{"id":37872,"date":"2025-12-17T19:08:59","date_gmt":"2025-12-17T19:08:59","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=37872"},"modified":"2025-12-17T19:08:59","modified_gmt":"2025-12-17T19:08:59","slug":"il-museo-delle-civilta-presenta-laboratorio-neanderthal-le-scoperte-di-grotta-guattari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=37872","title":{"rendered":"Il Museo delle Civilt\u00e0 presenta LABORATORIO NEANDERTHAL. Le scoperte di Grotta Guattari"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Il MUCIV-Museo delle Civilt\u00e0 prosegue il processo di rinnovamento e accrescimento delle proprie collezioni inaugurando una nuova area espositiva: LABORATORIO NEANDERTHAL. Le scoperte di Grotta Guattari.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Al centro del progetto sono gli straordinari reperti provenienti da Grotta Guattari \u2013 sito preistorico di fama internazionale situato a San Felice Circeo (Latina) \u2013 trasferiti dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina. Gli ultimi ritrovamenti \u2013 che contribuiscono ad aggiornare le nostra conoscenze sui Neanderthal e sul territorio da essi abitato \u2013 si riuniscono ai reperti gi\u00e0 precedentemente esposti, e proprio la loro riunificazione e musealizzazione permanente rende il MUCIV-Museo delle Civilt\u00e0 l\u2019epicentro non solo della loro conservazione e condivisione con il pubblico, ma anche delle ricerche ancora in corso su questo eccezionale patrimonio del nostro passato, configurando l\u2019intero progetto come quello di un vero e proprio LABORATORIO NEANDERTHAL. (Fotogallery)\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u201cAccolgo con grande soddisfazione la realizzazione di questo allestimento permanente atteso da anni che d\u00e0 ragione, ancora una volta, del ruolo centrale del cranio di Homo neanderthalensis rinvenuto nel 1939 all\u2019interno della Grotta Guattari a San Felice Circeo, nello studio di questo nostro ormai celebrato antenato e, pi\u00f9 in generale, dell&#8217;evoluzione umana in Italia, ma che soprattutto consente di ricollocare e offrire all\u2019analisi dei fruitori del MUCIV-Museo delle Civilt\u00e0, degli studiosi e degli addetti ai lavori, il prezioso reperto fossile nel suo contesto togliendolo dall\u2019isolamento. Ci\u00f2 \u00e8 stato possibile grazie all\u2019integrazione del cranio conservato dal 1961 nel Museo dedicato al grande paletnologo Luigi Pigorini, l\u2019attuale MUCIV, con altri reperti fossili umani rinvenuti nel corso delle ricerche archeologiche condotte dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone e Latina, a partire dal 2019 e ancora in corso. La soddisfazione \u00e8 ancora maggiore perch\u00e9 in progetti come quello che oggi si realizza, si fondono tutte le attivit\u00e0 di cui si compone la tutela del patrimonio culturale, cos\u00ec come viene definita nel Codice dei beni culturali e del paesaggio: ricerca, studio e conservazione, finalizzate alla pubblica fruizione, e quindi alla diffusione della conoscenza delle nostre radici storiche e culturali. Non posso esimermi dal sottolineare infine lo straordinario contributo di conoscenza e competenza fornito dall\u2019equipe multidisciplinare costituita da studiosi di fama internazionale nel campo della preistoria, dell\u2019antropologia fisica, delle scienze applicate all\u2019archeologia, della archeozoologia, funzionari del MUCIV e docenti universitari che hanno conferito solidit\u00e0 scientifica e garantito la correttezza delle informazioni a un progetto di allestimento moderno e accattivante. Merito anche del sapiente e paziente lavoro di coordinamento del direttore del MUCIV, Andrea Viliani\u201d, spiega Luigi La Rocca, Capo del Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>La nuova Sala Guattari presenta un inedito allestimento multimediale \u2013 progettato da Studio Azzurro sotto la direzione artistica di Leonardo Sangiorgi e Giuseppe Carmosino, e a cura di Maria Grazia Filetici e