{"id":34734,"date":"2025-12-06T08:24:08","date_gmt":"2025-12-06T08:24:08","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=34734"},"modified":"2025-12-06T08:24:08","modified_gmt":"2025-12-06T08:24:08","slug":"prima-alla-scala-domani-un-7-dicembre-clamoroso-con-lady-macbeth","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=34734","title":{"rendered":"Prima alla Scala, domani un 7 dicembre &#8220;clamoroso&#8221; con Lady Macbeth"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Il Teatro alla Scala si prepara a un 7 dicembre ad alta tensione emotiva. Domani con &#8216;Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk&#8217;, Dmitrij \u0160ostakovi\u010d irrompe nella Prima come un faro sulla modernit\u00e0, tra la passione febbrile del direttore d&#8217;orchestra Riccardo Chailly e l\u2019energia da eroina del soprano Sara Jakubiak, che avverte il pubblico: &#8220;Allacciatevi le cinture&#8221;. Il sovrintendente Fortunato Ortombina non ha dubbi: sar\u00e0 una serata \u201cclamorosa\u201d. L\u2019approdo di Sostakovic sul palcoscenico del Piermarini, nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, non \u00e8 solo un omaggio ma una presa di posizione chiara: \u201cLa Lady Macbeth \u00e8 tra le opere pi\u00f9 clamorose e importanti del \u2019900, per me una delle pi\u00f9 importanti di sempre\u201d ribadisce Ortombina. E aggiunge: \u201cSono convinto che anche \u0160ostakovi\u010dsia sulla buona strada per diventare un profeta nel tempo come Mozart e Verdi\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Per il sovrintendente, alla sua prima inaugurazione del 7 dicembre dopo l\u2019era Meyer, il titolo scelto ha una forza simbolica innegabile: \u201c\u00c8 di capitale importanza, di spettacolarit\u00e0 straordinaria e il rapporto con la cultura russa fa parte della storia di questa citt\u00e0\u201d. Non teme polemiche legate alla scelta di un altro titolo russo, dopo il &#8216;Boris Godunov&#8217; che nel 2022, con la guerra in Ucraina appena iniziata fece scorrere fiumi di inchiostro. E infatti puntualizza: \u201cSappiamo tutto della censura. Toscanini ha fatto qui la prima scaligera di Tchaikovsky: i rapporti tra Russia e Scala sono sempre stati importanti e hanno trasceso qualunque momento di crisi politica europea e globale, e questo continuer\u00e0 per tanto tempo\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Sul lavoro creativo, Ortombina sottolinea lo sforzo del team guidato dal regista Vasily Barkhatov, dal direttore musicale Riccardo Chailly e dal soprano Sara Jakubiak: \u201cSe vediamo sorridere questa bravissima interprete \u00e8 perch\u00e9 \u00e8 veramente una cantante straordinaria, cos\u00ec come straordinari sono anche gli altri elementi del cast. La forza di questo soggetto sta nella primordialit\u00e0 delle forze che \u0160ostakovi\u010d \u00e8 andato a indagare\u201d. Il direttore musicale Riccardo Chailly parla con passione quasi febbrile dell\u2019opera: \u201cPortare in scena la Lady Macbeth credo non debba essere preso come un atto di coraggio ma come un atto dovuto di riconoscimento a un gigante del \u2019900\u201d. L\u2019opera, ricorda, &#8220;ha sofferto per anni e deve recuperare il tempo perduto, di una qualit\u00e0 assoluta e alla quale partitura bisogna dare il valore che merita\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Chailly stesso confessa la propria soggezione: \u201cNe ero vittima per la grandezza, l\u2019audacia e la modernit\u00e0\u201d. E parla del giovane \u0160ostakovi\u010d come di un rivoluzionario: quando scrisse l\u2019opera, \u201cun soggetto scabroso che chiedeva coraggio a un compositore di 24 anni\u201d. Sul fronte musicale, il maestro non risparmia elogi a cast, coro e orchestra: \u201cTutti i cantanti sono uno pi\u00f9 bravo dell\u2019altro. Il coro ha trovato una difficolt\u00e0 forte nella ritmica e nella sillabazione, che richiede una bravura forte. Abbiamo fatto lavoro eccellente con il coro della Scala. Anche l\u2019orchestra\u2026 affronta le mostruosit\u00e0 tecniche in maniera formidabile\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Il soprano Sara