{"id":31917,"date":"2025-11-26T22:15:11","date_gmt":"2025-11-26T22:15:11","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=31917"},"modified":"2025-11-26T22:15:11","modified_gmt":"2025-11-26T22:15:11","slug":"lo-smartphone-rallenta-il-cervello-controllare-troppe-volte-il-cellulare-fa-male-gli-studi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=31917","title":{"rendered":"Lo smartphone rallenta il cervello, controllare troppe volte il cellulare fa male: gli studi"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211;<br \/>\nCi si sveglia, ci si alza e si controlla lo smartphone. A volte, non serve nemmeno lasciare il letto per dare la prima occhiata al cellulare. Lo &#8216;swipe&#8217; per entrare nel telefono \u00e8 un gesto abituale, che viene ripetuto decine di volte nel corso della giornata. L&#8217;automatismo rischia di diventare una pericolosa routine con effetti dannosi, come tutti gli eccessi. I pi\u00f9 esposti sono giovani e giovanissimi.\u00a0<\/p>\n<p>In oltre otto anni di ricerca su adolescenti e millennial, come evidenzia il Washington Post, il professor Larry Rosen &#8211; professore emerito di psicologia alla California State University di Dominguez Hills &#8211; ha osservato che i ragazzi controllavano o sbloccavano i loro smartphone tra le 50 e le 100 volte al giorno, in media ogni 10-20 minuti da svegli.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il WP ricorda un sondaggio condotto da YouGov a maggio sull&#8217;uso del telefono: 8 americani su 10 durante la notte tengono il cellulare in camera da letto, spesso a pochi centimetri dal cuscino. Nello stesso sondaggio, gli interpellati hanno spiegato di prendere in mano il proprio dispositivo circa 10 volte al giorno.\u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;argomento \u00e8 finito sotto i riflettori dei ricercatori Nottingham Trent University nel Regno Unito e della Keimyung University in Corea del Sud che si sono soffermati sulle conseguenze di un accesso continuo &#8211; o quasi &#8211; allo smartphone: controllare in continuazione il telefono, secondo i ricercatori, pu\u00f2 determinare l&#8217;inizio della compromissione delle capacit\u00e0 cognitive. Qual \u00e8 la linea rossa? Esiste un limite? A quanto pare, s\u00ec.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>I ricercatori hanno determinato che controllare il telefono circa 110 volte al giorno pu\u00f2 segnalare un utilizzo ad alto rischio o problematico. A questo risultato, si aggiunge quello a cui \u00e8 arrivata la Singapore Management University. Lo studio dell&#8217;ateneo asiatico ha evidenziato che le frequenti interruzioni di attivit\u00e0 per controllare i nostri dispositivi portano a maggiori vuoti di attenzione e di memoria. A differenza del tempo totale trascorso davanti allo schermo, la frequenza con cui si controlla lo smartphone \u00e8 un indicatore molto pi\u00f9 forte di deficit cognitivi quotidiani. In sintesi, sbloccare continuamente il telefono costringe il cervello a passare rapidamente da un&#8217;attivit\u00e0 all&#8217;altra compromettendo la capacit\u00e0 di concentrarsi su una sola azione.\u00a0<\/p>\n<p>In media, durante una riunione di mezz&#8217;ora, una persona su 4 controlla il telefono almeno una volta. Dopo ogni interruzione, possono servire anche 25 minuti per ritrovare la piena concentrazione secondo la professoressa Gloria Mark, ricercatrice alla University of California at Irvine.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Gli smartphone attivano lo stesso sistema di &#8216;ricompensa&#8217; di droghe e alcol. I telefoni creano un circolo vizioso compulsivo, controlliamo&#8221; il cellulare &#8220;senza pensarci e sperimentiamo l&#8217;astinenza quando non controlliamo o non abbiamo accesso al nostro telefono&#8221;, dice Anna Lembke, professoressa di psichiatria e medicina delle dipendenze presso la Stanford University School of Medicine.\u00a0<\/p>\n<p>A integrare il quadro, i dati dei ricercatori tedeschi dell&#8217;Universit\u00e0 di Heidelberg: dopo sole 72 ore senza utilizzare lo smartphone, l&#8217;attivit\u00e0 cerebrale si sviluppa secondo i modelli tipici dell&#8217;astinenza da sostanze. La ricerca suggerisce che brevi pause dall&#8217;uso dello smartphone possono aiutare a ridurre le abitudini problematiche. La soluzione? Disattivare le notifiche, eliminare tutte le app non necessarie, spegnere il telefono tra un utilizzo e l&#8217;altro. E, magari, lasciarlo anche a casa ogni tanto.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>salute<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=31917\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Ci si sveglia, ci si alza e si controlla lo smartphone. 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