Andrea Viliani \u2013 i cui contenuti scientifici sono stati redatti con la supervisione di un Comitato Tecnico-Scientifico formato da Luigi La Rocca (Capo del Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale), Massimo Osanna (Direttore Generale Musei), Alessandro Betori e Antonio Borrani (Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone e Latina), Andrea Viliani,<br \/>\nFrancesca Alhaique, Francesca Candilio e Alessandra Sperduti (MUCIV-Museo delle Civilt\u00e0), Stefano Benazzi (Alma Mater Studiorum \u2013 Universit\u00e0 di Bologna), David Caramelli (Universit\u00e0 degli Studi di Firenze), Giorgio Manzi e Alessia Nava (Sapienza Universit\u00e0 di Roma), Mario Federico Rolfo (Universit\u00e0 degli Studi di Roma Tor Vergata).\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u201cOgni nuova apertura al pubblico \u2013 commenta il Direttore generale Massimo Osanna \u2013 \u00e8, prima di tutto, un atto di responsabilit\u00e0 culturale e istituzionale: significa restituire alla comunit\u00e0 una parte fondante della sua storia, offrendo strumenti per leggere il patrimonio in modo accessibile. Nel caso di questo progetto, il racconto accompagna il visitatore nel lungo percorso delle civilt\u00e0 e nelle grandi trasformazioni che hanno modellato il mondo, attraverso un dialogo continuo tra ricerca scientifica e narrazione museale.\u00a0<\/p>\n<p>Il Museo, epicentro attivo delle collezioni nazionali di archeologia preistorica, si propone come spazio di esperienza condivisa, capace di rendere comprensibili e attuali i risultati della ricerca, attraverso un racconto chiaro, coinvolgente e inclusivo, rivolto a pubblici diversi.\u00a0<\/p>\n<p>La Direzione generale Musei accompagna e sostiene questo progetto fin dal suo avvio, non solo per ampliare l\u2019offerta culturale, ma per affermare un\u2019idea di museo come infrastruttura pubblica della conoscenza, in cui conservazione, ricerca e accessibilit\u00e0 concorrono a costruire valore culturale e consapevolezza civile, trasformando il patrimonio del passato \u2013 anche quello pi\u00f9 lontano \u2013 in una risorsa per il presente\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il progetto \u00e8 il risultato di un\u2019ampia e articolata collaborazione inter-istituzionale e inter-disciplinare che ha coinvolto, accanto al MUCIV, il Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale, la Direzione Generale Musei, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone e Latina, l\u2019Alma Mater Studiorum \u2013 Universit\u00e0 di Bologna, la Sapienza Universit\u00e0 di Roma, l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Firenze e l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Roma Tor Vergata.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019esposizione inaugura, inoltre, il programma di eventi che, nel 2026, il MUCIV-Museo delle Civilt\u00e0 dedicher\u00e0 ai 150 anni dall\u2019apertura, nel 1876, del Regio Museo Preistorico Etnografico da parte dell\u2019archeologo Luigi Pigorini. Il progetto rappresenta in questo senso un ulteriore, fondamentale capitolo nella storia del MUCIV che, da 150 anni appunto, custodisce, valorizza e studia le collezioni nazionali e internazionali di preistoria e protostoria. Unendo riflessione critica e nuove prospettive metodologiche, LABORATORIO NEANDERTHAL. Le scoperte di Grotta Guattari si configura come una vera e propria \u201cmacchina del tempo\u201d con cui raccontare le storie del pianeta e dei suoi abitanti dai primordi delle civilt\u00e0 umane alla contemporaneit\u00e0. Il museo prosegue, cos\u00ec, il proprio processo di aggiornamento con particolare attenzione all\u2019accessibilit\u00e0 e alla diversificazione delle modalit\u00e0 di fruizione, mettendo a disposizione del pubblico e della comunit\u00e0 scientifica un patrimonio che integra tutela e ricerca, nuove tecnologie e antiche narrazioni. Come afferma Andrea Viliani, Direttore del MUCIV: \u201cCon la musealizzazione permanente dei reperti