dura dal 2023, dopo gli exploit del triennio post-pandemico. Sul fronte territoriale, le tre locomotive storiche \u2013 Lombardia, Lazio e Veneto \u2013 perdono tra il 2,6 e il 2,8%.  Resiste meglio l\u2019Emilia-Romagna (-1,8%), che quasi aggancia il podio nella graduatoria per volumi di spesa. \u00a0<\/p>\n<p>Claudio Bardazzi, responsabile dell\u2019Osservatorio Findomestic, mette ordine tra numeri, prezzi e percezioni: &#8220;Quest\u2019anno i beni durevoli soffrono pi\u00f9 degli altri comparti. Mentre servizi, alimentari e altri beni crescono \u2013 secondo i dati Istat \u2013 il nostro perimetro torna negativo dopo due anni di espansione, quella del 2023, trainata pi\u00f9 dall\u2019inflazione che dai volumi reali. Chiuderemo il 2025 con un -2,4% a valore, che si traduce in una reale riduzione della spesa delle famiglie&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>E Bardazzi prosegue: &#8220;Siamo ancora su livelli di spesa superiori dell\u201911,4% al 2019, ma questo non significa che si compri di pi\u00f9. Il vero motore \u00e8 stato l\u2019aumento dei prezzi, vicino al +20%. Al netto dell\u2019inflazione, cio\u00e8 guardando ai volumi, i consumi di durevoli sono in realt\u00e0 il 6,8% sotto i livelli pre-pandemia&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>In questo quadro di frenata il credito al consumo va in controtendenza, uno strumento che le famiglie stanno usando per reagire all\u2019incertezza. Lo ribadisce Marco Tarantola, amministratore delegato e direttore generale di Findomestic Banca: &#8220;A fronte di consumi in calo nel mondo dei durevoli, il mercato del credito continua a crescere. Nei primi dieci mesi dell\u2019anno le erogazioni segnano un +7%, con la rischiosit\u00e0 che rimane su livelli molto contenuti (1.7% il tasso di default a fine settembre 20251), pur mostrando un lieve incremento nel corso dell&#8217;anno. \u00c8 la conferma che il credito al consumo svolge un ruolo sociale ed economico essenziale: aiuta le famiglie a non rinunciare ai propri progetti in un contesto che resta complesso&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Il dato che pi\u00f9 colpisce arriva dalle indagini condotte dall\u2019istituto: &#8220;Oltre quattro italiani su dieci \u2013 ricorda Tarantola \u2013 hanno utilizzato una forma di credito almeno una volta negli ultimi tre anni. E pi\u00f9 del 60% di chi lo ha fatto dichiara che, senza questa possibilit\u00e0, avrebbe dovuto rinviare o rinunciare del tutto all\u2019acquisto. Dati che confermano come il credito oggi sia una leva di fiducia, non solo un prodotto finanziario&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Se l\u2019Italia rallenta, ogni territorio lo fa con il suo stile. Ci sono regioni che assorbono meglio la scossa. In Trentino-Alto Adige, dove i redditi restano elevati e il clima economico \u00e8 meno nervoso, il calo \u00e8 solo -0,7%, il migliore d\u2019Italia. Pi\u00f9 sorprendente la tenuta della Sicilia e della Liguria, entrambe ferme a -1,3%: due territori lontani geograficamente ma accomunati da una domanda interna che resiste. All\u2019opposto, in Basilicata il mercato dei durevoli cede il 4%: una flessione che non \u00e8 solo statistica ma strutturale, fatta di consumi fragili e poca spinta demografica. \u00a0<\/p>\n<p>Il rallentamento \u00e8 stato consistente anche in Piemonte (-3,5%), Molise (-3,3%), Abruzzo e Lazio (entrambe -2,8%). Sul piano dei valori assoluti, la Lombardia continua a giocare un altro campionato: 15,4 miliardi, pi\u00f9 del doppio del Lazio, che segue a 7,5. \u00c8 la locomotiva che tira il Paese, anche quando il convoglio frena. Nel 2025 il mercato italiano della mobilit\u00e0 vive una doppia velocit\u00e0: l\u2019usato tiene la linea, il nuovo rallenta, le due ruote correggono la corsa dopo anni di sprint. \u00a0<\/p>\n<p>Quello delle auto usate dal 2017 \u00e8 il primo mercato per valore assoluto e continua a dimostrarlo. L\u2019effetto inflazione \u00e8 evidente: si spende il 25% in pi\u00f9 rispetto al 2019 per acquistare appena il 3% di vetture in pi\u00f9. Nel 2025, dopo due anni di crescita, il settore rallenta e il suo giro d\u2019affari chiuder\u00e0 con un -0,2%, sostanzialmente in stallo, con l\u2019incremento dei passaggi di propriet\u00e0 (+2,1%) annullato dal calo dei prezzi (-2,1%). Ma i valori restano solidi: 24,4 miliardi di euro, quasi 8 miliardi in pi\u00f9 dell\u2019auto nuova, complice una domanda, negli ultimi anni, sempre pi\u00f9 orientata al risparmio. Prezzi in calo e mix di vendita pi\u00f9 \u2018popolare\u2019 confermano che il consumatore \u00e8 cauto ma attivo. \u00a0<\/p>\n<p>Sulle auto nuove la frenata \u00e8 netta: -9% a valore, con la spesa delle famiglie che scende a 16,5 miliardi. Le immatricolazioni calano (-9,9%), i prezzi restano stabili (+0,8%) dopo anni di forte crescita e il mix si sposta su fasce e tecnologie pi\u00f9 costose. Le city car, un tempo spina dorsale del mercato, passano dal 17% del 2019 al 12%. La domanda dei privati resta lontana dai livelli pre-pandemia: -25% le immatricolazioni rispetto al 2019, -10% la spesa. Non bastano incentivi a singhiozzo per stimolare le famiglie, alle prese con un potere d\u2019acquisto ridotto rispetto a qualche anno fa e con un contesto di persistente incertezza. \u00a0<\/p>\n<p>Per le moto dopo quattro anni di crescita, arriva uno stop: -7,7% a volume nel 2025, -7,0% a valore. Ma il confronto con il 2019 resta impressionante: +36% a volume, +55% a valore, per un mercato che vale 2,75 miliardi e che ha beneficiato in questi anni di una domanda, che in un contesto di inflazione e calo del potere d\u2019acquisto, ha visto nei mezzi a due ruote un\u2019alternativa low cost alla seconda o terza auto in famiglia. La flessione del 2025 sottende dinamiche differenziate tra ciclomotori, in forte calo (oltre -30% a volume), e targato, in miglior tenuta (-6% circa a volume) e su livelli storicamente elevati. Gli scooter targati salgono dell\u20198,8%, confermandosi protagonisti della mobilit\u00e0 urbana. \u00a0<\/p>\n<p>Dai mobili agli elettrodomestici, dall\u2019elettronica alla telefonia e all\u2019IT, il comparto casa nel 2025 mostra un quadro di stabilit\u00e0 e adattamento. Crescono prodotti informatici, piccoli elettrodomestici e device smart, l\u2019online consolida il ruolo chiave, mentre famiglie e consumatori privilegiano comfort, qualit\u00e0, benessere e soluzioni premium, tra innovazione e attenzione al prezzo. \u00a0<\/p>\n<p>Dopo il biennio d\u2019oro 2021-2022, la domanda di mobili si \u00e8 normalizzata, ma il settore resta ben sopra i livelli pre-Covid: +10% rispetto al 2019. L\u2019anno si chiuder\u00e0 intorno ai 16,5 miliardi di euro (-0,6%), segnalando una fase di assestamento pi\u00f9 che un vero rallentamento. I volumi restano in calo (-1,7%), ma i prezzi continuano a sostenere il mercato (+1,1%), pur con una dinamica pi\u00f9 morbida rispetto agli anni dei rincari. La cautela delle famiglie pesa ancora: incentivi e bonus ristrutturazioni aiutano, ma non bastano a riaccendere quella spinta eccezionale generata dal post-pandemia e dal Superbonus. \u00a0<\/p>\n<p>A frenare \u00e8 soprattutto la domanda legata alle ristrutturazioni, oggi fisiologicamente in discesa. A fare da contraltare \u00e8 invece il primo acquisto, alimentato da un mercato immobiliare tornato vivace: nei primi sei mesi dell\u2019anno le compravendite residenziali sono cresciute del 9,5%, spinte da tassi pi\u00f9 leggeri e un credito pi\u00f9 accessibile. Sul fronte dei canali di vendita, l\u2019online continua la sua avanzata arrivando a valere il 20% del retail. Un risultato che certifica la maturit\u00e0 digitale dell\u2019arredo italiano, sempre pi\u00f9 capace di coniugare design, prezzo e omnicanalit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>La telefonia resta il baricentro della tecnologia consumer: nel 2025 il comparto mantiene la rotta sui 6,3 miliardi (-0,4%), segno di una domanda matura che per\u00f2 evolve rapidamente. Gli smartphone \u2013 l\u201985% del giro d\u2019affari \u2013 rallentano nei volumi ma tengono in valore (-1,1%) grazie al continuo spostamento verso i prodotti di maggiore qualit\u00e0. A fare da contrappunto alla flessione degli smartphone, continuano a crescere cuffie (+1,5%) e i dispositivi tecnologici indossabili (+1,2%), trainati da funzioni smart sempre pi\u00f9 orientate al benessere e alla performance personale. L\u2019online consolida il sorpasso sulle vendite in negozio, arrivando al 20,5% del fatturato. In un mercato ormai saturo, \u00e8 qui \u2013 tra servizi premium, ecosistemi integrati e nuovi modelli di fruizione \u2013 che si gioca la partita futura. \u00a0<\/p>\n<p> Il mercato degli elettrodomestici chiuder\u00e0 il 2025 con un valore complessivo di 6,5 miliardi di euro: 4,2 miliardi per i grandi apparecchi e 2,3 miliardi per i piccoli. I grandi elettrodomestici si confermano su un plateau elevato (-0,3%), dopo tre anni di crescita solida, sostenuti dai bisogni di sostituzione e dall\u2019efficientamento energetico spinto anche dal bonus rottamazione. I