{"id":37111,"date":"2025-12-15T15:18:00","date_gmt":"2025-12-15T15:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=37111"},"modified":"2025-12-15T15:18:00","modified_gmt":"2025-12-15T15:18:00","slug":"in-tre-lasciano-limes-argentieri-una-nube-tossica-sullucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=37111","title":{"rendered":"In tre lasciano &#8216;Limes&#8217;. Argentieri: &#8220;Una nube tossica sull\u2019Ucraina&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Federigo Argentieri, professore di scienze politiche e direttore del Guarini Institute for Public Affairs della John Cabot University, \u00e8 stato nel comitato redazionale di \u201cLimes\u201d, la rivista di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo, sin dalla sua fondazione nel 1993. Ma il mese scorso ha inviato un telegramma, insieme a Franz Giustincich e Giorgio Arfaras (che faceva parte del consiglio scientifico), per chiedere di essere rimosso. Un piccolo scossone nella prima pagina della rivista, che finora era stata piuttosto immutabile, cos\u00ec immutabile che si possono contare almeno tre morti (Furio Colombo dal 2025, Luigi Vittorio Ferraris dal 2018 e Luciano Antonetti addirittura dal 2012), senza che i nomi siano accompagnati da una piccola croce o una losanga come si usa in questi casi.\u00a0<\/p>\n<p>\nProfessore, partiamo dalla notizia. Lei ha deciso di uscire dal consiglio redazionale di Limes. Perch\u00e9 proprio ora?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Siamo in una fase cruciale, probabilmente la pi\u00f9 difficile per l\u2019Ucraina dall\u2019inizio della guerra, non tanto sul piano militare quanto su quello diplomatico e internazionale. Con gli Stati Uniti che si svincolano dalla Nato, che attaccano l\u2019Unione europea apertamente, e con un allineamento sempre pi\u00f9 evidente tra America e Russia, questo \u00e8 il momento in cui bisogna fare scelte chiare, senza ambiguit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>In questo contesto ho ritenuto che non fosse pi\u00f9 ammissibile che il mio nome comparisse nel tamburino di Limes.\u00a0<\/p>\n<p>\nParla di una decisione politica e morale, non personale.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Non si tratta di opportunismo n\u00e9 di \u201csaltare sul carro del vincitore\u201d, anche perch\u00e9 l\u2019Ucraina oggi non \u00e8 certo il vincitore. \u00c8 una scelta di coerenza. Io ho scritto poco per Limes, anche perch\u00e9 il suo approccio geopolitico \u2013 centrato quasi esclusivamente sui rapporti di forza \u2013 non mi \u00e8 mai stato del tutto congeniale. Ma il punto non \u00e8 questo. Il vero problema \u00e8 il pregiudizio strutturale che la rivista ha nei confronti dell\u2019Ucraina da oltre vent\u2019anni.\u00a0<\/p>\n<p>\nVent\u2019anni sono tanti. Quando individua la svolta?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>La svolta \u00e8 chiarissima: 2004, la Rivoluzione arancione. Da l\u00ec in poi Limes assume una postura costantemente diffidente, se non apertamente ostile, verso l\u2019Ucraina. \u00c8 lo stesso momento in cui esce in Italia \u201cRaccolto di dolore\u201d di Robert Conquest sulla carestia staliniana, libro che ho curato e prefato dopo averlo letteralmente fatto uscire da un cassetto dove era stato relegato per anni. E cosa fa Limes? Pubblica a puntate \u2013 poi per fortuna solo una \u2013 \u201cL\u2019autobus di Stalin\u201d di Antonio Pennacchi: un\u2019orrenda apologia cinica del dittatore, mascherata da allegoria grottesca. Un bravo scrittore che conosce bene le dinamiche dell\u2019Agro pontino ma ben poco quelle sovietiche, che si inerpica in un esercizio davvero incomprensibile.\u00a0<\/p>\n<p>\nUn affronto personale?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Lo fu. Non solo sul piano scientifico e morale, ma anche umano. All\u2019epoca io e Lucio Caracciolo eravamo amici da vent\u2019anni. Non una conoscenza superficiale. Vedere ridicolizzata la tragedia della collettivizzazione e della carestia ucraina in quel modo fu per me inaccettabile. Ci fu una protesta formale dell\u2019Associazione italiana di studi ucrainistici e anche pressioni interne: la seconda puntata non usc\u00ec. Ma la linea non cambi\u00f2.\u00a0<\/p>\n<p>\nLei per\u00f2 \u00e8 rimasto dentro Limes per altri vent\u2019anni. E nella rivista hanno scritto spesso autori decisamente non filo-russi.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Per una combinazione di fattori. Perch\u00e9 si potevano trovare anche analisi condivisibili, perch\u00e9 nessuno ha mai messo in discussione la mia presenza. I legami personali, come spesso accade, sono duri a morire. E poi c\u2019era sempre la speranza, forse ingenua, di un cambio di rotta. Cambio che non c\u2019\u00e8 mai stato, anzi: dal 2014 in poi le cose sono peggiorate.