provenienti dal sito neanderthaliano di Grotta Guattari il MUCIV-Museo delle Civilt\u00e0 di Roma conferma, amplia e rafforza il suo ruolo di museo nazionale dedicato alla tutela, alla valorizzazione e alla ricerca archeologica preistorica. Proprio nel 150 anniversario della fondazione (nel 1875) di queste collezioni da parte dell\u2019archeologo Luigi Pigorini, il MUCIV non solo se ne rende responsabile erede ma altrettanto responsabilmente si radica nel presente e guarda al futuro per rendere accessibili a tutti i pubblici contemporanei le pi\u00f9 autorevoli ricerche scientifiche del nostro tempo. Un progetto come questo &#8211; che trasforma dal vivo e in tempo reale il museo in un \u201claboratorio\u201d educativo e formativo &#8211; richiede un coordinamento fra molteplici istituzioni pubbliche, di cui il museo si \u00e8 messo al servizio. Ringraziamo tutto il Comitato Tecnico-Scientifico e le universit\u00e0 coinvolte, il Dipartimento per la valorizzazione e il Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale, a partire dal Capo Dipartimento Luigi La Rocca, la Direzione generale Musei, a partire dal Direttore generale Massimo Osanna, e tutta la Soprintendenza per le Province di Frosinone e Latina. Un ringraziamento speciale va alle Funzionarie del Servizio di Bio-Archeologia del MUCIV, a partire dalle colleghe Francesca Alhaique e Alessandra Sperduti, e a tutto lo straordinario personale del MUCIV. Vi aspettiamo quindi al MUCIV, per condividere insieme tutte le meravigliose e affascinanti scoperte, per altro ancora in corso, della Grotta Guattari\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\nAlessandro Betori, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina, ricorda infatti che \u201cQuando, in occasione delle celebrazioni per gli ottanta anni dalla scoperta del sito di Grotta Guattari (2019), si lanci\u00f2 l\u2019idea di una ripresa delle indagini, pochi avrebbero sperato in esiti tanto significativi, che consentono, da un lato un arricchimento sostanziale dello specimen di indagine, dall\u2019altro la definitiva valorizzazione di rinvenimenti e sito. Quale migliore cornice del Museo che sin dal principio ha accompagnato studio, conoscenza e valorizzazione dei Neanderthal del Circeo? Alla Soprintendenza il compito di perseverare nella tutela del Circeo e delle sue grotte, tanto rilevanti per gli studi di paleoantropologia\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>La nuova Sala Guattari \u2013 che alla conclusione nel 2026 dei lavori previsti dai cantieri in corso del Grande Progetto si integrer\u00e0 anche fisicamente, attraverso un passaggio interno, con il resto dell\u2019itinerario di visita museale, divenendone l\u2019incipit \u2013 avvier\u00e0 d\u2019ora in poi il percorso espositivo delle Collezioni di Preistoria e Protostoria che, dal piano terra, prosegue e si completa al secondo piano del Palazzo delle Scienze.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Concepito come uno spazio-tempo in cui la ricerca scientifica dialoga costantemente con la funzione didattica, l\u2019allestimento intreccia i linguaggi visivo, luminoso e sonoro accompagnando i visitatori e le visitatrici in un percorso in cui la conoscenza dei reperti \u00e8 mediata non solo da estesi apparati didascalici bilingui (italiano e inglese) ma, soprattutto, attraverso la percezione sensoriale. La presentazione dei reperti umani, faunistici e litici di Grotta Guattari restituisce, quindi, un\u2019esperienza dal vivo e in tempo reale, interpretando l\u2019evoluzione come co-evoluzione multi-specie, ovvero mettendo in evidenza le molteplici relazioni fra esseri umani, animali e vegetali cos\u00ec come fra i singoli componenti di ogni specie e l\u2019ambiente in cui essi co-abitano.