{"id":33153,"date":"2025-12-01T17:16:08","date_gmt":"2025-12-01T17:16:08","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=33153"},"modified":"2025-12-01T17:16:08","modified_gmt":"2025-12-01T17:16:08","slug":"da-musetti-e-fognini-fino-a-cobolli-e-paolini-il-tennis-azzurro-piange-nicola-pietrangeli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=33153","title":{"rendered":"Da Musetti e Fognini fino a Cobolli e Paolini: il tennis azzurro piange Nicola Pietrangeli"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211;<br \/>\nNicola Pietrangeli \u00e8 morto oggi, luned\u00ec 1 dicembre, all&#8217;et\u00e0 di 92 anni e ha raccolto l&#8217;affetto di tutto il mondo dello sport e non solo. Particolarmente commossi i tennisti azzurri, di ieri e di oggi, che sono cresciuti nel suo esempio. Da Panatta e Barazzutti fino a Musetti e Fognini, passando per Paolini, Garbin e Volandri, con un messaggio speciale arrivato anche da Nadal e dal presidente della Federazione Angelo Binaghi.\u00a0<\/p>\n<p> Il mondo del tennis ha abbracciato per l&#8217;ultima volta Pietrangeli, primo italiano a trionfare in uno Slam (al Roland Garros nel 1959) e capitano nello storico trionfo del 1976 in Coppa Davis, torneo di cui \u00e8 il primatista mondiale per partite giocate (164), incontri vinti in singolare (78-32) e in doppio (42-12).\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Per salutare Nicola Pietrangeli Lorenzo Musetti ha ripostato il comunicato della Federazione nelle proprie storie Instagram, aggiungendo un cuore spezzato. Lo stesso post \u00e8 stato condiviso anche nelle storie di Jasmine Paolini, che ci ha aggiunto un cuore nero in segno di lutto. Tre cuori anche per Cobolli su Instagram.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Caro Nick, se ne va un pezzo enorme della nostra storia. Questa foto a Montecarlo per me vale tutto: il tuo esempio, la tua ironia, la tua luce. Hai insegnato a tutti cosa significa vincere davvero. Buon viaggio, leggenda&#8221;, ha scritto su Instagram Fabio Fognini postando la foto insieme a Montecarlo.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Ho appena saputo della triste notizia della partenza di un grande del tennis italiano e mondiale. Le mie pi\u00f9 sentite condoglianze a tutta la sua famiglia, il suo figlio Filippo, e tutta la famiglia del tennis italiano. RIP Nicola&#8221;, ha scritto Rafa Nadal sui propri canali social.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Oggi il nostro tennis perde un gigante. Nicola Pietrangeli \u00e8 stato il primo idolo e il primo vero punto di riferimento per chiunque abbia amato questo sport. Per noi che indossiamo o abbiamo indossato la maglia azzurra, non \u00e8 mai stato soltanto un grande campione del passato. Dalla battuta ironica al consiglio pi\u00f9 serio, aveva sempre il modo giusto per farti riflettere e per ricordarti cosa significhi rappresentare l\u2019Italia. Era libero, diretto, autentico: per questo unico&#8221;. Queste le parole del capitano di Coppa Davis Filippo Volandri. \u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Ad omaggiare la memoria di Pietrangeli anche Tathiana Garbin, capitana di Billie Jean King Cup: &#8220;Nicola per me \u00e8 stato molto pi\u00f9 di un grandissimo campione. \u00c8 stato un punto fermo del nostro tennis, una presenza che sentivi sempre l\u00ec, anche quando non era fisicamente accanto a te. Per la mia generazione, e per tutte quelle che sono venute dopo, rappresentava una guida silenziosa: un esempio, una voce autorevole, il custode vero della nostra storia&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Aveva un modo unico di trasmettere amore per questo sport e per la maglia azzurra. Bastavano poche parole, una battuta, un aneddoto\u2026 e subito ti ricordava quanto fosse speciale ci\u00f2 che stavamo vivendo. Era diretto, sincero, autentico. Ascoltarlo era un privilegio, perch\u00e9 ogni volta ti lasciava qualcosa dentro&#8221;, ha concluso.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Nicola era mio amico, anche se ci beccavamo ogni tanto, ma era un gioco che facevamo. Lo voglio ricordare con allegria, \u00e8 stato un personaggio straordinario, al di l\u00e0 di essere un campione assoluto che ha vinto praticamente tutto quello che c&#8217;era da vincere nel periodo in cui giocava&#8221;, ha detto Adriano Panatta su Nicola Pietrangeli.