Jakubiak, al debutto scaligero, \u00e8 la figura forse pi\u00f9 \u201cspremuta\u201d &#8211; letteralmente &#8211; dell\u2019intero progetto. \u201cE&#8217; vero, mi sento un po\u2019 come un\u2019arancia spremuta\u201d sorride, riprendendo le parole di Chailly. Il maestro, infatti, ha riconosciuto la sua bravura \u201cnonostante sia stata spremuta come un\u2019arancia\u201d da una partitura che mette a dura prova qualsiasi interprete. Jakubiak descrive Katerina come un personaggio estremo: \u201cMi ricorda una McLaren capace di passare da zero a cento in meno di un minuto\u201d. E lancia un messaggio al pubblico per il 7 dicembre: \u201cL\u2019unica cosa che posso dire \u00e8: allacciatevi le cinture\u201d. \u00a0<\/p>\n<p>Il regista Vasily Barkhatov, firma una &#8216;Lady Macbeth&#8217; che vuole scavare a fondo nella psiche umana. \u201cE&#8217; in fondo una storia semplice: quella di una donna che si vota con tutte le sue forze alla libert\u00e0 e alla felicit\u00e0 umana, ma lo fa in maniera violenta e drammatica\u201d. Per Barkhatov, classe 1983 e al debutto scaligero, il primo passo \u00e8 stato liberare l\u2019opera dai suoi stereotipi sedimentati: \u201cTitoli cos\u00ec frequentati generano spesso dei clich\u00e9\u2026 Il nostro obiettivo \u00e8 stato \u2018togliere la polvere\u2019 e concentrarci sugli aspetti psicologici di Katerina\u201d. Per questo, l\u2019azione non \u00e8 pi\u00f9 ambientata in un villaggio rurale, ma \u201cin una capitale del secolo scorso\u201d. L\u2019operazione rispecchia la poetica del compositore: \u201c\u0160ostakovi\u010d ha cercato la bellezza nei personaggi strani, ambigui, crudeli. Noi abbiamo cercato di fare lo stesso\u2026E abbiamo un cast meraviglioso che ci permette di farlo\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>La presenza alla Scala per il 7 dicembre \u00e8 per Barkhatov \u201cun grande onore\u201d. \u201cHo seguito molte Prime in streaming e ritrovarmi finalmente in sala \u00e8 un\u2019emozione speciale\u201d. E sul lavoro con Chailly: \u201cQuesta partitura richiede un dialogo molto stretto\u2026 Abbiamo attraversato un processo di collaborazione durato due anni\u201d. Lo scenografo Zinovy Margolin racconta una scenografia concepita come contrasto permanente: \u201cAbbiamo iniziato a lavorare un anno fa discutendo l\u2019idea di scegliere un ambiente completamente diverso dalle consuete ambientazioni della provincia russa\u201d. La scelta \u00e8 ricaduta sulla citt\u00e0 in cui \u0160ostakovi\u010d ha vissuto. \u201cLa capitale permette un forte contrasto visivo e simbolico: da un lato l\u2019ambiente sfarzoso del ristorante, dall\u2019altro la povert\u00e0 dei luoghi in cui lavorano i personaggi\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>La &#8216;Lady Macbeth del distretto di Mcensk&#8217; &#8211; libretto dello stesso \u0160ostakovi\u010d dal romanzo di Leskov &#8211; doveva essere la prima parte di un trittico dedicato alla condizione femminile nella storia russa. La vicenda di Katerina Izmajlova, ambientata negli anni 1860, \u00e8 un vortice di violenza, desiderio e ribellione: avvelenamenti, omicidi, passioni proibite, soprusi familiari. La doppia prima del 1934 a Leningrado e Mosca fu un successo travolgente, \u201cun clamoroso succ\u00e8s de scandale\u201d per la crudezza sociale e l\u2019inedito realismo delle scene erotiche. \u0160ostakovi\u010d, abbandonando la satira surreale de Il naso, si avvicin\u00f2 a Musorgskij con una potenza drammatica che conquist\u00f2 il pubblico: 200 rappresentazioni in due anni.\u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;opera racconta la vicenda di Katerina Izmajlova, giovane donna costretta a un matrimonio infelice con un possidente debole e sottomessa alle angherie del suocero. La passione proibita per il garzone Sergej sfocia in una scia di omicidi, vendette e tragedia, culminando in un finale di disperazione e morte. \u0160ostakovi\u010d, autore anche del libretto, concep\u00ec il lavoro come prima parte di un trittico dedicato alla condizione della donna nelle diverse epoche della storia russa, ma la crudezza del racconto e il realismo spietato dei personaggi portarono l&#8217;opera rapidamente nel mirino del regime di Stalin.