{"id":35375,"date":"2025-12-09T14:59:54","date_gmt":"2025-12-09T14:59:54","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=35375"},"modified":"2025-12-09T14:59:54","modified_gmt":"2025-12-09T14:59:54","slug":"tumori-cambia-standard-cura-sistema-linfatico-buoni-risultati-terapia-mirata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=35375","title":{"rendered":"Tumori, cambia standard cura sistema linfatico, buoni risultati terapia mirata"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Acalabrutinib, in prima linea, pu\u00f2 cambiare lo standard di cura dei tumori del sistema linfatico. La terapia mirata, inibitore di Btk di seconda generazione, ha evidenziato importanti risultati in particolare nella leucemia linfatica cronica e nel linfoma mantellare, in tre studi presentati al Congresso della Societ\u00e0 americana di ematologia (American Society of Hematology, ASH), in corso a Orlando (Florida) fino ad oggi, 9 dicembre. Lo studio &#8216;Amplify&#8217; &#8211; informa una nota &#8211; ha dimostrato che 9 pazienti su 10 con leucemia linfatica cronica trattati in prima linea con acalabrutinib in combinazione con venetoclax, un nuovo regime completamente orale a durata fissa, sono liberi dal trattamento a 3 anni. Nello studio &#8216;Echo&#8217;, acalabrutinib in combinazione con chemio-immunoterapia (bendamustina e rituximab), nel trattamento di prima linea dei pazienti con linfoma mantellare, ha dimostrato una riduzione del 24% del rischio di iniziare una terapia di terza linea o di decesso ed \u00e8 stata ridotta del 40% la probabilit\u00e0 di progressione precoce della malattia. E, nello studio TrAVeRse, si aprono prospettive importanti in prima linea per la cura del linfoma mantellare senza chemioterapia. Grazie alla tripletta costituita da acalabrutinib pi\u00f9 venetoclax e rituximab, il tasso di risposta globale ha raggiunto il 95%. \u00a0<\/p>\n<p>La leucemia linfatica cronica \u00e8 la forma pi\u00f9 comune di leucemia negli adulti. In Italia, sono stimati circa 2.750 nuovi casi ogni anno. &#8220;\u00c8 una neoplasia ematologica caratterizzata dall\u2019accumulo anomalo di un particolare tipo di globuli bianchi, i linfociti B, nel sangue periferico, nel midollo osseo e negli organi linfatici, linfonodi e milza \u2013 spiega Antonio Cuneo, direttore dell\u2019Unit\u00e0 operativa di Ematologia dell\u2019Azienda ospedaliero universitaria di Ferrara -. La chemio-immunoterapia, un tempo, rappresentava lo standard di cura in prima linea, ma oggi \u00e8 superata dalle terapie mirate, costituite dagli inibitori di Btk e di Bcl-2, utilizzati assieme o in associazione con un terzo farmaco, un potente anticorpo monoclonale. Oggi, pertanto, la leucemia linfatica cronica \u00e8 sempre pi\u00f9 curabile, anche se tende spesso a ripresentarsi a distanza di tempo&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Lo studio &#8216;Amplify&#8217; &#8211; dettaglia la nota &#8211; ha paragonato 3 schemi di terapia in prima linea, tutti a durata fissa: la doppietta acalabrutinib pi\u00f9 venetoclax, la tripletta acalabrutinib pi\u00f9 venetoclax e obinutuzumab, entrambe con durata del trattamento di 14 cicli, e la migliore chemio-immunoterapia per 6 mesi. 2Nello studio Amplify  \u2013 continua Cuneo \u2013 l\u201988,5% dei pazienti trattati con acalabrutinib, inibitore di Btk di nuova generazione, pi\u00f9 venetoclax, che \u00e8 un inibitore di Bcl-2, era libero dal trattamento a 3 anni. Fino a poco tempo fa venivano utilizzate terapie continuative, cio\u00e8 assunte fino a quando funzionavano o il paziente le tollerava. I dati aggiornati dello studio Amplify  dimostrano che, grazie ad acalabrutinib pi\u00f9 venetoclax, che agiscono in maniera sinergica, 9 pazienti su 10, a tre anni, non richiedono trattamenti. Questo significa che la neoplasia non \u00e8 pi\u00f9 presente funzionalmente, perch\u00e9 questi pazienti non mostrano pi\u00f9 segni di malattia. Altro aspetto centrale \u00e8 l\u2019alto livello di tollerabilit\u00e0 del regime acalabrutinib pi\u00f9 venetoclax, superiore alle altre opzioni terapeutiche disponibili. Anche durante i circa 14 cicli di terapia, gli effetti collaterali, ad esempio di tipo cardiologico, sono stati pochi e di lieve entit\u00e0 e facilmente gestibili. Dati da evidenziare, soprattutto se si considera che circa il 25% dei pazienti coinvolti nello studio Amplify aveva pi\u00f9 di 65 anni&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Lo scorso anno, sempre al Congresso Ash, erano stati presenti i risultati di sopravvivenza libera da progressione a 36 mesi, pari al 76,5% per acalabrutinib pi\u00f9 venetoclax, all\u201983,1% con l\u2019aggiunta di obinutuzumab, rispetto al 66,5% per la chemio-immunoterapia.