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Alla mia nascita lui era un 17enne che giocava al tennis Parioli ed era gi\u00e0 una promessa, poi abbiamo fatto un po&#8217; il cambio della guardia io e lui -ricorda Panatta a &#8216;Storie Italiane&#8217; su Rai1-. Abbiamo anche giocato insieme, ci siamo divertiti abbiamo fatto le vacanze insieme. Io e Nicola eravamo molto amici&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;La cosa che mi faceva pi\u00f9 male in questo ultimo periodo era che non volevo che soffrisse: lui ha avuto un colpo tremendo quando \u00e8 morto Giorgino poco tempo fa. L&#8217;ultima volta che l&#8217;ho chiamato, pochi giorni fa, gli ho detto &#8216;alzati dal letto, accidenti a te&#8217;. Lui mi diceva che non voleva alzarsi. Per\u00f2 ha fatto una vita bellissima&#8221;, conclude il vincitore del Roland Garros nel 1976.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Sapevamo che purtroppo stava molto male. Nicola \u00e8 stato il mio primo grande amore tennistico, quando ero ragazzino lo guardavo con la bocca spalancata. Era un uomo di classe e di personalit\u00e0 ed era una persona schietta e sincera. Abbiamo trascorso dei momenti meravigliosi insieme e abbiamo avuto anche qualche scontro, ma rimane il massimo rispetto per il grandissimo campione che \u00e8 stato. \u00c8 sempre stato un grande personaggio, andare a cena con lui era sempre un piacere&#8221;, ha detto Paolo Bertolucci al microfono de &#8216;La Politica nel Pallone&#8217; su Gr Parlamento. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Ha girato il mondo, ci ha presentato persone importanti e ci teneva sempre all&#8217;eleganza, tanto che era elegante anche nel campo da tennis &#8211; aggiunge l&#8217;ex capitano azzurro di Coppa Davis -. Non ha mai accettato il cambiamento del tennis e la modernizzazione del mondo, ma \u00e8 giusto che Nicola venga ricordato per quanto ha dato al tennis e allo sport in generale. Senza la sua battaglia a livello politico, l&#8217;Italia della Davis del 1976 non sarebbe nemmeno mai partita per il Cile&#8221;, ha concluso.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Sono molto dispiaciuto per la comparsa di Nicola, perch\u00e9 prima di tutto era una persona di famiglia. Abbiamo praticamente vissuto una vita insieme, per quanto mi riguarda da quando ero ragazzino lo vedevo giocare in televisione, era un po&#8217; il mio idolo, l&#8217;ho incontrato come giocatore in campo, \u00e8 stato compagno mio di Coppa Davis, quando io ero un ragazzino, \u00e8 stato il mio capitano quando abbiamo vinto la Coppa Davis e in questi ultimi 20 anni siamo sempre stati insieme, abbiamo condiviso tante cose&#8221;. Questo il ricordo di Corrado Barazzutti all&#8217;Adnkronos.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Nicola era un amico, era una persona alla quale ero molto vicino e un grande personaggio sportivo. Eta un ambasciatore nel mondo del tennis e dello sport, un ambasciatore di principi e di valori, un grande personaggio sportivo che ha dato tantissimo al tennis e allo sport italiano&#8221;, ha concluso l&#8217;ex capitano di Coppa Davis.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Oggi \u00e8 un giorno molto triste per il tennis italiano e in generale per il nostro sport. Perdiamo un simbolo, una leggenda. E&#8217; stato con lui che sono arrivate le prime vittorie per il nostro tennis, \u00e8 stato il primo a vincere uno torneo del Grande Slam, a Parigi. Giocatore di grande tecnica, di un&#8217;eleganza unica, con uno dei pi\u00f9 bei rovesci della storia&#8221;. Cos\u00ec all&#8217;Adnkronos l&#8217;ex giocatore azzurro di Coppa Davis Stefano Pescosolido.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;E&#8217; stato il giocatore simbolo della Coppa Davis, detiene il record di partite giocate e di partite vinte nella competizione -ricorda Pescosolido-. Da giocatore non l&#8217;ha mai vinta pur essendo arrivato in finale ma poi fece un capolavoro nel 1976 vincendola da capitano, riuscendo a unire un gruppo con personalit\u00e0 forti e molto diverse tra loro&#8221;, ha concluso Pescosolido.