{"id":32500,"date":"2025-11-29T11:03:12","date_gmt":"2025-11-29T11:03:12","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=32500"},"modified":"2025-11-29T11:03:12","modified_gmt":"2025-11-29T11:03:12","slug":"dalle-ricette-di-iva-zanicchi-allalbum-morante-le-novita-in-libreria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=32500","title":{"rendered":"Dalle ricette di Iva Zanicchi all&#8221;Album Morante&#8217;, le novit\u00e0 in libreria"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Ecco una selezione delle novit\u00e0 in libreria, tra romanzi, saggi, libri d&#8217;inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall&#8217;Adnkronos.\u00a0<\/p>\n<p>Esce con Mondadori &#8216;Quel profumo di brodo caldo&#8217;, il libro di Iva Zanicchi. Il profumo rassicurante dei cappelletti in brodo, il gusto semplice dell\u2019erbazzone, l\u2019aroma avvolgente del rag\u00f9 alla bolognese, il sapore evocativo della polenta di castagne\u2026 In queste pagine troverete le ricette tradizionali dell\u2019Appennino tosco-emiliano, dove Iva \u00e8 cresciuta imparando a cucinare dalle donne di casa. Un trionfo di burro e di formaggi, di funghi e di patate, di polenta e di fritture. Una cucina povera di ingredienti ma ricca di sapori, per non farsi mai mancare il rito del convivio, del mangiar bene in compagnia. Iva, come si scopre leggendo &#8216;Quel profumo di brodo caldo&#8217;, \u00e8 bravissima a evocare le atmosfere di allora, quelle cucine fumose dominate dal focolare, dove attorno a un tavolaccio di legno si consumavano i lunghi pranzi in famiglia. Ma troverete altre ricette del tutto inaspettate, come il borsch, lo strudel o la bouillabaisse\u2026 Perch\u00e9 la logica di questo libro di cucina \u00e8 dettata dalla memoria: ogni piatto risveglia nell\u2019autrice dei ricordi, o viceversa ogni ricordo, ogni aneddoto del passato \u00e8 sempre legato a un sapore, a un profumo, a un godimento del palato. Cos\u00ec il borsch le ricorda l\u2019affascinante Sascha, sua guida durante una tourn\u00e9e a Mosca; lo strudel gustato nel primo tour in Germania la riporta agli inizi della sua lunga carriera; la bouillabaisse scoperta a Cannes \u00e8 legata in modo indelebile a un episodio professionale non piacevole. Nel libro, le storie dell\u2019infanzia povera in campagna si alternano al racconto di momenti indimenticabili di una carriera all\u2019insegna del successo: il \u201cbidone\u201d tirato a Frank Sinatra a New York, l\u2019abbraccio del suo mito Gilbert B\u00e9caud, l\u2019infatuazione giovanile per Ermanno Olmi\u2026 Come se Iva volesse significare che la ragazzina di Vaglie che ha sofferto la fame e la diva tre volte vincitrice a Sanremo sono sempre la stessa persona. E che proprio quella fame, quell\u2019appetito di cibo e di vita, sia stata la potente spinta che l\u2019ha portata alle stelle.\u00a0<\/p>\n<p>Arriva sugli scaffali con Rizzoli &#8216;Audacia, ribellione, velocit\u00e0. Vite strabilianti dei futuristi italiani&#8217; dello storico Giordano Bruno Guerri. &#8220;Ogni avanguardia \u00e8 tale quando, mentre uccide, prepara una nuova vita, demolendo insieme al passato il presente&#8221;. Vale per ogni avanguardia, e non pu\u00f2 non valere pi\u00f9 forte per l\u2019avanguardia delle avanguardie. Fedele a questa definizione, Giordano Bruno Guerri ricostruisce l\u2019esplosione e la dinamica di quel cataclisma totale \u2013 artistico, politico, di costume \u2013 che fu il futurismo, la pi\u00f9 importante creazione culturale italiana dopo il Rinascimento. Lo fa partendo dal contesto, dall\u2019Italia