{"id":29558,"date":"2025-11-19T17:28:05","date_gmt":"2025-11-19T17:28:05","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=29558"},"modified":"2025-11-19T17:28:05","modified_gmt":"2025-11-19T17:28:05","slug":"consumi-dal-cucino-dopo-al-clicco-adesso-le-nuove-abitudini-del-delivery-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=29558","title":{"rendered":"Consumi: dal &#8216;cucino dopo&#8217; al &#8216;clicco adesso le nuove abitudini del delivery italiano"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Come e perch\u00e9 ordiniamo a casa non \u00e8 pi\u00f9 solo una questione di praticit\u00e0: \u00e8 uno specchio delle nostre emozioni, dei nostri rituali e del modo in cui costruiamo relazioni e identit\u00e0. I nuovi italiani del delivery, infatti, usano il cibo per dire chi sono, cosa provano e in che &#8216;mood&#8217; si trovano. C\u2019\u00e8 chi ordina sushi per sentirsi cosmopolita, chi finge che la lasagna arrivi dal proprio forno, chi semplicemente non ha voglia di cucinare, e non se ne vergogna affatto. Con il nuovo Osservatorio Just Eat, realizzato con Toluna, si fornisce una fotografia sulle abitudini, le emozioni e i piccoli rituali che trasformano ogni ordine in un gesto culturale. Citt\u00e0 diverse, tre generazioni e un unico filo conduttore: il cibo consegnato a domicilio come specchio fedele del nostro modo di vivere, tra praticit\u00e0, piacere e un pizzico di strategia sociale.\u00a0<\/p>\n<p>Con una media di 1,5 ordini a settimana, ordinare a casa \u00e8 ormai un\u2019abitudine consolidata, pi\u00f9 simile a un rituale che a un\u2019emergenza da frigo vuoto. Chi ordina lo fa principalmente in compagnia (92%), spesso in coppia (55%) o in famiglia (49%), e non \u00e8 raro dover scendere a compromessi sui gusti. La Gen Z lo usa come estensione della propria socialit\u00e0 &#8211; spesso si ordina in gruppo, si litiga sui gusti e si risolve con &#8216;ordini paralleli&#8217; da ristoranti diversi (succede a pi\u00f9 di met\u00e0 dei giovani), confermandosi la generazione pi\u00f9 inclusiva e democratica. I Millennials alternano momenti di convivialit\u00e0 a serate di comfort e binge watching, mentre la Gen X resta fedele ai propri locali di fiducia, quelli &#8216;di sempre&#8217;, spesso sotto casa. Quindi il delivery \u00e8 il nuovo tempo per s\u00e9: condiviso o solitario, ma sempre meritato. Una curiosit\u00e0 quando si parla di convivialit\u00e0? Napoli \u00e8 la citt\u00e0 pi\u00f9 &#8216;delivery social&#8217;: il 70% ordina in compagnia, contro il 59% della media nazionale.\u00a0<\/p>\n<p>Il delivery permette anche di fare cose che altrimenti sarebbero complicate: ordinare quando non si pu\u00f2 uscire (45%), provare piatti nuovi o cucine insolite (33%) e mangiare a orari non convenzionali (24%). L\u2019umore e il contesto influenzano fortemente la scelta: il gusto, con le papille gustative, guida il 47% delle decisioni, il 30% con la pancia ordinando qualcosa che sia in grado di saziare, il cervello per il 13% con alimenti sani e nutrienti e l\u2019estetica, con gli occhi, l\u201911%. Come dimostra la nuova campagna di Just Eat, che mette in scena con ironia la vera battaglia che succede \u201cdal cervello alle papille gustative, \u00e8 proprio quel momento in cui tutti noi siamo divisi&#8230; fino a premere &#8216;Ordina&#8217;\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Per i pi\u00f9 attenti alle texture e ai suoni del cibo, il trend Asmr (Autonomous Sensory Meridian Response) si fa sentire: il 19% cerca piatti con consistenze particolari e il 22% si lascia attrarre dall\u2019estetica del piatto. Chi sceglie cosa ordinare, poi, lo fa guidato da praticit\u00e0 e gusto: velocit\u00e0 (50%), costi di consegna (47%) e prezzo dei piatti (45%) sono i principali driver. Chiamare per ordinare divide nettamente le generazioni: la Gen X non lo vive come un problema, mentre Gen Z e Millennials preferiscono le app digital-first, pi\u00f9 rapide e comode.