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Lo studio Amplify \u2013 sottolinea Cuneo &#8211; ha dimostrato che, con la combinazione acalabrutinib pi\u00f9 venetoclax, \u00e8 possibile ottenere un controllo della malattia molto pi\u00f9 prolungato rispetto alla migliore immunochemioterapia. Non solo. Aumenta anche la sopravvivenza globale, che include qualunque causa di morte. E oggi \u00e8 disponibile anche il dato sul tempo libero da ulteriori trattamenti. Questi risultati segnano la fine definitiva dell\u2019era dell\u2019immunochemioterapia nella leucemia linfatica cronica. Le prospettive offerte dalla nuova combinazione orale a durata fissa sono molto importanti anche da un punto di vista psicologico, perch\u00e9 il paziente, pur vivendo con una malattia cronica, \u00e8 consapevole del termine del trattamento \u2013 evidenzia Cuneo -. Inoltre, il regime acalabrutinib pi\u00f9 venetoclax \u00e8 completamente orale, con ulteriori vantaggi per la qualit\u00e0 di vita dei pazienti, che possono ridurre gli accessi in ospedale, assumendo la terapia a casa. Analisi farmacoeconomiche hanno dimostrato che le terapie a durata fissa, nel medio periodo, sono pi\u00f9 vantaggiose nel trattamento di prima linea rispetto alla chemioimmunoterapia&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Vanno evidenziati anche i risultati ottenuti con la tripletta acalabrutinib pi\u00f9 venetoclax e obinutuzumab, anticorpo monoclonale anti CD20 \u2013 continua Cuneo -. Ci sono prospettive per l\u2019utilizzo di questa opzione terapeutica soprattutto in pazienti pi\u00f9 giovani, con malattia ad alto rischio, in cui sono state ottenute remissioni profonde. La terapia a durata definita a 3 farmaci, infatti, in 8 pazienti su 10 determina risposte profonde, con meno di una cellula su 10mila residua&#8221;. Al Congresso Ash sono stati presentati anche i risultati aggiornati dello studio &#8216;Echo&#8217; su acalabrutinib in combinazione con chemio-immunoterapia (bendamustina e rituximab) nel trattamento di prima linea di pazienti over 65 con linfoma mantellare. Questa neoplasia rappresenta il 6% dei linfomi non Hodgkin e si stimano in Italia, ogni anno, circa 800 nuovi casi. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Il linfoma mantellare \u00e8 un tipo di linfoma non Hodgkin B linfocitario, che colpisce soprattutto persone anziane &#8211; afferma Enrico Derenzini, direttore della Divisione di Oncoematologia all\u2019Istituto europeo di oncologia di Milano e professore associato di Ematologia alla Statale di Milano -. Questo tumore del sangue pu\u00f2 determinare un aumento del volume delle linfoghiandole e interessare organi a livello gastroenterico e soprattutto il midollo osseo, talvolta con comparsa di sindrome leucemica. Lo studio Echo ha riguardato pazienti anziani di et\u00e0 superiore a 65 anni o non candidabili a chemio-immunoterapia intensificata&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Al congresso Ash &#8211; riferisce la nota &#8211;  sono presentati i dati aggiornati dello studio, con un follow up di 50 mesi. &#8220;La combinazione di acalabrutinib con la chemio-immunoterapia a base di bendamustina e rituximab, attuale standard di cura nei pazienti con linfoma a cellule mantellari non precedentemente trattati, ha determinato vantaggi in termini di tempo alla progressione, tassi di risposta e tendenza alla sopravvivenza globale \u2013 continua Derenzini -. Questi passi avanti sono stati ottenuti nonostante lo studio prevedesse la possibilit\u00e0 di &#8216;crossover&#8217;, perch\u00e9 i pazienti che presentavano progressione di malattia nel braccio con la terapia standard potevano passare al trattamento con acalabrutinib. Il 70% dei pazienti del braccio di controllo ha infatti ricevuto