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u201cL\u2019allestimento del progetto LABORATORIO NEANDERTHAL. Le scoperte di Grotta Guattari nascono dalla suggestione tratta dalle parole scritte nel 1939 sul \u201cdiario di scavo\u201d del professore Carlo Alberto Blanc \u2013 aggiunge Leonardo Sangiorgi, Studio Azzurro \u2013 che per primo \u2013 insieme al proprietario della grotta al Circeo che da lui prender\u00e0 nome \u2013 ne esplor\u00f2 la cavit\u00e0 appena rinvenuta. Le parole del diario parlano di uno spazio dalle pareti color terra scura, come fosse bagnata, dalla quale spuntavano a tratti delle forme pi\u00f9 piccole e pi\u00f9 chiare, illuminate dalla luce che proveniva dall\u2019esterno. L\u2019allestimento della nuova sala del MUCIV-Museo delle Civilt\u00e0 dedicata agli scavi di Grotta Guattari ripropone ed evoca quindi, senza tentare di riprodurlo fedelmente, uno spazio scuro, ipogeo, rischiarato dai bagliori di luce naturale che provengono da strette e sottili fessure formate dalle quinte ad angolo che chiudono le finestre della sala. Nelle aree ricavate fra queste strutture, alcune vetrine inserite nelle pareti espongono i reperti faunistici e litici, mentre in uno spazio separato, e pi\u00f9 raccolto, sono presentati per la prima volta al pubblico i reperti pi\u00f9 rari e straordinari, quelli umani, che testimoniano la presenza dei neandertaliani al Circeo. L\u2019allestimento propone diverse modalit\u00e0 di visita, da quella per i visitatori che desiderano guardare e leggere le informazioni essenziali su ci\u00f2 che \u00e8 esposto, a quella dedicata ai visitatori che hanno pi\u00f9 tempo e desiderano approfondire su specifici supporti multimediali i vari e articolati aspetti della ricerca scientifica, per arrivare infine a quella interattiva in cui poter ascoltare dalla viva voce dei ricercatori e degli scienziati, sfiorandoli con la mano, le risposte ad alcune domande che tutti noi ci poniamo sui neandertaliani.\u201d\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019allestimento integra, dunque, reperti archeologici, tecnologie immersive e interattive (Tavolo dei gesti, Postazioni multimediali, Le voci della costa, Visita virtuale di Grotta Guattari), proponendo attivit\u00e0 di mediazione didattica rivolte a tutti i pubblici; la nuova area valorizza una scienza praticata, e condivisa, non come disciplina statica, ma come costruzione dinamica: una narrazione plurale e in continua trasformazione che interpreta l\u2019evoluzione non come qualcosa di concluso ma in costante in divenire, non come una semplice storia del passato, ma come una prospettiva in corso, intrecciata agli scenari che, per noi esseri umani contemporanei, sta definendo, per esempio, l\u2019affermarsi dell\u2019\u201cAI-Intelligenza Artificiale\u201d o il moltiplicarsi dei fenomeni climatici e ambientali del cosiddetto \u201cAntropocene\u201d. Tanto da poterci chiedere\u2026 \u201ce se fossimo proprio noi i futuri Neanderthal?\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Mario Federico Rolfo, Universit\u00e0 degli Studi di Roma Tor Vergata racconta: &#8220;Le nuove campagne di scavo avviate nel 2019 a Grotta Guattari, promosse dalla Soprintendenza, hanno segnato una svolta fondamentale, permettendo di individuare altri 15 resti umani tra elementi del cranio, del post-cranio e denti isolati. Si tratta del campione di Neanderthal pi\u00f9 consistente mai rinvenuto in un singolo sito nel territorio italiano, un archivio biologico straordinario che si ricongiunge oggi ai ritrovamenti storici del 1939. Oltre ai resti umani, le indagini condotte dal nostro team dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Roma Tor Vergata hanno riportato alla luce industrie litiche e una ricca fauna \u2014 dai grandi mammiferi come elefanti e rinoceronti fino alle iene \u2014 che ci consentono di ricostruire con precisione inedita la co-evoluzione tra specie e ambiente. Questo progetto, configurandosi come un vero e proprio &#8216;Laboratorio Neanderthal&#8217;, trasforma finalmente la ricerca scientifica in corso in un\u2019esperienza di conoscenza condivisa e accessibile a tutti. Per Roma, principalmente devo dire la verit\u00e0, qui nel museo delle