\u00a0<\/p>\n<p>Non tutti per\u00f2 giocano a carte scoperte: quasi 4 italiani su 10 ammettono di aver spacciato, almeno una volta, un piatto da asporto per una propria creazione. \u00c8 il fenomeno del delivery camouflage, e riguarda soprattutto contesti informali, come cene con amici, aperitivi casalinghi, pranzi in famiglia. Le &#8216;coperture&#8217; pi\u00f9 frequenti? Lasagne, pasta al forno e dolci, piatti abbastanza credibili da sembrare homemade ma troppo impegnativi da voler davvero cucinare. E mentre la Gen Z lo vive con leggerezza e ironia, tra i Millennials prevale ancora il senso di &#8216;furbizia&#8217;: il 60% non lo ammette mai apertamente. Insomma, c\u2019\u00e8 chi cucina e chi sa solo ordinare bene. E se qualcuno chiede la ricetta? Sorriso, pausa tattica e cambio argomento: la consegna \u00e8 gi\u00e0 arrivata.\u00a0<\/p>\n<p>Se un tempo ordinare cibo a casa era sinonimo di pigrizia, oggi \u00e8 diventato un piccolo gesto di cura personale. Per il 57% degli italiani rientra nelle proprie routine di self-care: una serata film, il plaid, la pelle che respira grazie alla skincare e il cibo che arriva da solo. \u00c8 una coccola low effort ma ad alto rendimento emotivo, che unisce comfort e benessere. La cucina ordinata non \u00e8 pi\u00f9 solo nutrimento, ma parte di un rituale che mette insieme tempo per s\u00e9, relax e gratificazione sensoriale. La Gen Z \u00e8 la pi\u00f9 &#8216;wellness-oriented&#8217;: per molti di loro, ordinare diventa quasi un mood stabilizer, il modo pi\u00f9 semplice per sentirsi bene.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Contano la forma e il colore, ma non per fare colpo su Instagram. Il 67% degli italiani dichiara di curare l\u2019estetica del cibo che serve a tavola, ma solo il 42% ammette di scegliere in base al potenziale &#8216;instagrammabile&#8217;. Pi\u00f9 che esibizione, \u00e8 questione di cura e atmosfera: voglia di rendere speciale anche una cena a casa, di apparecchiare bene, di dare valore al momento. In fondo, il piacere non \u00e8 solo nel gusto, ma anche nella scena che si costruisce intorno, quella che unisce la comodit\u00e0 di non cucinare alla soddisfazione di &#8216;fare bella figura&#8217; con zero stress.\u00a0<\/p>\n<p>Nel 2025, anche il cibo diventa genderless: il 61% degli italiani \u00e8 d\u2019accordo nel dire che non esistono pi\u00f9 piatti &#8216;da uomini&#8217; o &#8216;da donne&#8217;. Il sushi non \u00e8 pi\u00f9 femminile, la bistecca non \u00e8 pi\u00f9 maschile: \u00e8 solo una questione di gusto, umore e voglia del momento. A guidare molte scelte, poi, c\u2019\u00e8 l\u2019universo digitale. Il 46% si lascia ispirare da serie Tv o film (e chi non ha ordinato ramen dopo aver visto un anime giapponese o mangiato un croissant dopo un format tutto parigino?) e il 57% ammette di aver copiato una ricetta o un trend dai social. Social network, piattaforme di streaming e Just Eat: la nuova triade del food pop contemporaneo.\u00a0<\/p>\n<p>Le nuove abitudini del delivery italiano si inseriscono in un contesto globale in cui il cibo \u00e8 sempre pi\u00f9 linguaggio culturale, benessere e identit\u00e0. Nel 2025 cresce la ricerca di equilibrio tra corpo e mente: il trend del &#8216;mindful eating&#8217; guida la riscoperta di alimenti come matcha, kefir e cibi fermentati, protagonisti di un aumento delle ricerche online superiore al +50% negli ultimi due anni. Parallelamente, l\u2019esperienza gastronomica si fa multisensoriale: suoni, consistenze e colori conquistano i social che porta anche l\u2019Asmr nel mondo del gusto.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019influenza della cultura coreana continua a crescere, trasformando piatti come kimchi e tteokbokki in veri simboli pop (+44% e +61% di contenuti TikTok in Italia nell\u2019ultimo anno). Nell\u2019ultimo anno, infatti, analizzando i dati della piattaforma, la cucina coreana ha avuto un boom tra la fine del 2024 e l\u2019inizio del 2025, con un incremento di ordini di piatti tipicamente coreani come Kimchi (+76%), Bibimbap (+21%), fried chicken (+31%). La Corea \u00e8 ormai entrata nelle case (e nei carrelli digitali) degli italiani, unendo comfort e curiosit\u00e0 globale.