{"id":26991,"date":"2025-11-12T10:42:19","date_gmt":"2025-11-12T10:42:19","guid":{"rendered":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=26991"},"modified":"2025-11-12T10:42:19","modified_gmt":"2025-11-12T10:42:19","slug":"psicofarmaci-a-bambini-e-ragazzi-e-allarme-cosa-dicono-gli-esperti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ciaoup.it\/?p=26991","title":{"rendered":"Psicofarmaci a bambini e ragazzi, \u00e8 allarme? Cosa dicono gli esperti"},"content":{"rendered":"<p> (Adnkronos) &#8211;<br \/>\nTroppi psicofarmaci a bambini e ragazzi sotto i 17 anni? No agli  allarmismi &#8220;i dati sull\u2019aumento dell\u2019uso in et\u00e0 evolutiva non devono essere letti come un segnale di allarme, ma come uno stimolo alla riflessione e alla responsabilit\u00e0 condivisa&#8221;, spiegano Stefano Vicari, direttore della Neuropsichiatria infantile dell\u2019ospedale Bambino Ges\u00f9 di Roma e Gabriele Masi, referente del Coordinamento primari emergenze psichiatriche in et\u00e0 evolutiva proponendo una riflessione sul recente Rapporto Osmed sull\u2019uso dei farmaci in Italia, che, nel 2024, segnala che la prevalenza nell\u2019uso di psicofarmaci sotto i 17 anni quasi triplicata rispetto al 2020, passando dallo 0,26% allo 0,57%. &#8220;Un dato che richiede invece una lettura attenta e articolata&#8221;, dicono i due specialisti che scrivono &#8220;queste riflessioni come coordinatori dei primari reparti di emergenza psichiatrica per l\u2019et\u00e0 evolutiva (0\u201318 anni), in un momento in cui i dati sull\u2019uso di psicofarmaci nei minori stanno suscitando un ampio dibattito&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Da un lato &#8211; precisano &#8211; serve prudenza, affinch\u00e9 ogni prescrizione sia frutto di un\u2019attenta valutazione e di un monitoraggio continuo; dall\u2019altro, non possiamo ignorare che molti bambini e adolescenti con disturbi psichici in Italia non ricevono ancora un aiuto adeguato. Psicofarmaci in et\u00e0 evolutiva: tra allarme e consapevolezza&#8221;. Prima di tutto, &#8220;non \u00e8 tanto l\u2019aumento numerico in s\u00e9 a essere significativo, quanto la domanda che dobbiamo porci: questo maggiore ricorso ai farmaci risponde davvero ai bisogni clinici dei bambini e degli adolescenti?&#8221;, evidenziano sottolineando che &#8220;in Italia, le stime indicano che solo 1 ragazzo su 15-20 tra quelli che potrebbero trarre beneficio da una terapia farmacologica la riceve davvero. \u00c8 la percentuale pi\u00f9 bassa tra i Paesi europei a noi pi\u00f9 simili&#8221;. La prescrizione di psicofarmaci in et\u00e0 evolutiva &#8220;deve sempre avvenire con grande prudenza e competenza, da parte di specialisti esperti, seguendo alcuni principi fondamentali&#8221;, segnalano Masi e Vicari. \u00a0<\/p>\n<p>Questi i principi: 1) Valutazione globale.  La decisione di prescrivere un farmaco deve inserirsi in una comprensione approfondita della situazione del minore, tenendo conto non solo degli aspetti medici, ma anche di quelli psicologici, familiari e sociali;  2) obiettivi chiari e verificabili. I sintomi da trattare devono essere ben definiti, osservabili e monitorabili nel tempo, cos\u00ec da poter valutare se il farmaco stia davvero aiutando. 3) Monitoraggio costante, Dopo l\u2019inizio della terapia, \u00e8 essenziale verificarne con regolarit\u00e0 efficacia e tollerabilit\u00e0. Entro tre mesi deve essere effettuata una valutazione complessiva del rapporto rischi-benefici per decidere se proseguire, modificare o sospendere il trattamento.  4) Revisione periodica. Poich\u00e9 i disturbi in et\u00e0 evolutiva possono cambiare con lo sviluppo o grazie ad altri interventi terapeutici, \u00e8 necessario prevedere momenti in cui, anche in presenza di buoni risultati, si valuti una graduale riduzione o sospensione del farmaco, per verificare se il miglioramento possa mantenersi anche senza terapia.