{"id":3140,"date":"2025-09-03T13:33:19","date_gmt":"2025-09-03T13:33:19","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=3140"},"modified":"2025-09-03T13:33:19","modified_gmt":"2025-09-03T13:33:19","slug":"montagna-riparte-progetto-lora-snow-tecnologia-per-salvataggio-dispersi-in-valanga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=3140","title":{"rendered":"Montagna, riparte progetto &#8216;LoRa Snow&#8217;: tecnologia per salvataggio dispersi in valanga"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Nuova stagione di misure prevista nelle Dolomiti Venete al confine con il Trentino per il progetto \u201cLoRa Snow\u201d, che mira a sviluppare una tecnologia wireless per il salvataggio dei dispersi in valanga. Obiettivo finale del progetto, portato avanti dal Wireless Networks Lab dell\u2019Istituto di scienza e tecnologie dell\u2019informazione \u201cA. Faedo\u201d di Pisa (Cnr-Isti) in collaborazione con il servizio ReMoTe dell\u2019Area della ricerca del Cnr di Pisa ed il Pervasive Electromagnetic Lab dell\u2019Universit\u00e0 di Roma Tor Vergata, \u00e8 quello di studiare l\u2019efficacia di alcune tecnologie wireless da impiegare per la ricerca e soccorso e quello di realizzare un prototipo portatile a bassi consumi, integrabile su droni, che consenta alle squadre di soccorso di individuare, in tempi rapidi e da grande distanza, persone sepolte da valanghe.\u00a0\u201cLa sperimentazione si basa sulla combinazione di due tecnologie gi\u00e0 esistenti\u201d, spiega Michele Girolami, ricercatore del Cnr-Isti e coordinatore del progetto. \u201cLa prima \u00e8 associata alla tecnologia Artva (Apparecchio di ricerca dei travolti in valanga), dispositivo obbligatorio per chi frequenta la montagna con condizioni di pericolo valanghe. L\u2019Artva emette un segnale radio del raggio di qualche decina di metri che fornisce una stima della distanza della persona che lo indossa. La seconda \u00e8 la tecnologia LoRa, che permette la trasmissione di segnali radio che possono arrivare anche a centinaia di metri. Il nostro intento \u00e8 quello di combinarle al fine di utilizzare due tecnologie assieme, mettendo le squadre di soccorso nelle condizioni di poter stabilire un primo contatto radio con il disperso a distanze molto maggiori di quelle attualmente consentite, facilitando cos\u00ec le fasi di localizzazione e di disseppellimento\u201d.\u00a0La tempestivit\u00e0 \u00e8 fondamentale: \u201cNei primi 15 minuti si hanno grandi possibilit\u00e0 di trovare in vita una persona sepolta sotto la neve, ma tale probabilit\u00e0 cala in modo molto rapido nei momenti successivi, poich\u00e9 la sacca d\u2019aria a disposizione del sepolto diminuisce con rapidit\u00e0. \u00c8 quindi cruciale abbattere le tempistiche di localizzazione\u201d, aggiunge Girolami. \u201cIl ritrovamento in ambiente valanghivo \u00e8 particolarmente ostico perch\u00e9 la propagazione di un segnale radio emesso dal dispositivo di localizzazione, deve attraversare strati di neve di varie tipologie talvolta anche di diversi metri di spessore. Una tecnologia in grado di estendere la distanza di ricezione del segnale di richiesta di soccorso aumenterebbe notevolmente le probabilit\u00e0 di salvataggio\u201d.\u00a0\u00a0L\u2019universit\u00e0 di Roma Tor Vergata partecipa attivamente a questa iniziativa. Attraverso il suo gruppo di ricerca, Gaetano Marrocco, docente di Campi Elettromagnetici al dipartimento di Ingegneria civile e Ingegneria Informatica, condivide l\u2019impegno del team, impegnato, tra l\u2019altro, nell\u2019elaborazione dei tanti dati raccolti nelle campagne di misura per il progetto: \u201cQuesta attivit\u00e0 si colloca in continuit\u00e0 con anni di ricerche pionieristiche con il dott. Giulio Maria Bianco sul comportamento dei collegamenti LoRa tra utenti a terra e stazioni di soccorso, sia fisse sia mobili, in scenari alpini, mediterranei e urbani\u201d, afferma. \u201cIn particolare, il nostro gruppo ha fornito supporto alla pianificazione delle campagne di misura e ha curato l\u2019elaborazione dei dati elettromagnetici sperimentali per sviluppare un modello di propagazione del segnale LoRa in ambiente montano e nevoso. Il modello permette di correlare quantitativamente l\u2019attenuazione del link radio alla distanza dall&#039;utente, tenendo anche conto della tipologia della neve, e costituisce la base scientifica per la progettazione di algoritmi di localizzazione dei dispersi basati su solide base fisico-matematiche&quot;.