\u00a0<\/p>\n<p>Allo stesso tempo cresce la voglia di casa e autenticit\u00e0: la &#8216;conscious home cooking&#8217; \u00e8 il nuovo modo per prendersi cura di s\u00e9 e dove cucinare o ordinare diventa un gesto di creativit\u00e0 e cura. Infine, cibo e bevande si legano sempre pi\u00f9 al mondo del self-care, tra beauty routine, comfort food e la nuova &#8216;water bottle culture&#8217;, che trasforma anche l\u2019idratazione in un segno di stile. Il risultato \u00e8 un ecosistema in cui il delivery si afferma come vero osservatorio culturale, capace di connettere tendenze globali e quotidianit\u00e0 italiana, trasformando ogni ordine in un gesto di espressione personale e benessere.\u00a0<\/p>\n<p>Guardando al futuro, il mondo del delivery si muove su pi\u00f9 direzioni. Secondo Grand View Research, il mercato italiano continuer\u00e0 a crescere nei prossimi anni, passando da circa 1,3 miliardi Usd nel 2024 a 1,8 miliardi Usd entro il 2030 (+4,8% annuo). Ma non \u00e8 solo una questione di volumi: le nuove abitudini si intrecciano sempre pi\u00f9 con il benessere, la sostenibilit\u00e0 e l\u2019esperienza emotiva legata al cibo, ridefinendo il modo in cui gli italiani vivono il delivery. La convenienza si fa sempre pi\u00f9 integrata e personalizzata: non si ordina solo per fame o mancanza di tempo, ma per ascoltare il proprio stato d\u2019animo, condividere un momento o cercare conforto. In parallelo, cresce l\u2019attenzione verso scelte alimentari pi\u00f9 consapevoli e sostenibili, che uniscono valori e identit\u00e0, perch\u00e9 ci\u00f2 che si ordina racconta sempre di pi\u00f9 chi siamo e come ci vogliamo sentire.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p> A sostenere questa evoluzione interviene la tecnologia: dati, logistica e nuovi modelli come le cloud kitchen rendono l\u2019esperienza pi\u00f9 fluida e vicina ai bisogni reali delle persone. Il risultato \u00e8 un ecosistema maturo, dove il delivery non \u00e8 pi\u00f9 solo un servizio ma una forma di espressione quotidiana, capace di unire praticit\u00e0, emozione e innovazione.\u00a0<\/p>\n<p>Per dare forma e colore ai principali insight emersi dall\u2019Osservatorio, Just Eat ha collaborato con SantoManifesto, collettivo creativo che ha interpretato i risultati della ricerca in chiave visiva. Nascono cos\u00ec due manifesti illustrati, veri e propri &#8216;quadri del quotidiano&#8217;, che raccontano con ironia e autenticit\u00e0 come gli italiani vivono oggi il delivery: tra convivialit\u00e0, comfort e identit\u00e0. I manifesti saranno disponibili in edizione limitata e acquistabili online, per portare a casa, letteralmente, una rappresentazione delle nuove abitudini del gusto.\u00a0<\/p>\n<p>In sintesi, il delivery \u00e8 ormai molto pi\u00f9 di un servizio: \u00e8 un linguaggio quotidiano del benessere e dell\u2019identit\u00e0. Racconta chi siamo, come ci sentiamo e cosa vogliamo (anche senza dirlo). Tra la lasagna &#8216;camouflage&#8217; e il poke del mercoled\u00ec, tra l\u2019estetica curata e la pizza di conforto, l\u2019Italia 2025 ha riscritto le sue abitudini del gusto, con ironia, autenticit\u00e0 e una buona dose di appetito per la vita, perch\u00e9 dietro ogni ordine c\u2019\u00e8 una piccola storia di tempo, appartenenza e voglia di sentirsi bene. Ordiniamo per fame, ma in realt\u00e0 stiamo ordinando emozioni.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>economia<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=29558\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Come e perch\u00e9 ordiniamo a casa non \u00e8 pi\u00f9 solo una questione di&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":29559,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-29558","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29558","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=29558"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29558\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29578,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29558\/revisions\/29578"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/29559"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=29558"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=29558"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=29558"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}