e dall\u2019Europa di inizio Novecento, dal passato che i futuristi sentivano come gabbia e fardello, dal genio rivoluzionario del fondatore, Filippo Tommaso Marinetti, che raccolse attorno a s\u00e9 e al suo Manifesto del 1909 le energie pi\u00f9 vivaci dell\u2019epoca, in Italia e nel mondo. Cos\u00ec, in una istantanea di gruppo degli uomini e delle donne (gi\u00e0, l\u2019altra met\u00e0 del futurismo) che lo seguirono, Guerri ripercorre la cangiante traiettoria umana e artistica di Boccioni, Prampolini, Balla, Depero, Benedetta Cappa Marinetti, Valentine de Saint-Point, solo per citarne alcuni, e ricostruisce il rapporto del movimento con la guerra e le donne, diverso in entrambi i casi da come comunemente si crede, l\u2019innamoramento per la modernit\u00e0, l\u2019indole ribelle e guascona, l\u2019adesione compatta al mito della velocit\u00e0. E il legame con il fascismo, l\u2019ambizione di rendere futurista la rivoluzione mussoliniana, ambizione destinata a fallire e a ipotecare il giudizio storico sull\u2019avanguardia creata da Marinetti. Eppure, il futurismo riusc\u00ec a impedire che anche il regime si appiattisse nella condanna dell\u2019arte moderna \u2013 &#8216;degenerata&#8217; \u2013 come accadde nella Germania di Hitler e nell\u2019Unione Sovietica di Stalin. E oggi l\u2019eredit\u00e0 del futurismo sopravvive nelle avanguardie, nelle invenzioni pi\u00f9 contemporanee, da Internet all\u2019Intelligenza Artificiale, nei costumi che i futuristi preconizzarono, nel modo di guardare, intendere, vivere e sopravvivere al progresso. Un libro di storia e di storie, in cui Guerri unisce la perizia del biografo e la brillantezza del narratore allo sguardo del commentatore attento, per stabilire \u2013 tra foto inedite dei protagonisti, manifesti, opere d\u2019arte e idee di propaganda \u2013 cosa \u00e8 stato il futurismo nelle vite dei suoi interpreti, e cosa c\u2019\u00e8 del futurismo nelle nostre (decisamente pi\u00f9 noiose).\u00a0<\/p>\n<p>Adelphi manda in libreria &#8216;Vangelo nero&#8217; dello scrittore giapponese Seich\u014d Matsumoto. Il libro, ispirato a fatti realmente accaduti, \u00e8 apparso dapprima a puntate tra il 1959 e il 1960 e poi in volume nel 1961. Bianca e maestosa, la chiesa cristiana di Musashino, quieto sobborgo di Tokyo, infonde un senso di profonda devozione, e un grande rispetto circonda i suoi sacerdoti, tutti stranieri, che vivono al riparo dalla frenesia e dalle tentazioni della grande citt\u00e0. Almeno fino a quando, in una placida mattina di aprile, le acque lente del vicino fiume Genpakuji non restituiranno il cadavere di una hostess. Come un ciottolo lanciato in uno stagno irradia i suoi cerchi, da quel corpo &#8220;di un bianco cos\u00ec puro&#8221; e dall\u2019 \u00abaria serena\u00bb affiorer\u00e0 a poco a poco un disegno oscuro, in cui ogni membro e ogni fedele della chiesa gioca la sua parte: dal giovane prete Charles Tolbecque, smanioso di assaggiare alcune libert\u00e0 vietategli dall\u2019abito talare, alla provocante Ebara Yasuko, che il parroco Ren\u00e9 Villiers visita quasi ogni notte, fino ai vertici dell\u2019ordine, coinvolti nel commercio di misteriose casse. Risalendo con pazienza gli anelli della catena si potrebbe fare luce sull\u2019assassinio, e su chiss\u00e0 cos\u2019altro \u2013 ma non nel 1959, nell\u2019interminabile dopoguerra che il Giappone attraversa. Per il detective Fujisawa Rokur\u014d e per il cronista Sano la ricerca della verit\u00e0 sar\u00e0 una lotta impari: contro le gerarchie ecclesiastiche, risolute a insabbiare il caso, e contro il potere politico, timoroso di urtare le nazioni da cui provengono i religiosi. Specchio di un Giappone ferito ma animato da sussulti di orgoglio, Vangelo nero \u00e8 uno dei libri pi\u00f9 singolari di Matsumoto, dove le atmosfere del noir si saldano al rigore dell\u2019inchiesta giornalistica, in una trama cos\u00ec prossima alla realt\u00e0 da risultare implausibile.