acalabrutinib alla progressione o recidiva dopo la prima linea&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Lo studio &#8211; spiega Derenzini &#8211; ha dimostrato che, nei pazienti trattati con la combinazione a base di acalabrutinib gi\u00e0 in prima linea, \u00e8 stato ridotto del 24% il rischio di iniziare una terapia di terza linea. Al follow up a 50 mesi, \u00e8 stato ulteriormente migliorato il vantaggio di sopravvivenza libera da progressione gi\u00e0 osservato nell\u2019analisi iniziale dello studio, con una mediana pari a 72,5 mesi per acalabrutinib pi\u00f9 chemio-immunoterapia rispetto a 47,8 mesi per l\u2019attuale standard di cura. \u00c8 stato mantenuto anche l\u2019elevato profilo di tollerabilit\u00e0 della combinazione. Lo studio Echo, inoltre, ha analizzato il POD24, cio\u00e8 la progressione di malattia entro 24 mesi dall\u2019inizio del trattamento, che \u00e8 considerata un fattore prognostico negativo. Con acalabrutinib pi\u00f9 chemio-immunoterapia \u00e8 stata ridotta del 40% la probabilit\u00e0 di progressione precoce. Questi dati indicano che \u00e8 possibile cambiare la storia naturale del linfoma mantellare&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Al Congresso Ash sono stati presentati anche i risultati preliminari di TrAVeRse, studio multicentrico di fase 2 che ha coinvolto 108 pazienti. &#8220;Questo trial mostra le prospettive future della cura di prima linea del linfoma mantellare, che pu\u00f2 essere libera da chemioterapia \u2013 afferma il Derenzini -. L\u2019endpoint primario era il tasso di remissioni complete Mrd negative, che indica assenza di malattia sia dal punto di vista radiologico che molecolare, al termine dell\u2019induzione costituita da 13 cicli di trattamento. Grazie alla triplice terapia, con acalabrutinib, venetoclax e rituximab, \u00e8 stato ottenuto un tasso di risposta globale del 95%, con pi\u00f9 della met\u00e0 dei pazienti in remissione completa. Molti pazienti si trovano ancora in fasi precoci di terapia, per cui ci aspettiamo che il tasso di remissione completa aumenti nelle analisi successive. Da segnalare che tutti e 12 i pazienti che sin qui hanno completato il trattamento di induzione hanno ottenuto una remissione completa Mrd negativa. Un altro aspetto importante \u00e8 che anche la sottopopolazione di pazienti con mutazione del gene TP53, che correla con una prognosi sfavorevole, presenta vantaggi significativi. Anche la tollerabilit\u00e0 della tripletta &#8216;chemio-free&#8217; \u00e8 stata elevata&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>Un ruolo sempre pi\u00f9 decisivo nella cura delle patologie ematologiche \u00e8 riservato agli anticorpi monoclonali bispecifici, che sono in grado di colpire le cellule tumorali con estrema precisione. In particolare  &#8211; conclude la nota &#8211; surovatamig \u00e8 un anticorpo bispecifico anti-CD3 e anti-CD19, in sviluppo nei linfomi aggressivi e indolenti. In due studi di fase 1 presentati al Congresso Ash, sono stati dimostrati tassi elevati di risposte complete in pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B e linfoma follicolare, recidivati o refrattari e pesantemente pretrattati, anche con la terapia cellulare Car-T e con anticorpi bispecifici. \u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>salute<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=35375\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Acalabrutinib, in prima linea, pu\u00f2 cambiare lo standard di cura dei tumori del&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":35376,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-35375","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35375","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35375"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35375\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35397,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35375\/revisions\/35397"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/35376"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35375"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35375"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35375"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}