{"id":28093,"date":"2025-11-14T19:29:17","date_gmt":"2025-11-14T19:29:17","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=28093"},"modified":"2025-11-14T19:29:17","modified_gmt":"2025-11-14T19:29:17","slug":"consorzio-formaggi-valtellina-casera-e-bitto-compie-30-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=28093","title":{"rendered":"Consorzio Formaggi Valtellina Casera e Bitto compie 30 anni"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211; Il Consorzio di tutela dei formaggi Valtellina Casera e Bitto compie trent\u2019anni di attivit\u00e0 (1995-2025). Una tappa chiave per fare un bilancio del percorso di valorizzazione di due produzioni di nicchia diventate il simbolo della tradizione casearia valtellinese e un volano economico per il territorio: dalla nascita del Consorzio e delle Dop, la produzione \u00e8 pi\u00f9 che quadruplicata, passando dalle prime 58.457 forme marchiate del 1996 (5.709 per il Bitto e 52.748 per il Valtellina Casera) alle 236.741 del 2024. Oggi Bitto e Valtellina Casera sono tra i prodotti pi\u00f9 identitari della Valtellina e la seconda voce dell\u2019agroalimentare Dop del territorio dopo la Bresaola: impattano per 15,9 milioni di euro sull\u2019agroalimentare della Provincia di Sondrio (+98% rispetto a 10 anni fa), con un valore al consumo di 29,3 milioni di euro. Due Dop solide, che hanno saputo tenere nel tempo alta la qualit\u00e0 e la tradizione della Valle, dando lavoro a 133 allevamenti,13 caseifici (di cui 6 acquirenti primari\/cooperative) e 16 stagionatori per il Valtellina Casera e a 50 alpeggi produttori e 10 stagionatori per il Bitto, a testimonianza delle ricadute positive sul territorio delle due Dop in termini di occupazione e di indotto. A renderlo noto il Consorzio di Tutela durante i festeggiamenti del suo trentennale a Sondrio, nell\u2019ambito della tavola rotonda &#8216;DOP economy, fra tradizione e innovazione, un pilastro del settore agroalimentare italiano e dei flussi turistici&#8217;, cui hanno partecipato, tra gli altri, Massimo Sertori, assessore Regione Lombardia con delega alla Montagna, Ettore Prandini, presidente Coldiretti, Giovanni Guarneri, vicepresidente Afidop, Cesare Baldrighi, presidente di Origin, l\u2019antropologo Marino Niola e Maurizio Folini, pioniere dell\u2019elisoccorso sulle vette degli Ottomila sull\u2019Himalaya.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;I passi in avanti compiuti in trent\u2019anni dal Consorzio &#8211; commenta il presidente Marco Deghi, testimone dell\u2019intero percorso che ha portato l\u2019ente, unico in Italia a tutelare due denominazioni cos\u00ec strettamente connesse, fino ai risultati di oggi \u2013 ci rendono orgogliosi. Oggi le nostre due Dop sono sempre pi\u00f9 note e stanno raccogliendo importanti riconoscimenti dal mercato: il Bitto ha raddoppiato il proprio valore negli ultimi dieci anni, mentre il Valtellina Casera oggi viaggia su un prezzo medio di circa due euro al chilo in pi\u00f9 rispetto al formaggio latteria (+33%). Segnali chiari di una crescita che premia qualit\u00e0, tradizione e dedizione a un mestiere eroico, ma anche il lavoro di squadra realizzato in questi anni. Partendo da queste basi vogliamo guardare avanti. In vista di Milano Cortina 2026, di cui il Distretto agroalimentare di qualit\u00e0 della Valtellina \u00e8 partner, vogliamo costruire sinergie forti con gli altri prodotti a denominazione del territorio&#8221;, ha sottolineato. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Tra le sfide -ha continuato- quella di ampliare l\u2019offerta sulla grande distribuzione: nelle vaschette, dove salumi e formaggi si contendono lo spazio, dobbiamo farci trovare pronti, uniti e riconoscibili sotto il marchio Valtellina. Vogliamo crescere, e per farlo serve rafforzare e ampliare la produzione del Valtellina Casera, gettando le basi per un nuovo disciplinare che estenda l\u2019areale (al Pian di Spagna e Colico) e risponda alle esigenze dei tempi moderni. Questo \u00e8 il nostro impegno prioritario: garantire al Valtellina Casera regole moderne e coerenti con le esigenze attuali del mercato e dei consumatori&#8221;, ha sottolineato. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Infine, ci attende un\u2019ulteriore sfida altrettanto stimolante: portare i nostri prodotti all\u2019estero. Puntando in primis all\u2019export europeo, in crescita del 15% nel 2024: perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che risiede il nostro futuro. Dalla Germania e dalla Francia arrivano segnali molto positivi, grazie a un\u2019intensa attivit\u00e0 di promozione gi\u00e0 avviata quest\u2019anno nelle principali fiere. Siamo solo all\u2019inizio, ma ci sono tutti i presupposti per costruire gradualmente un mercato che rappresenta il futuro di questa Valle&#8221;, ha concluso. \u00a0<\/p>\n<p>Il trentennale \u00e8 stata l\u2019occasione per fare il punto anche sulla stagione positiva del Bitto 2025, con 45 alpeggi coinvolti nel 2025 e una produzione sostanzialmente in linea con quella del 2024. Bene anche il Valtellina Casera: dopo un ottimo 2024 che ha registrato un +8,9% a volume (oltre 221mila forme prodotte) +10,3% a valore alla produzione (13,2 milioni di euro), nei primi 9 mesi ci attestiamo a 174.320 forme con un + 2,89% rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno precedente. Debuttano inoltre nuove pelure celebrative del trentennale, in commercio con il nuovo logo dove il numero 30 si fonde visivamente con il territorio e con il marchio Valtellina Casera e Bitto, a rappresentare un legame profondo e duraturo tra prodotto e origine.