\u00a0<\/p>\n<p>Elsa Morante raccontata attraverso fotografie, manoscritti, lettere e documenti inediti: a quarant&#8217;anni dalla sua scomparsa, un viaggio per immagini dentro la vita e l&#8217;opera di una delle pi\u00f9 grandi scrittrici del Novecento. E&#8217; &#8216;Album Morante&#8217;, il libro a cura di Emanuele Dattilo, pubblicato da Einaudi. &#8220;Si dice &#8211; racconta Dattilo &#8211; che l\u2019idea di questo album risalga al novembre del 1985. Dopo il funerale di Elsa Morante \u2013 cos\u00ec mi ha raccontato Goffredo Fofi \u2013 alcuni amici hanno pensato di raccogliere insieme le molte fotografie che erano in casa Morante, ritenendo che se ne potesse fare un bel libro commemorativo. La curatela di questo album fu affidata da subito a Patrizia Cavalli, che negli anni ci ha lavorato molto, a pi\u00f9 riprese. \u00c8 lei ad aver raccolto le fotografie, compilato una parte delle didascalie, segnato molti crediti fotografici, messo insieme dati e documenti utili. Ma credo che \u2013 al di l\u00e0 della pigrizia, a cui imputava ogni sua mancanza \u2013 il suo progetto fosse, in verit\u00e0, troppo ambizioso. Attraverso le numerose immagini raccolte, infatti, Patrizia Cavalli non voleva semplicemente fare un &#8216;Album Morante&#8217;, con fotografie e dati biografici. Patrizia aspirava a molto di pi\u00f9: voleva anzitutto sottrarre Elsa alla morte, voleva salvarla. In che modo? Restituendo attraverso le immagini e la scrittura qualcosa di reale, di vivo, di impermeabile al tempo cronologico, simile a un\u2019immagine assoluta di Elsa Morante&#8221;. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;\u00c8 possibile sottrarre qualcuno alla morte? Non lo so. Ma so &#8211; afferma ancora Dattilo &#8211; che questo \u00e8 il motivo per cui il libro ha tardato cos\u00ec tanto a uscire, negli anni, nella ricerca continua ed esasperata di una chiave che permettesse la visione totale di Elsa Morante in tutta la sua variegata e contraddittoria ricchezza, gioiosa e dolorosa. Io senz\u2019altro non potevo adempiere un compito cos\u00ec arduo. Mi sono accontentato di comporre un album fotografico, limitandomi quasi esclusivamente ad affiancare le fotografie presenti ad alcuni testi, privilegiando quelli meno noti. Ho cercato, tuttavia, di restare vagamente fedele all\u2019idea originaria, o almeno di non tradirla troppo: ho ceduto (poco) alla cronologia; sono caduto (ogni tanto) nella biografia; ho (raramente) interpretato, nonostante le mie dichiarate e ripetute intenzioni di non farlo. Ma mi sono sforzato di non restituire mai un\u2019immagine letterale, riduttiva di Elsa Morante. Ho cercato cio\u00e8 di evocarla piuttosto che di descriverla, sperando che fosse lei ad apparire secondo le sue proprie inclinazioni. E la mia domanda, la formula ricorrente di questo rito necromantico celebrato mediante immagini e parole, non \u00e8 stata tanto: &#8216;Chi sei?&#8217;, ma piuttosto: &#8216;Come sei?