{"id":35767,"date":"2025-12-10T19:19:00","date_gmt":"2025-12-10T19:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=35767"},"modified":"2025-12-10T19:19:00","modified_gmt":"2025-12-10T19:19:00","slug":"da-venier-a-conti-la-tv-ad-atreju-orgogliosi-di-essere-nazional-popolari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=35767","title":{"rendered":"Da Venier a Conti, la tv ad Atreju: &#8220;Orgogliosi di essere nazional popolari&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Da termine quasi dispregiativo a medaglia da appuntare con orgoglio sul petto. La televisione &#8220;nazionalpopolare&#8221; trova la sua pi\u00f9 fiera difesa nelle parole dei suoi protagonisti, Mara Venier, Carlo Conti, Marco Liorni ed Ezio Greggio, ospiti ad Atreju per il panel &#8220;La televisione e la cultura nazionalpopolare in Italia&#8221;. Un&#8217;occasione per rivendicare un ruolo che, secondo loro, significa soprattutto &#8220;essere nel cuore della gente&#8221;, unire le generazioni e offrire conforto, specialmente nei momenti pi\u00f9 difficili. A lanciare il tema \u00e8 Mara Venier, che ricorda un aneddoto del passato per segnare la distanza con il presente. &#8220;Qualche anno fa, Pippo Baudo si offese moltissimo perch\u00e9 l&#8217;allora presidente Rai aveva classificato i suoi programmi come &#8216;nazional-popolari&#8217;. La prese come un&#8217;offesa, ci fu una polemica che dur\u00f2 mesi&#8221;, racconta la signora della domenica. &#8220;Ecco, io oggi, quando mi dicono che Mara Venier \u00e8 &#8216;nazionale popolare&#8217;, sono orgogliosa di rappresentarlo&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Un sentimento condiviso da Carlo Conti e Marco Liorni e a cui fa eco Ezio Greggio, intervenuto in collegamento: &#8220;Essere nazionali e popolari significa essere nel cuore della gente, significa fare trasmissioni che la gente ama e far trascorrere, in tempi complicati come questi, qualche momento di serenit\u00e0. E ne abbiamo assolutamente bisogno&#8221;. La stessa Venier rafforza il concetto, ricordando l&#8217;impegno durante la pandemia: &#8220;Quando l&#8217;Italia era bloccata, noi siamo andati in onda. Andare in onda e cercare di rassicurare gli italiani in un momento terribile. Se questo \u00e8 essere &#8216;nazionale popolare&#8217;, allora ben venga&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Ma cosa significa, oggi, fare televisione per il grande pubblico? Per Marco Liorni, la chiave \u00e8 la permeabilit\u00e0. &#8220;Penso che tutta la televisione, e anche l&#8217;intrattenimento, debba &#8216;respirare&#8217; il Paese che c&#8217;\u00e8 fuori&#8221;, afferma il conduttore de L&#8217;Eredit\u00e0. &#8220;Se le togli il terreno di confronto, la televisione perde quel ruolo sociale cos\u00ec importante che deve avere. Questo vale anche per i quiz: bisogna mettere in dialogo le generazioni, non solo conservando la memoria del passato, ma anche lavorando sull&#8217;intuizione e sulle energie nuove&#8221;. Il legame con il pubblico \u00e8 il filo rosso che unisce tutti gli interventi. &#8220;Siamo qua solo grazie al pubblico che ci segue. Il giorno che non ci segue pi\u00f9, \u00e8 finita anche per noi&#8221;, sottolinea Venier. Un concetto ribadito da Carlo Conti, che definisce la sua carriera un atto di &#8220;fortuna&#8221; reso possibile dalla passione e dalla gavetta. &#8220;Ho iniziato in una radio privata fiorentina dove non pagavano&#8221;, ricorda. &#8220;Ma come diceva Mara, lo devo esclusivamente al pubblico. Fino a che il pubblico vorr\u00e0, io ci sar\u00f2&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Un percorso fatto di &#8220;gavetta&#8221;, oggi spesso saltata, che ha formato una generazione di professionisti. &#8220;Ho imparato tantissimo stando vicino ai grandi, rubando con l&#8217;occhio ogni dettaglio&#8221;, ammette Liorni, citando la sua esperienza al fianco di Mara Venier a La Vita in Diretta. Tra le sfide del presente, i conduttori citano l&#8217;eccessiva sensibilit\u00e0 che rischia di limitare la creativit\u00e0. &#8220;Credo che in generale abbiamo perso il senso della leggerezza, ci prendiamo troppo sul serio&#8221;, osserva Conti. &#8220;Se penso a film come Amici Miei, oggi durerebbero dieci minuti&#8221;. Il conduttore porta un esempio concreto dal suo programma Tale e Quale Show: &#8220;Per stare dietro a certe direttive, a Tale e Quale Show non posso pi\u00f9 far interpretare cantanti di colore a concorrenti bianchi, perch\u00e9 altrimenti si viene accusati di &#8216;blackface&#8217;. Allora mi diverto a prendere un cantante di colore forte nel cast, cos\u00ec posso fargli imitare altri artisti di colore. E poi, un bel giorno, a un concorrente di colore far\u00f2 imitare un cantante bianco, nella speranza che nessuno si offenda per il &#8216;whiteface'&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Sulla stessa linea Ezio Greggio, che difende il diritto alla satira &#8220;scorretta&#8221; come forma di libert\u00e0, ricordando le battaglie degli anni &#8217;70 per aprire la strada alle TV private. Una televisione che, nonostante la concorrenza delle piattaforme, non teme di perdere il suo primato, a patto di offrire contenuti di qualit\u00e0: &#8220;I ragazzi hanno un senso critico notevole&#8221;, conclude Greggio, &#8220;bisogna solo offrirgli programmi che li possano interessare&#8221;. Infine, il ricordo per il collega e amico Fabrizio Frizzi: &#8220;Il momento pi\u00f9 difficile della carriera che non avrei mai voluto vivere \u00e8 stato quando, dopo la morte di Fabrizio Frizzi, sono tornato nello studio de L&#8217;Eredit\u00e0 e ho dovuto riprenderne in mano la conduzione. Una cosa che non avrei mai voluto fare&#8221;, racconta Conti visibilmente emozionato. E aggiunge: &#8220;Dico sempre che nella nostra carriera non importa quanti programmi o quanti successi hai fatto, ma conta quello che lasci. E Fabrizio ha lasciato un segno bellissimo&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;La sua scomparsa ha segnato tutti noi in modo profondo&#8221;, aggiunge Mara Venier spiegando come quell&#8217;evento abbia cambiato le sue priorit\u00e0. &#8220;La scomparsa di Fabrizio mi ha fatto riflettere molto su questo. Anche se amo il mio lavoro e per me \u00e8 importante, da quando Fabrizio non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 ho cercato di essere molto pi\u00f9 vicina alle persone che amo. Ho capito che le cose importanti della vita sono altre. Noi, in fondo, facciamo solo televisione&#8221;, conclude. \u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>spettacoli<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=35767\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Da termine quasi dispregiativo a medaglia da appuntare con orgoglio sul petto. 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