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Angelo Binaghi lo ricorda come molto pi\u00f9 di un campione: &#8220;\u00c8 stato il primo a insegnarci cosa volesse dire vincere davvero, dentro e fuori dal campo. \u00c8 stato il punto di partenza di tutto quello che il nostro tennis \u00e8 diventato. Con lui abbiamo capito che anche noi potevamo competere con il mondo, che sognare in grande non era pi\u00f9 un azzardo&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Quando si parla di Nicola, si pensa subito ai record, alle Coppe Davis, ai titoli e ai trionfi che resteranno per sempre nella nostra storia. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che Nicola era molto di pi\u00f9. Era un modo di essere. Con la sua ironia tagliente, il suo spirito libero, la sua voglia inesauribile di vivere e di scherzare, riusciva a rendere il tennis qualcosa di umano, di vero, di profondamente italiano&#8221;, ha aggiunto Binaghi.\u00a0<\/p>\n<p> &#8220;Parlare con lui era sempre un piacere e una sorpresa: potevi uscire da una conversazione ridendo a crepapelle o con una riflessione che ti restava dentro per giorni. Nel mio ufficio c\u2019\u00e8 una foto a cui tengo moltissimo: io bambino, raccattapalle in una sfida di Coppa Davis a Cagliari, e davanti a me proprio lui, Nicola Pietrangeli. Ogni volta che la guardo, mi sembra di tornare a quel giorno. E mi rendo conto che, in fondo, tutto per me \u00e8 cominciato l\u00ec. Quella foto non \u00e8 solo un ricordo: \u00e8 un simbolo. Il simbolo di come un bambino possa innamorarsi di uno sport grazie a chi lo incarna in modo cos\u00ec pieno e naturale. Per me Nicola non era solo il pi\u00f9 grande giocatore della nostra storia. Era il tennis, nel senso pi\u00f9 profondo del termine&#8221;, ha proseguito Binaghi nel suo racconto di una icona del tennis mondiale.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Gli devo molto, come uomo e come presidente. Non solo per quello che ha fatto per la Federazione e per tutti noi, ma per come lo ha fatto: con stile, con coraggio, con quella sua irriverenza che era il segno dei veri fuoriclasse. A modo suo, Nicola non \u00e8 mai cambiato: diretto, sincero, incapace di essere banale. Anche quando provocava, lo faceva con un\u2019intelligenza che nasceva dall\u2019amore profondo per il nostro sport. Oggi ci piace pensare che abbia raggiunto in cielo Lea, e che insieme stiano gi\u00e0 giocando uno straordinario doppio misto, divertendosi come solo loro sapevano fare. Due icone del tennis italiano, inseparabili anche lass\u00f9&#8221;. ha sottolineato Binaghi.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Ma per noi che restiamo, \u00e8 un colpo durissimo. Nel giro di poco pi\u00f9 di un anno abbiamo perso due pezzi della nostra anima. Due persone che hanno scritto la nostra storia e che continueranno a ispirarci, ogni giorno, dentro e fuori dal campo. Ci mancher\u00e0 la sua voce, ci mancher\u00e0 il suo sorriso, quella sua capacit\u00e0 di dire sempre quello che pensava, senza paura e senza filtri. Oggi salutiamo un monumento del nostro sport, ma anche un amico vero. Uno di quelli che ti dicono le cose in faccia, che sanno farti arrabbiare e poi ridere un secondo dopo. E questo, nel mondo di oggi, vale pi\u00f9 di mille trofei. Grazie, Nicola. Per tutto quello che ci hai dato, e per tutto quello che continuerai a rappresentare per il tennis italiano&#8221;, ha concluso Binaghi.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>sport<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=33153\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Nicola Pietrangeli \u00e8 morto oggi, luned\u00ec 1 dicembre, all&#8217;et\u00e0 di 92 anni e&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":33154,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-33153","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33153","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33153"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33153\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33169,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33153\/revisions\/33169"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/33154"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33153"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33153"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33153"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}