volumi tengono, i prezzi si raffreddano, e il comparto del lavaggio \u00e8 quello che corre meglio: asciugatrici (+4,4%) e lavastoviglie (+1,7%) guidano la fascia alta della domanda, segnale di un\u2019Italia che aggiorna la dotazione domestica puntando a comfort e risparmio. \u00a0<\/p>\n<p>Freddo e cottura restano pi\u00f9 deboli, con prezzi in discesa che comprimono il valore complessivo. Tutt\u2019altra storia per i piccoli elettrodomestici, ancora una volta i migliori performer tra i durevoli per la casa: +8,4% a volume e +5,2% a valore. Il mercato intercetta tendenze chiare: multifunzionalit\u00e0, cura del s\u00e9 e desiderio di semplificazione. Crescono con decisione i dispositivi per la cura della casa, trainati dagli aspirapolvere (+15,4%) di nuova generazione e dai mini-aspiratori. Nella cura della persona brillano i prodotti per l\u2019igiene dentale (+9,6%), i dispositivi per la rasatura e gli apparecchi per asciugare e acconciare i capelli. \u00a0<\/p>\n<p>Nella preparazione del cibo, le friggitrici ad aria continuano la loro scalata (+16% in valore, +23% in volume), mentre i robot da cucina vivono una fase di forte normalizzazione dovuta alla pressione promozionale. Tra gli altri prodotti, prosegue lo sviluppo delle vendite di bilance (+9.1% in valore). L\u2019online si consolida come canale chiave: rappresenta ormai il 38% del fatturato dei piccoli elettrodomestici, con crescite a doppia cifra. \u00a0<\/p>\n<p>Claudio Bardazzi, responsabile Osservatorio Findomestic, sintetizza cos\u00ec il trend: &#8220;Dalle friggitrici ad aria ai wearable, dai prodotti per l\u2019igiene orale agli apparecchi per la cura del corpo, emerge una ricerca crescente di benessere personale. Il consumatore investe in ci\u00f2 che gli permette di vivere meglio: monitorare, prevenire, semplificare. Anche a casa&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>E dopo un triennio di segni meno, il mercato IT italiano torna a crescere, segnando un +1,7% e sfiorando i 2,2 miliardi di fatturato. A guidare la ripresa sono pc portatili (+3,5%), tablet (+4,7%) e dispositivi per il gioco (+5,3%). Il canale online si conferma protagonista, con un contributo al fatturato vicino al 32%, compensando il lieve calo delle vendite nei negozi fisici. Dopo il rimbalzo dai picchi del 2020-\u201921, il mercato IT si posiziona tra i segmenti pi\u00f9 performanti della tecnologia consumer, con volumi in crescita e una dinamica di prezzo favorevole che lascia intravedere ulteriori trend positivi per la chiusura dell\u2019anno. \u00a0<\/p>\n<p>Il 2025 si chiuder\u00e0 a 1,6 miliardi (-1,9%), il mercato dell\u2019elettronica di consumo continua a scontare l\u2019onda lunga del passaggio al digitale terrestre: il segmento video, ancora in flessione, resta il grande freno di un comparto che per\u00f2 mostra segnali di stabilizzazione dopo il crollo del triennio 2022-24. La TV \u2013 che vale oltre l\u201980% del mercato \u2013 resta negativa (-2,9%), anche se da met\u00e0 anno i volumi tornano a respirare. I decoder continuano invece la loro caduta libera, ormai sotto l\u20191% del giro d\u2019affari. Tra i pochi fari accesi, spiccano i droni (+16%), le cuffie (+6,6%), trainate da wireless e funzioni premium, e gli altoparlanti (+7,6%), alimentati dalla voglia di home theatre. Un mercato che stringe i denti ma che \u2013 tra innovazione, qualit\u00e0 del suono e nuove esperienze d\u2019ascolto \u2013 lascia intravedere la voglia dei consumatori di tornare a investire, quando il rimbalzo dal boom post-switch-off sar\u00e0 finalmente alle spalle.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>lavoro<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=38153\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Dopo due anni di crescita il motore dei beni durevoli si ferma: a&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":38154,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-38153","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38153","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38153"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38153\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38181,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38153\/revisions\/38181"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/38154"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38153"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38153"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38153"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}