&#8217; Qui, infatti, nel suo modo di vivere, nei modi in cui Elsa Morante era se stessa, mi \u00e8 parso che ci fosse qualcosa di pi\u00f9 importante di tutti i dati biografici e di tutte le interpretazioni critiche sulla sua opera. Il modo in cui Elsa Morante ha vissuto \u2013 mi sembra che questo sia ci\u00f2 che le sopravvive e che resta a noi, e forse \u00e8 proprio ci\u00f2 che \u00e8 possibile, qui, vedere e salvare&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Con La Nave di Teseo arriva sugli scaffali &#8216;Alza la testa! Una storia personale di resistenza&#8217; di Yanis Varoufakis. Dopo aver sfidato i potenti nei palazzi dell\u2019economia globale, Varoufakis &#8211; economista, ministro delle Finanze della Grecia nel governo Tsipras &#8211; porta i lettori in un viaggio diverso, quello attraverso la sua storia, e quella di chi, con il suo esempio, l\u2019ha fatto diventare l\u2019uomo, l\u2019economista e il politico che \u00e8. Eleni, Anna, Trisevgeni, Georgia e Dana\u00eb sono le cinque donne fondamentali nella formazione morale e politica di Yanis Varoufakis. Eleni, la madre, Anna, la nonna paterna, Trisevgeni, la nonna materna, Georgia, la nonna della madre di sua figlia e Dana\u00eb, la sua compagna di vita, sono state, in modi diversi, esempi di donne coraggiose, forti, idealiste, anticonformiste disposte a rischiare tutto per i loro ideali di libert\u00e0. Donne che hanno vissuto a testa alta e hanno insegnato a fare lo stesso ai loro figli e nipoti. Che hanno combattuto \u2013 e combattono \u2013 il maschilismo, il colonialismo, la violenza degli uomini e dello stato, il fascismo, la dittatura, il consumismo esasperato che mette a repentaglio il nostro stesso futuro. Raccontandoci le loro storie Yanis Varoufakis racconta anche la sua, ma, soprattutto, la nostra e quella di un secolo, il Novecento, che ha dato forma al presente, alle sue tragedie, ma anche alle sue speranze. Alza la testa! \u00e8 una lettera aperta all\u2019anima di ognuno di noi, un invito a non cedere all\u2019indifferenza e a restare vigili, vulnerabili, autentici. Un\u2019opera, intima e radicale, dove storia, filosofia e politica si intrecciano in una riflessione sulla dignit\u00e0, la libert\u00e0 e il significato del restare umani in un mondo che appare ogni giorno sempre meno umano.\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 tempo di una nuova mappa della storia. Questo l&#8217;obiettivo di Alessandro Vanoli, autore di &#8216;Oriente. Una storia&#8217; (Laterza). Una mappa dove ogni confine svanisce e comincia un viaggio millenario di connessioni, scambi e culture che hanno plasmato il mondo che conosciamo. \u00c8 l\u00ec che scopriremo l\u2019Oriente e la sua storia. Che parla tanto di noi. Ecco, dunque, il punto di partenza: una mappa. Come quelle dei viaggiatori antichi: una carta un po\u2019 ingiallita, stesa con attenzione su un tavolo di legno. Per scoprire che non c\u2019\u00e8 nessun confine naturale, nessun luogo geografico dove sia possibile affermare che abbia inizio l\u2019Oriente. C\u2019\u00e8 invece un solo unico immenso macrocontinente, dove le divisioni tra Europa e Asia non sono geologiche ma umane, culturali e politiche. In questo libro Alessandro Vanoli racconta la storia di come l\u2019Oriente ha contribuito a costruire l\u2019Occidente. Una storia fatta di viaggi, mercanti e guerre e che parla di spezie, di gioielli e di pietre preziose, ma anche di un\u2019infinit\u00e0 di scoperte, dalla bussola allo zero, al divano. Ma in parallelo racconta anche come, proprio assieme a questa progressiva mescolanza, si sia costruita sempre di pi\u00f9 una contrapposizione culturale, ideologica e politica. Perch\u00e9 erano in Oriente il giardino dell\u2019Eden e le immense ricchezze sognate da Alessandro Magno, ma erano a