\u00a0<\/p>\n<p>\nSi riferisce all\u2019annessione della Crimea e alla guerra nel Donbas.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Da allora Limes ha iniziato a pubblicare sistematicamente mappe con la Crimea colorata come Russia, spesso anche il Donbas. Alla protesta ripetuta dell\u2019ambasciatore ucraino, Caracciolo rispondeva: \u201cSe cambier\u00e0 la realt\u00e0, cambieremo il colore della cartina\u201d. \u00c8 un\u2019assurdit\u00e0 cartografica prima ancora che politica. Le aree contese si rappresentano come tali. Qui invece si faceva una scelta netta.\u00a0<\/p>\n<p>\nDopo il 2022 la frattura diventa definitiva.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Alla vigilia dell\u2019invasione del 24 febbraio 2022, Caracciolo dichiara in televisione che la Russia non avrebbe mai invaso. Una previsione clamorosamente sbagliata. Qui entra in gioco un tema fondamentale: l\u2019accountability, una parola che in italiano non ha traduzione e forse si capisce perch\u00e9. Se sei un esperto geopolitico e sbagli in modo cos\u00ec macroscopico, in qualche modo dovresti renderne conto. In Italia questo non accade.\u00a0<\/p>\n<p>\nE secondo lei questo ha contribuito all\u2019attuale approccio televisivo alla guerra, in cui si cerca una specie di par condicio tra chi difende l\u2019Ucraina e chi gli interessi di Mosca?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 una nube tossica mediatica che avvelena il pubblico e finisce per influenzare anche la politica. Limes e Caracciolo hanno una responsabilit\u00e0 maggiore di tanti ciarlatani televisivi proprio perch\u00e9 il loro livello culturale \u00e8 elevato. Quando una fonte autorevole contribuisce alla disinformazione, il danno \u00e8 pi\u00f9 grave. Negli altri paesi europei, Francia, Regno Unito, Germania, Spagna, non c\u2019\u00e8 la carrellata di figure improponibili che oggi trovano grande spazio in certi programmi. Neanche Fox News \u00e8 cos\u00ec schierata, solo in Russia si vedono le trasmissioni che ci sono in Italia. I miei colleghi stranieri sono stupefatti davanti a questa, chiamiamola, unicit\u00e0. \u00a0<\/p>\n<p>\nPer\u00f2 non tutta l\u2019informazione televisiva ospita filo-russi o figure impreparate.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Si salvano alcuni programmi del mattino, quando per\u00f2 l\u2019audience totale \u00e8 un quarto di quella serale, come a dire: tra pochi si possono fare riflessioni pi\u00f9 sensate, mentre quando il pubblico cresce bisogna sparare panzane. Per fortuna ci sono i due canali all news, Rainews24 e Skytg24, e soprattutto la radio, con in testa l\u2019ottima Rai Radio1, seguita da Radio24 e altri canali che fanno informazione in modo corretto.\u00a0<\/p>\n<p>\nLa sua non \u00e8 l\u2019unica uscita da Limes.<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>Franz Giustincich, giornalista e analista geopolitico, storico collaboratore della rivista e profondo conoscitore dell\u2019Europa centro-orientale, lascia il consiglio redazionale.\u00a0<\/p>\n<p>Giorgio Arfaras, economista, vicepresidente del Centro Einaudi e commentatore economico del Corriere della Sera, esce invece dal consiglio scientifico. \u00a0<\/p>\n<p>\nIn conclusione: \u00e8 una rottura definitiva o un atto di testimonianza?<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 un atto di coerenza. Non mi interessano le rotture simboliche, ma le responsabilit\u00e0 intellettuali s\u00ec. In un momento come questo, non si pu\u00f2 restare dentro una cornice che contribuisce a deformare la comprensione della realt\u00e0. Per me, semplicemente, non era pi\u00f9 ammissibile. (di Giorgio Rutelli)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>internazionale\/esteri<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=37111\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Federigo Argentieri, professore di scienze politiche e direttore del Guarini Institute for Public&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":37112,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-37111","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37111","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=37111"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37111\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37132,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37111\/revisions\/37132"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37112"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=37111"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=37111"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=37111"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}