{"id":30574,"date":"2025-11-22T00:32:46","date_gmt":"2025-11-22T00:32:46","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=30574"},"modified":"2025-11-22T00:32:46","modified_gmt":"2025-11-22T00:32:46","slug":"addio-ornella-vanoni-voce-libera-e-leonessa-della-musica-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=30574","title":{"rendered":"Addio Ornella Vanoni, voce libera e leonessa della musica italiana"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Non era una tigre (di Cremona) come Mina, n\u00e9 una pantera (di Goro) come Milva, n\u00e9 un&#8217;aquila (di Ligonchio) come Iva Zanicchi. N\u00e9 tantomeno un usignolo. Ornella Vanoni, scomparsa all&#8217;et\u00e0 di 91 anni, non ha mai avuto bisogno di animali-totem per entrare nell&#8217;immaginario collettivo. Se proprio si dovesse associare a una creatura simbolica, sarebbe una leonessa: fiera, elegante, indipendente. Milanese nell&#8217;anima e nelle origini &#8211; nata il 22 settembre 1934 &#8211; con lo sguardo regale e una voce che sapeva ruggire e accarezzare insieme, Ornella Vanoni \u00e8 stata per decenni la pi\u00f9 libera e anticonvenzionale delle interpreti italiane.\u00a0<\/p>\n<p>Attraversando quasi settant&#8217;anni di musica, Ornella ha saputo restare se stessa. Diva suo malgrado, sofisticata ma mai distante, colta senza accademismi, sensuale senza mai essere volgare, ha incarnato una femminilit\u00e0 autentica, mai costruita. In ogni fase della sua carriera, \u00e8 rimasta una voce fuori dal coro: dissonante rispetto alle mode, capace di raccontare il tempo senza adeguarvisi. Le sue rughe, il sarcasmo, i silenzi, l&#8217;inconfondibile voce impastata di fumo e sentimento, sono diventati parte del patrimonio culturale italiano.\u00a0<\/p>\n<p>Non era nata cantante. Il suo primo amore era il teatro, e fu sul palco del Piccolo Teatro di Milano che inizi\u00f2 la carriera, accanto al regista Giorgio Strehler, mentore, pigmalione e compagno. Da quell&#8217;esperienza ha portato nel canto una teatralit\u00e0 intensa, misurata, la capacit\u00e0 di &#8216;abitare&#8217; le parole prima ancora che intonarle. Le sue prime canzoni furono le celebri &#8216;canzoni della mala&#8217;: ballate cupe, popolari, che Vanoni interpretava con grazia e verit\u00e0, restituendo dignit\u00e0 a un&#8217;umanit\u00e0 ferita. &#8220;Ma mi&#8221;, &#8220;Le mantellate&#8221;, &#8220;Hanno ammazzato il Mario&#8221; non erano solo brani, ma atti unici di teatro civile. Un inizio potente.\u00a0<\/p>\n<p>Nel 1959, al Festival dei Due Mondi di Spoleto, porta in scena proprio quelle canzoni della mala, eseguite in dialetto milanese e romanesco, e brani tratti da &#8220;L&#8217;opera da tre soldi&#8221; di Bertold Brecht. La svolta arriva negli anni Sessanta, quando inizia a collaborare con i grandi cantautori italiani, su tutti Gino Paoli, con cui condivide una storia d\u2019amore intensa e creativa. Nasce cos\u00ec &#8220;Senza fine&#8221;, il suo primo grande successo anche internazionale, a cui seguiranno &#8220;Che cosa c&#8217;\u00e8&#8221;, &#8220;La musica \u00e8 finita&#8221;, &#8220;Casa bianca&#8221;, &#8220;Mi sono innamorata di te&#8221;, &#8220;Eternit\u00e0&#8221;, &#8220;Una ragione di pi\u00f9&#8221;, &#8220;Un&#8217;ora sola ti vorrei&#8221;, &#8220;Tristezza&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Accanto alla musica, il teatro continua a chiamarla: interpreta &#8220;Rugantino&#8221; di Garinei e Giovannini, che la porta fino a Broadway. E intanto la discografia si arricchisce. Negli anni Settanta arrivano i brani pi\u00f9 iconici e duraturi: &#8220;L&#8217;appuntamento&#8221;, &#8220;Domani \u00e8 un altro giorno&#8221;, &#8220;E cos\u00ec per non morire&#8221;, &#8220;Sto male&#8221;, &#8220;Dettagli&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>\nNel 1976 fonda la sua etichetta, Vanilla, e pubblica &#8220;La voglia di sognare&#8221;, per poi firmare un&#8217;opera fondamentale: &#8220;La voglia, la pazzia, l&#8217;incoscienza, l&#8217;allegria&#8221;, insieme a Vin\u00edcius de Moraes e Toquinho. \u00c8 la consacrazione del suo amore per la musica brasiliana, un&#8217;influenza che rester\u00e0 nella sua cifra stilistica.