Oriente anche i barbari e i pi\u00f9 terribili mostri. E di secolo in secolo tutto questo sarebbe stato ripreso e rivisto in forme diverse, fino ai sogni orientalistici pi\u00f9 moderni fatti di harem e odalische, di asceti in meditazione ma anche di violenza e di tirannide. Sino al presente, tra spiritualit\u00e0 indiana, ristoranti di sushi e serie televisive coreane, in un mondo sempre pi\u00f9 frammentato e segnato dai drammi del Medio Oriente e dal potere della nuova Cina, dove nessuna facile definizione basta ormai a dirci cosa di noi sia Occidente e cosa Oriente.\u00a0<\/p>\n<p>La storia dell\u2019arte \u00e8 segnata da profonde rivalit\u00e0, che in alcuni casi sconfinano nella leggenda. Con &#8216;Sfida per la bellezza. Bernini contro Borromini&#8217;, il saggio di Costantino d&#8217;Orazio pubblicato da Il Mulino siamo a Roma, nel XVII secolo: due geni, due visioni, un&#8217;unica citt\u00e0 come teatro del loro duello. Gianlorenzo Bernini e Francesco Borromini non sono solo rivali, sono gli architetti che hanno alimentato lo spirito metamorfico del Barocco, di cui rappresentano due facce opposte e al contempo profondamente intrecciate. Il loro confronto non si gioca solo tra personalit\u00e0 opposte \u2013 solare e affabile il primo, tormentato e schivo il secondo \u2013 ma si traduce nel gioco delle forme \u2013 il cerchio e il quadrato di Bernini, l\u2019ovale e il triangolo di Borromini \u2013 nell\u2019effetto delle proporzioni \u2013 sempre grandiose per Bernini, intime per Borromini. Dagli scaloni di Palazzo Barberini alle chiese di San Carlino e Sant\u2019Andrea, fino ai palazzi di Trinit\u00e0 dei Monti, questo libro guida il lettore in un viaggio tra capolavori immortali, documenti d\u2019archivio e affascinanti racconti popolari. Tra storia e mito, verit\u00e0 e leggenda, la rivalit\u00e0 di due grandi geni diventa la chiave per comprendere non solo il Barocco, ma anche la nascita dell\u2019artista moderno. Costantino d&#8217;Orazio \u00e8 direttore dei Musei nazionali dell\u2019Umbria. Curatore del Macro \u2013 Museo d\u2019Arte Contemporanea di Roma \u2013 dal 2014 al 2017 e collabora con l\u2019Universit\u00e0 di Roma Tor Vergata. Conduce la rubrica AR-Frammenti d\u2019Arte su RaiNews24 e partecipa al programma Wikiradio su Radio 3. Tra i suoi saggi: &#8216;Raffaello segreto&#8217; (2015), &#8216;Michelangelo. Io sono fuoco&#8217; (2016), &#8216;Leonardo svelato&#8217; (2019) e &#8216;Il mistero van Gogh&#8217; (2019) per Sperling &amp; Kupfer; per Laterza \u00e8 autore di &#8216;L\u2019arte in sei emozioni&#8217; (2018).\u00a0<\/p>\n<p>Un romanzo sulle apparenze, sulle zone d\u2019ombra che ognuno nasconde anche alle persone pi\u00f9 vicine, e sulla difficolt\u00e0 di conoscere davvero chi si ama: cos\u00ec si presenta &#8216;Storia di un minuto&#8217;, il nuovo libro di Enrico Tommasi pubblicato da Morellini editore. Claudio e Roberta sembrano la coppia perfetta: lui chirurgo plastico di successo, lei moglie devota. Ma l\u2019arrivo di una misteriosa lettera anonima innesca il crollo delle loro certezze. Entrambi custodiscono verit\u00e0 inconfessabili che minacciano di distruggere tutto ci\u00f2 che hanno costruito insieme. Ambientato in una Milano contemporanea, il romanzo intreccia le voci dei protagonisti, rivelando quanto le scelte del passato possano tornare a perseguitarci. Chi \u00e8 vittima e chi carnefice in questo gioco di specchi? In un crescendo di tensione, una terza figura nell\u2019ombra muove i fili di un piano di vendetta perfetto. Quando la verit\u00e0 verr\u00e0 a