civilt\u00e0 abbiamo dato una nuova linfa vitale e rimesso al centro l&#8217;importanza di questo museo: \u00e8 la casa di tutti noi archeologi preistorici perch\u00e9 \u00e8 dedicato al fondatore della preistoria&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\nGrotta Guattari si apre su un versante del monte Circeo (San Felice Circeo, LT), in un territorio che anche prima di questa scoperta aveva restituito evidenze della presenza del Neanderthal. L\u2019individuazione dell\u2019apertura della grotta, ostruita da una frana decine di migliaia di anni prima, avvenne casualmente il 24 febbraio 1939 da parte di un operaio che lavorava in un terreno di propriet\u00e0 di Angelo Guattari. Verso il fondo della grotta, in un ambiente in seguito denominato \u201cAntro dell\u2019Uomo\u201d, furono rinvenuti un cranio quasi completo e, nelle sue vicinanze, anche una mandibola, oggi noti come Guattari 1 e Guattari 2. Il paleoetnologo Alberto Carlo Blanc, chiamato a indagare il sito, comprese l\u2019enorme importanza del ritrovamento e port\u00f2 il cranio all\u2019antropologo Sergio Sergi, il quale attribu\u00ec il reperto ad un\u2019umanit\u00e0 estinta: Homo neanderthalensis.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Informata dell\u2019eccezionale scoperta, la Regia Soprintendenza alle Antichit\u00e0 di Roma autorizz\u00f2 l\u2019Istituto Italiano di Paleontologia Umana a intraprendere indagini archeologiche nella grotta. Le ricerche, coordinate da Alberto Carlo Blanc e Luigi Cardini, portarono alla luce numerosi resti faunistici e strumenti litici. Nel 1950, lungo la parete esterna della grotta, venne scoperta una seconda mandibola (Guattari 3).\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il cranio Guattari 1 \u00e8 noto per essere stato a lungo interpretato come evidenza di cannibalismo rituale, in particolare del consumo del cervello, a causa della rottura alla sua base, e per essere stato rinvenuto al centro di quello che appariva come un cerchio di pietre. Anche se questa ipotesi pu\u00f2 apparire molto suggestiva, i successivi studi, condotti negli anni \u201880 del secolo scorso, l\u2019hanno messa decisamente in discussione. Infatti, un attento e completo riesame del contesto ha portato a concludere che la grotta, almeno nelle fasi precedenti alla sua completa chiusura causata da una frana avvenuta circa 50 mila anni fa, fosse stata una tana di iene e che i resti umani fossero stati probabilmente introdotti all\u2019interno della grotta da questi carnivori al pari di quelli di altri animali.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>A partire dal 2019, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone e Latina, in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Roma Tor Vergata, guidata dal Prof. Mario Federico Rolfo, ha avviato nuove campagne di scavo a Grotta Guattari. Le indagini hanno permesso di individuare altri 15 resti umani, comprendenti elementi del cranio e del post-cranio, oltre ad alcuni denti isolati. Ad oggi, si tratta del campione di Neanderthal pi\u00f9 consistente mai rinvenuto in un singolo sito nel territorio italiano. Oltre ai reperti umani, i recenti scavi effettuati sia all\u2019interno della grotta sia all\u2019esterno, hanno restituito industrie litiche e resti faunistici inclusi cervi, bovini selvatici, cavalli, iene, elefanti, rinoceronti che permettono di ricostruire le condizioni climatiche e ambientali nel periodo in cui la grotta era stata frequentata dal Neanderthal e dalle iene. Vecchi e nuovi ritrovamenti sono attualmente oggetto di studio da parte di un\u2019\u00e9quipe di ricercatori italiani.