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cIl lavoro trentennale del Consorzio Valtellina Casera e Bitto \u00e8 la prova concreta di come un sodalizio che nasce dall\u2019unione di produttori al servizio del territorio possa generare valore, qualit\u00e0 e riconoscibilit\u00e0 ben oltre i confini della Valle&#8221;, ha dichiarato l\u2019assessore all\u2019Agricoltura Regione Lombardia, Alessandro Beduschi in un messaggio al Consorzio. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;I numeri in crescita raccontano una storia di successo, ma soprattutto testimoniano la forza della Dop economy: un sistema che valorizza le radici locali e al tempo stesso si apre ai mercati internazionali, difendendo il reddito degli allevatori e l\u2019identit\u00e0 dei territori. Da assessore regionale all\u2019agricoltura, ma anche in qualit\u00e0 di presidente di Arepo, l\u2019associazione europea delle Regioni con Denominazioni d\u2019Origine, vedo in esempi come questo l\u2019essenza di un modello che vogliamo sempre pi\u00f9 valorizzare: una rete capace di coniugare tradizione, sostenibilit\u00e0 e competitivit\u00e0. La Lombardia \u00e8 orgogliosa di realt\u00e0 che sanno guardare avanti senza perdere la propria autenticit\u00e0. Bitto e Valtellina Casera sono molto pi\u00f9 che due formaggi: sono il simbolo di un\u2019economia che cresce partendo dalla montagna, dal lavoro e dal saper fare delle nostre comunit\u00e0&#8221;, ha concluso. \u00a0<\/p>\n<p>Per l\u2019assessore con delega a Enti locali, montagna, risorse energetiche e utilizzo risorsa idrica, Massimo Sertori: \u201cOggi celebriamo trent\u2019anni dalla nascita del Consorzio Valtellina Casera e Bitto, protagonisti nella scrittura dei disciplinari e dell\u2019ottenimento della Dop. Possiamo dire a consuntivo, certificato dai numeri, che tale progetto ha preservato e qualificato prodotti di grande qualit\u00e0 nati dalla storia e dalla tradizione delle genti valtellinesi, che hanno fatto di necessit\u00e0 virt\u00f9&#8221;, ha sottolineato. \u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Tali prodotti -ha spiegato- non sono solo buoni, riconosciuti e ricercati in tutta Italia, ma ti portano immediatamente verso un vissuto che inesorabilmente si amalgama con un territorio, un paesaggio straordinario, ma allo stesso tempo anche faticoso. Penso al lavoro in alpeggio, penso ai sacrifici, alla fatica e alla dedizione che tutte le persone coinvolte nell\u2019attivit\u00e0 hanno fatto e continuano ad esercitare. Bitto e Casera, infatti, solo un eccellente prodotto enogastronomico e l\u2019intera filiera che li produce genera economia e concorre al mantenimento di un territorio straordinario come quello delle nostre Valli. Coniugare storia, cultura, identit\u00e0, qualit\u00e0, lavoro, essendo sempre aggiornati rispetto alle esigenze dei tempi, preservando la tradizione, \u00e8 una sfida molto difficile ma questa storia ha dimostrato di essere possibile&#8221;, ha concluso. \u00a0<\/p>\n<p>Per il vicepresidente di Afidop, Giovanni Guarneri: \u201cCelebrare i trent\u2019anni di Valtellina Casera e Bitto Dop significa rendere omaggio a un\u2019eredit\u00e0 italiana che affonda le radici nella tradizione degli alpeggi e che \u00e8 parte dell&#8217;importante patrimonio caseario a denominazione di origine lombardo e nazionale, un pilastro per l\u2019economia agroalimentare lombarda. L\u2019evento \u2018Dop economy, fra tradizione e innovazione\u2019 coglie perfettamente il punto: la tutela della nostra unicit\u00e0 territoriale \u00e8 il nostro vantaggio a livello mondiale\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Per il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini: \u201cI prodotti a Denominazione di origine rappresentano un patrimonio del Paese e la punta pi\u00f9 avanzata di una filiera agroalimentare allargata che ha raggiunto il valore di 707 miliardi, con specialit\u00e0 che hanno conquistato tutti i principali mercati mondiali. Non dobbiamo per\u00f2 dimenticare che le produzioni Dop e Igp potrebbero dare un impulso ancora pi\u00f9 forte alle esportazioni e alla crescita del Paese, se gli accordi internazionali riuscissero finalmente a fermare la contraffazione alimentare che danneggia il Made in