{"id":34481,"date":"2025-12-05T00:15:57","date_gmt":"2025-12-05T00:15:57","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=34481"},"modified":"2025-12-05T00:15:57","modified_gmt":"2025-12-05T00:15:57","slug":"microbioma-alleato-contro-il-mieloma-dieta-ricca-di-fibre-puo-frenarlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=34481","title":{"rendered":"Microbioma alleato contro il mieloma: &#8220;Dieta ricca di fibre pu\u00f2 frenarlo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Il mieloma si pu\u00f2 combattere anche a tavola. Uno nuovo studio internazionale guidato dal gruppo di Matteo Bellone, responsabile dell&#8217;Unit\u00e0 di Immunologia cellulare dell&#8217;Irccs ospedale San Raffaele di Milano, e da Urvi A. Shah, ematologa-oncologa del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, suggerisce che &#8220;una dieta ricca di fibre e basata su alimenti vegetali pu\u00f2 modificare&#8221; in positivo &#8220;alcuni dei meccanismi biologici in grado di ritardare la progressione verso il mieloma multiplo&#8221;. Gli autori del lavoro, pubblicato su &#8216;Cancer Discovery&#8217;, indicano che &#8220;intervenire sull&#8217;alimentazione pu\u00f2 trasformarsi in un &#8216;interruttore biologico&#8217; capace di influenzare metabolismo, immunit\u00e0 e flora batterica intestinale&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Per la prima volta abbiamo dimostrato che un intervento nutrizionale strutturato pu\u00f2 incidere sui meccanismi alla base della progressione del mieloma&#8221;, spiega Bellone. &#8220;La maggior parte dei pazienti che presentano condizioni pre-mielomatose &#8211; aggiunge Shah &#8211; vengono semplicemente monitorati e questo pu\u00f2 generare molta ansia. Il nostro studio \u00e8 il primo a dimostrare che un&#8217;alimentazione ricca di fibre e prevalentemente vegetale pu\u00f2 migliorare la salute dell&#8217;intestino, il metabolismo e la funzione immunitaria in questi pazienti, e potrebbe contribuire a rallentare la progressione verso il mieloma. Sapere che un semplice cambiamento alimentare a basso rischio pu\u00f2 fare la differenza pu\u00f2 essere davvero incoraggiante.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il mieloma multiplo &#8211; ricordano dall&#8217;Irccs del Gruppo San Donato &#8211; \u00e8 un tumore del sangue che colpisce ogni anno pi\u00f9 di 160mila persone nel mondo e circa 5mila in Italia. Quasi sempre nasce da due condizioni precancerose, Mgus (gammopatia monoclonale di significato incerto) e Smm (mieloma multiplo asintomatico), che interessano oltre il 5% della popolazione sopra i 50 anni. Sono stati definiti &#8216;stati di attesa biologica&#8217; perch\u00e9 non provocano sintomi, ma possono evolvere nel corso degli anni in un mieloma conclamato. Capire come rallentare questa evoluzione \u00e8 una delle sfide pi\u00f9 urgenti della ricerca ematologica. Gi\u00e0 nel 2018 il gruppo di Bellone aveva firmato una delle prime scoperte che collegavano il microbioma intestinale alla progressione del mieloma. All&#8217;epoca, lo studio mostr\u00f2 come determinati batteri fossero in grado di alimentare processi infiammatori e immunitari che accelerano la malattia. Quel lavoro ha gettato il seme per l&#8217;intero filone di ricerca: &#8220;Se il microbioma pu\u00f2 spingere la malattia in avanti, forse pu\u00f2 anche frenarla&#8221;, \u00e8 l&#8217;intuzione da cui \u00e8 nato il nuovo studio che ha visto scienza clinica e biologia sperimentale convergere su un&#8217;unica domanda: pu\u00f2 la dieta diventare uno strumento terapeutico?\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>La sperimentazione clinica denominata &#8216;Nutrivention&#8217;, monocentrica e a braccio singolo, guidata da Shah al Memorial Sloan Kettering, ha coinvolto 23 persone con Mgus e Smm e con un indice di massa corporea elevato, che per 12 settimane hanno seguito una dieta ricca di fibre e a prevalenza vegetale senza alcuna restrizione calorica. L&#8217;obiettivo non era mangiare meno, ma mangiare diversamente, privilegiando frutta, verdura, legumi, cereali integrali. Contrariamente a quanto ritenuto finora &#8211; sottolineano gli autori &#8211; lo studio ha dimostrato che una dieta ricca di fibre non solo \u00e8 sostenibile, ma provoca anche fastidi limitati e ben tollerati. Un risultato che ha convinto oltre il 70% dei pazienti a proseguire il nuovo regime dietetico ben oltre le 12 settimane.\u00a0<\/p>\n<p>I dati, ottenuti grazie anche a un diario alimentare compilato dai partecipanti allo studio &#8211; riferisce una nota del San Raffaele di Milano &#8211; hanno mostrato che, gradualmente, l&#8217;organismo sembra tirare il freno. Il peso corporeo si riduce, la sensibilit\u00e0 insulinica migliora, l&#8217;infiammazione si attenua e la flora batterica si arricchisce di specie capaci di produrre butirrato, una molecola nota per le sue propriet\u00e0 antinfiammatorie e antitumorali. Anche se lo studio non era disegnato per fornire informazioni sull&#8217;andamento della malattia, negli 8 pazienti valutabili per questo parametro la traiettoria della componente monoclonale (M-spike), il principale indicatore di progressione da una condizione precancerosa a una di mieloma multiplo, si \u00e8 stabilizzato e in 2 pazienti \u00e8 addirittura migliorato. &#8220;E&#8217; come se la malattia, abituata a correre lentamente, ma inesorabilmente, avesse trovato un ostacolo imprevisto sul percorso&#8221;, commenta Bellone.