\u00a0<\/p>\n<p>Gli anni Ottanta vedono l&#8217;uscita di &#8220;Ricetta di donna&#8221;, &#8220;Vai Valentina&#8221;, &#8220;Musica musica&#8221;, &#8220;Uomini&#8221; e il ritorno in concerto con Gino Paoli per &#8220;Ti lascio una canzone&#8221;. Nei Novanta arriva un disco d&#8217;oro con &#8220;Stella nascente&#8221; e &#8220;Perduto&#8221;, prodotti da Mario Lavezzi. In chiave jazz, collabora con Paolo Fresu per l&#8217;album &#8220;Argilla&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Nel 2008 celebra i 50 anni di carriera con l&#8217;album &#8220;Pi\u00f9 di me&#8221;, duettando con artisti di ogni generazione: Claudio Baglioni, Fiorella Mannoia, Jovanotti, Carmen Consoli, i Pooh, Lucio Dalla, Gianni Morandi, Eros Ramazzotti e infine Mina, in un inedito duetto-evento: &#8220;Amiche mai&#8221;. Nel 2018 torna al Festival di Sanremo con &#8220;Imparare ad amarsi&#8221;, ricevendo il Premio alla Carriera: la prima artista a ottenerlo.\u00a0<\/p>\n<p>\nNel 2020 pubblica &#8220;Unica&#8221;, album di inediti dal titolo emblematico. L&#8217;anno successivo \u00e8 ospite del Festival di Sanremo, dove canta &#8220;Un sorriso dentro al pianto accompagnata da Francesco Gabbani. In estate esce l&#8217;irriverente &#8220;Toy Boy&#8221; con Colapesce e Dimartino, con videoclip diretto da Luca Guadagnino. Nel 2023 \u00e8 di nuovo ospite a Sanremo. Intanto, grazie all&#8217;ironia e alle imitazioni di Virginia Raffaele, conquista una nuova generazione e trova spazio fisso a &#8220;Che tempo che fa&#8221;, al fianco di Mara Maionchi e Fabio Fazio. In occasione dei suoi 90 anni, un nuovo album, &#8220;Diverse&#8221;, una raccolta dei suoi successi riletti in nuove versioni, tra cui &#8220;Ti voglio&#8221; reinterpretata insieme a Elodie e Ditonellapiaga.\u00a0<\/p>\n<p>Ornella Vanoni ha partecipato a otto edizioni del Festival di Sanremo, arrivando seconda nel 1968 con Casa bianca e ottenendo tre volte il quarto posto. \u00c8 stata la prima artista a ricevere il Premio Citt\u00e0 di Sanremo alla carriera (1999). Ha vinto tre premi del Club Tenco, l\u2019unica donna e la prima in assoluto ad averne ricevuti due come cantautrice, e nel 2022 le \u00e8 stato conferito il Premio Tenco Speciale, creato appositamente per lei.\u00a0<\/p>\n<p>Vanoni ha venduto oltre 55 milioni di dischi. \u00c8 stata musa della canzone d\u2019autore, pioniera della world music, interprete jazz con nomi come Herbie Hancock e George Benson. Ha fatto musical, cinema, televisione, variet\u00e0, colonne sonore. Ha duettato con tutti, attraversando le generazioni.\u00a0<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, la sua leggerezza e autoironia hanno conquistato il pubblico televisivo, confermando un paradosso che la accompagnava da sempre: diva senza retorica, fragile e pungente, ironica e profonda. Quando le chiedevano della sua et\u00e0, rispondeva: &#8220;Sono vecchia? S\u00ec. Ma sono unica&#8221;. E lo era davvero. Il titolo del suo album &#8220;Unica&#8221; non era un vezzo. Era una verit\u00e0. E cos\u00ec sar\u00e0 ricordata. (di Paolo Martini)\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>spettacoli<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=30574\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Non era una tigre (di Cremona) come Mina, n\u00e9 una pantera (di Goro)&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":30575,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-30574","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30574","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30574"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30574\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30588,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30574\/revisions\/30588"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/30575"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30574"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30574"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30574"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}