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u201cLa nuova Sala Grotta Guattari del Museo delle Civilt\u00e0, cos\u00ec come il progetto di musealizzazione permanente LABORATORIO NEANDERTHAL. Le scoperte di Grotta Guattari, sono il risultato della collaborazione tra numerosi enti avviata nel 2021 dagli accordi fra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Province di Frosinone e Latina e il MUCIV-Museo delle Civilt\u00e0, grazie al finanziamento sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione del Ministero della Cultura assegnato con Delibera CIPESS n.7\/2021 e s.m.i. \u2013 conclude Maria Grazia Filetici, RUP, Layout museografico ed espositivo, Direttore dei lavori, Coordinamento esecutivo \u2013Il progetto museografico \u2013 a cura di Maria Grazia Filetici e Andrea Viliani, la direzione artistica di Studio Azzurro e la realizzazione di Archedim S.R.L. \u2013 espone importanti reperti, studiati e conservati dalle Funzionarie del Laboratorio di Bio-Archeologia del MUCIV insieme a esperti della suddetta Soprintendenza che ne ha la tutela e la supervisione. La sinergia tra il Segretariato Generale, i Dipartimenti e le Direzioni Generali del Ministero della Cultura \u00e8 alla base del piano progettuale che \u2013 con una presentazione multimediale e interattiva dei nuovi risultati degli scavi archeologici e delle ricerche e studi conseguenti \u2013 condivide tutto il lavoro scientifico e istituzionale condotto con il pubblico, coinvolgendolo attivamente in un\u2019esperienza accessibile e accogliente. I primi ritrovamenti di Grotta Guattari a cura di Carlo Alberto Blanc ora giungono a noi presentandosi in una nuova veste interdisciplinare, in cui gli studi di settore parlano l pubblico con l\u2019utilizzo di nuove tecnologie per definire un ambiente espositivo integralmente dedicato agli esordi della vita degli esseri umani sulla Terra. Questo nuovo Laboratorio Neanderthal rimarr\u00e0 aperto non solo per le visite ma anche per integrare tutti i nuovi aggiornamenti provenienti degli studi ancora in corso e dai ritrovamenti che nel tempo ne implementeranno il percorso. Cos\u00ec come Elena Blanc Aguet ed Alberto Carlo Blanc nel 1939 modificano il loro viaggio di nozze per l\u2019importante scoperta a Grotta Guattari del primo cranio Neanderthal, cos\u00ec la prosecuzione degli studi ci offrir\u00e0 nuovi spunti e suggerimenti per mantenere sempre vivo e attuale questo \u201claboratorio\u201d e ricollegarci idealmente al primo istante quando, sulla costa del Circeo, la demolizione di un crollo di pietre apr\u00ec l\u2019ingresso alla grotta che oggi rivive in questa nuova sala museale. La memoria costituisce la base dinamica della nostra conoscenza di questi reperti e accoglie pertanto in s\u00e9 anche quanto, nel corso del tempo, \u00e8 intervenuto nella loro conservazione e ulteriore trasformazione. La cura di questo patrimonio universale, sia culturale che naturale patrimonio, \u00e8 parte fondamentale della tutela della sua memoria. La ricerca, la manutenzione e il restauro non possono dunque che innestarsi in modalit\u00e0 di presentazione tecnologicamente contemporanee, che rendono questa storia lontana alquanto vicina a noi, amplificando l\u2019importanza scientifica, antropologica e storica riunita in questa nuova sala: una grotta che \u00e8 anche un laboratorio, un compendio di ricerche e di storie, di memorie e prospettive.\u201d\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=37872\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il MUCIV-Museo delle Civilt\u00e0 prosegue il processo di rinnovamento e accrescimento delle proprie&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":37873,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-37872","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37872","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=37872"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37872\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37885,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37872\/revisions\/37885"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37873"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=37872"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=37872"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=37872"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}