\u00a0<\/p>\n<p>Dopo la doppia prima a Leningrado e Mosca nel gennaio 1934, l&#8217;opera riscosse un successo clamoroso: duecento rappresentazioni in due anni e l&#8217;entusiasmo del pubblico, conquistato dalla modernit\u00e0 della scrittura musicale e dalla combinazione di folklore russo e innovazione orchestrale. Tuttavia, come ricorda la celebre cantante Galina Vishnevskaya nelle sue memorie, la situazione politica stava cambiando rapidamente. I compositori legati all&#8217;ex-Proletkult, precedentemente criticati da \u0160ostakovi\u010d, avevano assunto posizioni chiave nell&#8217;Unione dei Compositori, mentre \u017ddanov, nuovo responsabile della cultura del Partito Comunista, impose direttive di ottimismo, eroi positivi e finali lieti.\u00a0<\/p>\n<p>Nel gennaio 1936 Stalin assistette personalmente a una rappresentazione dell&#8217;opera e, poco dopo, un articolo della &#8220;Pravda&#8221; decret\u00f2 la condanna di &#8220;Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk&#8221;, imponendo la sua rimozione dal repertorio ufficiale per &#8220;pornofonia&#8221;. Il compositore fu costretto a subire un lungo periodo di ostracismo, durato fino agli anni di Krusciov, quando accett\u00f2 di curare una versione emendata intitolata &#8220;Katerina Ismailova&#8221;, andata in scena a Mosca nel 1963. In questa versione, le scene di erotismo pi\u00f9 esplicite furono soppresse e il linguaggio musicale rese pi\u00f9 dolce e accessibile, privando l&#8217;opera della sua tensione originaria e della violenza emotiva che la caratterizzava.\u00a0<\/p>\n<p>Il ritorno alla Scala rappresenta dunque non solo un omaggio al genio compositivo di \u0160ostakovi\u010d, ma anche un recupero della sua libert\u00e0 artistica, violata dal regime sovietico. Riccardo Chailly, alla sua dodicesima inaugurazione di stagione al Piermarini, racconta il suo legame personale con il compositore: &#8220;Tutto cominci\u00f2 nel 1972, quando avevo 19 anni. Assistetti alle prove e alle rappresentazioni de Il naso di \u0160ostakovi\u010d dirette da Bruno Bartoletti, con la regia di Eduardo De Filippo. Rimasi stordito per giorni. Mi colp\u00ec enormemente la modernit\u00e0, il coraggio di affrontare un testo di Gogo&#8217; in quel modo&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>La partitura di &#8220;Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk&#8221; si distingue per contrasti drammatici e straordinaria complessit\u00e0 orchestrale. Da una parte, l&#8217;uso sapiente della politonalit\u00e0 e la capacit\u00e0 di fondere melodie popolari russe con elementi mitteleuropei, come la citazione dell&#8217;Abschied dal Lied von der Erde di Gustav Mahler nel quarto atto, conferiscono profondit\u00e0 psicologica alla protagonista, alla quale \u0160ostakovi\u010d riesce a dare un&#8217;umanit\u00e0 tormentata e contemporanea. Dall&#8217;altra, la presenza del grottesco e dell&#8217;umorismo nero emerge in passaggi come il canto del prete dopo l&#8217;avvelenamento di Boris, che richiama quasi un&#8217;atmosfera da operetta tragica e satirica.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>spettacoli<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=34734\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il Teatro alla Scala si prepara a un 7 dicembre ad alta tensione&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":34735,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-34734","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34734","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34734"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34734\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34747,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34734\/revisions\/34747"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34735"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34734"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34734"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34734"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}