Italy\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Per il presidente di Origin Italia, Cesare Baldrighi: \u201cGli oltre 20 miliardi di valore della produzione italiana della Dop Economy, che coinvolge quasi 200.000 imprese, non rappresentano solo la forza dell\u2019economia reale del vero e autentico Made in Italy, ma raccontano anche la straordinaria capacit\u00e0 dei Consorzi di tutela. Sono loro che, in questi anni, hanno saputo organizzare le filiere nei territori, mantenendo un dialogo costante con le comunit\u00e0 locali, come dimostrano i 30 anni di attivit\u00e0 del Consorzio di tutela Valtellina Casera e Bitto\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Per l\u2019antropologo Marino Niola: \u201cBitto e Valtellina Casera sono due straordinari emblemi del Made in Italy alimentare, che, prima ancora di essere un semplice economia produttiva, \u00e8 una sintesi della storia e della geografia di un territorio. La Dop consacra processi sociali ed economici che hanno origine nelle comunit\u00e0 di montagna e nel loro modo di produrre: ci\u00f2 aggiunge all&#8217;eccellenza gastronomica un plus fatto di umanit\u00e0 e di identit\u00e0. Oggi il mercato ricerca soprattutto le tipicit\u00e0 capaci di evocare un particolare modo di vivere, un sentiment, un modo di abitare poeticamente la terra. Non a caso il miglior modo di conoscere un territorio \u00e8 mangiarlo, in particolar modo se il territorio genera come nel caso del Bitto e Valtellina Casera, un modello di sostenibilit\u00e0, rivelando il doppio legame esistente fra tradizioni locali, vocazioni produttive e forme di vita in comune. La tradizione non \u00e8 quindi intesa come un deposito inerte di forma del passato ma come un motore di ricerca che rielabora continuamente i materiali del passato per trasformarli in ipotesi di futuro. Questo \u00e8, in sintesi, il volto umano del consorzio e il suo legame con i sogni e i bisogni della collettivit\u00e0 e insieme il suo ruolo nel fare comunit\u00e0\u201d, ha concluso. \u00a0<\/p>\n<p>Il trentennale \u00e8 stata l\u2019occasione per ribadire anche il ruolo centrale delle Dop per il turismo e nell\u2019economia di montagna. Secondo l\u2019Osservatorio italiano del turismo montano jfc nel 2024, il turismo montano italiano ha generato un giro d\u2019affari di 24 miliardi di euro, con prospettive di ulteriore crescita grazie alle Olimpiadi del 2026 con previsioni del +7,5% dei visitatori internazionali. In questo scenario la Valtellina conquista le posizioni di testa nella classifica, con Livigno e Bormio per la prima volta sedi delle gare di sci alpino a Milano Cortina 2026. Un contesto unico per promuovere i prodotti locali, complice la passione degli italiani per l\u2019enogastronomia locale e per la montagna. Se da un lato, tra i motivi della passione in crescita per la montagna compare la grande offerta di sport e attivit\u00e0 (52,73%), per il 64,3% la montagna \u00e8 l\u2019ideale per provare i piatti tipici locali tra malghe, rifugi e baite. Seguono, quasi a pari merito, la possibilit\u00e0 di fare escursioni (63,7%) o la ricerca di benessere e relax (63%).  A confermare la centralit\u00e0 dell\u2019enogastronomia anche la recente indagine realizzata da Swg &#8216;Valtellina taste of emotion. Indagine di mercato sul percepito e il posizionamento del brand&#8217; per conto della Cciaa di sondrio, che evidenzia come un italiano su 3 sia fan della montagna e come le escursioni naturalistiche (71%, in particolare dai Baby Boomers 81%), e le degustazioni enogastronomiche (51%) siano tra le attivit\u00e0 pi\u00f9 apprezzate. Un trend ancora pi\u00f9 forte in Valtellina: il territorio si posiziona a met\u00e0 classifica tra le localit\u00e0 montane pi\u00f9 note, grazie a Livigno e Bormio visitate dalla met\u00e0 dei fan della montagna nazionali.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>economia<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=28093\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Il Consorzio di tutela dei formaggi Valtellina Casera e Bitto compie trent\u2019anni di&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":28094,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[3],"class_list":["post-28093","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati","tag-ultimora"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28093","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=28093"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28093\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28109,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/28093\/revisions\/28109"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/28094"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=28093"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=28093"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ciaoup.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=28093"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}