\u00a0L\u2019ultima stagione di misure del progetto LoRa Snow, condotta la scorsa primavera presso la localit\u00e0 Col de Mez (Trento), ha fornito alcune basi teoriche e sperimentali per tre scenari applicativi: lo studio della radiopropagazione del segnale per analizzare gli effetti della profondit\u00e0 di seppellimento e del tipo di neve; studi operativi, con simulazioni di ricerca in scenari reali; infine, test con l\u2019uso di droni, usati come vettore per trasportare lo strumento di localizzazione. I risultati di questa fase hanno fornito un set di dati utile alla valutazione del funzionamento della tecnologia LoRa in diverse condizioni climatiche, nivologiche ed ambientali; in parallelo, sono stati sviluppati alcuni algoritmi di localizzazione, in forma di componenti software, che saranno utilizzati nei prossimi mesi per dare istruzioni al sistema. \u201cDurante la stagione che stiamo pianificando, ci proponiamo di lavorare su due linee di attivit\u00e0: per prima cosa, intendiamo condurre alcuni test per la raccolta dati direttamente in un ambiente potenzialmente valanghivo, con il supporto di personale tecnico altamente specializzato che garantir\u00e0 la sicurezza del gruppo di lavoro; \u00e8 infatti importante eseguire test sull\u2019efficacia della tecnologia in condizioni ambientali che siano il pi\u00f9 possibile simili a quelle operative\u201d, prosegue Girolami. \u201cLa seconda linea di ricerca si focalizzer\u00e0 sullo sviluppo di un prototipo utilizzabile in autonomia dalle squadre di soccorso, senza la necessit\u00e0 della presenza diretta dei ricercatori\u201d.\u00a0Il gruppo di lavoro coinvolto nella sperimentazione punter\u00e0 sull\u2019integrazione del sistema su drone, velivolo che, rispetto alla ricerca da terra, offre numerosi vantaggi. Oltre a garantire una notevole rapidit\u00e0 di intervento, il drone non altera la scena della valanga a livello olfattivo, facilitando il lavoro di eventuali squadre cinofile per la ricerca. Inoltre, l\u2019impiego di droni consente di raggiungere in sicurezza zone critiche, senza rischi per gli addetti al soccorso. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di equipaggiare il drone con una capacit\u00e0 di elaborazione anche basata su strumenti di Artificial Intelligence, che si occuper\u00e0 di svolgere in tempo reale l\u2019analisi dati acquisiti necessaria alla stima del punto di seppellimento, abbattendo cos\u00ec i tempi richiesti da una pi\u00f9 tradizionale analisi dati a terra. \u201cNella precedente campagna abbiamo usato i droni con rotte predefinite fornite da noi ricercatori\u201d, conclude Andrea Berton del Cnr-Igg, responsabile del servizio ReMoTe. \u201cQuello a cui puntiamo, e che sar\u00e0 oggetto dei prossimi studi, \u00e8 di poter dotare un giorno le squadre di soccorso di uno strumento intelligente in grado di individuare un disperso sul luogo dell\u2019incidente, muovendosi autonomamente verso il punto di probabile seppellimento, dove poter indirizzare con prontezza le ricerche\u201d.\u00a0&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=3140\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Nuova stagione di misure prevista nelle Dolomiti Venete al confine con il Trentino&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3141,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[2,3],"class_list":["post-3140","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-adn-news","tag-adnkronos","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3140","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3140"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3140\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3187,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3140\/revisions\/3187"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3141"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3140"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3140"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3140"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}