galla, nulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima. &#8216;Storia di un minuto&#8217; \u00e8 un romanzo psicologico che esplora la complessit\u00e0 dell\u2019animo umano, il desiderio e la finzione, e la fragilit\u00e0 dei legami che diamo per scontati. Enrico Tommasi, salernitano di nascita, vive da molti anni a Milano dove esercita la professione di notaio. Esordisce nel 2019 con &#8216;I ragazzi della via Boeri&#8217; (Primiceri Editore), finalista al Premio Internazionale di Letteratura Citt\u00e0 di Como. Nel 2020 pubblica &#8216;L\u2019inganno della lentezza&#8217;, diario intimo di un cammino sulla via Francigena, e nel 2022 esce &#8216;La nostra estate migliore&#8217; (Morellini Editore), ristampato pi\u00f9 volte e tra i titoli di narrativa contemporanea pi\u00f9 venduti su Kindle Store. Nel 2023 pubblica &#8216;Un imperfetto sconosciuto&#8217; (Morellini Editore).\u00a0<\/p>\n<p>Questo viaggio memorabile per abbazie alla ricerca dei discendenti, degli emuli e dei predecessori del santo protettore d\u2019Europa, san Benedetto da Norcia, \u00e8 diventato uno dei libri pi\u00f9 amati di Paolo Rumiz. L\u2019autore triestino non ha smesso tuttavia di cercare le radici della fratellanza europea attraverso un pellegrinaggio sentimentale che, nel nome di Benedetto, possa rinsaldarla, e in &#8216;Il filo infinito. Edizione ampliata e illustrata&#8217; ora in libreria con Feltrinelli racconta le sue scoperte pi\u00f9 recenti. Si aggiungono cos\u00ec Montserrat, \u201cl\u2019abbazia pi\u00f9 famosa di Spagna, la casa della Madonna nera, protettrice della Catalogna\u201d, che proprio nel 2025 compie mille anni; la barocca G\u00f6ttweig, con i suoi severi muraglioni, tra le vigne e le foreste austriache; Tyniec, amatissima da papa Wojty\u0142a, che troneggia su una rupe a picco sulla Vistola. E poi si sconfina sulle scogliere tempestose d\u2019Irlanda, dove i druidi lasciarono il posto ai primi eremiti cristiani, e si va ancora oltre, ai limiti d\u2019Europa, fino a imbattersi quasi per caso, tra gli immensi faraglioni che scandiscono le coste portoghesi, nei sorprendenti resti di un forte di mistici guerrieri dell\u2019Islam. Dall\u2019estremo Occidente fino al Danubio, ogni capitolo \u00e8 arricchito dai disegni originali di Riccardo Vecchio, che restituiscono tutto il fascino e il mistero di questi luoghi senza tempo. \u201cCredevo di essere arrivato, e invece no. Una storia che si snoda su un filo infinito \u00e8 destinata fatalmente a regalare sorprese sempre nuove. C\u2019era un enigma, che chiedeva di essere risolto\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>spettacoli<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=32500\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ecco una selezione delle novit\u00e0 in libreria, tra romanzi, saggi, libri d&#8217;inchiesta e&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":32501,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-32500","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32500","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32500"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32500\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32509,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32500\/revisions\/32509"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/32501"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32500"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32500"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32500"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}