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il cuore della ricerca guidata dallo scienziato &#8211; svolta principalmente da Laura Cogrossi, all&#8217;epoca dello studio dottoranda all&#8217;universit\u00e0 Vita-Salute San Raffaele e ora al Cancer Research UK Manchester Institute &#8211; \u00e8 stato non solo mostrare che la dieta di per s\u00e9 cambia i parametri clinici associati con la progressione della malattia, ma anche spiegare perch\u00e9 lo fa. Nei laboratori del San Raffaele i ricercatori hanno alimentato dei modelli murini con una dieta ad alto contenuto di fibre e monitorato nel tempo ci\u00f2 che accadeva nel loro organismo. Hanno cos\u00ec osservato che la dieta ricca di fibre ha modificato la composizione del microbioma intestinale dei topi, aumentando in particolare la produzione di acidi grassi a catena corta come il butirrato. Queste molecole hanno ridotto l&#8217;aggressivit\u00e0 della malattia nel modello animale, mentre hanno rallentato la proliferazione delle cellule tumorali in coltura, un modello in vitro della patologia. La dieta ha inoltre rimodellato le caratteristiche delle cellule immunitarie nel midollo osseo (sede d&#8217;origine del mieloma multiplo) degli animali, reindirizzandole verso un&#8217;azione potenzialmente antitumorale. Grazie a questi cambiamenti, nei topi l&#8217;evoluzione verso il mieloma conclamato veniva drammaticamente posticipata. \u00a0<\/p>\n<p>Analizza Bellone: &#8220;E&#8217; come se il microbiota, riprogrammato dalla dieta, avesse modificato l&#8217;intero microambiente tumorale, rendendolo meno favorevole alla proliferazione delle cellule di mieloma e pi\u00f9 capace di sostenere una risposta immunitaria efficace. Una possibile spiegazione \u00e8 che le molecole come il butirrato, prodotte dai batteri intestinali con la fermentazione delle fibre, abbiano raggiunto il midollo osseo dove potrebbero aver reindirizzato il comportamento delle cellule immunitarie verso un&#8217;azione antitumorale e rallentato la proliferazione delle cellule maligne. Una sorta di effetto a cascata: dal cibo al microbioma, dal microbiota al sistema immunitario, dal sistema immunitario al tumore&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Alla luce di questi risultati si aprono nuovi orizzonti: studi clinici pi\u00f9 ampi, interventi personalizzati e possibili combinazioni tra dieta e terapie gi\u00e0 esistenti. Quello suggerito dai ricercatori &#8220;\u00e8 un approccio che non sostituisce i trattamenti oncologici &#8211; puntualizzano &#8211; ma potrebbe affiancarli, accompagnarli e persino potenziarli, agendo su un terreno biologico spesso trascurato: lo stile di vita&#8221;. In questo contesto \u00e8 stato attivato in Italia un nuovo studio clinico multicentrico, di cui il San Raffaele \u00e8 capofila con Tommaso Perini dell&#8217;Unit\u00e0 di Ematologia e Trapianto di midollo osseo, per ampliare e corroborare i risultati del lavoro. Il progetto si inserisce nel quadro delle attivit\u00e0 del Comprehensive Cancer Center del San Raffaele, che integra ricerca, clinica e innovazione tecnologica per accelerare la traslazione dei risultati scientifici ai pazienti. Con il nuovo studio, sostenuto da Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, gli scienziati si propongono di dimostrare che diete a base vegetale alterano significativamente il microbiota intestinale, aumentando la produzione di acidi grassi a catena corta nei pazienti con Smm, a prescindere dal peso corporeo. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Il nostro obiettivo &#8211; conclude Bellone &#8211; \u00e8 trasformare un gesto quotidiano, come mangiare, in uno strumento di prevenzione scientificamente solido. E&#8217; una strada che richiede rigore, ma che pu\u00f2 cambiare la qualit\u00e0 e la prospettiva di vita di migliaia di persone&#8221;. La ricerca pubblicata su &#8216;Cancer Discovery&#8217; \u00e8 stata supportata, oltre che dall&#8217;Airc, anche da Blood Cancer United, Paula and Rodger Riney Foundation, National Institutes of Health &#8211; Nih, Parker Institute for Cancer Immunotherapy, International Myeloma Society, Swedish Research Council, e da ulteriori fondi istituzionali e collaborazioni accademiche internazionali.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=34481\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il mieloma si pu\u00f2 combattere anche a tavola. Uno nuovo studio internazionale guidato&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":34482,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-34481","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34481","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34481"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34481\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34498,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34481\/revisions\/34498"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34482"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34481"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34481"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34481"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}