{"id":36659,"date":"2025-12-14T00:03:25","date_gmt":"2025-12-14T00:03:25","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=36659"},"modified":"2025-12-14T00:03:25","modified_gmt":"2025-12-14T00:03:25","slug":"piu-giovani-con-il-cioccolato-fondente-lo-studio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=36659","title":{"rendered":"&#8216;Pi\u00f9 giovani&#8217; con il cioccolato fondente, lo studio"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Si va verso Natale, con l&#8221;assedio&#8217; di dolci assortiti. E a ridosso delle feste arriva un&#8217;indicazione che potrebbe rendere almeno in parte pi\u00f9 sopportabili gli effetti di eventuali stravizi a base di cioccolato fondente. Una ricerca del King&#8217;s College di Londra evidenzia che la teobromina, un comune composto vegetale derivato dal cacao, potrebbe avere propriet\u00e0 anti-invecchiamento. Lo studio pubblicato su Aging pone a confronto i livelli di teobromina nel sangue con i marcatori ematici relativi all&#8217;invecchiamento biologico.\u00a0<\/p>\n<p>\nI marcatori dell&#8217;et\u00e0 biologica indicano l&#8217;et\u00e0 apparente del corpo in base al suo stato di salute e alle sue funzioni: l&#8217;et\u00e0 anagrafica diventa un dettaglio. La base dell&#8217;analisi \u00e8 rappresentata da due studi &#8211; condotti da TwinsUK e da KORA &#8211; che hanno coinvolto nel complesso 1669 persone. Gli scienziati hanno rilevato che a livelli pi\u00f9 elevati di teobromina nel sangue veniva associata un&#8217;et\u00e0 biologica inferiore a quella effettiva.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Il nostro studio trova collegamenti tra un componente chiave del cioccolato fondente e il rimanere giovani pi\u00f9 a lungo. Anche se non stiamo dicendo che le persone dovrebbero mangiare pi\u00f9 cioccolato fondente, questa ricerca pu\u00f2 aiutarci a capire come gli alimenti di uso quotidiano possano contenere indizi per una vita pi\u00f9 sana e lunga&#8221;, spiega la professoressa Jordana Bell, tra i responsabili dello studio e docente di Epigenomica al King&#8217;s College di Londra. La scienziata ha anche verificato se altri metaboliti presenti nel cacao e nel caff\u00e8 mostrassero un legame simile con la frenata dell&#8217;invecchiamento: l&#8217;effetto, a quanto pare, appartiene solo alla teobromina.\u00a0<\/p>\n<p>\nI ricercatori hanno utilizzato due test per valutare l&#8217;et\u00e0 biologica delle persone coinvolte nello studio. Il primo ha esaminato i cambiamenti chimici nel DNA per valutare la velocit\u00e0 di invecchiamento. L&#8217;altro ha stimato la lunghezza dei telomeri, i &#8216;cappucci protettivi&#8217; collocati alle estremit\u00e0 dei cromosomi. Telomeri pi\u00f9 corti sono generalmente associati all&#8217;invecchiamento e alle malattie legate all&#8217;et\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>I composti vegetali presenti negli alimenti possono influenzare l&#8217;invecchiamento, incidendo sul modo in cui i nostri geni vengono attivati o disattivati. Alcuni di questi composti, gli alcaloidi, possono interagire con i meccanismi cellulari che controllano l&#8217;attivit\u00e0 genica e contribuiscono a plasmare la salute e la longevit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>Tra gli alcaloidi spicca la teobromina, associata a benefici per la salute negli esseri umani: in particolare, la sua presenza viene accostata ad un minor rischio di malattie cardiache. \u00a0<\/p>\n<p>Il legame tra teobromina e invecchiamento rallentato \u00e8 &#8220;una scoperta davvero entusiasmante&#8221;, dice il professor Ramy Saad, ricercatore capo del King&#8217;s College di Londra. &#8220;Le prossime domande importanti riguardano cosa c&#8217;\u00e8 dietro questa associazione e come possiamo esplorare ulteriormente le interazioni tra i metaboliti alimentari e il nostro epigenoma. Questo approccio potrebbe portarci a importanti scoperte sull&#8217;invecchiamento, e oltre, nelle malattie comuni e rare&#8221;, dice lo scienziato. Bisogna approfondire, in particolare, se l&#8217;effetto sia esclusivo della teobromina o se la teobromina possa interagire con altri composti presenti nel cioccolato fondente.\u00a0<\/p>\n<p>I risultati dello studio sono &#8220;promettenti&#8221; ma il King&#8217;s College evidenzia che &#8220;mangiare pi\u00f9 cioccolato fondente non \u00e8 automaticamente benefico, poich\u00e9 contiene anche zucchero, grassi e altri composti. Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere pi\u00f9 dettagliatamente questa associazione&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=36659\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Si va verso Natale, con l&#8221;assedio&#8217; di dolci assortiti. 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