\u00a0<\/p>\n<p>Per i due esperti &#8220;parlare genericamente di psicofarmaci pu\u00f2 essere fuorviante. Questo termine comprende categorie di farmaci molto diverse tra loro per efficacia e per possibili effetti indesiderati. Gli stimolanti (utilizzati per l\u2019Adhd), i farmaci serotoninergici (per la depressione o il disturbo ossessivo-compulsivo), gli stabilizzanti dell\u2019umore (per il disturbo bipolare) e i bloccanti dei recettori D2 (usati nelle psicosi, nei disturbi del comportamento nell\u2019autismo o nella disabilit\u00e0 intellettiva) hanno profili d\u2019uso molto differenti.\u00a0<\/p>\n<p>Questi ultimi, in particolare, richiedono controlli periodici accurati, soprattutto se usati a lungo, poich\u00e9 presentano un rischio maggiore di effetti collaterali. Alla luce di ci\u00f2, \u00e8 utile considerare alcuni punti chiave e guardare i numeri reali, non solo le percentuali. Dire che l\u2019uso degli psicofarmaci &#8216;\u00e8 triplicato&#8217; pu\u00f2 sembrare allarmante, ma il dato va contestualizzato: in Italia, la prevalenza \u00e8 passata dallo 0,26% allo 0,57%. Si tratta di un aumento, certo, ma i livelli restano molto pi\u00f9 bassi rispetto ad altri Paesi europei. In Francia le percentuali sono circa tre volte superiori, e in Spagna ancora pi\u00f9 alte \u2014 per non parlare dei Paesi nordici. Pensare che solo l\u2019Italia abbia trovato il &#8216;giusto equilibrio&#8217; e che tutti gli altri sbaglino sarebbe un errore: come spesso accade, la verit\u00e0 sta nel mezzo.\u00a0<\/p>\n<p>E ancora. &#8220;Parlare genericamente di &#8216;psicofarmaci ai bambini&#8217; \u00e8 impreciso. L\u2019aumento riguarda l\u2019intera fascia sotto i 18 anni, ma con un picco tra i 12 e i 17 anni, cio\u00e8 soprattutto negli adolescenti. \u00c8 in questa et\u00e0 che emergono le forme pi\u00f9 complesse e severe di disagio psichico, che spesso richiedono, accanto alla psicoterapia e al sostegno familiare e sociale, anche un intervento farmacologico mirato&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>Inoltre &#8220;parlare solo della &#8216;prevalenza d\u2019uso&#8217; non basta: bisogna chiedersi quante persone avrebbero effettivamente bisogno di un trattamento e non lo ricevono. \u00c8 giusto preoccuparsi per chi assume un farmaco, ma dovremmo preoccuparci altrettanto \u2014 forse di pi\u00f9 \u2014 per chi non riceve alcun trattamento, pur avendone necessit\u00e0&#8221;, concludono gli esperti secondo i quali &#8220;la vera sfida non \u00e8 solo limitare l\u2019uso dei farmaci, ma garantire che chi ne ha davvero bisogno possa accedere a cure appropriate, integrate e tempestive. Parlare di salute mentale nei pi\u00f9 giovani significa promuovere una cultura dell\u2019ascolto, della competenza e della cura, perch\u00e9 il benessere psicologico dei ragazzi \u00e8 \u2014 e deve restare \u2014 una responsabilit\u00e0 di tutti&#8221;.\u00a0<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>cronaca<\/p>\n<p>webinfo@adnkronos.com (Web Info)<\/p>\n<div style=\"display:flex; gap:10px;justify-content:center\" class=\"wps-pgfw-pdf-generate-icon__wrapper-frontend\">\n\t\t<a  href=\"https:\/\/ciaoup.it?action=genpdf&amp;id=26991\" class=\"pgfw-single-pdf-download-button\" ><img src=\"https:\/\/ciaoup.it\/wp-content\/plugins\/pdf-generator-for-wp\/admin\/src\/images\/PDF_Tray.svg\" title=\"Generate PDF\" style=\"width:auto; height:45px;\"><\/a>\n\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Troppi psicofarmaci a bambini e ragazzi sotto i 17 anni? 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