{"id":3104,"date":"2025-09-03T11:58:08","date_gmt":"2025-09-03T11:58:08","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=3104"},"modified":"2025-09-03T11:58:08","modified_gmt":"2025-09-03T11:58:08","slug":"progetto-stele-di-rosetta-per-svelare-i-segreti-della-formazione-stellare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=3104","title":{"rendered":"Progetto &#8220;Stele di Rosetta&#8221;, per svelare i segreti della formazione stellare"},"content":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Un ponte tra teoria e realt\u00e0 sta rivoluzionando lo studio della formazione stellare. Il progetto Rosetta Stone, coordinato dall&#039;Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e sostenuto dall&#039;European Research Council, ha creato un metodo unico per confrontare direttamente le complesse simulazioni numeriche con le osservazioni astronomiche. Un approccio che, per la prima volta, unisce i due mondi con un linguaggio comune per decifrare i processi che portano alla nascita delle stelle.\u00a0I primi tre articoli del progetto, pubblicati sulla rivista scientifica Astronomy &amp; Astrophysics, mostrano come le simulazioni possano essere &quot;post-processate&quot; per replicare fedelmente le immagini e le osservazioni reali, simili a quelle ottenute da strumenti di punta come l&#039;Atacama Large Millimeter\/submillimeter Array (ALMA) e il satellite Herschel.\u00a0Il primo studio, guidato da Ugo Lebreuilly, ha presentato un&#039;ampia gamma di simulazioni che variano parametri chiave delle regioni di formazione stellare.\u00a0<br \/>\nUna regione di formazione stellare simulata (a sinistra) trasformata passo dopo passo per ottenere immagini sempre pi\u00f9 simili a quelle reali osservate dai telescopi millimetrici. Dall&#039;immagine al computer dei &quot;semi&quot; delle protostelle (stelle), passando per la simulazione dell&#039;emissione della polvere, fino a una mappa praticamente indistinguibile da un&#039;osservazione astronomica. L&#039;ultimo pannello mostra l&#039;identificazione delle nuove stelle nascenti, cos\u00ec come le vedremmo con i nostri strumenti. Sommando tutti i parametri esplorati dal progetto Rosetta Stone, sono state prodotte pi\u00f9 di 700 mappe analizzate e post-processate come in questo esempio.<br \/>\nCrediti: A. Nucara\/Progetto Rosetta Stone<br \/>\n\u00a0Il secondo, a firma di Ngo-Duy Tung, si \u00e8 concentrato sulla generazione di immagini artificiali ideali. \u00a0<br \/>\nLe immagini mostrano dall&#039;alto in basso la densit\u00e0 di gas, la velocit\u00e0 media e la temperatura di una nube che d\u00e0 origine a stelle, osservate in tre diverse fasi evolutive. L&#039;efficienza di formazione stellare (SFE) indica quanto gas si \u00e8 trasformato in protostelle (segnate dai simboli in alto). Crediti: Ugo Lebreuilly\/Progetto Rosetta Stone<br \/>\n\u00a0\u00a0Infine, il terzo lavoro, coordinato da Alice Nucara, ha sviluppato un codice specifico per creare simulazioni di osservazioni ALMA estremamente realistiche.\u00a0<br \/>\nImmagine ingrandita di una delle simulazioni mostrate nell&#039;immagine precedente. Si possono notare diverse strutture filamentose che ospitano i semi di formazione stellare e che si muovono convergendo verso i centri di attrazione gravitazionale maggiore. Crediti: Ugo Lebreuilly<br \/>\n\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<br \/>\nSecondo Alessio Traficante, ricercatore INAF e coordinatore del progetto, questa metodologia offre un&#039;accuratezza senza precedenti. &quot;Per la prima volta, grazie al progetto Rosetta Stone, \u00e8 possibile estrarre informazioni dalle simulazioni trattate con le stesse tecniche e gli stessi algoritmi usati per le osservazioni, permettendo di verificare se le informazioni che deduciamo dalle osservazioni hanno un riscontro nelle simulazioni e viceversa, con un&#039;accuratezza nel confronto mai ottenuta prima nel campo della formazione stellare. \u00c8 possibile infatti dedurre se effettivamente i parametri chiave osservativi&#8230; riflettano caratteristiche chiave degli addensamenti di gas e polveri come et\u00e0 ed efficienza di formazione stellare, e misurare l&#039;effetto di fattori non osservabili direttamente, come l&#039;intensit\u00e0 del campo magnetico&quot;.\u00a0La prima fase del progetto, denominata Rosetta Stone 1.0, \u00e8 solo il punto di partenza. Sono gi\u00e0 in corso di preparazione le fasi successive: RS2.0, che includer\u00e0 dati con una fisica pi\u00f9 ampia e complessa, e RS3.0, focalizzata sullo studio della chimica delle regioni di formazione stellare.\u00a0&quot;Il progetto \u00e8 il culmine di tre anni di lavoro, milioni di ore di calcolo su supercomputer, la produzione di centinaia di mappe e una stretta collaborazione tra gruppi teorici e osservativi&quot;, ha concluso Traficante. &quot;Con questo approccio innovativo, il progetto Rosetta Stone inaugura un nuovo modo di studiare la nascita delle stelle, rendendo possibile per la prima volta un confronto realmente diretto tra simulazione e osservazione&quot;.\u00a0&#8212;tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=3104\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Un ponte tra teoria e realt\u00e0 sta rivoluzionando lo studio della formazione stellare.&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3105,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[2,6],"class_list":["post-3104","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-tecnologia","tag-adnkronos","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3104","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3104"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3104\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3147,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3104\/revisions\/3147"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3105"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3104"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3104"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3104"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}